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Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

27 gennaio, giorno della memoria: una data per ricordare, una data per continuare a lottare

Lettera aperta a Piazzapulita: i meridionali non sono un popolo di fannulloni, abbiate rispetto per i lavoratori.

Ricordiamo uno dei più brillanti pensatori politici del marxismo in Italia, un arbëreshë come noi: Antonio Gramsci.

Appunti sulla questione Acqua Pubblica a Lungro

Un grande ringraziamento a tutti per il successo della serata del 3 gennaio!

Comunicato e rassegna stampa proiezione del film “C’era una volta in Italia”

Buon 2023 di lotta e barricate!