Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Miss Italia? No Grazie!

 
In un'epoca in cui si sta cercando in tutti campi di sopprimere la visione stereotipata della donna come mero oggetto sessuale, Lungro va controcorrente e si schiera in totale accordo con le logiche del patriarcato.

Miss Italia rappresenta l'apoteosi della mercificazione del corpo femminile in una delle sue forme più bieche in cui un gruppetto di maschietti arrapati e donne ciniche scrutano con occhio critico i corpi esposti sulla passerella per decretare la più "bona" della serata.
Ragazze in fila come anziani allo sportello della posta, ognuna con il proprio numerino identificativo in bella vista, che non aspettano altro che essere giudicate per il loro sorriso, il loro stacco di coscia, il lato a e il lato b: abbiamo veramente bisogno di assistere a questo spettacolo ignobile? Ci saremmo aspettati disapprovazione e indignazione in particolare da coloro che si spendono in lungo e in largo (soprattutto) sui vari social per portare avanti battaglie femministe e sulle questioni di genere ma, all'atto pratico, vediamo un mondo al contrario, nel quale addirittura questo tipo di eventi viene pubblicizzato come cosa buona e giusta per dare visibilità al paese.

Non veniteci a raccontare che Miss Italia rappresenta la storia dello spettacolo del nostro Paese (questa volta in maiuscolo) o che si tratta di uno spettacolo itinerante che è stato ben accolto negli altri centri in cui è stato proposto, sono argomentazioni futili che mal si collocano all'interno della discussione sulla questione di genere che, non senza fatica, si cerca di portare avanti quotidianamente e che, forse, giungerebbe a risultati concreti se la si inquadrasse all'interno di una più ampia lotta di classe e se non la si lasciasse in mano a questa o quella corrente politica che la sfrutta per un proprio tornaconto.