Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

La lettera di Lea

Cari lettori, potete tranquillamente andare ai vari blog proposti nelle blogroll presenti nelle colonne di questo blog, però ci sono alcuni post che vanno comunque segnalati, come in questo caso.
Tutto parte dalla scoperta che la scomparsa Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia in quanto ex-compagna di Carlo Cosco, 'ndranghetista, è stata in realtà sciolta nell'acido. Ebbene Doriana, su Sud De-Genere, ci riassume la sua storia e soprattutto pubblica la lettera di Lea Garofalo inviata ai giornali appena un mese prima del suo tentato rapimento a Campobasso.
Qui sotto una foto della pagina del Il Quotidiano che pubblica la notizia.