23 dicembre 2007

Andiam andiam, andiamo... in crociera!

La terra del Samba. E' in Brasile che la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro cerca il "tesoro" di Tommaso Gentile, 49 anni, presunto capobastone della cosca della 'ndrangheta che controlla militarmente Amantea, Cleto, Serra d'Aiello, Campora San Giovanni e Belmonte. Giovedì prossimo Gentile sarebbe dovuto partire per San Paolo, città sudamericana ricca e ammaliante, importante crocevia d'affari non sempre leciti. Proprio l'annunciata trasvolata oceanica del padrino amanteano ha indotto il procuratore aggiunto distrettuale, Mario Spagnuolo e i pm Domenico Fiordalisi e Raffaella Sforza a ordinare il fermo di trentotto indagati ritenuti, a torto o a ragione, collegati al temuto e potente capo della consorteria.
(da Indagini in Brasile per ricostruire gli affari sudamericani di Gentile, di Arcangelo Badolati, dalla Gazzetta del Sud del sabato 22 Dicembre 2007).

Il giorno prima, infatti, vengono annunciati una serie di arresti più o meno eccellenti, tra cui quello di Tommaso Signorelli, assessore del PD. Il giro d'affari che Gentile, 49 anni, è riuscito a costruire sembra reggersi anche sugli appoggi elettorali forniti a La Rupa, consigliere regionale dell'Udeur e indagato a piede libero in questa stessa inchiesta, identificata con il nome di Nepetia, l'antico nome di Amantea, e ha uno dei suoi centri nevralgici nel porticciolo della nota località balneare cosentina, posto ora sotto sequestro, e dove il suo controllo sulle attività economiche era costante, monopolistico ed asfissiante, almeno secondo la ricostruzione degli inquirenti.

...ironia della sorte e forza della nemesi, è stata proprio la passione per le acque del Tirreno e per le piccole navi da crociera ad aver fatto finire nei guai Tommaso Gentile. Gli investigatori avevano, infatti, imbottito di microspie l'immobile portuale entro il quale il presunto padrino e i suoi fedelissimi si riunivano quasi quotidianamente. Le "cimici" hanno così registrato piani e progetti del sodalizio raccogliendo una imponente mole di indizi. Cui si sono aggiunte le rivelazioni dell'ex "contabile" del clan di Cosenza, Vincenzo Dedato, e del capobastone di Paola, Giliano Serpa.
(da Le crociere eoliane della 'ndrangheta di A.B., dalla Gazzetta del Sud del venerdì 21 Dicembre 2007).

Se le accuse verranno confermate, alla fine si sarà smantellata una cosca ben radicata anche nel potere politico e governativo locale: indagati, infatti anche un carabiniere, Armando Mendicino, un finanziere, Domenico De Luca, un dirigente comunale, Concetta Schettini, un impiegato della Dirigenza marittima, Eugenio Gabriele. Queste connessioni assai strette, che sembrano confermate dalle intercettazioni stesse, confermano come la cosca di Gentile, di fatto, si stava sostituendo agli organi di governo locali e nazionali:

Nel corso dell'attività investigativa, abbiamo registrato l'attegiamento di privati cittadini che, per risolvere problematiche quotidiane, si rivolgevano a Gentile. Ed è così che l'organo mafioso si sostituisce allo Stato.
(da E il capoclan fece l'affare con il consigliere regionale, di Giovanni Pastore, dalla Gazzetta del Sud del venerdì 21 Dicembre 2007).

Non solo: la forza di Gentile era in crescita, visto il suo presunto intervento nella gestione dei rifiuti, in particolare in quel di Cetraro, dove il sindaco Giuseppe Aieta si oppose agli affari dei criminali locali con la forza della legge e delle ordinanze municipali, avendo egli, esempio raro di amministratore illuminato, a cuore la salute dei suoi cittadini e dell'ambiente in cui essi vivono.
L'inchiesta è ampia e approfondita: ogni voce che con coraggio si leva per raccontare di queste disfunzioni e di ogni altro equivoco nella nostra terra non farà altro che opporsi ad ognuno di questi signori, che hanno trovato in questo muoversi tra le ombre un modo alternativo a quello legale per portare avanti i propri affari con poche spese e massimo profitto, infischiandosene della legge e soprattutto del vivere comune. Non dimentichiamo, poi, che parte della loro forza, chiunque sia il loro nome o il loro volto, si basa soprattutto sul fatto che la nostra regione ha vaste zone di depressione lavorativa e grande voglia di sviluppo: è proprio in queste condizioni, condizioni nelle quali ogni aiuto è ben accetto, che cresce la loro forza, quasi a lanciare il messaggio: resta con me perché sono meglio dello Stato.
E forse non è nemmeno un caso che, da qualche giorno, non si sente più in televisione, quella pubblicità del governo in cui viene decantato lo sviluppo del Sud, uno sviluppo che non si vede e non si sente, soprattutto quando questo sviluppo non è propriamente legale e porta vantaggio a questi pochi, equivoci individui.
Per fortuna, prossimi al Natale, giungono buone notizie dagli organi investigativi calabresi, e possiamo così sentirci un po' più leggeri e tranquilli, augurando Buone Feste e un Buon Natale a tutti i nostri lettori, regolari e saltuari, senza dimenticare, però, di non abbassare la guardia.

Riferimenti - Notizie sugli arresti di cui sopra possono essere trovate su:
La Provincia
Alice
Il Domani
Il Corriere della Sera
NuovaCosenza.com
Calabria indipendente (post 1 - post 2)
Ed ora date un'occhiata alla ricerca di Tommaso Gentile su Google.

13 dicembre 2007

...E vedere l'effetto che fa!

Ogni giorno singoli o gruppi di cittadini cercano di segnalare alle autorità competenti situazioni equivoche o di disagio, nel tentativo quanto meno di capire cosa sta succedendo e, soprattutto, se si può cambiare qualcosa. In questo video, la cui segnalazione mi è giunta via e-mail, si sente, corredata di immagini, una telefonata interessante in cui viene per l'ennesima volta segnalato l'inquinamento causato dal volo a bassa quota di alcuni jet sulla cittadina di Sanremo, se non erro.




Nell'e-mail era anche segnalata la Videogallery di sciechimiche.org: praticamente tutti i video presenti nella videogallery sono presenti anche su YouTube, nella colonna dei Related videos, i video collegati a quello postato qui sopra.
Grazie ad uno di questi video, sono riuscito a risalire alla telefonata che allego subito dopo, abbastanza allucinante, in cui un cittadino sta cercando di inoltrare una protesta ad uno degli organi preposti di cui sopra; resterete decisamente allibiti:



La fonte del video è il blog Scie Chimiche, in particolare vi segnalo questo post.

Tra l'altro, da una breve lettura ed un breve ascolto dei video, si capisce come una parte delle scie sia dovuto al traffico aereo a bassa quota non controllato, mentre un'altra parte sembra dovuta agli esperimenti sul controllo del clima, a priori non condannabili, ma che, se fosse verificato il sospetto, non dovrebbero in nessun modo essere svolti su centri abitati.
In definitiva non solo ci troviamo in un paese in cui i notori disservizi continuano ad essere norma, nonostante le proteste continue degli ultimi anni, ma si ha sempre più la sensazione che la nostra nazione sta diventando una sorta di porto di mare in cui, con le leggi opportune, le aziende possono investire sulla pelle dei cittadini pagando meno che in altri paesi (vedi anche i molti servizi di Report, ad esempio sui rigassificatori). A tutto questo va aggiunta anche una scarsa attenzione delle istituzioni e dei governanti in genere non solo sui temi ambientali, ma anche sulla salute stessa dei cittadini, le cui istanze lasciano più spesso il tempo che trovano, come cartaccia da buttare o, quando va bene, come seccatura burocratica da archiviare e basta.
L'invito, a questo punto, è quello di commentare, discutere e perché no proporre, magari sulle pagine del nostro blog.
E alla fine... vedere l'effetto che fa!

03 dicembre 2007

Una waterloo per il dollaro


Ci siamo chiesti tutti quanti almeno, una volta, perchè una materia come la Storia ha rilevanza fondamentale nel corso di formazione culturale di uno studente ?
Lo voglia o no, l’uomo vive nella storia ed è figlio del passato, recente e remoto; la conoscenza della storia è quindi imprescindibile per la comprensione delle origini dei problemi del presente e delle loro possibili soluzioni.
Le relazioni causa-effetto di questa materia costituiscono da sempre un ottimo strumento di analisi e previsione degli avvenimenti.
Queste convinzioni mi sono crollate di fronte ad una situazione che ha destato in me molti dubbi:
"La perdita di valore del Dollaro sull' Euro rovina l 'economia mondiale"
Ma come è possibile???
Tutti sappiamo che se una moneta al cambio acquista valore è frutto di un commercio meglio organizzato e ramificato che sottolinea una cosciente fiducia nell' econonmia del paese che adotta la moneta più forte.
Come si spiega quindi che ad un' evoluzione dell' euro corrisponda un peggioramento degli indici azionari?
Le grandi rivoluzioni industriali dei secoli scorsi hanno portato ad una supremazia finanziaria ed economica quei paesi (Inghilterra su tutti) che hanno maggiormente investito sull' energie innovative necessarie ad una produzione a costi contenuti ed in maggiori quantità.
Petrolio e derivati sono i combustibili che hanno maggiore domanda di mercato ( automobili, riscaldamento, ecc....).
Il 46% del fabbisogno mondiale di petrolio viene consumato negli USA, che si fanno un baffo del trattato di Kioto e continuano ad incrementare il consumo di oro nero attaccando l' Iraq a spese di contribuenti e in misura più grave di soldati e civili.
Ma perchè dollaro e petrolio vanno di pari passo se gli USA hanno solo il 2,5% dei giacimenti?
Per comprendere meglio questa relazione facciamo un leggero flashback: il presidente Nixon ha tolto la valuta statunitense dal sistema monetario aureo nel 1971. Da allora, la fornitura mondiale di petrolio è stata trattata in dollari a corso forzoso, facendo del dollaro la valuta pregiata dominante il mondo. Costringendo gli altri paesi a fornire gli Stati Uniti di merci e servizi in cambio di dollari e ad avere una riserva monetaria della stessa valuta… che gli USA possono coniare liberamente.[1]
Il mondo è vincolato a una valuta che un solo paese può produrre a volontà.
Tornando ai giorni nostri: nel novembre 2000 l’Iraq è stata la prima nazione dell’OPEC a vendere il proprio petrolio in cambio di euro. Da allora, il valore dell’euro è aumentato del 17% e il dollaro ha cominciato a calare. Un’importante ragione dell’invasione e dell’insediamento di un governo controllato dagli USA in Iraq è stata quella di costringere il paese a tornare agli scambi in dollari. Un altro motivo per l’invasione è scoraggiare altri slanci dell’OPEC verso l’euro, in particolare da parte dell’Iran, il secondo produttore dell’OPEC, che stava attivamente discutendo il passaggio all’euro per le esportazioni di petrolio.
AHHHHHHHHHHHHH!!!!!!
E' questo il motivo per cui bisogna avere paura del Supereuro!!!
Sarebbe forse il caso che l' unione europea sfrutti questo momento di gloria per indirizzare la ricerca al miglioramento ed allo sviluppo di energie alternative con un ingente investimento, ma che sia mirato al lungo periodo.
Nei giorni scorsi Jeremy Rifkin ha presentato il suo "White paper" [2], un documento sul futuro dell' energia. Nella sua analisi Rifkin sottolinea : i cambiamenti economici epocali della storia dell'umanità si sono verificati allorché nuovi regimi energetici sono coincisi con nuove forme di comunicazione, aggiungendo inoltre che potremmo essere ad una svolta epocale ed annuncia le basi della terza rivoluzione industriale.


[1] www.disinformazione.it/dollarocontroeuro.htm

[2] http://download.repubblica.it/pdf/2007/terza_rivoluzione_industriale.pdf

La fabbrica degli eroi.


"Felice quel paese che non ha bisogno di eroi", questa era la frase che più di altre esprimeva lo stato d'animo di tanta parte della sinistra istituzionale quando, negli anni del dopoguerra, era alle prese con celebrazioni di stampo militare, inaugurazione di monumenti ai caduti, ecc.
Era sottinteso con essa il rifiuto della retorica militarista che sulla figura eroica, il gesto eroico, è sempre riuscita a coinvolgere buona parte degli entusiasmi giovanili per spingerli al massacro, sull'onda di quel "dolce et decorum est pro patria mori" che è sempre stato il motivetto che ha affiancato lo sventolio delle bandiere nell'accompagnare a destinazione le casse da morto.
Non aver bisogno di eroi era ed è un'affermazione di umanità contro la mostruosità della guerra.
Oggi è evidentemente diverso per chi ha occupato gli scranni del governo.
"Eroe" è stato infatti definito da Prodi, il maresciallo Paladini morto in Afganistan, subito imitato dalla retorica de l'Unità, del TG3, tanto per restare in ambito governativo "di sinistra" e paradossalmente sconfessato da quell'ufficiale comandante che da Piacenza, sede del reggimento del genio pontieri al quale apparteneva il Paladini, ha affermato ad un telegiornale che il maresciallo è morto da soldato, non da eroe, perché il morire fa parte del rischio di chi veste una divisa.
In sostanza Paladini è un morto sul "lavoro". Un "lavoro" particolare, nell'ambito di una coalizione che occupa un paese e che distribuisce morti, prevalentemente civili, a destra e a manca, ma pur sempre un "lavoro", il famoso "mestiere delle armi" grazie al quale lo Stato si garantisce il monopolio della violenza all'interno e, tendenzialmente, all'esterno. Perché allora definirlo "eroe"? forse che si definiscono eroi le migliaia di morti annue sul lavoro, quello vero, quello che pur sottoposto al dominio del capitale, crea beni e servizi? O forse è stata la morte, causata da una bomba umana, a trasformarlo in eroe? Ma se così fosse perché non si sono definiti eroi le vittime della strage di Stato di piazza Fontana, dell'Italicus, di piazza della Loggia, della stazione di Bologna, ecc?
Se si hanno bisogno di eroi vuol dire che, a fronte delle crescenti difficoltà a giustificare la guerra di occupazione dell'Afganistan, si rispolvera la solita, stantia, retorica militarista per rilanciare quell'union sacré tipica di tutti i regimi.
Con la finanziaria si sono già aumentate le spese militari, grazie all'accordo di tutti i partiti della maggioranza, ora si costruiscono eroi. A quando il rullare dei tamburi?

Da "Umanità nova" n°39 del 2 dicembre 2007.

27 novembre 2007

In vino veritas?



Mercoledì 28 e giovedì 29 novembre prossimo, si terranno presso il cineteatro della nostra cittadina (near kiosko, per intenderci) due giornate di dibattito sui problemi connessi all'alcolismo.
Tale evento, organizzato congiuntamente dagli assessorati ai servizi sociali e alla cultura, sembra nella sua impostazione degno di nota e pertanto merita di essere preso come punto di partenza di una serie di riflessioni.
Nel far ciò eviterò di affrontare direttamente e diffusamente questa problematica, non ne sono capace e risulterei puerilmente retorico riportando pedissequamente analisi che addetti ai lavori hanno sviluppato in anni di studi, (anzi a tal proposito vi rimando ai risultati di un'inchiesta commissionata dalla comunità europea ai seguenti indirizzi: http://www.epicentro.iss.it/temi/alcol/pdf/Apd07-alcol_giovani.pdf, http://www.epicentro.iss.it/temi/alcol/Report_Alcol_Ue_2006_it.pdf) ma soffermerò la mia attenzione nella descrizione di come sia cambiato il ruolo giocato nella nostra comunità con il passar del tempo dai bar.
È la prima volta da molto tempo a questa parte, se la mia memoria non fa cilecca, che si affronta questa spinosa piaga sociale, ma anche nei precedenti casi in cui ciò è stato fatto non si è mai riuscito ad andare oltre un debole cicaleccio che non apportava nulla di utile e di nuovo alla discussione.
Parte della colpa dell'insuccesso di tali iniziative credo sia da collegare direttamente al nostro background (giuro che non userò mai più quest'odioso termine) culturale, al nostro tipico e particolare modo di intendere la vita: già perchè, a quanto pare, per gli ungirniotti indigeni l'alcolismo non rappresenta un problema con cui quotidianamente confrontarsi!!
Il forte consumo di alcolici fa parte (ahimè) di quel modus vivendi alla quale molti lungresi, in diversa misura, sono avviati fin dalla loro più tenera età da genitori apprensivi, genitori che a loro volta avevano preso a prestito questa tradizione dai loro avi; si trattava, e si tratta, di una sorta di testamento non scritto, di un patto ancestrale tra generazioni, a cui si rifà, senza crearsi scrupoli di coscienza, la maggioranza.
In effetti il principale settore di investimento che produce utili nella nostra cittadina è rappresentato,
oltre che alle immancabili ditte di pompe funebri (loro si che non risentono della congiuntura economica internazionale), dal servizio collegato allo smercio di alcolici, cioè, più brutalmente, dai vari bar e dalle varie osterie disseminate quasi tutte all'interno del nostro centro storico, così da superare le 15 unità a fronte di una popolazione inferiore alle 3000 anime.
Certo si è lontani dalle favolose cifre degli anni '50: alla belle epoque la nostra comunità vantava quasi 40 osterie in attività!!
L'opinione publica diffusa tra i non frequentatori di questi locali è quella di considerarli luoghi di perdizione, fequentati da nullafacenti perdigiorno o ubriaconi impenitenti.
Non condivido questa idea, ma anzi credo che, con tutte le loro contraddizioni, essi rappresentino oggi l'unico luogo dove i cittadini della nostra comunità, ma qui il mio ragionamento sarebbe da estendere a tutte le piccole comunità lontane dai grossi agglomerati urbani, hanno la possibilità di socializzare.
Il bar ha fatto suoi, con il passar del tempo, dei ruoli che non gli appartenevano, ruoli che erano propri di altre istituzioni, come le sezioni di partito, la scuola, gli oratori, istitituzioni che contribuivano a costruire quella gamma di valori, quel senso di appartenenza, che facevano parte della coscienza dell'essere cittadino.
Purtroppo per noi questi organismi non possono essere sostituiti dai bar.
Se il numero di bettole, non se ne offendano gli esercenti, è ancora rilevante come retaggio di una Lungro che fu, colpisce vistosamente la maniera in cui le istituzioni locali abbiano ammainato bandiera bianca.
Le varie sezioni di partito, o i vari circoli come si autodefiniscono ora, in cui le uniche discussioni sono quelle che obbediscono a una logica di spartizione del potere, le innumerevoli associazione culturali messe in piedi raffazzonatamente per poter gestire i vari fondi che sono messi a disposizione dai numerosi enti pubblici , i sedicenti cattolici, per il momento privi di guida, dal chiacchiericcio vuoto, urlato e facile, non hanno fatto altro che aumentare quella confusione deviante che è alla base, oltre al forte senso di smarrimento tipico della nostra generazione dal futuro sempre più incerto, di tutti quei sentimenti di disagio di cui l'alcolismo ne è espressione.
I risultati di questa deriva sono sotto gli occhi di tutti, basta riandare all'ultima campagna elettorale: lo spettacolo che noi giovani, da tempo disabituati a confrontarci serenamente e democraticamente sul futuro che vogliamo costruire, è stato degno di una comunità di recupero!!!!
Ma si molto meglio il bar, in quel posto perfetto tutti siamo dei grandi statisti e sappiamo bene come aggredire e superare tutte le difficoltà che di volta in volta troviamo sul nostro passo, ma quando ci ritroviamo nelle istituzioni a tutelare gli interessi della collettività diventiamo per nostra disgrazia statisti da bar!
Marcovaldo



20 novembre 2007

Punti di vista…….



Ogni tanto, sembra strano, mi capita di pensare e di agire al di fuori dei luoghi comuni che ormai inondano la vita di tutti i giorni.Sempre più raro, infatti, succede che la cosiddetta società ci invii spunti su cui riflettere piuttosto che l’ennesimo invito a comprare la nuova Playstation o il nuovo bagnoschiuma della Nivea……

Confesso che mi è capitato solo per caso di avere per le mani due inviti per questa iniziativa che in realtà è aperta a tutti e che,anzi, è fortemente raccomandata a chi pensa tutto il giorno se sia meglio l’acquisto di un telefono UMTS o uno HIGHSPEED!

Parlo della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organizzata dall’ ASSOCIAZIONE BANCO ALIMENTARE ONLUS.

In realtà l’invito che vi rivolgo è per oggi 20 Novembre ’07alle 17.30 presso il Cinema Teatro Italia a Cosenza. Potrete, così, assistere alla presentazione dell’iniziativa in cui interverranno tra gli altri:

- Gianni Romeo ( Direttore Banco Alimentare dellaCalabria)

- Carla Bonifati ( Presidente della Compagnia delle Opere della Calabria)

- S.E. Mons. Salvatore Nunnari ( Arcivescovo di Cosenza-Bisignano)

- Mons. Mauro Inzoli ( Presidente Associazione Banco Alimentare Onlus)

Ritengo, però, che più di tali onorevoli interventi sia utile ascoltare le testimonianze dirette di persone che non riescono a sfamarsi e che hanno il problema di giungere al giorno successivo ( e non a fine mese!?!).

Inoltre per chi volesse partecipare alla raccolta volontaria di alimenti, che penso avvenga fuori dai supermercati, saranno fornite tutte le istruzioni.

Non lasciatevi sfuggire l’occasione e se potete partecipate a questa iniziativa in modo da acquisire una nuova prospettiva delle cose ed affrontare i nostri problemi con la consapevolezza che c’è chi sta molto peggio di noi.

In fondo è solo una questione di punti di vista……………………

P.S.

E’ indifferente UMTS o HIGHSPEED visto che a Lungo non è garantita la copertura di nessuno dei due!!!!!!!!!

YOUR FRIENDLY NEIGHBOUR

14 novembre 2007

E tutto diventa all'improvviso rosso...



"Se riusciremo a immedesimarci nei giudizi che delle varie cose danno i nostri oppositori, saremo in grado di rendere a questi piena giustizia."

La vita non è facile, oggi. Ti portano le auto da riparare, pezzi da sostiuire, motori da revisionare. E poi c'è la frustrazione di un lavoro duro, difficile, che ti fa sopravvivere a stento, a costo di grandi sacrifici. E poi c'è l'insicurezza, il senso di precarietà, l'errore che potresti fare ad ogni minuto, che ti potrebbe far perdere il lavoro, la tua bella moglie. E poi arriva quell'uomo, quel tizio lì, quell'anziano galante che fa in complimenti a tua molgie, che vuole portartela via. Devi proteggere ciò che è tuo, ciò che è solo tuo, e solo il sangue e l'istinto, e la chiave inglese che si abbatte sulla testa può riaffermare il tuo possesso. E tutto diventa all'improvviso rosso.

Tra te e l'altra parte della strada ci sono 6 corsie. L'efficienza, la velocità della strada che corre sotto le ruote delle automobili. Tra te e la scena che stai osservando, un gruppo di persone che litigano (tifosi?) ci sono 6 corsie, con le auto che sfrecciano veloci, dirette verso la loro meta, qualunque essa sia. E la società, oggi, ti insegna solo questo: osservare, intervenire il prima possibile, con efficienza, perché anche un solo criminale in libertà è un errore, un tuo errore che la società potrebbe farti pagare caro. E tu hai solo questo lavoro. Un lavoro che ti serve, perché hai una famiglia, che è lontana, che vedi solo nelle feste, quando va bene, e non vuoi buttare tutto all'aria solo perché sei stato negligente. E hai paura, come tutti, paura di sbagliare. E mentre pensi a tutto questo, i criminali stanno scappando. Scappano via e non puoi lasciarli andare, perché il tuo lavoro dipende dal tuo rapporto di fine giornata. Hai pochi secondi per decidere. Così, nel momento dello sparo, non hai altro modo per fermarti a pensare, pensare ad una pallottola che deve attraversare in volo 6 corsie di auto che sfrecciano veloci verso la loro meta, non ti concedi il tempo di pensare, pensare che forse la scena era troppo lontana, che forse non facevano nulla di male, non ti concedi il tempo per pensare perché non puoi sbagliare: non te lo perdonerebbero. E la pistola fuma. E tutto diventa all'improvviso rosso.

Hanno ucciso uno dei tuoi. Uno del tuo gruppo. Uno del tuo branco. Così dicono. Ed è stato il nemico giurato, il nemico di sempre, il nemico che vorresti vedere sottoterra. Ed hai la rabbia in corpo, per quello che pensi un sopruso. La rabbia di una settimana tra carte, scartoffie, lavori che non trovi o non vuoi fare. E così alle riunioni del branco il tizio che ti parla di libertà, ingiustizia, soprusi, deve per forza avere ragione. Ha sicuramente ragione il tizio che ti racconta di come tu, e solo tu, e con te i tuoi compagni, sei libero, sei l'unico modo per liberare la società. Sei l'unica persona, e con te il tuo branco, che può liberare la società dal nemico. E sai, sai perfettamente che solo con il ferro, il fuoco, il sangue si possono perseguire gli obiettivi di libertà e giustizia. E alla fine, sulle macerie che ti lascerai dietro, nascerà il nuovo mondo, in cui tutti saranno liberi, liberi di urlare, distruggere, esprimere la rabbia repressa, a patto di far parte del tuo branco, a patto di pensarla come te. E le teste si frantumano. Ed il fuoco avvolge la città. E tutto diventa all'improvviso rosso.

E siamo bravi, noi, nelle nostre case, nelle nostre poltrone, a lamentarci quando i condannati escono, i ladri rubano, gli assassini uccidono, e siamo bravi a chiedere teste a destra e a manca, e siamo bravi a lasciare da soli gli amici, i conoscenti, coloro che vediamo ogni mattina al lavoro, pensando che la libertà è difendersi ad ogni costo e farsi i fatti propri. Però non è libero l'uomo che per affermare la sua libertà usa violenza su un suo simile. Non è libera la società che alla violenza chiede altra violenza.

"... sono certo che la non-violenza è infinitamente superiore alla violenza, che il perdono è cosa più virile della punizione."

P.S.: Le parti in corsivo sono citazioni da Gandhi.

09 novembre 2007

Rumeno de Roma Vs Emilia Rumenia



Italiani??? Brava gente!!!!
Com'è difficile essere uno straniero nel nostro bel paese al giorno d'oggi!
Ascoltando i soliti siparietti politici in televisione, finalmente ho scoperto l'equazione che riesce ad unire i politici di centro-destra e centro-sinistra: trattasi del"TEOREMA DEL RUMENO".
Valgano le seguenti ipotesi:

1. le polemiche tendono ad infinito,
2. la sicurezza dei lavoratori tendono a zero,
3. la libertà di opinione è nulla,
4. le imprese che investono sulla ricerca e sullo sviluppo non sono comprese nel dominio,
5. Siano i poteri forti che controllano giornali e tv le uniche variabili indipendenti.
6. Sostituiamo a tutti questi problemi l'incognita del conflitto di interesse

E bene il risultato del teorema è che la colpa di tutto è della massiccia presenza di rumeni nelle nostre città!!
I fatti di cronaca degli ultimi tempi hanno alimentato questa corrente xenofoba, dando modo a molti dei nostri "civilissimi" compatriotti di sentirsi degli eroi mentre piazzavano una bomba carta in un supermercato di una donna rumena, imbrattando il muro con scritte molto democratiche come " VE BUCAMO LA TESTA" (è un motto ricorrente tra i gentlmen di Cambridge!!!!!!).
Come se non bastasse a gettare benzina sul fuoco ci hanno pensato vari esponenti politici, tra le quali spicca il sindaco di Milano (Letizia "legalità" Moratti) che ha proposto l'espulsione degli stranieri che non hanno un reddito e quindi non hanno un lavoro.
Questo si che è un progresso politico, perchè mentre prima le loro proposte di legge si limitavano ad essere solo anticostituzionali, ora sono addirittura anticomunitarie.
Qualche giorno fa è venuto a mancare Enzo Biagi, figura storica del giornalismo italiano che tra le sue tante doti vantava una memoria storica straordinaria.
Memoria storica che, purtroppo oggi, latita tra gli italiani. Pochi si ricordano che i cognomi di quelli che hanno esportato la più grande associazione a delinquere in mezzo mondo non terminano in "...escu".
Non voglio dire che gli stranieri nel nostro paese sono tutti santi, non voglio negare l'evidenza (visto che non mi chiamo Silvio), ma sostengo semplicemente che i criminali non hanno bandiera, come non ha bandiera chi è costretto a fare un lavoro massacrante per andare avanti.

05 novembre 2007

Discarica/2 (Un cumulo di menzogne)



Con il post di oggi vorremmo affermare come secondo noi l'apertura del nuovo abbanco, oltre ad essere dannosa per la salute di tutti, è economicamente svantaggiosa!
Le argomentazioni che vengono utilizzate dai sostenitori della riapertura del nuovo abbanco sono sempre le medesime, e riguardano il palese stato di degrado in cui continua a versare la discarica, oltre un venale motivo economico: le casse comunali sono così vuote da non più potersi più permettere il trasporto dei rsu alla discarica autorizzata di Crotone.
Da un po' di tempo a questa parte si continua a ripetere a mo' di cantilena che la situazione insostenibile della discarica è da collegarsi alla totale assenza di controllo del sito in questione.
L'apertura di un nuovo abbanco risolverebbe immediatamente questo angoscioso busillis, oltre a portare un po' di liquidità nelle tanto disagiate casse comunali, moneta che sarebbe utilizzata per la bonifica della stessa.
Tutto ciò in termini pratici significa che il problema dell'inquinamento legato indissolubilmente allo scarico dei rifiuti deve la sua risoluzione al conferimento di altri rifiuti nello stesso sito!!!!!
Ecco la panacea di tutti i mali!!!!
Questa è almeno la tesi sostenuta dal gruppo DS(PD?) dell'amministrazione comunale.
Tesi che non ci sorprende minimamente perchè non rappresenta una novità.
Infatti già da tempo i sindaci diessini (ma è più giusto dire diossini) delle comunità limitrofe di Firmo e Acquaformosa premono affinchè la discarica di Pettinaro venga rimessa in funzione.
Vogliamo solo ricordare a quelli che hanno la memoria corta che queste sono le stesse menzogne che sosteneva la precedente giunta, della quale i DS peraltro facevano parte.
Va inoltre tenuto conto del comunicato del consiglio comunale che non fa riferimento a nessuna delle critiche sulla eseguibilità dei lavori.
Infatti nella relazione geologica in nostro possesso si afferma che:

"... Occorre inoltre, a giudizio dello scrivente (il geologo e/o il progettista, NDR), effettuare opere di sistemazione del piede del versante (gradonature, riprofilature, difese vive), nonché realizzare un adeguato sistema di raccolta e canalizzazione delle acque superficiali. In assenza di tali opere, è lecito ipotizzare, che la tendenza retrogressiva dei fenomeni di instabilità, individuati al piede del versante e, pertanto ancora distanti dall’area di progetto, potrebbe portare alla destabilizzazione di porzioni poste più a monte fino al coinvolgimento delle aree interessate dall’attuale discarica e dal nuovo abbanco..."

Nonostante si affermi chiaramente, in base a dati tecnici in loro possesso, che esiste il serio rischio che la discarica sia interessata da un fenomeno franoso, hanno il coraggio di sostenere che si tratta di un intervento di "tutela ambientale".
Non hanno neanche letto il progetto!!!!
Ma senza far uso di unalunga e fredda sequela di dati che per chi non è avvezzo ad un linguaggio tecnico potebbero risultare poco comprensibili, noi affermiamo con la forza di chi in prima persona si è recato a constatare il reale stato di allarme, che la frana c'è già, soltanto i ciechi non la noterebbero!!!!



(Dalla frana emergono degli inquientanti oggetti, sembrerebbe un enorme telone di plastica, che sia quello della vecchia discarica?)

(Si noti come la parte centrale del pendio sia franato rispetto alle parti laterali)





Ma una lettura attenta della relazione geologica rivela ulteriori sorprese.

... Nessuna influenza apporta, invece, allo stato di equilibrio generale del pendio la realizzazione di quanto previsto in progetto, così come del resto è stato verificato in fase di rilevamento e dimostrato in fase di calcolo. ...

In fase di calcolo tuttavia si dimostra esattamente l’opposto!!!!
Calcolando il fattore si sicurezza del pendio si ottiene un risultato di 0,88 contro il minimo di 1,3 che è imposto dalla normativa.
Su ben 218 superfici di scorrimento analizzate nessuna arriva al limite richiesto (il valore massimo è di 1,07!!), e la maggior parte sono al di sotto dell’unità.
A chi ha sollevato questa questione è stato risposto che il geologo ha commesso un eccesso di zelo, o di non preoccuparsi perchè si tratta di un progetto provvisorio; il progetto però già da tempo risulta approvato come esecutivo (per il testo della delibera collegarsi al seguente indirizzo: http://www.vitambiente.org/?p=80), e durante la riunione di consiglio comunale i consiglieri si sono rifiutati di portarne una copia in visione.
La posizione della giunta comunale è chiara ed è stata espressa in maniera spiccia e lampante dal sindaco Santoianni durante la riunione del 22 ottobre scorso.
Per chiudere la discarica servono fondi. Il nuovo abbanco serve a reperire queste risorse.
Chiudere la discarica è urgente e necessario, in questo concordiamo.
Non concordiamo invece sul modo scelto, anzi, pensiamo che così facendo si renda ancora più critica la situazione e lontana la risoluzione del problema.
Poiché abbiamo un po' di dimestichezza con i numeri vi proveremo ciò che sosteniamo.
Secondo le previsioni dell’amministrazione, il costo per adeguare la discarica a ricevere il nuovo abbanco di 16˙000 tonnelate, il costo per la copertura finale e definitiva, più i costi di post-gestione e le spese tecniche ammontano a 640˙000,00 €, a tutto questo va aggiunto un costo di gestione annuo pari a 155˙000,00 €.
Le entrate dovute al conferimento dei rifiuti, invece, ammonterebbero invece a 344˙000,00 €.
L’amministrazione a questo punto prevedeva nella delibera comunale di far funzionare la discarica per 6 anni durante i quali a fronte di un’entrata di circa 344˙000,00 € si avrebbe un costo di gestione pari ad un totale di 900˙000,00 € (novecentomila euro!!!).
In realtà smaltire i rifiuti viene a costare 37,54 € a tonnellata, più di quanto incassato!!!!
Poiché si sono accorti evidentemente che in questo caso i soldi finanziati per la chiusura sarebbero spesi tutti per la gestione e trascorsi 6 anni ci troveremo in una situazione ancora più critica, hanno preso in considerazione una seconda ipotesi: permettere a quanti più comuni è possibile di conferire i rifiuti in discarica in modo da riempirla il più velocemente possibile e abbattere quindi i costi di gestione.
Essi pensano di farcela in 6 mesi!!
Ma, se si escludono i giorni festivi, si tratta di ammontare più di 100 tonnellate di rifiuti al giorno, gestite peraltro da un solo operaio.
In questo sciagurato progetto non si tiene minimamente conto dei danni ambientali, dello “tsunami” di spazzatura che investirebbe Lungro.
Ma anche nel caso volessimo fare i cinici opportunisti che se ne fregano degli eventuali disastri ambientali che si andrebbero a provocare, il guadagno per noi cittadini sarebbe praticamente nullo, il gioco non vale la candela!!!!
Si poiché i maggiori proventi sarebbero dell’impresa a cui sarà assegnato l’appalto della gestione.
Noi proponiamo invece la chiusura immediata e senza ulteriori abbanchi del sito!!!
Si potrebbe così risparmiare anche sulle opere inutili come la bitumazione della strada per i futuri carichi di spazzatura, muri di sostegno e ripristino di fabbricati, che come si evince dal progetto hanno un costo rilevante e consistente.
Risparmiare cioè su tutte quelle opere che servono ad aprire una discarica e non a chiuderla.
Impedire che il commissario per la raccolta rifiuti faccia di Lungro la discarica di mezza Calabria non deve essere considerata una sconfitta dell’attuale amministrazione, bensì una vittoria di tutta la popolazione lungrese.
Per quanto riguarda la situazione dei rifiuti in Calabria, LUNGRO HA GIÀ DATO!!!!!
E oggi purttroppo ne paga le conseguenze.
La nostra comunità ha il sacrosanto diritto di ottenere che il sito inquinato della discarica venga bonificato senza subire il ricatto del commissario straordinario.
Per ottenere questo chiederemo a tutti i cittadini che hanno a cuore il bene del paese di manifestare in tutti i modi il loro dissenso verso questo disegno criminale.
Per raggiungere questo obbiettivo c’è bisogno della collaborazione di tutti. Nessuno escluso.




26 ottobre 2007

Discarica/1



Dell'intrapendenza della nuova giunta comunale, del suo cinico opportunismo, della sua breve (anzi brevissima) memoria storica abbiamo avuto modo, molto controvoglia, di dedicare parte della nostra attenzione; ma purtroppo ci risiamo!!!!
Giustappunto vorremmo occuparci dell'ultima riunione del consiglio comunale di lunedì 22 ottobre nella gremita sala del tanto rimpianto dopolavoro cittadino, adesso per causa di forza maggiore aula consiliare. (Che fine!!!)
Il consiglio comunale straordinario era stato indetto su richiesta della minoranza e ha avuto come oggetto del contedere la disastrosa situazione in cui versa la nostra discarica consortile di contrada Pettinaro, e di come l'attuale amministrazione volesse porre rimedio a tutto ciò.
(Su questo argomento siamo recidivi, infatti abbiamo già caricato un post a riguardo. Vedi http://stipaturi.blogspot.com/2007/10/ma-che-stiamo-scherzando.html)
Si trattava di confrontarsi con una problematica ereditata dalla precedente amministrazione, che l'aveva fortemente voluta, sostenuta, progettata e realizzata. Per ottenere tutto ciò non aveva perso tempo ad utilizzare le solite armi della pura propaganda di regime, facendo leva sulla continua disinformazione e soprattutto sulle paure, sulle ritorsioni che avrebbe subito chiunque avesse manifestato pubblicamente il proprio dissenso!
È questo (oltre all'atavica inerzia che ci contraddistingue) secondo noi il motivo principale dell'assenza di un movimento di protesta che si fosse opposto alla realizzazione di questo disastro ambientale.
Solo in pochi, allora, hanno avuto il coraggio di opporsi alla discarica, esponendosi in prima persona.
Molto di quei giovani, nel frattempo diventati validi professionisti, continuano a lottare per la tutela dei nostri territori, e per portare avanti le loro istanze hanno fondato un'associazione che ha come principale obiettivo lo studio, l'analisi e la risoluzione delle problematiche socio-ambientali della nostra comunità.
Altri, invece, sono passati dalla parte di quelli che denigrano, di quelli che screditano l'operato altrui, anche, perchè molto probabilmente è questo tutto ciò che sanno fare. (Kripa cu jè!!!)
I metodi che utilizzano per perseguire i loro scopi sono sempre i medesimi: appellarsi continuamente alle fantomatiche competenze di professionisti mercenari privi di scrupoli lautamente pagati per questo, e soprattutto diffamare gli avversari, deridere chi ha la colpa di non pensarla alla stessa maniera.(Ma çë kanë këta katir piçuçëra)
Tutto ciò è ignobile, viscido, sporco quasi quanto il percolato che ha impestato e impesta a tutt'oggi i campi, gli uliveti, i pascoli posti a valle della discarica.
Già, perchè il disastro ambientale prodotto ha assunto dimensioni spropositate e insostenibili!
Non una, ma ben due discariche insistono in quell'area; ai piedi di quella che è stata argomento di discussione del consiglio comunale ne esiste un'altra, chiusa da tempo che rende benissimo l'idea di che cosa comporti una discarica chiusa: mezzo ettaro di deserto argilloso da cui non spunta neanche l'ombra di un filo d'erba.
Dalla discarica si intravedono rifiuti di ogni genere che cominciano ad affiorare in superficie, come degli zombies di un tremendo film dell'orrore.
Proprio così, poichè (e questo è il colmo dei colmi) poco tempo fa il terreno di copertura di questa discarica è stato assotigliato prelevando da qui il terreno utilizzato per coprire la nuova discarica!!!!
Ma il vero grande problema è quello della frana che interessa il versante della discarica esposto a sud: non che tutto ciò venga previsto da calcoli, da rilevamenti geologici e quant'altro (anche perchè anni di mala gestione della res publica ci hanno insegnato che in politica non c'è niente di più opinabile dei freddi dati di una relazione, se i dati non ci convincono cambiamo il tecnico), ma dal fatto che la forza di gravità infischiandosi di tutto e di tutti ha fatto avanzare una colata di terreno per una cinquantina di metri verso valle.
La frana purtroppo c'è già!!!
E il fronte della vecchia discarica minaccia di crollare insieme ai rifiuti, che questa volta non apparriranno come zombies, ma come le orde degli unni di Attila.
Se non ci credete vi faremo vedere le foto, se non crederete alle foto vi porteremo in loco perchè constatiate, se vedrete e non ci crederete... beh allora siete in tempo a prendere la tessera dei ds o pd o
 pci psi
 dc dc
 pci psi pli pri dc dc dc dc (come diceva Rino Gaetano, è proprio il caso del nuntereggaechiù).
Che la seconda discarica fosse in una situazione pessima era già stato segnalata dai soliti di Vitambiente alla procura della Repubblica del tribunale di Castrovillari nell'ottobre del 2006, periodo in cui la discarica era sotto sequestro. Nella nota informativa si attestava come la suddetta discarica avesse della perdite di percolato, e quindi per questo motivo la procura intimava agli amministratori del nostro comune, per altro allora commissariato, di porvi rimedio.
La storia del fiume di percolato è la più grottesca e più pericolosa di tutte. Il termine "fiume" non deve apparirvi esagerato poichè il suo scarico avveniva direttamente dalla discarica al terreno senza nemmeno passare per la vasca di raccolta, in maniera così copiosa, che le carte geografiche più recenti lo riportano come "corso d'acqua perenne".
Ma tra l'acqua e il percolato che scorre in quell'alveo ci sono evidenti differenze che chiunque può notare facendo un rapido sopralluogo.
Il percolato scava in alcuni punti un solco profondo circa un metro, in altri il suo alveo supera i tre metri di larghezza, in altri ancora invade i terreni coltivati. Il versante dalla precaria stabilità, ha subito quest'ultima estate numerosi incendi che hanno ulteriormente aggravato la situazione.
È in questa luogo da incubo che la giunta Santoianni ha dichiarato che intende autorizzare il conferimento di ulteriori 16000 metri cubi di rifiuti.
La storia è sempre la stessa: le casse del comune piangono. Il conferimento dei rifiuti verso la discarica di Crotone non è più sostenibile. Dagli introiti derivanti il comune conta di rimpinguare le casse e di accumulare una cifra, che a questo punto dovrebbe essere fantasmagorica, per bonificare la stessa discarica di contrada Pettinaro, più quella sita in località Petrosa e quella abusiva di contrada Lafcantina.
Ma scherzandoci sopra si potrebbe dire che il sito è così altamente avvelenato da sembrare un luogo idoneo per il loro progetto. Infatti in più di una occasione li abbiamo sentiti ripetere la seguente solfa: "Non si distrugge nessun paesaggio perchè il paesaggio è stato già distrutto abbastanza!"
Si, hanno proprio Lungro nel cuore.


P.S.
Tra i banchi della maggioranza non abbiamo potuto fare a meno di notare l'assenza del prolifico assessore alla cultura Giovan Battista Rennis. Speriamo tanto che la sua assenza sia dovuta al fatto che la sua posizione sia lontana da quella espressa dalla giunta.
Giambatì fatti vivo!!!

24 ottobre 2007

Giù le mani dal blog!!


Carissimi lettori di STIPATURI,
una nuova minaccia incombe sulla nostra libertà di pensiero e di parola.
L’ultimo spazio rimasto dove poter manifestare le nostre idee ed i nostri sentimenti, internet, sta per essere limitato da uno stato che ormai sempre più fascista. Infatti come si evince dall’articolo 7 del disegno di legge Levi-Prodi del 3 agosto 2007 sulla “disciplina dell’editoria”, chiunque pubblichi un blog o un sito debba iscriversi al “Registro degli operatori di comunicazione”, pagare una tassa (come se non ce ne fossero abbastanza), avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile, far parte di una società editrice ed in caso di mancato controllo su possibili contenuti diffamatori il responsabile ne risponderebbe in prima persona.
Un provvedimento del genere potrebbe, e ripeto potrebbe, essere anche accettabile per quanto riguarda i siti che hanno alle loro spalle potenti case editrici e che in un modo o nell’altro fanno cassa sull’informazione, ma non si riesce a capire come mai rientrino
in questo disegno di legge anche i blog.
Infatti dando un occhiata alla rete si può notare come la maggior parte dei blogger siano comuni cittadini che usano questo mezzo per avere uno scambio di idee ed opinioni su una serie innumerevole di argomenti, anche strettamente personali.
Conseguentemente pochi avrebbero i mezzi a tenere in vita un blog che, da luogo di incontro e scambio di idee, diventerebbe un vero e proprio peso da mantenere, e sicuramente anche STIPATURI sarebbe costretto a chiudere i battenti.
Speriamo che in parlamento siano più coscienti dei ministri che hanno approvato questo disegno di legge e blocchino quest’offesa alla libertà di parola ed espressione.

Al seguente indirizzo potete reperire il testo completo del ddl:
http://download.repubblica.it/pdf/2007/legge_editoria.pdf

Nella speranza di una sinistra migliore.
Un saluto a tutti
Fra’

22 ottobre 2007

De manifestatione!


Sabato 20 Ottobre, Roma. Una grande folla ha riempito le strade della capitale oltre ogni aspettativa rispondendo all'appello di un piccolo gruppo di intellettuali di sinistra della cosidetta "società civile", apparso nei primi giorni di agosto sulle pagine dei quotidiani "Liberazione" e "Il manifesto". (Il testo completo del documento è reperibile al seguente indirizzo: http://20ottobre.gcpalermo.it/ )
Vale la pena ricordare la considerevole piattaforma messa in piedi dall'organizzazione dell'evento:

- LAVORO: sua dignità e sicurezza, salari e pensioni più giusti, cancellazione dello scalone di Maroni e dello sfruttamento delle forme “atipiche” e la salvaguardia del contratto nazionale sociale, il riequilibrio della ricchezza e la conquista del diritto al reddito e all’abitare;
- DIRITTI CIVILI E LAICITÀ DELLO STATO: fine delle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans, leggi sulle unioni civili, misure che intacchino il potere del patriarcato, cancellazione delle leggi contro la libertà, come quella sul carcere per il consumo della cannabis;
- CITTADINANZA: pienezza di diritti per i migranti, rapida approvazione della legge di superamento della Bossi-Fini, chiusura dei Cpt;
- PACE: taglio delle spese militari, no alla base a Vicenza, una via d’uscita dall’Afganistan, che l’Italia si opponga allo scudo stellare;
- AMBIENTE: dalla pubblicizzazione dell’acqua alla definizione di nuove basi dello sviluppo, fondate sulla tutela e il rispetto per l’habitat, il territorio e le comunità locali;
- LEGALITÀ: lotta alla mafia e alle sue connessioni con la politica e l’economia.

Sebbene, almeno nella forma, i promotori non siano esponenti della nomenclatura partitica, la sinistra istituzionale e di governo ha fatto sua questa proposta rispondendo in massa.
PRC e PdCI, sempre in bilico tra derive movimentiste (al quanto velleitarie) e aspirazioni di governo, non potevano non partecipare al corteo; veniva loro offerta una ghiotta occasione per rinfrancarsi da un grigiore (non solo) mediatico in cui sono stati scaraventati da quando prendono parte attivamente alle disavventure di questo copioso e davvero molto male assortito governo.
Eppure il popolo della sinistra che sabato così numeroso ha risposto a questo bisogno di visibilità non può esimersi da fare alcune valutazioni.
La mobilitazione del 20 ottobre risulta davvero incomprensibile, se perviene da settori del parlamento che continuano a tenere in vita le politiche di questa attuale maggioranza!!!!
La massiccia partecipazione ha origine nel profondo dissenso che questo governo ha provocato, in primis non rispettando quello straccio di programma (così tanto pubblicizzato in tv prima delle elezioni, ed ora tanto bistrattato) che era alla base dell'accorso tra le forze moderate e quelle della "sinistra radicale"!
Ritrovandosi in piazza sabato i vari Diliberto, Giordano, Russo Spena, ecc. ..., si sono trovati nella schizofrenica e sgradevole (per loro) situazione di scagliarsi contro un governo in cui la renitente sinistra radicale risulta abbondantemente rappresentata da diversi ministri e parecchi sottosegretari.
Non è la prima volta che questo ceto politico usa la piazza per poter recuperare consenso e, usando un gergo sportivo, tirare il fiato. Per far ciò si è cercato di fare passare il governo come un interlocutore credibile con cui confrontarsi, minacciando il fatto che questi è l'unica alternativa possibile ad un eventuale governo che riproporrebbe il Berlusca con tutto il suo armamentario di incompentenza, populismo mediatico e volgarità di bassa lega.

P.S. Provate a scaricare il testo dalla legge 30 (la cosidetta Biagi) dal sito di Forza Italia, io non ci sono riuscito. Che si vergognino forse di essa?

"... non c'era tafano sul dorso d'un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, ....."
Marcovaldo.

18 ottobre 2007

Radici!!!



Curiosando un pò sui vari blog, soprattutto sui forum in cui molto spesso esternano le loro emozioni i cittadini del nostro bel paesino, noto che molta gente è insoddisfatta del fatto che, nonostante il trascorrere del tempo e il cambiamento che sarebbe dovuto nascere dal risultato dell'ultima tornata elettorale, la situazione politica e sociale di Lungro non sia migliorata.
Gran parte di loro sembra avere trovato il responsabile di tutto ciò nella nostra classe dirigente.
Infatti è in questo senso che vanno lette le numerose critiche che sono rivolte alla nostra amministrazione comunale, che, dal canto suo, non ha fatto niente per risparmiarsele.
Malgrado sia un elettore deluso, ho fiducia in quei giovani volenterosi che spero si facciano valere e portino avanti qualche idea innovativa rispetto una classe dirigente che ha un "modus operandi" tanto obsoleto quanto la lingua che ho utilizzato tra virgolette.
Comunque sono un inguaribile ottimista e per questo motivo voglio dargli tempo, anche perchè il modo di gestire il patrimonio pubblico da parte della passata amministrazione è stato disastroso.
Ma, se le critiche dirette alla nostra giunta comunale sono numerose, i pettegolezzi, gli scaricabarile e le prediche moralistiche sui comportamenti di noi giovani sono incalcolabili!
Il tema più ricorrente è "i giovani di Lungro pensano solo a: bere, fumare, passeggiare, giocare, rompere, ....., dire, fare, baciare, ....ecc.."(Sembra proprio il gioca jouer di Cecchetto)
Non è assolutamente vero!!
E' sbagliato generalizzare; lo è ancora di più se lo si fa nei confronti dei nostri concittadini, amici e parenti.
L'esistenza stessa di questo blog è una testimonianza del fatto che NOI RAGAZZI DI LUNGRO SIAMO QUA E ABBIAMO VOGLIA DI MIGLIORARE LA NOSTRA REALTA' con il dialogo ed il confronto.
Non ostacoliamoci l'un l'altro, ma uniamoci per ottenere ciò che veramente vogliamo, lasciamo a casa l'invidia e il rancore, ma soprattutto rimbocchiamoci le maniche perchè non cade niente dal cielo se non lo si scuote un pò!
Non so se avete mai sentito la canzone di Guccini "Radici", ma ogni volta che ritorno a Lungro dopo tanto tempo, mi tornano sermpre in mente questi versi:

"La casa sul confine dei ricordi, la stessa sempre, come tu la sai,
e tu ricerchi là le tue radici se vuoi capire l'anima che hai."

Pensateci!

05 ottobre 2007

Ma che... stiamo scherzando?

Il nuovo abbanco

UNA DOVEROSA PREMESSA:
"Stipaturi" nel nostro intento è una sorta di diario on-line su cui raccogliere i nostri umori, i nostri disagi, uno zibaldone in cui cerchiamo di affrontare pubblicamente le varie problematiche che quotidianamente ci si presentano.
La principale difficoltà che incontriamo è quella di coniugare il poco tempo che abbiamo a disposizione, con la dovuta precisione che bisogna tener in conto quando si affrontano argomenti di una certa delicatezza, visto che poi non è che ci vuole molto a beccarsi una querela!
Grazie!!
Redazione stipaturi

Sono oramai dei giorni che siamo impegnati, insieme agli amici di Vitambiente a digitalizzare l'intero voluminoso progetto che verso la fine di agosto l'ingegnere Mirko Eugenio Caputo, come richiesto dall'attuale amministrazione comunale (con delibera approvata all'unanimità n°61 n° protocollo 3433 del 26 luglio 2007), ha presentato "per i lavori di chiusura e di post-gestione di una discarica con nuovo abbanco".
Gran parte del progetto ora si trova disponibile gratuitamente a chiunque sia fornito di una connessione ad internet al sito dell'associazione vitambiente.
Oltre a voler rimarcare la straordinaria velocità e il breve lasso di tempo in cui il nostro infaticabile ingegnere è riuscito a terminare la redazione del progetto, vengono alla luce, a una prima e nemmeno tanto accurata lettura una serie di inesatezze che ci lasciano quanto meno perplessi ("Gattina frettolisibus fecit gattini quercem" per usare le parole del mai tanto celebrato Totò!).
E' già dalla tav.1, che nella premessa della relazione generale si fa riferimento ad un'ordinanza commisariale n°1538 del 25 luglio 2001, (l'all.1) in cui veniva autorizzzata la messa in esercizio della discarica.
Peccato che andando a dare un'occhiata a questa ordinanza della discarica consortile della località Pettinaro non si faccia cenno, infatti nell'allegato1 e qui citiamo testualmente si da"Autorizzazione al conferimento dei rr.ss.uu. dei comuni di Lungro (CS) ed Altomonte (CS) presso la discarica sita in località Petrosa del comune di Lungro", e non Pettinaro!!!!!
Che si sia sbagliato il commissario straordinario dei rifiuti?
Ma ad una prima analisi quello che più colpisce e più fa spaventare è ciò che vien rilevato sulla tav.5 che raffigura la planimetria catastale in cui è localizzata la zone del nuovo abbanco.
Tramite google-map siamo riusciti a sovrapporre le due mappe e il risultato è sconvolgente (vedi foto sopra)!!!!
Il nuovo abbanco risulta di dimensioni spropositate. Più che di una post-gestione di una discarica con nuovo abbanco si tratterebbe di un considerevole ampliamento della precedente, ed è in questo modo che diciamo addio alla bonifica!!!!
Infatti come si pretenderebbe di far credere all'opinione pubblica che si sta cercando di riaprire la discarica per poter incamerare una parte di fondi che sarebbero utilizzati per la bonifica della stessa?
Non si pulisce la merda gettandoci sopra dell'altra merda!!!!!
Crediamo sia giunto il momento di una formazione di un comitato di cittadini che si attivi a contrastare questo sciagurato progetto per via legali o con manifestazioni di dissenso pubblico, per esempio recandoci in loco in corteo per poter renderci conto in prima persona della pesante situazione in cui versa tutto la zona limitrofa alla discarica.
Siete impegnati domenica prossima????

19 settembre 2007

L'odissea dei pendolari!


Pubblichiamo una denuncia da parte di un gruppo di pendolari che per motivi di lavoro e di studio sono costretti a spostarsi quotidianamente per raggiungere il nostro capoluogo di provincia.

"Siamo i lavoratori pendolari gli studenti universitari di Acquaformosa, Lungro e Firmo che nel giro di un giorno senza nessun preavviso si sono visti privare di un servizio erogato oramai da anni con la motivazione, ci dicono, che la Regione finalmente ha approntato un piano che in base a una distorta, a nostro avviso, filosofia di mercato, taglia di netto il collegamento tra il capoluogo e un’intero territorio interno che comprende le comunità di Acquaformosa, Lungro e Firmo.
Infatti le corse pomeridiane delle ore 17.15 e 18.30 che partendo da Cosenza dirette a Castrovillari facevano scalo al villaggio scolastico in località Cammarata per le coincidenze con i mezzi che portavano lavoratori e studenti a Lungro, Firmo ed Acquaformosa sono state cancellate.
Non ci risultano che altre coincidenze, negli stessi orari, per altre destinazioni (Cassano allo Ionio, Terranova di Sibari ecc.) abbiano subito la stessa sorte.
Tra le motivazioni addotte per giustificare tale decisione ci sarebbe anche quella che vorrebbe il ripristino originale della tratta Acquaformosa Cosenza in modalità diretta per come era stata concepita inizialmente.
Peccato però che questa corsa continui ancora a fare scalo al villaggio scolastico di Cammarata ma non per poi andare a Cosenza bensì per prendere gli studenti universitari e gli utenti diretti a Arcavacata, Castiglione e Rende mentre gli utenti delle tre comunità diretti a Cosenza devono trasbordare nell’autobus proveniente da Castrovillari.
L’illuminato estensore del piano conosce queste realtà interne penalizzate? Sa quale è il flusso giornaliero di cittadini che usano questo servizio e che per moltissimi di loro è l’unico mezzo che possono permettersi per raggiungere Cosenza?
Vogliamo sommessamente dire all’estensore che questo atto priva un’intera area, già di per sé disagiata e marginalizzata, di un servizio essenziale e indispensabile.
Praticamente l’ultima corsa utile per tornare in queste comunità rimane quella delle ore 14.10!!!
Siamo certi che si è trattato di una svista a cui, però, bisogna porre immediato rimedio.
I lavoratori pendolari, gli studenti e le popolazioni di questo comprensorio chiedono con forza il ripristino delle corse soppresse, in tempi brevi per porre fine a una ingiustizia palese e a un disagio non più tollerabile.
Si faccia in modo che la democrazia sia patrimonio di tutti e non solo privilegio di alcuni."

Si parla tanto di linea ad alta velocità di ponti sullo stretto, quando si affrontano finalmente le reali carenze infrastrutturali di una regione con intere zone interne che risultano totalmente isolate?

13 settembre 2007

Cronaca della calorosa accoglienza del vicesindaco di Lungro, Dott. Gennaro Domestico a Emanuele Filiberto di Savoia.



Lungro, 12 Settembre 2007, ore 11.30 circa. Qualche curioso, poche decine di ragazzini e uno sparuto gruppo di romantici hanno presenziato alla visita del rampollo di casa Savoia, Emanuele Filiberto.

Non c’è stato né il bagno di folla che l’assessore alla cultura, Dott. Giovanbattista Rennis, si auspicava, né la temuta contromanifestazione di protesta organizzata dall’incorreggibile “sovversivo” che risponde al nome di Miko Cortese.
Eppure l’assessore Rennis aveva fatto del suo “meglio” per far di una semplice visita privata un problema politico.
Non è trascorso neanche un mese da quando in un convegno pubblico si ricordava il passato antifascista della nostra comunità e il contributo dato dai nostri concittadini alla resistenza, che l’assessore Rennis fa affiggere dei manifesti in cui compaiono affiancati lo Stemma Comunale e quello della Monarchia e inoltre ad Emanuele Filiberto è riservato il titolo di “S. A. (Sua Altezza)”!!!. Ciò ha contribuito a mettere a dura prova la pazienza di coloro che hanno creduto, e credono ancora negli ideali democratici che sono alla base della Repubblica Italiana.
Le critiche piovono addosso all’assessore da tutte le parti (consultare, ad esempio, il Libro degli Ospiti del sito www.Ungra.it), persino il Sindaco di Acquaformosa Giovanni Manoccio, si dissocia e prende le distanze dalle “carnevalate” dell’Amministrazione Comunale di Lungro e degli altri paesi che hanno organizzato manifestazioni in onore del principe, con un manifesto che viene prontamente fatto sparire la mattina della visita.
Ma il nostro assessore non difetta certo in coraggio, e a differenza del codardo nonno di Emanuele Filiberto che l’8 settembre 1943 fuggì lasciando l’Italia e l’esercito allo sbando, Rennis lo stesso 8 settembre di 54 anni dopo affronta il Cortese e il comitato “Viva la Repubblica” e li prega di desistere dal mettere in atto il loro “diabolico” piano.
Il Comitato non riesce, comunque, ad organizzare la contromanifestazione, non per le parole di Rennis (che intanto, nella paura che la manifestazione fallisse, cerca sostenitori tra i militanti del centro-destra), ma per lo sfascio che esiste nella sinistra Lungrese.
Neanche il Collettivo Spartaco ha dato la sua disponibilità, poiché ritiene che nel nostro paese, oggi, esistono problemi più impellenti che la sinistra deve affrontare, primo di tutti l’attacco selvaggio al territorio, mentre la visita di Emanuele Filiberto si è trasformata in un caso politico solo per l’inopportuno comportamento della nostra amministrazione comunale.
Tuttavia il Comitato riesce a ottenere i suoi risultati: il Sindaco diserta la manifestazione per “impegni precedentemente presi”. Anche il parroco, riteniamo involontariamente, lascia la chiesa al buio e “chiude la sacrestia”.
L’assenza dei lungresi stride, invece, con la massiccia presenza delle istituzioni, a rimarcare l’enorme distanza tra queste e la società civile.
Con la fascia emblema della istituzione comunale, ad accogliere ufficialmente il principe, è designato il Dott. Gennaro Domestico.
Vicesindaco, assessore ai Lavori Pubblici, consigliere alla Comunità Montana Italo–Arbëreshë del Pollino, presidente del Pio Ospizio De Benedictis, segretario della sezione A. Gramsci dei DS, il Domestico compete con il suo ospite in quantità di titoli.
Nonostante i DS di Cassano, di Castrovillari, di Acquaformosa, e di altri paesi della Sibaritide e del Pollino, abbiano preso le distanze dall’evento, i nostri DS, abituati da tempo a ossequiare e riverire personaggi di ogni risma, non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di pavoneggiarsi alla presenza di un principe.
Ma in un finale lampo di genio, per non ferire la sensibilità dei compagni di ”Lungro è rossa e rossa resterà” hanno negato a Emanuele Filiberto l’onore di depositare le corone di alloro ai caduti e al monumento dei Salinari, e deciso che a farlo fosse il segretario DS.
Un dubbio ci attanaglia: Quale dei due avrebbero preferito i caduti e i minatori?