25 dicembre 2010

16 dicembre 2010

La rivolta di Atlante

Il libertarismo è quella visione politica per cui ogni persona ha il diritto di vivere la sua vita in qualsiasi modo voglia a meno che questo non contrasti con la libertà altrui. Questa è la Bibbia del libertario, l’unico comandamento da cui deriva tutto il resto. Ciò significa che nessuno - persona, gruppi di persone, governi ecc. – ha diritto di decidere della vita altrui. In questo senso lo Stato - l'idea stessa di Stato - è il nemico numero uno del libertario perché attraverso la coercizione, la tassazione e la violenza limita le libertà degli individui.
Questa definizione è tratta dalle FAQ di Who is John Galt?

C'è un nuovo blog, in città, e il suo gestore è Fabristol, e su questo secondo blog ha intenzione di parlare di libertarismo.
Ne sentiremo parlare ancora, anche qui. E questo mi sembra anche il momento giusto per segnalarlo ai lettori.

15 dicembre 2010

Gli onorevoli

Dal film Gli onorevogli (1963) di Sergio Corbucci. Lo spezzone su Il Post è tagliato della parte iniziale, che lo rende, in realtà, ancora più attuale.

11 dicembre 2010

La lettera di Lea

Cari lettori, potete tranquillamente andare ai vari blog proposti nelle blogroll presenti nelle colonne di questo blog, però ci sono alcuni post che vanno comunque segnalati, come in questo caso.
Tutto parte dalla scoperta che la scomparsa Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia in quanto ex-compagna di Carlo Cosco, 'ndranghetista, è stata in realtà sciolta nell'acido. Ebbene Doriana, su Sud De-Genere, ci riassume la sua storia e soprattutto pubblica la lettera di Lea Garofalo inviata ai giornali appena un mese prima del suo tentato rapimento a Campobasso.
Qui sotto una foto della pagina del Il Quotidiano che pubblica la notizia.

10 dicembre 2010

L'acqua secondo Veolia

Abbiamo letto, nel comunicato del Comitato "Bruno Arcuri", che il socio provato della Regione Calabria nella So.Ri.Cal. S.p.A. è la Veolia, società francese che gestisce le forniture d'acqua a città, regioni e anche nazioni. Ora, se andiamo sul sito italiano della ditta, scopriamo che esiste una pagina dedicata ai servizi per le industrie (è presente anche una pagina sul rapporto con le pubbliche amministrazioni).
In testa alla pagina sono vergate le seguenti parole:


Al lato destro, poi, è indicato un link al ciclo industriale dell'acqua, che però non funziona:

Se ne trova uno funzionante nel sito in inglese, che rimanda a una applicazione in flash, una sorta di learning object sull'argomento, indicato semplicemente come ciclo dell'acqua!
Sempre sul sito inglese, si trovano poi le seguenti affermazioni:
Access for all to drinking water and wastewater services is one of our century's major challenges in emerging countries. We are doing what we can to meet it, in partnership with public authorities and other stakeholders.
Abbiamo visto come vengono gestite queste partnership, a meno di non dimostrare che la decisione di far fallire il comune di Bisignano non penda tutta sulla Regione, cioè sull'azionista di maggioranza.
In fondo alla pagina, infine, l'ultima chicca:
Veoliaforce is the humanitarian arm of the Veolia Environnement Foundation. Its brief is to provide emergency humanitarian assistance, by sending experts and equipment to the stricken area in order to safeguard the water supply and prevent the outbreak of epidemics. It relies on a network of employees who volunteer both their time and expertise in order to assist those communities affected by the disaster.
Lasciando a voi lettori qualsiasi commento sulle frasi citate, o la ricerca di altre chicche di questo genere, vi segnalo infine la pagina con il management della ditta.
L'indagine che ho compiuto, comunque, si conclude con una sorpresa: la So.Ri.Cal., nonostante quello che sta scritto sul sito della ditta calabrese, non è inserita né nella pagina delle filiali (e non stupisce) e nemmeno nella pagina delle partecipate.
A questo punto mi viene da chiedermi: chi è il socio privato della Regione? A leggere quanto scrivono sul sito dell'azienda calabrese sembrerebbe l'Enel (che nonostante la privatizzazione è ancora a maggioranza pubblica: i due principali azionisti sono infatti il Ministero del Tesoro e la Cassa depositi e prestiti, a sua volta controllata dal suddetto Ministero al 70%), ma sul sito dell'Enel non sono riuscito a trovare nulla.

Per cui, al momento, chi siano i reali padroni della So.Ri.Cal. non è dato sapere, anche se ho il forte sospetto che siano i cittadini italiani, che ovviamente da tutte queste scatole cinesi finanziarie sono gli unici a non riceverne alcun vantaggio.
La risposta a tutto questo è semplice: lo stato sono loro.

29 novembre 2010

Ignorante?

Franco Senatore, nella puntata di ieri di Report, sembra non sapere nulla riguardo i dati tecnici sul solare o sull'eolico. Nella stessa puntata un geometra, Leopoldo Greco, mi pare, a parte gli aspetti piuttosto equivoci del personaggio, afferma di non poter passare tutto il giorno con il righello in mano, anche se questo, di fatto, dovrebbe essere il suo lavoro...
Riguardo l'eolico, alcuni aspetti interessanti, come il non rispetto delle distanze dalle abitazioni in quel di Girifalco, o la costruzione a ridosso delle spiagge a Isola Capo Rizzuto, dove la maggior parte dei terreni del locale parco eolico appartengono alla famiglia Arena, nota 'ndrina calabrese.
La sensazione, riguardo la Calabria, è che gli Arena siano ancora fortemente in opera sul territorio. Per quel che riguarda l'Italia, la sensazione è che ogni occasione è buona per mettere le mani sui solfi dei cittadini.
Lo stato sono loro!

08 novembre 2010

Bisignano: come affogare un comune per debiti con l'acqua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera proveniente dal Comitato Calabrese per l'Acqua Pubblica (per chi vuole, è disponibile tutto il documento, in formato word, su Google Docs):

Il socio privato della società So.Ri.Cal. S.p.A. è la multinazionale francese Veolià, inopinatamente allontanata dalla gestione degli acquedotti parigini, nella sua terra di Francia.
E così la Calabria resta la terra di accoglienza degli "esuli" francesi e, si sa, per gli esuli la vita è sempre dura, ma i calabresi sono gente di cuore. Gli "esuli" francesi gestiscono i nostri acquedotti, ovviamente la parte buona, realizzando profitti ed utili ma soltanto perché sono "esuli". La Regione Calabria, socio di maggioranza assoluta nella società mista So.Ri.Cal. S.p.A., contribuisce con anticipazioni milionarie ad alleviare la condizione di "esuli". Ovviamente, uno può immaginare, la So.Ri.Cal. S.p.A. ricambierà l'accoglienza e l'ospitalità verso i calabresi, se non altro perché vive una condizione, quella dell'esilio dalla terra madre, che per i Calabresi, purtroppo, ha rappresentato e rappresenta la quotidianità.
Invece non è così, ma non per cattiva volontà, soltanto perché lo status di "esuli" comporta una continua ricerca di sicurezza anche in proiezione futura.
L'esempio di quanto accaduto nel Comune di Bisignano è, in tal senso, illuminante.
Questo Comune in provincia di Cosenza era divenuto debitore della società So.Ri.Cal. S.p.A., per la fornitura dell'acqua potabile della somma di euro 443.242,17 per il periodo 2005 – 2008. Somma che non riusciva a pagare per evidenti difficoltà di natura finanziaria, nonostante i cittadini abbiano provveduto al pagamento dei propri consumi idrici.
Si sa che i calabresi sono fra i cittadini più poveri dell'intera comunità europea ed i Comuni, soprattutto nell'enorme crisi che ci accompagna, hanno risorse molto esigue.
Lo status di "esuli", evidentemente, induce però la So.Ri.Cal. S.p.A. a richiedere al Comune non solo il pagamento di quella somma ma anche euro 50.682,69 per interessi moratori.
Ovviamente il Comune di Bisignano non ha i soldi per pagare e così, in data 16.03.2009, chiede alla So.Ri.Cal. S.p.A. di poter estinguere il debito con un piano di rientro di 20 rate mensili a decorrere dal maggio 2009; chiede pure alla società di rinunciare alla pretesa degli interessi moratori e rivalutazione monetaria.
Gli "esuli" francesi in Calabria si dicono disponibili a concedere una dilazione nel pagamento a condizione, però, di sottoscrivere una nuova "Convenzione di Utenza".
In data 27.04.2009 viene approvata e sottoscritta la nuova Convenzione che stabilisce il piano di rientro del debito pregresso di euro 443.242,17 da estinguersi in 20 rate mensili da euro 22.162,10 ciascuna; la decorrenza della prima rata è però spostata al maggio 2008.
Il Comune di Bisignano riesce a far fronte ai pagamenti, con ogni sforzo riferito ad una grave situazione di cassa, fino al 31.12.2008 non riuscendo, però, a garantire il pagamento degli importi alla società So.Ri.Cal. S.p.A. per tutto l'anno 2009. E adesso cosa succederà? Cosa faranno gli "esuli" francesi in Calabria?
Anzitutto, tanto per cominciare, la So.Ri.Cal. S.p.A. mette in mora il Comune di Bisignano richiedendo, tra l'altro, il pagamento dell'intero importo dovuto a tutto il 3° trimestre 2009, pari ad euro 504.955,69, in unica soluzione ed entro 15 giorni a datare dalla richiesta.
Il Comune di Bisignano, che ovviamente non ha quei soldi, fa probabilmente leva sullo status di "esuli" della società, pensando che il destino che accomuna i bisognosi in fondo è lo stesso.
Per questo, chiede alla società So.Ri.Cal. S.p.A. l'adozione di un nuovo piano di rientro dell'intero debito di euro 504.955,69, proponendosi di estinguerlo in 15 rate mensili di euro 33.663,74 a decorrere da marzo 2010. La risposta degli "esuli" francesi non tarda a venire e, forse a causa del proprio status, è sempre accompagnata dalla richiesta di una ulteriore "Convenzione di Utenza".
La nuova Convenzione prevede l'estinzione del debito, che nel frattempo ha raggiunto la cifra di euro 514.551,67, con una dilazione di 60 rate mensili di euro 8.575,86 cadauna con decorrenza da maggio del 2010 fino ad aprile del 2015.

05 novembre 2010

Cose nostre

Rilancio dal Blogghetto di Flavio Ubaldini (via Michele Dotti):


Venerdì 5 novembre 2010 (dalle 20 alle 24), esattamente a due mesi di distanza dal brutale assassinio del "sindaco pescatore" andrà online "a rete unificata" una straordinaria maratona per la legalità.
"Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo", questo il titolo della diretta, alla quale io avrò il grande onore di portare un mio personale contributo..
Per l'occasione sarà attivo questo sito (cosenostre.tv) che raccoglierà adesioni, testimonianze di solidarietà, segnalazioni e denunce di illegalità. La diretta sarà trasmessa anche su tutte le micro web tv aderenti e rilanciata dai grandi network editoriali italiani ed esteri.

01 novembre 2010

Il discorso di Pericle agli ateniesi

Citato nella puntata del 21 ottobre 2010 di Annozero da Travaglio, eccolo per i nostri lettori:

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in é una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così

(trovato sul blog di Fabio Marzocca)

22 ottobre 2010

I gatti di Massimiliano

Su Sud De-Genere c'è la storia di Liliana, madre di Massimiliano Carbone, ucciso dalla 'ndrangheta. L'omicidio non ha ancora assassino, e intanto la madre visita la tomba del figlio e cura i gatti del cimitero. Mentre da Sud De-Genere potete vedere il trailer del documentario realizzato per diffondere la storia di Massimiliano, qui vi lascio con l'interivsta che Liliana ha rilasciato nel 2006 ad Annozero:

20 ottobre 2010

Arrestato 'ndranghetista

E' accusato di essere l'esecutore materiale degli attentati contro i magistrati di Reggio Calabria Antonio Cortese, di 48 anni, l'affiliato alla cosca Lo Giudice fermato dalla polizia a Reggio Calabria.
(Ansa, Calabria)

Vieni via con me

E l'originale

E intanto a Monza sono stati trovati i resti di Lea Garofalo, per anni compagna di Carlo Cosco affiliato alla 'ndrina di Petilia Policastro a Crotone, una 'ndrina piuttosto diffusa (Milano, quartiere di Quartoggiaro; Torino).
E si diceva i resti: già. E' stata sciolta nell'acido, come da barbara tradizione.
E giusto lunedì in Piazza Piemonte, Giulio Cavalli presentava il suo ultimo libro sulla 'ndrangheta.

Questo è uno dei video realizzati dalle (forse) quattro troupe televisive giunte in Feltrinelli per intervistare Cavalli.
Ringrazio, infine, Massimilla per due dei tre video del post di oggi.

Update: Ho letto solo da poco l'articolo di Doriana su Sud De-Genere. Potete leggerlo anche su Donne calabresi in rete.

13 ottobre 2010

La chiusura del Centro "Lanzino"

Il Centro contro La violenza alle Donne "Lanzino" di Cosenza, in via Caloprese, sembra prossimo alla chiusura per mancanza di fondi.
Sulla vicenda Sud De-Genere, a metà settembre, aveva dedicato un post alla questione; giusto ieri, poi, era tornata sulla questione anche Laura Cirella su Noi Donne. Ora, sulla rete, mentre Adamo prende atto e lancia appelli, sta circolando un messaggio, da inviare via e-mail o fax alla regione Calabria. Il messaggio potete trovarlo su Sud De-Genere, Femminismo a Sud, Maria Palasciano e ora anche su questo piccolo blog:

08 ottobre 2010

Ricercatori: Facoltà di Ingegneria dell'Unical

Il 30 settembre si è svolta una assemblea straordinaria in notturna della Facoltà di Ingegneria dell'Unical.
Questo il video del servizio di Ten:

06 ottobre 2010

In giro per l'Europa

Enrico, uno dei Precari Invisibili, è andato in Francia, a Lille, per un postdoc di un anno.
Il suo viaggio è stato costellato da proteste contro i governi locali e nazioniali.
Questo una sorta di resoconto video delle manifestazioni che ha incontrato (all'ultima ha anche partecipato)...
Il primo video riguarda la ben nota vicenda dell'ospedale di Trebisacce (e di altri della regione) che si vorrebbe chiudere. Alcuni comuni hanno addirittura proposto di passare alla Basilicata per ottenere il trattamento sanitario che meritano!
Ciò che è assurdo della vicenda calabrese è quanto sottolinea la politica nazionale degli ultimi anni (e come vedremo anche di alcuni paesi europei): in tempi di crisi tutto è lecito per diminuire i servizi ai cittadini, piuttosto che i privilegi ai dirigenti.

Il secondo video riguarda Bruxelles e una manifestazione con 120000 persone alla stazione centrale contro l'austeritè:

E infine l'ultimo video, una manifestazione che si è svolta proprio a Lille, quella cui ha partecipato Enrico, 35000 persone, contro la riforma delle pensioni di Sarkozy, una manovra che peserà al 90% sui salari dei lavoratori:

Mi piace, a questo punto, citare queste parole di Enrico:
Ovviamente non sono io che me le vado a cercare (anche se tutto farebbe pensare il contrario!), semplicemente per tv passa l'1% della disgregazione sociale in corso e delle agitazioni dei lavoratori, dei cittadini, degli studenti, delle persone comuni... se guardate i video, parlano lingue diverse, ma hanno tutti le stesse facce di persone che lavorano da una vita, e combattono con le stesse idee e gli stessi slogan. e soprattutto la stessa voglia di non far pesare i casini prodotti da chi gioca coi soldi (degli altri) sul futuro proprio e dei propri figli.
A completare il discorso di Enrico ci pensa Mariagrazia:
Sono rientrata in UK. I lavoratori British Airways sono in sciopero da marzo 2010 ma nessuno se ne accorge fin a quando arrivati ad heathrow gli aerei non possono far scedere i passeggeri perche' non ci sono gate liberi per gli aerei, e i bagagli vengono scaricati un'ora dopo l'effettivo attracco del veivolo.
La metropolitana di londa e' di nuovo in sciopero. Sciopero selvaggio, senza avvisi, Cameron e Johnson fanno spallucce e ripetono, come dischi rotti: "prendete esempio da noi: andate in bici, fa bene all'ambiente e alla salute".
Solo che per una bici nuova ci vogliono soldi, e per prendere in affitto quelle messe a disposizione dal Comune di Londra la carta di credito (250£ di cauzione).
Hanno chiuso dipartimenti di filosofia, gli studenti sono scesi in piazza, hanno alzato le tasse universitarie di circa il 40% in un anno. Alcuni corsi inizieranno in ritardo (fine novembre) per poter risparmiare sui costi.
[I ricercatori del dipartimento] (Electronic and Computing - Universita' di Southampton) sono arrabbiati e sul piede di guerra perche', per finanziare il dipartimento e il resto dell'univerisita' che non "produce" non fanno piu' ricerca, ma solo applicazioni e supporto ai vari civil servants e industrie.
La BBC, che vive di solo canone, e' a rischio chiusura. I giornalisti hanno accettato stipendi piu' bassi.
Il tutto avviene nel silenzio.
Il resto del discorso, non mi sembrava il caso di proporvelo, un collage di voci che si aggiungono ai video, che sono le voci che in questi anni si sono succedute su questo blog o su Science Backstage alla categoria Ricerca. Certo, però, questi video sembrano la giusta risposta a questa domanda.

04 ottobre 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: conferenza di Bianchi

Mentre i comuni a cinque stelle si sono riuniti a fine settembre a Bisignano, in quel di Bianchi i cittadini preoccupati si sono riuniti per una conferenza sulla centrale a biomasse di Panettieri.
Quello che segue è il comunicato stampa che riassume quella conferenza:

Si è tenuto nell'affollata sala consiliare del Comune di Bianchi (CS), il convegno dal titolo: "Centrale a biomasse di Panettieri - conseguenze negative per il comprensorio e i suoi abitanti". Gli argomenti trattati nell'iniziativa, organizzata dal Comitato per il No alla centrale a biomasse di Panettieri, sono stati quelli delle ricadute sulla legalità, sulla salute e sull'agricoltura nel territorio montano interessato dall'iniziativa proposta dalla Bioenergia Investimenti S.p.A.
E gli abitanti del Comune presilano hanno risposto in tanti ed attenti fino alla fine, anche perché la centrale dovrebbe essere realizzata in un sito a ridosso della frazione Iannetta del comune di Bianchi.
I lavori sono stati aperti da Saverio Bianco, del Forum del Reventino, che con un'appassionata relazione ha introdotto i temi in discussione in questa che è stata la terza iniziativa organizzata per informare popolazione ed amministratori sull’impatto del contestato impianto che si vorrebbe realizzare nel più piccolo comune della Calabria, appunto Panettieri.
Impianto di notevoli dimensioni (14 MW elettrici), che dovrebbe consumare 130.000 tonnellate annue dichiarate di legno per poter funzionare.
Molte le criticità riassunte dagli organizzatori: dove reperire il legname necessario se persino nel Programma di Sviluppo Rurale - PSR 2007/2013 si legge che non vi sono le biomasse occorrenti per far funzionare gli impianti esistenti? Quali le conseguenze sul territorio di un impianto che divorerebbe i boschi esistenti, con evidenti rischi di dissesto idrogeologico, depauperamento delle risorse naturali e paesaggistiche di un comprensorio con evidenti vocazioni turistiche?
Quali gli interessi della criminalità organizzata che opera nel settore boschivo, le 'ndrine del legno, alla realizzazione di impianti di questo tipo?
Quali conseguenze occupazionali negative sulle attività ricettive che verrebbero danneggiate dalla messa in esercizio della grande centrale termoelettrica (alberghi, ristoranti, agriturismi, B&B)?
Quali conseguenze negative sulle attività agricole e l'occupazione nel settore dovute alle emissioni inquinanti che comprometterebbero inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli, come la IGP "Patata della Sila", recentemente riconosciuta dall'Unione Europea?
E, soprattutto, quali le conseguenze sulla salute degli abitanti, dovute alle emissioni, di diossine, micro e nano polveri, da parte dell'impianto che si propone a Panettieri?
Don Antonino Vattiata, membro del coordinamento nazionale di Libera, l'associazione contro le mafie coordinata da Don Luigi Ciotti, ha esortato i giovani a un costante impegno contro tutte le mafie che imperversano nella regione: solo con l'impegno di tutti, collaborando con le istituzioni preposte alla tutela della legalità è possibile cambiare ed è possibile offrire la possibilità di una diversa prospettiva di vita ai calabresi. Di come sia necessario che gli amministratori operino per il bene comune e non, come spesso avviene ad opere della classe politica calabrese, per interessi di pochi che, come in questo caso, provocano poi danni all'intera comunità. Sulla vicenda ha fatto proprie le parole di un interrogazione parlamentare, dell’allora Sen. Giovanni Russo Spena, al Ministro degli Interni in cui, già nel 2002, si evidenziavano gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei tagli boschivi, preoccupazione condivisa nella risposta scritta redatta dal Sottosegretario agli Interni On. Alfredo Mantovano. Ad un ragazzo che gli ha chiesto, poi, se la centrale poteva portare delle ricadute positive ai cittadini, Don Antonino ha risposto esortando ad informarsi, ad essere consapevoli, a non farsi "infinocchiare", qui, in realtà, si tratta di pochissimi posti di lavoro!

01 ottobre 2010

Al tempo dei borboni

Cercavo da tempo uno spunto per citare Peppe che a sua volta chiama in campo Angelo Panebianco.
Cercavo uno spunto per riproporvi questi brani, tratti dal diario cicloturistico di Luigi Bertarelli, fondatore del Touring Club italiano:
Laggiù vi sono terre fertili e ricchezze grandi: l'occhio si perde spesso fra interminabili uliveti e gli aranceti auliscono quasi ad ogni svolto di strada, mentre vigne dal vino generoso incoronano ogni poggio.

(...)

Ma tutta questa ricchezza è poveramente pagata: l'olio, il vino, gli aranci e i formaggi caprini non possono sperare in una esportazione, troppo gravosa oggi, in cui le ferrovie con tariffe altissime hanno distrutto altri mezzi meno costosi di trasporti per mare e in cui l'unità italiana ha tolto alle Calabrie quel grande consumatore che era Napoli.

(...)

La Calabria ha avuto ferrovie (che servono più che tutto agli inglesi tisici i quali vogliono recarsi in Sicilia senza passare il mare) e strade (le quali, lo imparino i ciclisti da L.V.Bertarelli, sono fra le buone d'Italia) Ma linee ferroviarie e reti stradali sono come le vene di un anemico: il sangue dell'attività non vi scorre, giacché la Calabria ciò che produce deve consumarlo in casa sua.

(...)

E così il denaro manca in modo assoluto: quasi tutto si paga in derrate, dal medico al notaio all'avvocato. L'esattore però no: questo vuole essere pagato in denari contanti. E il curioso si è che allorquando un possidente calabrese ha da maritare una figliuola o un figlio che deve fare il volontario, non trova denaro neppure vendendo un fondo, cosicché oggidì in Calabria si possono acquistare terreni al 7, all'8 ed anche al 10 per cento del loro reddito netto.

(...)

Un paese ridotto in tali condizioni da una politica insipiente, si può chiamare sagrificato, ma non parassita.

E lo spunto me lo da la Lettera al Nord di Giuseppe Quartucci, che vi propongo nella lettura di Antonio Maria Lo Faro:


(via Elisabetta Filippelli - le citazioni sono tratte da L'annoso problema dell'assistenza al Sud)

30 settembre 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: nuovo No dai cittadini

Prima di iniziare, un paio di notizie riguardanti Milano: Sotto sequestro il quartiere costruito dalle cosche e Gomorra a Milano.

Qui su Stipaturi mi sono occupato sin da subito della Centrale a biomasse di Panettieri. Le proteste dei cittadini di quelle zone e della provincia di Cosenza proseguono e oggi ci portano a un comune confinante con quello di Panettieri, Bianchi.
Anche lì sono preoccupati per la situazione che si sta venendo a creare, e oggi pomeriggio, alle 18, presso la Sala Consiliare, si terrà un incontro, annunciato da un volantino. Dopo la locandina che campeggia qui sotto, il testo. Per chi vuole una versione da conservarsi o da leggersi con calma, l'ho reso disponibile su Google Docs.

09 settembre 2010

Angelo Vassallo

Il ricordo del sindaco di Pollica su libera informazione.

Emergenza idrica a Vibo Valentia

Ricevo e volentieri pubblico questo comunicato del Comitato Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri:

Da diversi giorni la città di Vibo Valentia e diversi comuni della sua Provincia sono in piena emergenza idrica a causa della non potabilità dell’acqua che viene erogata. L’emergenza è scoppiata il 16 agosto scorso ma è lecito chiedersi da quanto tempo le caratteristiche dell'acqua fossero tali da renderla non potabile. La società che attualmente gestisce gli acquedotti regionali, la So.Ri.Cal. S.p.A., come si legge dalla stampa locale avrebbe definito un "disguido" quanto successo ed avrebbe fornito spiegazioni che non hanno convinto affatto gli amministratori locali. La grave situazione che si è venuta a creare nel vibonese riafferma con forza, ove ce ne fosse bisogno, la necessità di una gestione pubblica, nel senso di partecipata, trasparente e condivisa, dell'acqua come bene comune che appartiene a tutti i cittadini.
E' il caso di evidenziare come il socio "pubblico" della società, e cioè la Regione Calabria, che dovrebbe controllare l'operato della Sorical SpA non si sia, a tutt'oggi, espresso su di una vicenda che pure condiziona pesantemente la vita di tanti cittadini.
Le oltre 45.000 firme raccolte in Calabria per il Referendum nazionale sulla ripubblicizzazione dell’acqua, del quale il nostro Coordinamento è stato tra i promotori, meritano una risposta a questa nuova emergenza da parte dei vertici regionali.
Sulla gestione della società mista So.Ri.Cal. S.p.A. questo Coordinamento ha posto da diverso tempo domande precise rimaste tutte senza risposte; è il caso di citare, per esempio, la problematica delle tariffe applicate ai Comuni Calabresi.
La gestione delle diverse emergenze sul territorio calabrese impone, così come è avvenuto in altre regioni italiane, la realizzazione di un coordinamento regionale Enti locali per l'Acqua Pubblica in grado di "fare rete" per il ritorno ad una gestione pubblica, condivisa e partecipata dai cittadini.
La Calabria è la regione più povera d'Italia ma nel mondo sono stati proprio gli Stati più poveri, come la Bolivia, ad aver vinto battaglie molto difficili contro le multinazionali che avevano privatizzato le acque di quei Paesi, realizzando profitti sul Bene Comune ed insostituibile per eccellenza, l'Acqua.

07 settembre 2010

Riparte Calabria, blog calabrese

C'è voluto un po', ma finalmente è ripartito un blog dedicato alla Calabria, per i tipi di Blogosfere: Calabria, appunto, dove il nuovo blogger, Vincenzo Marino, riparte dagli occhiali da sole.
Andiamo a fargli un saluto, dunque, augurandogli un buon lavoro!

25 agosto 2010

Umanità Nova nn.12, 13, 14


E oggi recuperiamo i numeri 12, 13, 14 di Umanità Nova con una selezione degli articoli proposti dalla storica rivista anarchica:
  • n. 12 dell'11 aprile 2010
    • Anno zero di civiltà: Omofobia e becero sessismo maschilista bipartisan
    • Sempre Avanti!: Libertà d'informazione
      Il Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze...
      Così l'ampolloso incipit del decreto del 30 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 75 del 31 marzo con effetto immediato, e quindi valido già dal 1° aprile 2010 che prevede l’azzeramento delle tariffe agevolate in materia di spedizione di prodotti editoriali.
      Un bel pesce d’aprile, non c'è che dire, per la piccola editoria che si è trovata da un giorno all’altro a vedersi quadruplicare in pratica i costi di abbonamento e spedizione, tra i tanti, al pari delle altre edizioni di movimento, anche la nostra testata.
      Un bel colpo assestato a tutti coloro che con fatica cercano di mantenere viva una voce indipendente, dando sicuramente non troppa noia, ma cercando comunque di restare fuori dal coro.
      Alla faccia della libertà di stampa!
    • Inflazione? Gli Stati Uniti: Crisi del capitalismo
      L’inflazione, ossia la perdita di valore d’acquisto del denaro nei confronti di merci e servizi, è una comoda via d’uscita che i debitori auspicano sempre. Se oggi prendo a prestito 100 euro, equivalenti a 100 tazzine di caffè e, tra dieci anni, restituisco sempre 100 euro, in grado però di acquistare solo 50 fumanti espressi, ne traggo un indubbio beneficio economico. Quando i debitori sono gli Stati, che possono portare avanti politiche che favoriscono l’insorgere dell’inflazione, il sospetto che si intenda utilizzare tale via d’uscita per ripianare i debiti pubblici è più che giustificato.
      Gli Stati Uniti sono oggi il maggiore paese debitore del mondo. Ciò con riferimento al complesso del settore pubblico e del debito privato. È naturale ritenere che due fenomeni, peraltro tra loro strettamente interconnessi, aiuterebbero gli americani a rimborsare i debiti contratti con il resto del mondo: la ripresa di tensioni inflazionistiche e una svalutazione controllata del dollaro.
    • L'Aquila. La città sta morendo
  • n.13 del 18 aprile 2010

    • Inflazione? L'Europa: Crisi del capitalismo
      Nell'articolo precedente abbiamo visto come la chimera dell'inflazione, fenomeno utile ai grandi debitori, non sia così facile da perseguire da parte degli Stati Uniti. Com'è la situazione in Europa? Per capirlo, ripercorriamo in sintesi la cronologia della crisi. La prima ondata che ha travolto il vecchio continente è stata il pesante deprezzamento dei titoli tossici che le banche e le compagnie di assicurazione europee avevano acquistato dalle banche d’affari americane. Perciò, come negli Usa, quasi tutti i governi europei sono dovuti correre in soccorso degli istituti di credito per evitare il loro collasso. Una seconda falla si è aperta nelle economie dei paesi dell'Europa Orientale, dove la svalutazione delle monete locali nei confronti dell’euro e del franco svizzero ha messo in ginocchio le famiglie, che avevano debiti espressi in queste valute e redditi nelle deprezzate monete locali. È toccato al Fondo Monetario Internazionale intervenire per evitare l’affondamento di queste nazioni.
    • Sanatoria: una trappola micidiale: Schedulatura di massa per gli immigrati
    • Repressione economica: Sugli aumenti delle tariffe postali
      Con una nota di Donato, sul numero scorso, davamo conto del decreto “con effetto immediato” che aboliva le riduzioni tariffarie dell’abbonamento postale. Questo comporta un aumento dei nostri costi di spedizione di oltre 450 euro la settimana (200% della voce “spedizioni”).
      L’aggravio annuo sul bilancio sarebbe di 21 mila euro. Una mazzata!
      Si sono levate da più parti “cori di protesta” anche perché, come per Umanità Nova, questo decreto taglia le gambe a tutta la stampa periodica (soprattutto quella “minore”) che ha nell’abbonamento postale uno dei principali veicoli di diffusione. Anche le case editrici di libri (sempre le così dette “minori”) hanno nella vendita per corrispondenza un canale di distribuzione essenziale.
  • n.14 del 25 aprile 2010
    • La calda primavera sociale "e Spixanis"
      Gli anarchici della FASpixana ed i comunalisti libertari della FMB sono fra quelli che le promesse le mantengono, non come i cialtroni che le promesse le proferiscono solo in campagna elettorale per poi calpestarle quotidianamente una volta saliti al potere. Sul finire del 2009 gli anarchici e la FMB, nel bel mezzo della polemica in cui erano stati coinvolti dalla SD (vedi primi numeri di UN 2010), avevano promesso e Spixanis (a Spezzano) una calda primavera sociale, e naturalmente la promessa è stata coerentemente messa in atto. Difatti, trascorsa la baldoria elettorale che a Spezzano è riuscita su 6934 elettori a portare alle urne solo circa 3525 votanti (tra cui 173 schede bianche e nulle), nei giorni di Pasqua tutto il paese viene tappezzato con un murale intitolato “Il Paese langue... come prima, più di prima” a firma della FASpixana e della FMB.
    • Nè in Abruzzo, né altrove: No Nucleare
    • Torino. 20 piazze No Tav

24 agosto 2010

Panettieri: Lettera aperta alle organizzazioni agricole

Nei giorni scorsi mi sono venuti un paio di comunicati. Il primo da parte del consigliere comunale di minoranza di Panettieri, Alessandro Mancuso, che potete leggere sul sito di Nuova Cosenza. L'altro da parte del Forum del Reventino, dal Comitato per il No alla centrale a biomasse di Panettieri e dal Forum ambientalista.
Questi ultimi hanno inviato, per conoscenza al sottoscritto, una lettera aperta alle organizzazioni agricole nazionali e locali sulla questione dell'esclusione dal territorio dell'IGP "Patata della Sila" dei Comuni di Bianchi e Panettieri – Richiesta di presa di posizione sulle conseguenze derivanti dall'eventuale autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di una centrale a biomasse da 14 MW/e da realizzare nel Comune di Panettieri (CS).

Quest'ultima lettera, oggi, condivido con voi lettori:

04 agosto 2010

Acqua pubblica: chiusura della campagna

Dopo aver abbondantemente raggiunto l'obiettivo delle 24000 firme per il referendum per l'acqua pubblica, arriva puntuale il comunicato del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri: come potrete leggere (e far di conto) nella nostra regione abbiamo superato le 41000 firme.
Ora, bando alle ciance ed ecco il comunicato:

Oltre quarantunomila persone, disseminate in quasi tutti i comuni calabresi, hanno apposto tre volte la loro firma, in favore di ognuno dei tre quesiti per la ripubblicizzazione del servizio idrico proposti dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, di cui il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica "Bruno Arcuri" è tra i fondatori. Si tratta di un risultato storico, perché mai nella nostra regione, così come nel resto del Paese (1 milione 400mila firme!), è stata riscontrata un’adesione talmente ampia e diffusa ad una campagna referendaria.
Nello specifico, la provincia con i numeri più rilevanti è quella di Cosenza (quasi 19500 firme), seguono Catanzaro (quasi 10mila firme), Reggio Calabria (7500 firme), Crotone (3600) e Vibo Valentia (1500). Tra i singoli comuni, la "palma" va assegnata a Catanzaro, con quasi 4400 firme raccolte. Seguono Reggio (quasi 2900 firme), Lamezia (2640), Cosenza (2580, che diventano però quasi 3700 considerando anche le vicine Rende e Castrolibero), Crotone (2350), Castrovillari e Vibo (entrambe con oltre 900 firme). In alcuni piccoli centri invece è la percentuale di aderenti a segnare il dato più significativo, superando il 10% del corpo elettorale in almeno una ventina di comuni, con il record del 40% a Grimaldi.
Questo straordinario successo è basato sull’obiettivo della salvaguardia di un bene comune, che ha coagulato energie provenienti da radici e storie diverse, dalle parrocchie ai centri sociali, creando i migliori presupposti per la campagna referendaria, che si terrà presumibilmente nella prossima primavera. Durante i mesi che ci separano dalla scadenza referendaria rilanceremo la necessità di accogliere con tre SI convinti i quesiti proposti, per bloccare la privatizzazione del servizio idrico, per aprire la strada alla ripubblicizzazione e per impedire il profitto sull'acqua. Fin d'ora però chiediamo:
  1. a tutti gli amministratori locali, ed in particolare al sindaco di Lamezia Terme, una moratoria del decreto Ronchi almeno fino all'effettuazione dei referendum;
  2. che l'ANCI regionale prenda una posizione decisa sulla questione delle tariffe illegittime attuate dalla Sorical, circa la quale abbiamo dato comunicazione da almeno due mesi al Presidente Perugini senza ottenere risposta;
  3. un incontro pubblico con il neo-presidente della Sorical, Sergio Abramo, che diverse volte in passato si è apertamente lamentato della gestione delle acque calabresi, e che non vorremmo avesse cambiato idea sulla necessità di una maggiore partecipazione e trasparenza circa le politiche di questa società. Un buon inizio sarebbe quello di rendere noto il proprio compenso e la buonuscita dell'ex-presidente Camo.
La campagna per l'acqua pubblica in Calabria non è un fatto isolato, ma si nutre di una storia che contribuisce a costruire. Solo lo scorso mese di ottobre, nemmeno un anno fa, si è tenuta la grande manifestazione di Amantea contro i veleni disseminati nel nostro territorio, e nel mese di dicembre un'altra grande manifestazione contro il ponte sullo Stretto. In Calabria più che altrove il mito dello sviluppo, come in ogni colonia, ha significato spregio della vita e della salute umana, oltre che depredazione delle risorse del territorio. La battaglia per l'acqua si proietta dunque come battaglia per i beni comuni, anzi per il bene comune, e quindi per la partecipazione e la democrazia. Dunque, si scrive acqua, ma si legge democrazia.

03 agosto 2010

Umanità Nova n.22 del 20 giugno 2010


Ed eccoci con il consueto appuntamento con Umanità Nova, in questo caso con il n.22, l'ultimo disponibile on-line. Questi gli articoli che ho selezionato per voi oggi, mentre il resto può essere letto direttamente a partire dal sommario:
  • In Campania o nel Guangdong? Accordo FIAT a Pomigliano d'Arco
    Mentre sabato 12 giugno le televisioni mandavano in onda gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda che coinvolge lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, a qualcuno potrebbe improvvisamente essere venuto in mente il libro di Naomi Klein Shock economy, nel quale è descritto come il capitalismo moderno approfitti delle grandi catastrofi che colpiscono l’umanità per imporre sempre più ferocemente il proprio dominio.
    Nel caso di Pomigliano il paragone potrebbe apparire eccessivo, una forzatura. È indubbio però che nel nostro Paese, così come in tutta l’Europa, con la motivazione della crisi economica globale, il capitale stia introducendo una serie di mutamenti strutturali destinati nel breve termine a modificare, ovviamente in peggio, le condizioni di vita e la stessa esistenza delle classi subalterne. E questo senza incontrare una resistenza degna di questo nome da parte di un mondo del lavoro oramai stremato dalla disoccupazione.
  • Roma: la febbre della domenica sera. Aggressione fascista alla Garbatella
  • Le scuole in agitazione Blocco degli scrutini
    Intense le mobilitazioni dei lavoratori della scuola in questo periodo. L'anno scolastico appena trascorso ha visto attuata definitivamente la riforma nella scuola primaria e media, con la progressiva messa a regime degli effetti dei tagli provocati dalla riduzione del tempo pieno, del tempo scuola e dal maestro unico. Contemporaneamente c'è stata l'approvazione della riforma della secondaria, con quello che diventerà realtà entro un mese: cancellazione di posti di lavoro per i precari, individuazione di esubero per il personale di ruolo; il tutto in uno scenario di scuola ridisegnata all'insegna dell'impoverimento generale delle risorse economiche, delle ore di insegnamento e della già risibile "qualità". Gli effetti combinati delle riforme e dei tagli previsti dalle disposizioni economiche e finanziarie porteranno in ogni provincia italiana di media grandezza alla sparizione di circa trecento posti di lavoro tra personale docente e non docente.
  • Italia stato canaglia
  • Libertà vo cercando...
  • Una Cernobyl occidentale
Vi propongo anche una sorta di speciale, alla maniera di Umanità Nova, sui mondiali sudafricani: Tutto in nome del bel profitto e Al di là dello spettacolo: la ribellione dei poveri
Dulcis in fundo le mozioni approvate al convegno nazionale della Federazione Anarchica Italiana tenutasi in quel di Torino tra il 12 e il 13 giugno.

02 agosto 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: resoconto convegno

Dopo il comunicato che annunciava il convegno e i documenti allegati, ecco il resoconto del convegno/dibattito, cui sono intervenuti oltre 400 cittadini. Tra gli intervenuti anche Luigi De Magistris.
E ora il resoconto, inviato come al solito dal Forum del Reventino:


Il 29 luglio, nella cornice di piazza Brutto a Carlopoli, si è tenuto l'affollato convegno-dibattito organizzato dal comitato del No al centrale a biomassa a Panettieri, dal Forum del Reventino e dal Forum Ambientalista Calabria. Si è respirata, fra le circa 400 persone presenti, aria di partecipazione, quella necessaria per potersi realmente confrontare e giungere a decisioni il più possibile condivise e rispettose degli interessi della collettività. La piazza è di fatto il luogo della democrazia, il luogo nel quale ci si può confrontare e scontrare civilmente, seguendo i più elementari dettami del buon senso.
Sono arrivate persone dal comprensorio ma anche da Catanzaro e da Lamezia, perché l'argomento trattato non interessa solo uno sparuto numero di persone ma tutto il territorio. È molto di più di un affare che deve passare come la soluzione magica dei problemi delle comunità del sud. Riguarda il cambiamento ed il miglioramento delle condizioni economiche e sociali, riguarda il futuro ma anche il presente, la capacità delle comunità di unirsi intorno ad un tavolo per concertare insieme, per dare vita alla co-partecipazione. Ferisce l'assenza di alcuni sindaci. Ma incoraggia la presenza di numerosi cittadini. E su questo dato che gli assenti dovrebbero ragionare ed interrogarsi. È passato il tempo in cui si accettavano passivamente le decisioni dall'alto, oggi si sente crescere il desiderio ed il coraggio di partire dal basso, di restituire al cittadino lo status che dovrebbe avere: vale a dire di colui che costruisce la sia storia. E questo spaventa, infastidisce ma anche indebolisce chi decide di non vedere e di non sentire.

30 luglio 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: Visura protesti

Il Comitato del no alla centrale a biomasse a Panettieri ha inviato un altro comunicato stampa, che riesco a recuperare solo oggi.
Oltre al comunicato ci sono anche alcuni documenti interessanti, i cui link sono in fondo all'articolo.
Buona lettura:

Il Comitato contro la centrale a biomasse di Panettieri ed il Forum del Reventino, assieme al Forum Ambientalista, associazioni che si oppongono alla realizzazione della centrale termoelettrica a biomasse di grandi dimensioni, (14MW elettrici), nel Comune di Panettieri (CS), per tutta una serie di motivazioni riguardanti:
  • la difesa della salute dei cittadini del comprensorio dalle emissioni inquinanti di questo tipo di impianti;
  • la difesa di un territorio di particolare zona di notevole pregio ambientale e di alta valenza naturalistica, che grazie a questa peculiarità, già offre e può ancora offrire ben altre opportunità di sviluppo basate sulle attività ricettive, quali: alberghi, ristoranti, agriturismi bed & breakfast, che verrebbero danneggiate dalla presenza di un impianto industriale per la produzione di energia di tali dimensioni;
  • la difesa delle produzioni tipiche e dell'agricoltura di qualità dai danni che sarebbero provocati dalle emissioni inquinanti che comprometteranno inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli e dell’allevamento, vanificando lo sforzo di tanti operatori che hanno puntato sulla peculiarità e sicurezza dei loro prodotti.
Il Comitato - dopo il rinvio al 4 ottobre, della Conferenza di Servizi per l'autorizzazione unica regionale all'esercizio dell'impianto - intende porre all'attenzione dell'opinione pubblica, un nuovo aspetto della vicenda: la capacità economica e finanziaria dell'impresa proponente, la Bioenergia Investimenti S.p.A., la questione è di fondamentale importanza, infatti, proprio ai sensi della Legge Regionale n. 42-2008, deve essere valutata la "documentazione attestante la capacità economica e finanziaria del richiedente" da parte degli organi regionali che dispongono l'autorizzazione.
Si apprende, infatti, da una Visura Protesti presso il Registro delle Imprese che la Società risulta protestata per due assegni di euro 50.000 cadauno del mese di marzo 2010, a carico della stessa risultano, inoltre, vari atti pregiudizievoli, quali ipoteche e decreti ingiuntivi per oltre 2.500.000 di euro.
Ci domandiamo quale sia l'affidabilità economica dell'impresa a cui si affida il territorio e chiediamo ai – pochi - favorevoli alla realizzazione della centrale che basano la propria opinione sulle possibili di ricadute occupazionali, credete veramente che un'impresa in tale situazione possa veramente garantire ciò che propaganda?
Il Comitato evidenza il rinvio della Conferenza di Servizi al 4 ottobre, infatti, molti organi non hanno ancora potuto esprimere il proprio parere, ciò rivela carenze progettuali che fanno sorgere ulteriori dubbi sul progetto.
Intanto il territorio insorge contro la mega-centrale, dopo la deliberazione all'unanimità, del Consiglio Comunale di Soveria Mannelli (CZ), nella prossima settimana avremo un quadro ancora più chiaro della volontà del comprensorio, altri Enti si apprestano ad esprimere la propria contrarietà, come il Comune di Carlopoli (CZ) e quello di Tiriolo (CZ).
Continua l'attività del Comitato, tutte le persone che desiderano partecipare possono mandare un messaggio alla pagina di facebook, "centrale a biomasse di panettieri, no grazie" (che cresce continuamente, oggi gli iscritti sono più di 1.100).

E ora i documenti:
Delibera Comune di Soveria Mannelli
Visura 1
Visura 2

29 luglio 2010

Convegno sulla cenetrale a biomasse di Panettieri

Ricevo e pubblico, anche se con un po' di ritardo, scusandomi con il Comitato di Panettieri:

Il Comitato contro la centrale a biomasse di Panettieri, il Forum del Reventino ed il Forum Ambientalista hanno organizzato per giovedì 29 luglio alle 17, in piazza Brutto a Carlopoli (a poche centinaia di metri dall'abitato di Panettieri e proprio di-fronte al sito che si vorrebbe deturpare con la costruzione dell'opera), un convegno-dibattito dal titolo “Centrale a biomasse di Panettieri - Un progetto insostenibile”.
L'iniziativa, inizialmente prevista a Panettieri ma spostata a causa dell'incredibile, pretestuoso ed antidemocratico diniego opposto dal sindaco a tenerla in un qualsiasi luogo pubblico di quel comune, coordinata dalla dott.ssa Angelina Pettinato, vedrà la partecipazione del parlamentare europeo Luigi De Magistris e del consigliere regionale Mimmo Talarico, di Tonino Perna, docente di sociologia economica all'Università di Messina, di Ferdinando Laghi, primario di medicina interna all'ospedale di Castrovillari e responsabile calabrese di Isde Italia – Medici per l'Ambiente, e dell'avv. Marcello Nardi, responsabile nazionale dell'ufficio legale del Forum Ambientalista.
Gli organizzatori sottolineano la loro ferrea volontà e l'ostinata determinazione a perseguire la tutela del territorio, dell'economia e della salute delle persone con tutti i mezzi democratici possibili, a differenza di quanti intendono sostenere e facilitare la costruzione di questo pericoloso ed inquinante impianto rifiutando il confronto ed arrivando, chissà per quali reconditi scopi, finanche ad impedire la libera informazione ed a negare l'uso della piazza della Polis.
Per questo, appellandosi a tutti i cittadini del Reventino ed in particolare a quelli di Panettieri, non credendo a quanti li descrivono come antidemocratici solo per ammantare altri interessi, sottolineano la necessità dell'impegno civile, del confronto, della discussione (gli antichi greci usavano il termine Parresia) e li invitano, insieme agli amministratori locali, provinciali e regionali ed a quanti sono impegnati nel sociale e/o nell'attività politica, a partecipare in massa ed intervenire al convegno aperto che si terrà nella libera piazza di Carlopoli.

16 luglio 2010

Umanità Nova nn. 9, 10, 11 2010

Recuperiamo i numeri saltati di Umanità Nova segnalandovi gli archivi corrispondenti e uno o due degli articoli più significativi, questo per il semplice motivo che molti di essi, pur presentando al lettore spunti di riflessione interessanti, sono effettivamente vecchi e poco attuali. Iniziamo:
  • n.9 del 13 marzo 2010:
    • Grecia: fine o inizio della storia?: Scioperi, occupazioni e scontri all’annuncio della manovra di lacrime e sangue.
      Quando nel dicembre 2008 in Grecia scoppiò la rivolta, dopo un primo momento di stupore, alcuni commentatori scrissero che il paese ellenico stava vivendo il suo '68. Il paragone era forse fuori luogo ma, si sa, gli anniversari - soprattutto se a cifra tonda - e i precedenti storici vengono spesso usati per interpretare fatti e avvenimenti.
    • Cartellino rosso: espulso!. Nuovo attacco allo Statuto dei lavoratori
      Come è prassi per l'attuale compagine governativa, quando vi è la necessità di far passare leggi e leggine "impopolari", lo strumento è sempre lo stesso: un maxi DdL con all'interno di tutto e di più di difficile comprensione soprattutto per il povero "popolo bue". In periodo di crisi economica, e pensando probabilmente che essa sia di carattere congiunturale e non strutturale, padronato e governo, con il solito tacito assenso dei sindacati di stato confederali, hanno pensato bene di mettere le mani avanti per disciplinare, a loro vantaggio, il mondo del lavoro in previsione di un’eventuale ripresa che significhi maggiori guadagni e profitti per le imprese e maggiori condizioni di sfruttamento e minori diritti per il lavoratore salariato.
      È in questa logica che va interpretato il cosiddetto "Collegato Lavoro alla Legge Finanziaria 2010" ossia un'ulteriore picconata allo Statuto dei Lavoratori, ed in particolare al "famoso" articolo 18, da attuarsi attraverso una nuova possibilità di contrattazione collettiva.
    • Galere sulla terra, galere sul mare: Nuovi modelli carcerari
      Ormai quella che sembrava l'anteprima di un allucinato film d'ambientazione carceraria è una realtà in via di realizzazione: il 26 febbraio, a Trieste, in occasione del congresso del sindacato dei direttori dei penitenziari italiani, la Fincantieri ha presentato il progetto di costruzione di navi-carcere commissionato dal ministero della Giustizia. Tale progetto, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, prevede la realizzazione di mega-chiatte ormeggiate; ognuna di queste disporrà di 320 celle biposto di 16 mq in cui sistemare 640 detenuti.
      Queste galere galleggianti erano già previste nel piano per le carceri presentato nel maggio scorso al ministro Alfano da Franco Ionta, direttore del Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), come rimedio per allentare la situazione carceraria in Italia dove 66.000 detenuti sono costretti a vivere in strutture in grado di ospitarne 42.000.
  • n.10 del 20 marzo 2010
    • I cittadini domandano: L'Aquila e il post-terremoto
      Ci eravamo in precedenza permessi di rivolgere due domande all’attuale primo cittadino di L'Aquila relativamente al veloce iter che ha portato, nell’immediato post-sisma, alla individuazione dei siti dove sono poi sorte le famose «new town» che, ormai possiamo dirlo, hanno trasfigurato l'aspetto del capoluogo di Regione.
      Questo perché tale procedura - che certo costituirà l'oggetto, tra qualche anno, di tesi di laurea e convegni (o di commissioni d'inchiesta) - non sarà, nel futuro, scevra da conseguenze ed implicazioni sulla auspicabile ripresa della città. Tali domande sono rimaste senza risposta. Come esposto nelle precedenti domande di cui sopra, la decisione sui siti spettava al Commissario Delegato, che ha provveduto, con il decreto 11 maggio 2009 (n. 6), ad individuare le aree destinate alla «realizzazione dei moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi», procedendo contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità (a cascata: variante di PRG, ecc.).
    • L'Aquila: chi sono i ricostruttori?
  • n.11 del 28 marzo 2010
    • Da emigranti a ribelli: Oscar Greco, Da emigranti a ribelli. Storie di anarchici calabresi in Argentina, p. 247, € 15, Klipper, 2009
      "Non avere paura amico, qui ti stiamo aspettando, nessuno saprà chi sei e da dove vieni, ma ti aspettiamo, arriverai al porto con la tua valigia..." Questo pensiero, di uno scrittore spagnolo, era molto diffuso negli ambienti dell'emigrazione italiana in Argentina. In queste poche parole sono racchiusi tutti i valori che oggi stentano ad affermarsi anche nel nostro Paese: l'accoglienza, la solidarietà, l'alterità. Sono molte le pubblicazioni che, da diverse angolazioni, hanno analizzato il fenomeno migratorio degli italiani verso gli Stati Uniti e il sud America. Nel 2009 è uscito, per i tipi della editrice cosentina, Klipper, Da emigranti a ribelli. Storie di Anarchici calabresi in Argentina, un libro di Oscar Greco.

10 luglio 2010

Morti due volte. Morti per nulla.

Innanzitutto vediamo perché morti per nulla.
Alcuni giorni fa, ad Hannover, due italiani, Giuseppe Longhitano, siciliano, e Franco Siccu, di origini sarde, vengono uccisi da un tedesco. Motivo? Lo leggiamo sul servizio di Repubblica dedicato all'arresto dell'assassino:
L'aggressore e le sue vittime discutevano dei titoli mondiali conquistati dalle rispettive nazionali, quando l'omicida è uscito dal locale per rientrare poco dopo armato.
Avete letto bene: due meridionali sono morti per colpa di una lite sul calcio!
Il servizio di Repubblica, poi, prosegue:
Secondo un testimone, quella di Siccu e Longhitano è stata una vera e propria esecuzione: l'assassino ha sparato prima a Longhitano. Siccu si era inginocchiato pregandolo di non premere il grilletto. Tutto inutile: Holger gli ha sparato alla testa. Poi ha lanciato l'arma a un paio di metri dalla porta, fuggendo a piedi.
E questo è quel che riguarda la morte fisica, ma un'altra morte, morale, è stata perpetrata in Italia, sulle frequenza di Radio Padania. Un loro ascoltatore ha proferito le seguenti parole:
senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.
Il nostro ascoltatore, dunque, si sente sodale con una persona che ha il seguente profilo psicologico:
con problemi psichiatrici e che diventa estremamente violento quando beve
La telefonata, diffusa dall'AntiComunitarista, può anche essere ascoltata su YouTube:

In definitiva un pazzo assassino tedesco è meglio di due lavoratori meridionali, anzi se ascoltate bene la telefonata è meglio di tutti i lavoratori meridionali d'Italia e forse del mondo.

08 luglio 2010

Demototalmediatismo

Questo acronimo sintetizza, secondo l’autore, la mescolanza di democrazia, totalitarismo ed effetti mediatici fusi insieme.
È il modo più realistico per esprimere e qualificare l’attuale status generale.




La geografia politica si ridefinisce in continuazione. Quasi il moto di un divenire alla ricerca continua di una stabilità che non trova, che in definitiva non può trovare, perché ciò che è avvenuto, che avviene e che avverrà non è ascritto in nessun libro del destino. Va letto e interpretato nelle sue dinamiche e nelle sue manifestazioni, senza lasciarsi influenzare da pre/concetti o pre/costruzioni ideologiche, come succede con alcune categorie interpretative ricorrenti, non a caso ideologiche, ormai del tutto inadatte a comprendere il senso del divenire in atto, perché richiamano a simbologie collegate al tempo in cui sono sorte e che hanno perso in gran parte. Se lo sapremo leggere avremo creato anche le basi per identificare ipotesi sensate per intervenire.
Destra e sinistra, per esempio, non esistono più, almeno nei termini tradizionali per cui erano state coniate, divenute inservibili per identificare il senso delle forze in lizza e delle dinamiche politiche attuali. Non corrispondono più da tempo a due diverse visioni della società identificabili, com’era invece in origine. Nel gergo politico in uso e nel linguaggio comune corrispondono più che altro a collocazioni negli schieramenti in campo, completamente sganciate però da idee di riferimento in grado di distinguerle. Anzi! Negli ultimi decenni sembra che la lotta politica non abbia più nulla a che fare con idee che si confrontano, con ipotesi e metodi coerenti il cui senso dovrebbe ricondurre a visioni generali che preconizzano tipologie sociali, come in fondo dovrebbe essere ed è sempre stata la politica.
Questo impoverimento riduttivo in Italia ha ulteriormente subito un imbastardimento particolare, perché da almeno un quindicennio lo scontro tra destra e sinistra è incapsulato nella dicotomia berlusconismo/antiberlusconismo, tutta di superficie. Il teatrino quotidiano dello spettacolo politicante ha ridotto la scena a una miseria a/intellettuale, secondo cui sarebbe di sinistra chi osa contrastare l’egoplutocrate Berlusconi, mentre sarebbe di destra chi lo incensa e lo segue. Un gioco che sta fortunatamente mostrando alcune crepe, soprattutto per merito (neanche tanto inaspettato se si sa guardare con un po’ di “finezza”) dell’opposizione di Fini interna allo stesso PdL, ancora impossibile da accorpare al sinistrismo antiberlusconiano, anche se qualche furbetto (vedi Bossi Feltri e Belpietro) ha già cominciato a provarci.

Recrudescenza autoritaria

In questo panorama poco edificante di autentica antipolitica ai vertici delle istituzioni (ma forse sarebbe meglio parlare di ex-politica) sono scomparsi i valori, i principi, la coerenza etica, il senso della cosa pubblica, cioè il pane e il sale della politica. Quando sono seri, e capita con sempre meno frequenza, questi mestieranti delle dirigenze delle forze in campo al massimo parlano di volersi occupare (ma non è detto che facciano sul serio) dei problemi della gente, dichiarando di volerli affrontare e gestire, cioè promettono di amministrare bene. Ma l’amministrazione della cosa pubblica, pur importante, è solo una competenza che non esaurisce affatto il problema politico, il quale invece riguarda l’ambito generale della decisionalità, il modello di società, le metodologie di gestione, le finalità che danno senso all’essere società.
La categoria del “fascismo”, intesa come pericolo di restaurazione di quel regime, invece è frequentemente strausata, soprattutto all’interno dell’area di estrema sinistra, per denunciare i continui fenomeni di inasprimento autoritario che ci sta regalando l’attuale contingenza politica. Non che non ci siano motivi e ragioni per evocarne lo spettro. Sono infatti sempre più frequenti le manifestazioni, neanche tanto isolate, che hanno il sapore disgustoso delle squadracce del ventennio: incendi di campi rom, morti nelle carceri, saluti romani nelle piazze, manifeste connivenze tra squadristi delle formazioni neofasciste e apparati dello stato, aumento di aggressioni, di vandalismi e di minacce nei confronti di chi è tacciato di non essere allineato con un pensare uniformato.
Ma partire da queste constatazioni, certamente preoccupanti, per teorizzare che è in atto una restaurazione fascista di regime istituzionalizzato, è un errore di valutazione che ci allontana dalla comprensione delle dinamiche che si stanno svolgendo. Se è innegabile che sia in atto una costante recrudescenza autoritaria, che si riconduce alla filosofia di dominio dei poteri costituiti vigenti, non è però affatto conseguente che questa constatazione implichi necessariamente una restaurazione del regime mussoliniano, come con troppa facilità indica chi ripropone pari pari una nuova resistenza contro un temuto risorgente fascismo.
Le caratteristiche di costante violenza autoritaria che abbiamo sotto gli occhi non ricordano solo il fascismo, ma sono riconducibili, sempre per rimanere in tema di rimembranze non troppo lontane, anche per esempio al nazismo ed al bolscevismo, cioè a tutti i totalitarismi che presero forma nel secolo scorso. Ci siamo già dimenticati i gulag sovietici, che non hanno nulla da invidiare ai campi di sterminio nazisti, o ai Cpt, o agli attuali Cie? Oppure i pogrom antiebraici del bolscevismo, come pure le discriminazioni contro zingari e omosessuali perpetrati da tutti i regimi totalitari di destra e di sinistra? È per caso fascista anche la Cina, oppure la Corea del nord, o a suo tempo la Cambogia di Pol Pot che realizzò un quasi genocidio? E i diversi regimi teocratici e assolutisti oggi in atto che si rifanno a una lettura estremizzata e fondamentalista dell’Islam?
Se si vuole veramente comprendere la dinamica che si sta svolgendo, bisogna prender atto che la recrudescenza autoritaria della situazione attuale ha evidenti caratteristiche riconducibili a tutti i totalitarismi, si tratti di fascismo, di bolscevismo, di nazismo e per certi versi di teocraticismo, senza al contempo essere una riproduzione di nessuno di essi in particolare. Ricondurla e relegarla al solo fascismo non può che diventare una semplificazione riduttiva, ingenerata da pregiudizi ideologici. Perché regalare al fascismo la palma dell’apice e della pratica autoritarie, quando esso non è altro che un aspetto, storicamente datato, di un fenomeno molto più ampio?
L’incubo che stiamo subendo è qualcosa di diverso, per certi versi innovativo, che sta realizzando un nuovo autoritarismo politico all’altezza dei tempi, il quale, per essere efficace, usufruisce in modo aggiornato e perfezionato di alcune modalità che presero forma durante l’era dei totalitarismi. Ma è qualcosa di più, frutto di un sapiente laboratorio politico, una micidiale mistura di tecniche di sottomissioni totalitarie, di induzione e imbonimento mediatici, di consenso di tipo plebiscitario a leadership illiberali e antilibertarie, ottenute con operazioni da grande/fratello orwelliano. Credo che l’acronimo demototalmediatismo, che sintetizza la mescolanza di democrazia, totalitarismo ed effetti mediatici fusi insieme, pur arbitrario, sia il modo più realistico per esprimere e qualificare l’attuale status generale.

Più pericoloso dei totalitarismi

Smembrata e scarnificata nella sostanza democratica, ridotta a mero consenso al potere, la democrazia vigente viene continuamente sbandierata per mascherare la costante opera di decomposizione del suo senso. Così è per la libertà, per la pace, per i diritti e tutti i concetti del patrimonio culturale del libertarismo e del liberalismo. Come non evocare l’impatto devastante della neolingua orwelliana, attraverso i tre slogan del Miniver (ministero della verità) che minacciano sinistramente dall’imponenza della piramide in cemento: La guerra è pace – La libertà è schiavitù – L’ignoranza è forza? Come non riconoscere nell’efficacia di questi slogan la verità di quello che stiamo vivendo? Demototalmediatismo esprime la condizione che stiamo subendo, che il laboratorio politico del dominio attuale sta affinando giorno dopo giorno.
Siamo al di là del fascismo e dei totalitarismi novecenteschi. Ci stiamo muovendo in un territorio nuovo e diverso, nel quale le vigenti oligarchie politico/finanziarie stanno sperimentando, finora con successo, la fusione di concetti e tecniche al tempo stesso sia democratiche, sia totalitarie, sia di induzione mediatica, alla ricerca di una ridefinizione antropologica della convivenza tra esseri umani, all’insegna di un rafforzamento delle forme di dominio, dei poteri centralizzati e degli stati di dipendenza dei sottoposti. Ma, a differenza del fascismo e dei vari totalitarismi, non usa sistematicamente metodi direttamente repressivi e censori. Non impedisce per legge la libertà di stampa, di parola, di riunione, se non per situazioni emarginate fuori controllo. Non concede la dignità della resistenza all’oppressione diretta. Agisce in modo molto più sottile e sofisticato attraverso l’imbonimento e l’induzione mediatici e l’attrazione consumistica. È un sistema che non reprime se non si sente costretto, mentre tende a sedurre, ottenendo forme di consenso quasi subliminali. È molto più pericoloso e peggiore dei totalitarismi, quindi del fascismo, perché si fonda sul consenso “democratico”.
Alla luce di questa condizione generalizzata che si sta via via definendo, la geografia politica che emerge un’elezione dopo l’altra è illuminante. Per comprenderla e identificarne il percorso di riassestamento in divenire bisogna risalire all’’89, anno del crollo del muro di Berlino, evento simbolico che rappresenta il momento di passaggio dalla fine di uno status internazionale, il bipolarismo delle superpotenze, ad un altro status internazionale, l’attuale condizione mondiale generalmente nota come globalismo.
Ne sono derivate in particolare due conseguenze. La prima è il passaggio definitivo ad un’economia di mercato su scala globale, non più nazionale, il cui nervo gestionale e dirigenziale si è spostato totalmente nel regno della finanza, a discapito dei luoghi di produzione che ne subiscono sistematicamente movimenti e scelte speculative. I vecchi gestori del capitalismo produttivo sono passati in second’ordine, perché i nuovi gestori del mondo sono le oligarchie finanziarie planetarie. La seconda è che si è letteralmente sgretolato il vecchio immaginario di emancipazione. Col crollo per implosione dell’impero URSS è definitivamente crollata la costruzione immaginaria di massa della sinistra, l’identificazione dell’alternativa al capitalismo della proprietà privata, egemonizzata dal sistema autoritario statalista del bolscevismo russo. Sono cioè crollati i miti della sinistra, che ne facevano un polo di attrazione di massa in grado di illudere sulla possibilità del riscatto dei più deboli attraverso il partito anticapitalista.

Aumentato distacco dalle dirigenze politiche

La sinistra è così scomparsa come identificazione immaginaria, sostituita da una serie di spostamenti e nuovi schieramenti. Con le elezioni politiche di due anni fa è poi anche scomparsa di fatto la sinistra che ancora arrancava dietro i vecchi miti. Sono rimaste una serie di forze e formazioni che è impossibile ricondurre alle visioni espresse dalla destra e dalla sinistra storiche, tutte propense a proporsi, con varie formule, come le nuove amministratrici dell’esistente. Non c’è più lo scontro tra diverse visioni del mondo, ma tra diversi interessi per la gestione di un potere sempre più marginale, quello politico, sempre più sottoposto ai dettami delle oligarchie finanziarie.
Con le ultime elezioni regionali è interessante notare che l’adesione a queste nuove lobbies della lotta per il potere politico sta diminuendo. Ciò che aumenta è il distacco dalle dirigenze politiche. Un’astensione al 36% dell’elettorato, accompagnata da una cospicua quantità di schede bianche e nulle. Ben oltre il 40% degli aventi diritto non ha espresso un voto. Il che significa che, al di là delle percentuali assegnate, la classe dirigente eletta è rappresentativa di poco più della metà dei potenziali votanti, che però secondo il sistema autoritario vigente decide per tutti, anche per chi non li ha votati. Ne consegue che anche proporzionalmente è strutturale una recrudescenza autoritaria, che da un punto di vista libertario non può che essere una deriva.
Si apre lo spazio per un salto qualità: è ora di cominciare a pensare che essere governati dall’alto non risolve i problemi, anzi li amplifica. Quando riusciremo a capire che dobbiamo cominciare ad autogovernarci in modo diretto, decidendo concordemente senza più delegare a nessuna classe politica, che non può che agire per gli interessi delle oligarchie dominanti?

Andrea Papi

Dall'ultimo numero di A-rivista, disponibile all'indirizzo: http://arivista.org

07 luglio 2010

Umanità Nova n.21 del 13 giugno 2010


Dopo una lunga pausa (l'8 è stato l'ultimo numero segnalato), ritorniamo a segnalare gli articoli di Umanità Nova:
  • Le mani in tasca:
    "Era crescita vera? O non crescita?"
    "La crisi ci ha colpito non perché l'Europa è entrata nella globalizzazione, ma perché la globalizzazione è entrata in Europa"
    "La fedeltà è un valore insieme morale e politico: politico perché morale, e morale perché politico"
    Giulio Tremonti
    Innegabilmente il pensiero del maggior esponente intellettuale del governo è, per noi, racconsolante. Se anche avviene che abbiamo l’impressione di non avere le idee chiare basta leggere quanto afferma per comprendere che, in ogni caso, le abbiamo più chiare di quanto le abbia lui. Vero è che la chiarezza delle idee non comporta automaticamente il possesso della forza necessaria a cambiare la situazione, ma è, almeno, una premessa utile all’azione.
    Ci aiuta, nella ricerca della verità effettuale, l’ineffabile Silvio Berlusconi quando afferma:
    (continua)
  • La retorica della sicurezza: La Toscana contro i CIE
  • Crisi atto secondo?: La finanziaria fa saltare il banco: chi paga?
  • Conoscere per contrastare: Note per chi rifiuta il nucleare
    "Vogliamo consegnare al futuro un mondo migliore e su questo siamo molto convinti di essere sul buon cammino."
    Indovinate chi ha pronunciato queste parole?
    Vi aiuto, si tratta di un’intervista realizzata in una puntata della Storia siamo noi... no, non quella intitolata L'anarchia che verrà. Questa volta il tema era Il nucleare in Italia e il soggetto principale Fulvio Conti che, al termine dell'intervista condotta da un Minoli molto amichevole, cui mancava solo lo stacchetto di "via col vento" per confondersi completamente col sempre duttile collega di RAI1, appariva visibilmente soddisfatto.
    Per chi non lo sapesse, ricordo che Conti è il presidente di ENEL, l'azienda maggiormente impegnata sul fronte dei sostenitori del ritorno al nucleare in Italia, nonché partner della francese EDF.
    Ho preso spunto da questa trasmissione perché risulta un perfetto condensato di quelli che saranno gli argomenti proposti dai filonucleari nella campagna di propaganda che è, di fatto, già iniziata da tempo.
    (continua)
  • Da Israele ai CIE: razzismo bipartisan: Una politica di violenza e apartheid
  • Accade nel cratere: Miracoli, demolizioni, camorra e sfruttamento
  • Caso Mastrogiovanni. L'ASL di Salerno si costituisce parte civile
  • Bologna. No ai tagli alla scuola
Gli approfondimenti e gli altri articoli sul sito di Umanità Nova.

01 luglio 2010

Comuni a 5 Stelle 2010: premiazione a Bisignano

Quest'anno la cerimonia di premiazione dei Comuni a 5 Stelle, premio promosso dall'associazione dei Comuni Virtuosi, si terrà a il 4 settembre a Bisignano, in provincia di Cosenza.
La chiusura del concorso sarebbe dovuta essere ieri 30 giugno, ma a fronte delle molte richieste, l'associazione ha deciso di prorogare fino al 17 luglio.
Dettagli sul blog dei Comuni Virtuosi.