16 marzo 2012

Seminario di sensibilizzazione della Promethes sui problemi alcologici e alcol correlati

Riceviamo e pubblichiamo, scusandoci per il colpevole ritardo.
Un CAT a Carlopoli come punto di riferimento per il territorio del Reventino.

La Promethes, associazione di promozione sociale, nell'ambito del mese del benessere psicosociale ha proposto un seminario di sensibilizzazione sui problemi alcologici e alcol correlati tenuto dal dottore Franco Montesano - Presidente dell'Associazione Provinciale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (A.P.C.A.T.). Ad affiancarlo il presidente dell'associazione, la dottoressa Angelina Pettinato e il vicepresidente la dottoressa Graziella Mazza. Il presidente ha introdotto i lavori presentando il mese del benessere e le attività svolte, puntando l’attenzione sul concetto di sviluppo di servizi psicosociali nei territori interni. La dottoressa Mazza ha presentato i club degli alcolisti in trattamento (CAT) sottolineando l'importanza dell’approccio familiare , della cura emotiva, del sostegno mutuo e reciproco, nella concertazione dell'intervento riabilitativo tra specialisti e famiglie. I club, infatti, coinvolgono in prima persona la famiglia dell'alcolista. Tutti vi partecipano perché tutti i familiari vivono il dramma dell'alcolismo e, a vario titolo ne subiscono le inevitabili conseguenze. Nei C.A.T. la famiglia viene responsabilizzata e attivamente coinvolta nel percorso di sobrietà. Il dottore Franco Montesano ha discusso sul tema correlato all'uso delle bevande alcoliche. Senza demonizzare, senza alzare bandiere e intraprendere crociate contro chi produce e vende alcol, è necessario comunque porre l'attenzione su come l'abuso di questa sostanza drogastica possa distruggere gli equilibri biologici, emotivi, sociali non solo individuali ma anche familiari, con disagi e danni anche per la comunità di appartenenza.
Dalle statistiche emerge un aumento di abuso tra i giovanissimi e tra le donne. È necessario, dunque, avviare momenti di sensibilizzazione per assumere comportamenti responsabili legati al bere. Per rispondere concretamente ai bisogni del territorio montano, di riferimento, sono state avanzate le seguenti proposte attuabili nel breve termine: aprire un CAT (club di alcolisti in trattamento) per intervenire sul problema in termini di cura propriamente detta; e aprire una Scuola Alcologica rivolta alle famiglie, agli insegnanti, ai cittadini che vogliano saperne di più e per costruire insieme delle buone prassi. Vi è stata anche la disponibilità del Sindaco di Carlopoli a stipulare un protocollo d'intesa, coinvolgendo gli altri sindaci del Reventino per attuare un'azione di prevenzione e recupero nell'area dei comuni interessati.
È chiaro che i soggetti con problemi alcol correlati prima di accedere ai CAT verranno presi in carico dai servizi di riferimento e dai propri medici, ma vi sono casi, non rari, in cui gli alcolisti devono intraprendere parallelamente un percorso di mantenimento della sobrietà tramite la frequenza del club.
Il seminario si è tenuto venerdì 24 [febbraio] nella sala meeting dell'associazione. Erano presenti numerosi professionisti, docenti delle scuole secondarie di primo grado, rappresentanti dell'Avis di Carlopoli e di Cicala, il Comandante della Stazione di Carabinieri di Carlopoli. Non ultimi, il sindaco di Carlopoli Mario Talarico e l’assessore alle politiche sociali Raffaella Arcuri. La loro presenza è un buon segno di reale interesse e sensibilità verso i problemi e i disagi provocati dall'uso di alcol e droghe. Solo concertando, infatti, è possibile costruire servizi utili alla collettività. Da parte sua, la Promethes si è impegnata a offrire la sede e le professionalità utili a costituire un CAT a Carlopoli che funga da punto di riferimento per tutto il territorio limitrofo. Un piccolo passo per crescere insieme, per dare maggiore forza alla convinzione che un dolore condiviso nel luogo emotivo giusto può meglio essere tollerato e superato.

24 dicembre 2011

Monopoli, il gioco anticapitalista

Leggo su Netorama, che il monopoli era stato effettivamente creato per insegnare i mali del capitalismo:
La prima versione riconoscibile di ciò che oggi è noto come Monopoli fu brevettata da Lizzie Magie nel 1904. Il Landlord's Game(1), come lo ha chiamato, era costituito da una scheda con il familiare percorso di quartieri via via più costosi intervallati da ferrovie e servizi vari. Su tre degli angoli c'erano le caselle Go to Jail, Publick Park (la versione ancestrale del Free Parking), e la prigione, Jail.
Il quarto angolo, però, non era etichettato come Go, ma invece proponeva un disegno del globo circondato dalle orgogliose parole Labor Upon Mother Earth Produces Wages. Traduzione: possiedi un centinaio di dollari. Tuttavia ci si rende conto: qui qualcuno ha un'agenda.
La storia racconta che Magie intendeva il suo gioco come uno strumento didattico sulle ingiustizie del capitalismo. Era una sostenitrice delle teorie dell'economista politico Henry George, che pensava che i proprietari fossero parassiti e auspicava una single tax su di loro per sostituire tutte le altre.
L'estratto viene da un post di Cecil Adams di diversi mesi fa, però può essere interessante se uniamo la lettura del post (e del pezzetto tradotto) con una questa piccola guida sulle differenze tra capitalismo e libero mercato. La distinzione potrebbe sembrare apparentemente sottile, ma in realtà, a mio giudizio, è profonda e netta e l'articolo di Fabristol che vi invito a leggere è fondamentale. Ad esempio, nel suo piccolo, mi ha aiutato a trovare la differenza tra il famoso mercato equo e solidale e il capitalismo usuale. Anche in questo caso c'è una differenza, e la più importante non è quella che viene utilizzata per scopi di marketing, ma la netta distinzione tra ciò che è gov e ciò che è non-gov.
Un esempio di tale distinzione è sicuramente il Forest Stewardship Council, un consorzio non-governativo, o ancora meglio non-statale, che propone una gestione delle foreste senza necessità dei governi statali e per questo molto avversata dagli stessi, come è possibile leggere in questo abstract di un articolo sulla governance di Stephen Bell e Andrew Hindmoor(2)
La relazione tra soggetti statali e non statali è stata oggetto di un ampio dibattito all'interno della letteratura di governance. Durante questo periodo sono emersi due influenti ma molto diversi aspetti della governance: un aspetto centrato sulla società civile che parla di governance senza governo e una prospettiva stato-centrica che sostiene che la governance si verifica in gran parte attraverso i governi. Ci sono ovviamente posizioni alternative e più sfumate. Queste due comunque servono per inquadrare il dibattito intorno alla governance per generare una comprensione di base riguardo la relazione tra soggetti statali e non statali che oscura il modo in cui la presenza di attori non statali può migliorare la capacità politica degli attori statali e viceversa. Il Forest Stewardship Council (FSC) è stato lodato come un esempio di governance senza governo e ha anzi, in più occasioni, dovuto superare l'indifferenza o addirittura l'ostilità dei governi. Ma l'aspetto società-centrico non rende giustizia alla gamma di rapporti molto diversi e talvolta reciprocamente vantaggiosi tra FSC e soggetti statali.
I grassetti sono miei. La traduzione dell'abstract, rispetto alla sua prima pubblicazione su SciBack, è stata qui leggermente rivista.

Ovviamente, visto che nei prossimi giorni il monopoli potrebbe essere una delle alternative alla classica tombola, non mi resta che augurare a tutti delle buone feste natalizie.

(1) Il gioco dei signorotti, potremmo tradurre
(2) BELL, S., & HINDMOOR, A. (2011). GOVERNANCE WITHOUT GOVERNMENT? THE CASE OF THE FOREST STEWARDSHIP COUNCIL Public Administration DOI: 10.1111/j.1467-9299.2011.01954.x

23 dicembre 2011

Rimborsi di viaggio

Oggi torniamo ad occuparci di crisi, con un protagonista della nostra attuale politica all'epoca in cui partecipava attivamente al Parlamento Europeo. Il servizio, tradotto e pubblicato di recente e segnalato su GPlus da Claudio Pasqua, è stato realizzato dalla televisione tedesca.
Si potrebbe dire che, forse, aumentare i poteri dell'Europa per risolvere la crisi potrebbe non essere la soluzione migliore per superare la crisi stessa...

22 dicembre 2011

Scopri Cosenza

A Milano c'è un gruppo di guide turistiche che organizzano, periodicamente, visite per la città per scoprire la storia dei palazzi, dei monumenti e delle chiese del capoluogo lombardo. Potete immaginare la mia sorpresa quando scopro che una iniziativa simile è partita anche a Cosenza: Scopri Cosenza è infatti una iniziativa in cui un gruppo di guide, dotate addirittura di pulmino, propongono percorsi storici e artistici per la città calabrese dei sette colli. L'iniziativa dedicata all'inizio per il solo periodo estivo, sembra che abbia avuto un buon successo ed è stata anche prolungata durante il periodo autunnale (il manifesto alla stazione di Paola recitava fino al 2 ottobre, se non ricordo male).
Senza alcun intento polemico nei confronti della comunque meritoria iniziativa, ecco che, però, il circuito mentale si chiude intorno alla canzone di Peppe Voltarelli, Turismo in quantitià:
L'intento polemico va invece per il solito modo assurdo di collegare Cosenza con il possibile flusso di turisti che dal resto dell'Italia potrebbero essere interessati ai percorsi turistici che la città vorrebbe offrire non solo ai propri stessi cittadini e abitanti della provincia.

02 dicembre 2011

Cavalli, le 'ndrine, Milano

Viste i recenti fatti avvenuti tra la Calabria e Milano, recupero questo post che un po' per pigrizia un po' per altri motivi non avevo pubblicato a suo tempo, opportunamente modificato, in cui racconto dell'incontro con Giulio Cavalli svoltosi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte ormai più di un anno fa. L'occasione è la presentazione del libro Nomi, cognomi e infami, uscito per la Verdenero. A rileggere quelle poche righe che ho, sono tornato con la memoria a quell'incontro, che diventa quasi profetico visto che ora tutta l'Italia è stata messa di fronte alla realtà dei fatti, ovvero l'invasione della 'ndrangheta a Milano.
A introdurre l'incontro, in attesa dell'arrivo di Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, c'era Alberto Ibba, responsabile delle linee editoriali dell'editore ambientale, che di fatto con il libro di Cavalli pubblica il primo vero saggio sulla mafia in quanto tale tra le sue proposte editoriali.
La discussione è lunga, al di là del ritardo di Gomez, e si protrae per più di un'ora. I due si intrattengono piacevolmente tra i contenuti del libro e aneddoti sul lavoro teatrale di Cavalli, come la proposizione dei primi spettacoli teatrali sulla mafia, proposti in Sicilia, a Gela, fianco a fianco di Rosario Crocetta, all'epoca sindaco del comune siciliano:
(...) le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.
Così risponde Cavalli ad una intervista concessa a La Provincia di Varese. E ovviamente nell'incontro sono citati i Lo Piccolo, i Casalesi e altri ineffabili protagonisti, ma ci sono anche improbabili coinvolti, anche se la loro improbabilità è diretta conseguenza della loro apparentemente insospettabile provenienza politica. E' il caso di Angelo Ciocca, della Lega, che sembra collegato con il boss Giuseppe Neri: stupisce soprattutto, come rileva Gomez, il silenzio degli organi dirigenti del partito, un silenzio inquietante, secondo il giornalista, che potrebbe significare qualcosa del tipo siamo pronti a dialogare, indipendentemente dal coinvolgimento effettivo di Ciocca.