Repressione, violenza, interessi padronali: è questo il futuro che vogliamo per la nostra Calabria?

  Abbiamo assistito increduli (ma non sorpresi) al video che immortala la violenta aggressione, avvenuta a Cosenza, portata avanti dalle forze dell'ordine nei confronti di Gabriele Carchidi, direttore della testata giornalistica Iacchitè. Ci siamo detti "Increduli ma non sorpresi" perché ormai l'aumento dell'uso intimidatorio delle forze dell'ordine, nei confronti di chi si permette di intralciale gli interessi padronali o anche semplicemente di denunciare le ingiustizie sociali di cui tanti, troppi sono vittime ogni giorno, sta diventando una pericolosa routine. In questi anni - anche prima del governo Meloni - abbiamo visto studenti manganellati senza motivi, lavoratori in sciopero aggrediti da squadristi senza alcun intervento delle forze di polizia, decine e decine di denunce senza fondamento contro manifestanti in tutta Italia. In questo quadro di attacco frontale e totale nei confronti delle forze sociali organizzate anche il contesto cosentino non è da ...

Buon 2024 di Rabbia e di Lotta

Quello che giungerà al termine tra poche ore è stato un anno difficile per tutti noi...

Il 2023 si chiude nel peggiore dei modi: la guerra (o meglio il genocidio) in Palestina, il perdurare del conflitto Russo-Ucraino che sempre più mette in evidenza il suo carattere imperialista nello scontro tra i due grandi blocchi economici occidentale ed orientale, una crisi economica conclamata di tutto l'occidente e, come se non bastasse, i neofascisti al governo che per sopravvivere si rifanno sulla classe lavoratrice di questo nostro paese sempre più parte di quella periferia globalizzata che nessun peso ha nelle decisioni internazionali ma che continua a portare avanti i propri interessi economici, favorendo i pochi a discapito dei molti.

Anche le istituzioni sembrano mostrare il passo, è chiaro che non possano dare le risposte alle giuste esigenze di cambiamento attese da anni non tanto per indolenza quanto per una ormai incancrenita incapacità politica e una totale assenza di lungimiranza e visione del futuro.

In questo clima di disfacimento politico e sociale sembrerebbe difficile trovare le parole più adatte per una speranza di cambiamento per il futuro; speranza che sempre più spesso viene declinata in maniera truffaldina da parte dei nostri governanti/padroni; in questo senso, ci giungono alla memoria le lapidarie frasi del grande Monicelli: "la speranza è una trappola", specie se non ci si attiva collettivamente per migliorare le sorti della società.

Dovremmo smettere, quindi, di assistere passivamente a tutte queste ingiustizie e recuperare il ruolo di attori del nostro destino.
C'è un sentimento molto preciso che nasce dentro di noi quando ci troviamo di fronte alle ingiustizie, alle guerre, allo sfruttamento, alle privazioni che subiscono gli innocenti, esso è la Rabbia. Abbiamo bisogno di questa rabbia per cambiare il futuro della nostra società per tornare ad essere, come dicevamo, i protagonisti dei cambiamenti che ci si parranno innanzi a patto però che questa rabbia venga coltivata e organizzata con i giusti ideali di giustizia sociale, uguaglianza tra gli uomini e fratellanza tra i popoli.

Buon 2024 di Rabbia e di Lotta.