21 febbraio 2017

Alan Moore e le cospirazioni

Il fatto principale che ho imparato riguardo la teoria delle cospirazioni è che i corspirazionisti credono in una cospirazione perché ciò è più confortante. La vertità sul modno è che è caotico.
La verità è molto più spaventosa, nessuno è sotto controllo. Il mondo è senza timone...
Alan Moore
(via lospaziobianco)

14 febbraio 2017

Per non cancellare la Lavagna

Quando accade qualcosa nel mondo della scuola mi sento sempre, in parte, coinvolto, anche quando, come in questo momento, non sto insegnando. La scuola sta diventando un luogo sempre più pericoloso, sia per gli studenti sia per gli insegnanti. Esempio lampante di questi giorni è ciò che è avvenuta a Lavagna, in provincia di Genova: un ragazzo di sedici anni viene trovato con dieci grammi di hashish in tasca all'uscita della scuola. Oltre a quelle che, immagino, sono state le segnalazioni di rito, la conseguenza del fermo è stata la perquisizione della casa di famiglia, un po' come se la guardia di finanza avesse fermato un piccolo spacciatore e non un adolescente che, semplicemente, aveva bisogno di comprendere il senso di tutta la storia in cui era sfortunatamente finito. In parole semplici: è avvenuta la criminalizzazione di un ragazzo che stava semplicemente cercando di imparare a vivere. E, purtroppo, non ha imparato nulla, se non la vergogna, quell'insopportabile vergogna che solo un volo di tre piani ti sembra di poter cancellare.
Avendo frequentato le scuole per un po' di tempo, so perfettamente che la maggior parte della prevenzione sull'argomento, che poi è quello che andrebbe fatto, ricade soprattuto sui vigili urbani e, in parte un po' minore, sui carabinieri. Di fatto sono delle piccole lezioni (a volte una giornata scolastica, altre un ciclo su più giorni) sulle conseguenze dell'uso delle droghe e sulle conseguenze legali in caso di fermo. Il format di queste "lezioni sulla legalità" è complesso e prevede che vengano gestite da personale esperto e interessato alla materia, che è molto più delicata di quel che si possa credere poiché coinvolge adolescenti in generale e minori in particolare (le due categorie non sono esattamente sovrapponibili, ma a mio parere dovrebbero). E non è sempre scontato trovare componenti delle forze dell'ordine innanzitutto disposti a lavorare con le scuole e quindi in grado di dialogare con i ragazzi: è cosa, purtroppo, rara.
Inoltre, ascoltando queste lezioni, se la memoria non mi difetta, per qualunque azione non aministrativa, bisogna passare attraverso il tribunale dei minori e affidarsi, quindi, al personale qualificato per trattare in casi simili.
Quanto tuto questo venga meso in pratica (e da quanti all'interno delle forze dell'ordine) non lo so, ma sembrerebbe che siano piuttosto pochi...
Su tutta questa storia vi lascio con quanto scritto da @zerofanzine su twitter:
#Lavagna tutelare il minore? Le SS con i cani che ti prelevano in classe e ti trascinano a casa per trovare altre prove e rovinarti meglio. [1]
Bisogna fare qualcosa. Questo abominio non.può passare sotto silenzio. Bisogna fornire strategie di difesa ai ragazzi come prima cosa. [2]
#Lavagna me la prendo, prima ancora che con gli agenti coinvolti, con i loro vertici e con chi ha deciso questa pratica da SS del cazzo. [3]
Una pratica da SS che non ha alcun altro scopo se non dare "punizioni di esempio" perché la paura contenga il fenomeno [4], il che vanifica completamente qualsiasi intervento di tipo sociale ed educativo perché sono minori, non idioti. Il msg: quel che mi dici [5] sulle droghe è falso perché sei un ipocrita che giustifica chi mi usa una violenza disintegra tutto alla radice. [6]

07 febbraio 2017

Il banchiere anarchico

La prima volta che ho incontrato Il banchiere anarchico di Fernando Pessoa è stato a teatro (non chiedetemi quale... non lo ricordo). Di fatto era un monologo, proprio come il testo originale, un racconto breve in cui un banchiere prova a dimostrare al suo ascoltatore che egli non solo è un anarchico vero, ma che l'unico mestiere che un anarchco può intraprendere è proprio quello del banchiere, perché solo in questo modo è in grado di distruggere la convenzione sociale che maggiormente schiavizza gli esseri umani: il denaro.
In effetti l'idea di Pessoa sembra quella di mettere in cattiva luce l'anarchismo attraverso un personaggio sostanzialmente egoista. E così, nonostante l'utilizzo di alcuni elementi dell'anarchismo e fondando le proprie azioni sulla convinzione che l'anarchia è in un certo senso la condizione naturale dell'uomo, la scelta del protagonista del racconto più che conseguenza logica del suo ragionamento sembra una scelta egoistica.
Il punto, però, è esattamente questo: da un lato possiamo anche considerare che una società senza un leader, o in cui più che un leader sono importanti le figure di riferimento identificate in coloro con una maggiore esperienza, come avviene nelle società di cacciatori-raccoglitori, ma dall'altro il libertarismo è soprattutto cultura, tanto quanto le criticate convenzioni sociali.
Essere libertari, rispettare la libertà individuale, innanzitutto quella altrui, è una scelta che supera gli istinti egoistici, questi sì naturali. E' proprio questo, alla fin fine, il punto debole de Il banchiere anarchico: l'anarchia è una scelta culturale, in generale ben più difficile da mantenere di qualunque condizione naturale.

24 gennaio 2017

La matematica, tra mondo arabo e cristiano

Il 18 aprile del 2011 va on-line la rivista di matematica Euclide, che si avale dei contributi degli studenti. Tra questi, anche grazie all'impegno degli insegnanti, sono presenti anche articoli provenienti dalla Calabria. In particolare, relativamente all'argomento in oggetto di questo post (una delle tante bozze che vorrei recuperare nel corso di questo 2017), sono usciti alcuni interesanti articoli come La matematica nella cultura: tra mondo arabo e cristiano (pdf) di Bruno Muoio all'epoca presso il Leonardo da Vinci di Reggio Calabria
Per matematica molti intendono soltanto la scienza che studia i numeri. Chi pensa ciò, trascura, tuttavia, la caratteristica più importante della disciplina: un mondo di bellezza, arte, musica e armonia. Da sempre la matematica è stata una lingua universale, comprensibile e comune a tutti, la lingua in cui "il Grande Libro della Natura" è stato scritto e di cui occorre conoscere la grammatica, per capire completamente come tutto ciò che ci circonda funziona. Dalla preistoria ai giorni nostri, la matematica ha pervaso la cultura umana, ha segretamente guidato la penna del poeta e il pennello dell’artista, lasciando la sua inconfondibile traccia nelle massime espressioni della cultura umana.
I numeri di Fibonacci, un ponte tra la scenza araba e l'occidente (pdf) dell'allora IV B del liceo Siciliano di Bisignano
Fu dunque fra un contratto e un recoconto contabile, che Leonardo [Fibonacci] compose il Liber Abaci, prima opera a raccogliere tutto lo scibile della matematica medioevale. Con questo testo l'autore si proponeva di mettere a disposizione dei popoli latini ogni sua conoscenza in materia di aritmetica e di algebra. In quest'opera vengono presentati la nuova numerazione indiana e il segno 0, le operazioni sui numeri interi e le frazioni, le prove del 7, del 9, dell'11, del 13 e il criterio di divisibilità per 9, i metodi per calcolare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo; seguono numerosi problemi come le regole dell'acquisto e della vendita, le leggi societarie, i cambi fra le più diverse monete dell'epoca. Gli ultimi capitoli si occupano della regola elchataym per risolvere i sistemi di equazioni di primo grado e trattano le questioni di aliebre et almucabale, espressione italo-arabo che si può tradurre come "posizione e riduzione".
Sempre dalla stessa classe anche il bel rescoconto Probabilità e statistica. Tra epoca antica ed epoca moderna. Un salto da Pascal a Kolmogorov (pdf)
Il calcolo della probabilità permette di assumere atteggiamenti coerenti e giustificabili nel caso di eventi futuri non ripetibili e di effettuare previsioni quantitative attendibili nel caso di eventi ripetibili uniformemente e per i quali è quindi possibile effettuare una serie sufficientemente lunga di osservazioni.
Ale radici del calcolo automatico (pdf), scheda del'attività didattica degli allora studenti della IV e V B dell'istituto di istruzione superiore Guarasci di Rogliano.
Con questo è tutto. Spero, però, di proseguire con la selezione di altro materiale estratto da Euclide, come era in effetti originariamente mia intenzione.
Sula matematica araba, ci sono una serie di articoli scriti da Flavio Ubaldini, a partire da La matematica islamica, che vi consiglio di leggere.

10 gennaio 2017

La terra dei recinti

E' stato un anno difficile e i miei molti blog ne hanno inevitabilmente risentito, su tutti proprio Stipaturi, con un solo post in tutto il 2016. Spero quest'anno che possa andare meglio, iniziando con questa recensione e quindi con il recupero di vecchie bozze mai pubblicate. Ad ogni modo posso assicurarvi che andrò oltre questo primo post del 2017, visto che ne ho già programmati altri!
Quando si pensa alla Calabria, alla sua situazione economica, politica e sociale, le domande senza risposta sembrano infinite, tanto che l'unica risposta sembra non rispondere. Con l'obiettivo di chiarire alcuni "perché" sulla Calabria, Massimilano Capalbo, imprenditore calabrese, scrive La terra dei recinti, che può essere visto sia come un pugno nello stomaco sia come una sveglia, una chiamata alla carica, un'ispirazione per molti, calabresi e non. Questo perché uno dei punti essenziali del libro è come, nel corso dei decenni, l'Italia ha subito una "calabresizzazione", anche se questo punto mi sembra quasi inevitabile, insito nel percorso della democrazia (mi aspetto qualcosa del genere in futuro anche al resto d'Europa, ad esempio).
La speranza, però, si trova nelle idee e nelle iniziative dei singoli cittadini, il più possibile lontano dalle istituzioni. In particolare quelle calabresi sono difficili da coinvolgere, soprattutto a causa della classe politica regionale, interessata a parole ad ogni nuova idea, ma con una prontezza che al confronto un bradipo è uno sprinter inarrivabile.
Nonostante questi problemi e una sorta di "allevamento culturale", quasi un esperimento per la raffinazione dei metodi di addormentamento democratico, i progetti interessanti che cercano di recuperare le conoscenze e il territorio calabrese vengono raccontati nella parte finale del libro, costruito sul campo da Capalbo.
Una lettura interessante e, oserei dire, fortemente libertaria, che spero possa diventare di stimolo e ispirazione.