Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Morti due volte. Morti per nulla.

Innanzitutto vediamo perché morti per nulla.
Alcuni giorni fa, ad Hannover, due italiani, Giuseppe Longhitano, siciliano, e Franco Siccu, di origini sarde, vengono uccisi da un tedesco. Motivo? Lo leggiamo sul servizio di Repubblica dedicato all'arresto dell'assassino:
L'aggressore e le sue vittime discutevano dei titoli mondiali conquistati dalle rispettive nazionali, quando l'omicida è uscito dal locale per rientrare poco dopo armato.
Avete letto bene: due meridionali sono morti per colpa di una lite sul calcio!
Il servizio di Repubblica, poi, prosegue:
Secondo un testimone, quella di Siccu e Longhitano è stata una vera e propria esecuzione: l'assassino ha sparato prima a Longhitano. Siccu si era inginocchiato pregandolo di non premere il grilletto. Tutto inutile: Holger gli ha sparato alla testa. Poi ha lanciato l'arma a un paio di metri dalla porta, fuggendo a piedi.
E questo è quel che riguarda la morte fisica, ma un'altra morte, morale, è stata perpetrata in Italia, sulle frequenza di Radio Padania. Un loro ascoltatore ha proferito le seguenti parole:
senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.
Il nostro ascoltatore, dunque, si sente sodale con una persona che ha il seguente profilo psicologico:
con problemi psichiatrici e che diventa estremamente violento quando beve
La telefonata, diffusa dall'AntiComunitarista, può anche essere ascoltata su YouTube:

In definitiva un pazzo assassino tedesco è meglio di due lavoratori meridionali, anzi se ascoltate bene la telefonata è meglio di tutti i lavoratori meridionali d'Italia e forse del mondo.