Lungro, considerazioni sulla vittoria del NO al referendum costituzionale

  A Lungro vince il NO con il 65%. Il nostro paese si è risvegliato dal torpore e con un moto di orgoglio ha respinto al mittente l'oscena riforma costituzionale voluta da questa destra infame, becera, repressiva e antidemocratica che non solo voleva sovvertire in senso autoritario la costituzione antifascista - il miglior frutto della guerra di Resistenza -, ma bramava e brama tuttora di poter allungare le sue luride grinfie sul nostro paese. No pasarán! A quanto pare, dunque, questa tornata elettorale è stata un pessimo battesimo per la nuova sezione di FdI; la strana coppia per il Sì Santoianni-Vicchio sembrerebbe non aver funzionato a dovere.  Lungro non è più rossa, a dispetto di chi qualche anno fa scioccamente affermò il contrario, ma può tornare ad esserlo... proviamoci! Quella di oggi è la vittoria di chi vede nella Costituzione un valore fondante della Repubblica e di chi crede profondamente nelle radici antifasciste del nostro paese ; non certo di un sempre più vari...

Repressione, violenza, interessi padronali: è questo il futuro che vogliamo per la nostra Calabria?

 



Abbiamo assistito increduli (ma non sorpresi) al video che immortala la violenta aggressione, avvenuta a Cosenza, portata avanti dalle forze dell'ordine nei confronti di Gabriele Carchidi, direttore della testata giornalistica Iacchitè.

Ci siamo detti "Increduli ma non sorpresi" perché ormai l'aumento dell'uso intimidatorio delle forze dell'ordine, nei confronti di chi si permette di intralciale gli interessi padronali o anche semplicemente di denunciare le ingiustizie sociali di cui tanti, troppi sono vittime ogni giorno, sta diventando una pericolosa routine.

In questi anni - anche prima del governo Meloni - abbiamo visto studenti manganellati senza motivi, lavoratori in sciopero aggrediti da squadristi senza alcun intervento delle forze di polizia, decine e decine di denunce senza fondamento contro manifestanti in tutta Italia.

In questo quadro di attacco frontale e totale nei confronti delle forze sociali organizzate anche il contesto cosentino non è da meno: le denunce di connivenza tra interessi padronali e forze di polizia sono numerose e il clima di impunità, nei confronti di "certi atteggiamenti" da parte delle forze dell'ordine, favorito dell'attuale compagine governativa di destra fornisce ulteriore linfa a un modo abbastanza spiccio di affrontare le contraddizioni sociali, bloccando sul nascere ogni germe di conflitto, oppure - come nel caso di Gabriele - minacciando prepotenze contro coloro che cercano di fare inchieste e di informare sulle contraddizioni del sistema in cui viviamo.

Condanniamo fermamente ogni forma di abuso di potere ed esprimiamo la nostra completa vicinanza e il nostro appoggio a Gabriele Carchidi.
Le violenze, la repressione devono cessare, per questo domani sera parteciperemo al presidio indetto sotto la sede di Iacchitè per difendere la liberta di espressione dalla deriva repressiva imposta dagli apparati di difesa degli interessi economici di padroni e politici.