Repressione, violenza, interessi padronali: è questo il futuro che vogliamo per la nostra Calabria?

  Abbiamo assistito increduli (ma non sorpresi) al video che immortala la violenta aggressione, avvenuta a Cosenza, portata avanti dalle forze dell'ordine nei confronti di Gabriele Carchidi, direttore della testata giornalistica Iacchitè. Ci siamo detti "Increduli ma non sorpresi" perché ormai l'aumento dell'uso intimidatorio delle forze dell'ordine, nei confronti di chi si permette di intralciale gli interessi padronali o anche semplicemente di denunciare le ingiustizie sociali di cui tanti, troppi sono vittime ogni giorno, sta diventando una pericolosa routine. In questi anni - anche prima del governo Meloni - abbiamo visto studenti manganellati senza motivi, lavoratori in sciopero aggrediti da squadristi senza alcun intervento delle forze di polizia, decine e decine di denunce senza fondamento contro manifestanti in tutta Italia. In questo quadro di attacco frontale e totale nei confronti delle forze sociali organizzate anche il contesto cosentino non è da ...

La lettera di Lea

Cari lettori, potete tranquillamente andare ai vari blog proposti nelle blogroll presenti nelle colonne di questo blog, però ci sono alcuni post che vanno comunque segnalati, come in questo caso.
Tutto parte dalla scoperta che la scomparsa Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia in quanto ex-compagna di Carlo Cosco, 'ndranghetista, è stata in realtà sciolta nell'acido. Ebbene Doriana, su Sud De-Genere, ci riassume la sua storia e soprattutto pubblica la lettera di Lea Garofalo inviata ai giornali appena un mese prima del suo tentato rapimento a Campobasso.
Qui sotto una foto della pagina del Il Quotidiano che pubblica la notizia.