Quando perde un fascio è sempre una buona notizia! Tuttavia...

  Quando perde un fascio è sempre una buona notizia! La sonora disfatta dell'ultra-nazionalista Orban, alle elezioni di ieri in Ungheria, è certamente un fatto positivo, tuttavia non riusciamo ad accodarci ai giubili dei sinistrati nazionali, locali e un po' provincialotti che tronfi della disfatta del miglior amico di Giorgia e Matteo (che sempre di più si conferma come il re Mida al contrario, il suo sostegno equivale al bacio della morte!), esultano al grido di "il tempo della destra è finito".  Cerchiamo di essere chiari: a trionfare è stato un politico della destra conservatrice,  Petér Magyar è infatti cresciuto politicamente e organicamente nel partito di Orban, il suo unico lato positivo, a detta dei giubilanti, sarebbe quello di essere a favore dell'Europa. Quello che ci viene spontaneo chiederci a questo punto è: quale Europa? Quella che appoggia incondizionatamente Israele? Quella del piano Rearm Europe? Quella delle manovre lacrime e sangue fatta a col...

Miss Italia? No Grazie!

 
In un'epoca in cui si sta cercando in tutti campi di sopprimere la visione stereotipata della donna come mero oggetto sessuale, Lungro va controcorrente e si schiera in totale accordo con le logiche del patriarcato.

Miss Italia rappresenta l'apoteosi della mercificazione del corpo femminile in una delle sue forme più bieche in cui un gruppetto di maschietti arrapati e donne ciniche scrutano con occhio critico i corpi esposti sulla passerella per decretare la più "bona" della serata.
Ragazze in fila come anziani allo sportello della posta, ognuna con il proprio numerino identificativo in bella vista, che non aspettano altro che essere giudicate per il loro sorriso, il loro stacco di coscia, il lato a e il lato b: abbiamo veramente bisogno di assistere a questo spettacolo ignobile? Ci saremmo aspettati disapprovazione e indignazione in particolare da coloro che si spendono in lungo e in largo (soprattutto) sui vari social per portare avanti battaglie femministe e sulle questioni di genere ma, all'atto pratico, vediamo un mondo al contrario, nel quale addirittura questo tipo di eventi viene pubblicizzato come cosa buona e giusta per dare visibilità al paese.

Non veniteci a raccontare che Miss Italia rappresenta la storia dello spettacolo del nostro Paese (questa volta in maiuscolo) o che si tratta di uno spettacolo itinerante che è stato ben accolto negli altri centri in cui è stato proposto, sono argomentazioni futili che mal si collocano all'interno della discussione sulla questione di genere che, non senza fatica, si cerca di portare avanti quotidianamente e che, forse, giungerebbe a risultati concreti se la si inquadrasse all'interno di una più ampia lotta di classe e se non la si lasciasse in mano a questa o quella corrente politica che la sfrutta per un proprio tornaconto.