24 dicembre 2011

Monopoli, il gioco anticapitalista

Leggo su Netorama, che il monopoli era stato effettivamente creato per insegnare i mali del capitalismo:
La prima versione riconoscibile di ciò che oggi è noto come Monopoli fu brevettata da Lizzie Magie nel 1904. Il Landlord's Game(1), come lo ha chiamato, era costituito da una scheda con il familiare percorso di quartieri via via più costosi intervallati da ferrovie e servizi vari. Su tre degli angoli c'erano le caselle Go to Jail, Publick Park (la versione ancestrale del Free Parking), e la prigione, Jail.
Il quarto angolo, però, non era etichettato come Go, ma invece proponeva un disegno del globo circondato dalle orgogliose parole Labor Upon Mother Earth Produces Wages. Traduzione: possiedi un centinaio di dollari. Tuttavia ci si rende conto: qui qualcuno ha un'agenda.
La storia racconta che Magie intendeva il suo gioco come uno strumento didattico sulle ingiustizie del capitalismo. Era una sostenitrice delle teorie dell'economista politico Henry George, che pensava che i proprietari fossero parassiti e auspicava una single tax su di loro per sostituire tutte le altre.
L'estratto viene da un post di Cecil Adams di diversi mesi fa, però può essere interessante se uniamo la lettura del post (e del pezzetto tradotto) con una questa piccola guida sulle differenze tra capitalismo e libero mercato. La distinzione potrebbe sembrare apparentemente sottile, ma in realtà, a mio giudizio, è profonda e netta e l'articolo di Fabristol che vi invito a leggere è fondamentale. Ad esempio, nel suo piccolo, mi ha aiutato a trovare la differenza tra il famoso mercato equo e solidale e il capitalismo usuale. Anche in questo caso c'è una differenza, e la più importante non è quella che viene utilizzata per scopi di marketing, ma la netta distinzione tra ciò che è gov e ciò che è non-gov.
Un esempio di tale distinzione è sicuramente il Forest Stewardship Council, un consorzio non-governativo, o ancora meglio non-statale, che propone una gestione delle foreste senza necessità dei governi statali e per questo molto avversata dagli stessi, come è possibile leggere in questo abstract di un articolo sulla governance di Stephen Bell e Andrew Hindmoor(2)
La relazione tra soggetti statali e non statali è stata oggetto di un ampio dibattito all'interno della letteratura di governance. Durante questo periodo sono emersi due influenti ma molto diversi aspetti della governance: un aspetto centrato sulla società civile che parla di governance senza governo e una prospettiva stato-centrica che sostiene che la governance si verifica in gran parte attraverso i governi. Ci sono ovviamente posizioni alternative e più sfumate. Queste due comunque servono per inquadrare il dibattito intorno alla governance per generare una comprensione di base riguardo la relazione tra soggetti statali e non statali che oscura il modo in cui la presenza di attori non statali può migliorare la capacità politica degli attori statali e viceversa. Il Forest Stewardship Council (FSC) è stato lodato come un esempio di governance senza governo e ha anzi, in più occasioni, dovuto superare l'indifferenza o addirittura l'ostilità dei governi. Ma l'aspetto società-centrico non rende giustizia alla gamma di rapporti molto diversi e talvolta reciprocamente vantaggiosi tra FSC e soggetti statali.
I grassetti sono miei. La traduzione dell'abstract, rispetto alla sua prima pubblicazione su SciBack, è stata qui leggermente rivista.

Ovviamente, visto che nei prossimi giorni il monopoli potrebbe essere una delle alternative alla classica tombola, non mi resta che augurare a tutti delle buone feste natalizie.

(1) Il gioco dei signorotti, potremmo tradurre
(2) BELL, S., & HINDMOOR, A. (2011). GOVERNANCE WITHOUT GOVERNMENT? THE CASE OF THE FOREST STEWARDSHIP COUNCIL Public Administration DOI: 10.1111/j.1467-9299.2011.01954.x

23 dicembre 2011

Rimborsi di viaggio

Oggi torniamo ad occuparci di crisi, con un protagonista della nostra attuale politica all'epoca in cui partecipava attivamente al Parlamento Europeo. Il servizio, tradotto e pubblicato di recente e segnalato su GPlus da Claudio Pasqua, è stato realizzato dalla televisione tedesca.
Si potrebbe dire che, forse, aumentare i poteri dell'Europa per risolvere la crisi potrebbe non essere la soluzione migliore per superare la crisi stessa...

22 dicembre 2011

Scopri Cosenza

A Milano c'è un gruppo di guide turistiche che organizzano, periodicamente, visite per la città per scoprire la storia dei palazzi, dei monumenti e delle chiese del capoluogo lombardo. Potete immaginare la mia sorpresa quando scopro che una iniziativa simile è partita anche a Cosenza: Scopri Cosenza è infatti una iniziativa in cui un gruppo di guide, dotate addirittura di pulmino, propongono percorsi storici e artistici per la città calabrese dei sette colli. L'iniziativa dedicata all'inizio per il solo periodo estivo, sembra che abbia avuto un buon successo ed è stata anche prolungata durante il periodo autunnale (il manifesto alla stazione di Paola recitava fino al 2 ottobre, se non ricordo male).
Senza alcun intento polemico nei confronti della comunque meritoria iniziativa, ecco che, però, il circuito mentale si chiude intorno alla canzone di Peppe Voltarelli, Turismo in quantitià:
L'intento polemico va invece per il solito modo assurdo di collegare Cosenza con il possibile flusso di turisti che dal resto dell'Italia potrebbero essere interessati ai percorsi turistici che la città vorrebbe offrire non solo ai propri stessi cittadini e abitanti della provincia.

02 dicembre 2011

Cavalli, le 'ndrine, Milano

Viste i recenti fatti avvenuti tra la Calabria e Milano, recupero questo post che un po' per pigrizia un po' per altri motivi non avevo pubblicato a suo tempo, opportunamente modificato, in cui racconto dell'incontro con Giulio Cavalli svoltosi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte ormai più di un anno fa. L'occasione è la presentazione del libro Nomi, cognomi e infami, uscito per la Verdenero. A rileggere quelle poche righe che ho, sono tornato con la memoria a quell'incontro, che diventa quasi profetico visto che ora tutta l'Italia è stata messa di fronte alla realtà dei fatti, ovvero l'invasione della 'ndrangheta a Milano.
A introdurre l'incontro, in attesa dell'arrivo di Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, c'era Alberto Ibba, responsabile delle linee editoriali dell'editore ambientale, che di fatto con il libro di Cavalli pubblica il primo vero saggio sulla mafia in quanto tale tra le sue proposte editoriali.
La discussione è lunga, al di là del ritardo di Gomez, e si protrae per più di un'ora. I due si intrattengono piacevolmente tra i contenuti del libro e aneddoti sul lavoro teatrale di Cavalli, come la proposizione dei primi spettacoli teatrali sulla mafia, proposti in Sicilia, a Gela, fianco a fianco di Rosario Crocetta, all'epoca sindaco del comune siciliano:
(...) le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.
Così risponde Cavalli ad una intervista concessa a La Provincia di Varese. E ovviamente nell'incontro sono citati i Lo Piccolo, i Casalesi e altri ineffabili protagonisti, ma ci sono anche improbabili coinvolti, anche se la loro improbabilità è diretta conseguenza della loro apparentemente insospettabile provenienza politica. E' il caso di Angelo Ciocca, della Lega, che sembra collegato con il boss Giuseppe Neri: stupisce soprattutto, come rileva Gomez, il silenzio degli organi dirigenti del partito, un silenzio inquietante, secondo il giornalista, che potrebbe significare qualcosa del tipo siamo pronti a dialogare, indipendentemente dal coinvolgimento effettivo di Ciocca.

01 dicembre 2011

Il magistrato che combatteva le 'ndrine

Ieri Giulio Cavalli pubblica un estratto di una intercettazione telefonica dove stanno amabilmente discorrendo il gip di Palmi Giancarlo Giusti e il capo-'ndrina Giulio Lampada. Oggetto della telefonata la possibilità di far venire a Milano Vincenzo Giglio, il magistrato arrestato ieri.
La notizia, passata su giornali e internet, viene così raccontata da telecosenza:
Giglio, però, è un personaggio che, fino all'arresto, era in un certo senso al di sopra di ogni sospetto, con un impegno non solo nell'antimafia, come verrà testimoniato nell'intervista che vedrete qui sotto, ma anche in altri campi come ad esempio la violenza contro le donne.
Se le accuse risulteranno vere, l'operazione che si sta sviluppando in questi giorni potrebbe risultare alla fine una delle più importanti in assoluto per la lotta in Calabria e in Italia alla criminalità organizzata, quella che si è sviluppata lungo l'asse, la spina dorsale che attraversa tutta la penisola fino alla Lombardia, fino a Milano.

Per approfondire leggi anche narcomafie.

30 novembre 2011

La spina dorsale dell'Italia

In molti si affannano a capire come mai l'Italia è arrivata a questo punto. Si cercano responsabili vari, si punta il dito soprattutto sull'ex-Presidente del Consiglio, SB, e in parte su chi gli sta intorno. Questo gruppo di persone e di politici, però, sono la così detta punta dell'iceberg, quel poco che emerge dal tanto di marcio che c'è in Italia. E tutto questo si è sviluppato lungo un'asse importante, una vera e propria spina dorsale dell'Italia lungo la quale si muovono l'economia e le decisioni all'interno della nazione. E' questa la sensazione che arriva leggendo le notizie di questa mattina sull'azione investigativa di Ilda Boccassini della procura di Milano, un'azione che scoperchia per l'ennesima volta, mi viene da scrivere, il vaso di Pandora della penetrazione delle 'ndrine in Italia.
Il giro di affari della 'ndrangheta nella nostra nazione è tale per cui puntare il dito, ad esempio, contro i piccoli evasori è semplicemente assurdo: la maggior parte dell'evasione è legata con le società criminali di stampo mafioso che l'Italia ha prodotto e reso efficientissime nel corso del secolo scorso. Forse, quando ci interroghiamo sulle cause di questa crisi mondiale, non dobbiamo solo mettere sotto accusa il sistema economico e politico, ma anche la nostra Italia, perché vista dal punto di vista delle organizzazioni criminali e della loro incidenza nell'economia globale la responsabilità della nostra nazione nella attuale situazione recessiva dell'Occidente cresce in maniera esponenziale. E quindi parlare di una crisi dell'euro rischia anche di essere un modo estremamente semplicistico di raccontare il problema e qualunque soluzione si voglia portare a compimento potrebbe diventare come il classico mettere la polvere sotto il tappeto: un semplice intervento esteriore che serve per vivacchiare fino alla prossima crisi.
Le soluzioni per uscire dalla crisi italiana probabilmente si trovano proprio nei tribunali e nelle procure che stanno cercando di combattere le organizzazioni mafiose.

Le notizie degli arresti potete leggerle su:
Lettera43
Repubblica
Corriere (edizione di Milano)
Tiscali
Reggio TV (anche qui)

Si ringrazia Giulio Cavalli per i post su GPlus che stanno diffondendo queste notizie. Qui sotto metto alcuni dei suoi post:
Arrestato il vicepresidente del Consiglio Regionale Lombardo
Arrestato anche il coordinatore dello staff Arpa in Lombardia. Il consigliere regionale dicono che non qui ma in Calabria.
Intanto è stato arrestato l'avvocato del clan Valle Vincenzo Minasi. Un lombardissimo professionista al servizio della 'ndrangheta
Sequestrata la cava di Cappella Cantone (Cremona). Cave Nord è legata al marito della Gelmini. Vedremo...
Carabinieri negli uffici del Consiglio Regionale. Perquisizioni in corso.
A casa del vicepresidente del Consiglio lombardo Nicoli Cristiani hanno trovati 100000 euro: la banalità del corruttore?
Nell'indagine su rifiuti e corruzione in Lombardia compare l'imprenditore Pierluca Locatelli. Sempre gli stessi. Incredibile.
Sembra una barzelletta ma Formigoni ha appena insediato il "comitato appalti puliti". Quando dici il tempismo...
Chi controlla i controllori: Arpa con un dirigente arrestato cosa dice? Nella Regione dei bonifici al posto delle bonifiche.
E infine alcune considerazioni al volo nell'ultimo post del blog di Cavalli.
L'hashtag usato è lo stesso che si sta usando anche su twitter: #openlombardia

21 novembre 2011

Noam Chomsky a Occupy Boston

Noam Chomsky, linguista e filosofo statunitense, ha parlato per una cinquantina di minuti a Occupy Boston, movimento di protesta dell'omonima città statunitense ispirato al più famoso Occupy Wall Street. I video che seguono sono tratti da Open Culture e Dangerous Mind:


La conferenza di Chomsky faparte della serie delle Zinn lectures organizzate da Occupy Boston.
Il movimento di occupazione globale si trova, infine, su Occupy together.

11 ottobre 2011

Verso la chiusura del Corridoio europeo Berlino-Palermo

Giuseppe Lipari segnala che la commissione europea ha tutta l'intenzione di cancellare il Corridoio 1, un programma di finanziamento e costruzione di infrastrutture ferroviarie che dovrebbe collegare Berlino con Palermo, per sostituirlo con un percorso che collegherebbe Helsinki con La Valletta passando però per Napoli e da qui deviando verso Bari e poi fino a Malta attraverso il mare. A conferma di tale intenzione sono riuscito a scovare una interrogazione parlamentare europea del 29 luglio(1) di cui vi propongo la versione in italiano:
La politica delle reti, inserita nelle competenze comunitarie dal trattato di Maastricht in vigore dal 1993, è stata interessata a partire dalla decisione 1692/96/CE da diverse fasi di sviluppo che hanno ampliato il raggio d'azione delle cosiddette TEN-T (Trans European Network).
Tra il 2002 e il 2003 il Gruppo di alto livello istituto dalla Commissione europea identifica una lista di progetti importanti per la coesione territoriale, economica e sociale. Tra questi figura il Corridoio 1 Berlino-Palermo, che connette importanti nodi europei lungo la direttrice Nord-Sud ed assume un ruolo fondamentale per le comunicazioni con l’Europa centrale ed orientale, intersecando il Corridoio 5 Lisbona-Kiev.
Il Corridoio Berlino-Palermo percorre verticalmente l’Italia, attraversando il Nord-Est a partire dal valico del Brennero e proseguendo, a circa metà percorso, lungo le regioni tirreniche, fino a giungere in Sicilia.
A seguito della presentazione della proposta della Commissione europea sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) si evidenziano modifiche nel percorso che, invece di partire da Berlino, dovrebbe avere inizio da Helsinki e svilupparsi lungo l'Europa con arrivo a La Valletta (Malta).
In Italia, tale percorso, incredibilmente, anziché attraversare le regioni Basilicata, Calabria e Sicilia per poi attraversare il Canale di Sicilia, nel punto più breve, per raggiungere Malta, sembrerebbe invece interrompersi all'altezza di Napoli e deviare verso Bari.
Può la Commissione europea far sapere:
  • quali ragioni hanno condotto alla modifica del progetto del Corridoio 1?
  • se è stato condotto uno studio che fornisca una valutazione di impatto tale da giustificare l'esclusione di Basilicata, Calabria e Sicilia dal Corridoio 1?
La risposta? Si è fatta un po' attendere (19 settembre 2011):
L’elenco dei Corridoi pubblicato nella comunicazione della Commissione sul quadro finanziario pluriennale 2014-2020 è puramente indicativo.
Sarà possibile stilare l’elenco definitivo dei Corridoi della rete principale solo dopo che l’applicazione del metodo di pianificazione della rete, messo a punto con il contributo di esperti e concordato con gli Stati membri, avrà permesso di determinarla in maniera definitiva.
Cosa è successo nel frattempo? Il Presidente della Sicilia ha provato a risolvere la situazione attraverso una lettera a Barroso(2) e si è mossa anche la Regione Calabria, mentre Matteoli e Castelli, con dichiarazioni tendenti all'ottimismo, tendono a tranquillizzare l'elettorato di Basilicata, Calabria e Sicilia. Che però, anche alla luce delle dichiarazioni di Frattini forse non dovrebbe stare tanto tranquillo.
Il vero problema è che queste regioni meridionali, nella più limpida politica assistenzialista, si sono appoggiate al governo nazionale e alle sue promesse e quindi con esso sono destinate a cadere. E' difficile pensare a una risoluzione da parte della politica nazionale, e molto probabilmente anche quella locale avrà ben poche possibilità di incidere sulla situazione. L'annosa questione delle infrastrutture, che la Campania ha risolto in parte con l'alta velocità e la Puglia grazie al quasi decennale governo di Vendola, in particolare la Calabria non è stata in grado di risolvere, o utilizzando male i fondi europei o non utilizzandoli proprio. E' abbastanza naturale, dunque, che la Commissione Europea decida di puntare su una regione, forse una delle poche dopo la Lombardia, ad essersi dimostrata tra le più dinamiche d'Italia. La Puglia.
La chiusura del Corridoio 1 è alla fin fine l'ennesima figuraccia dei politici nazionali e locali, e non solo l'ennesimo spunto per chiedere le dimissioni di SB, soprattutto alla luce della cartina che chiarisce meglio come il nuovo percorso sembri essere meno logico di quello precedente visto che rende più lungo il percorso navale:

(via Commons)
Malta è l'isoletta poco sotto la Sicilia, evidenziata dal circoletto rosso.

(1) Firmatari dell'interrogazione sono Giovanni La Via (PPE), Gianni Pittella (S&D), Salvatore Iacolino (PPE), Antonello Antinoro (PPE), Mario Pirillo (S&D), Rosario Crocetta (S&D)
(2) Di una così detta furia italiana ne parlano anche a Malta.

26 settembre 2011

Interessi inquietanti sulla centrale a biomasse di Sorbo San Basile?

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa:

Nei giorni scorsi, abbiamo assistito ad alcuni importanti e significativi avvenimenti sulla vicenda della centrale a biomasse di Sorbo San Basile (Cz), dai quali potrebbero emergere interessi personali in contraddizione con le funzioni di alcuni amministratori pubblici.
Contro la realizzazione di questa pericolosa Centrale nel comune di Sorbo, in un sito di alta valenza ambientale posto a circa 1100 metri di altitudine nel cuore della Sila catanzarese, nella immediate adiacenze del Parco della Sila (a proposito, è veramente scandaloso il silenzio dell’Ente Parco!) si sono sollevati la maggioranza dei cittadini del comprensorio, le associazioni ed i comitati di tutela del territorio, le organizzazioni degli agricoltori e degli operatori economici nonché le amministrazioni limitrofe (significativa la delibera unanime di contrarietà approvata a Pentone!) tranne quelle di Sorbo e Taverna.
Nei mesi scorsi i Comitati hanno organizzato diversi e partecipati incontri pubblici - da ultimo quello organizzato a Taverna da cui sono emerse le evidenze scientifiche dei danni che questi impianti producono alla salute dell’ambiente, dei cittadini e dell’economia locale - per informare la popolazione, sulla scorta di quanto è già stato fatto per l'altro impianto di Panettieri, sui tanti aspetti negativi connessi alla realizzazione di questo tipo di centrali.
Lo scorso 13 giugno, durante un consiglio comunale tenutosi a Sorbo su altri argomenti, ben sette consiglieri su 11 presenti – in pratica, la maggioranza assoluta del consiglio – hanno fatto verbalizzare al segretario comunale la loro contrarietà totale alla realizzazione di questa pericolosa struttura. Ciò nonostante, e a dispetto di più sedute consiliari convocate sull’argomento specifico, da mesi i rappresentanti eletti dalla comunità sorbese non sono stati messi nelle condizioni di esprimere il loro parere importante e vincolante. Addirittura, durante un consiglio comunale convocato ad hoc, il vice-sindaco Infelise ha proposto di dichiarare il consiglio “incompetente sulla materia”.
Ma perché i comuni di Sorbo San Basile e Taverna non si esprimono sulla realizzazione della centrale? C’entra qualcosa con questo tacito assenso il fatto che il giovane geologo incaricato dalla società proponente abbia lo stesso cognome di un influente amministratore di Sorbo e che i progettisti abbiano lo stesso cognome di un altro influente amministratore di Taverna?
Per vederci chiaro, e per ottenere delle risposte certe, i comitati e le associazioni si sono attivati, e lo hanno preannunciato in sede di conferenza dei servizi svoltasi lo scorso 14 settembre e rinviata al 24 ottobre 2011 presso la Regione Calabria – Dipartimento Attività Produttive, per interessare della vicenda la magistratura.
Proprio dalla magistratura si vorrebbe sapere se gli enti che dovrebbero tutelare il territorio, di importanza notevole dal punto paesaggistico ed ambientale, quali la Provincia di Catanzaro, il Parco della Sila, la Comunità montana, il Dipartimento regionale Agricoltura, la Soprintendenza ai beni paesaggistici e l’Arpacal, si siano espressi tenendo nella giusta considerazioni gli interessi collettivi.

Presila catanzarese, lì 17 settembre 2011
Comitati per il No alle centrali a biomasse di Sorbo San Basile e Panettieri
Forum del Reventino
Forum Ambientalista Calabria

22 agosto 2011

Proposte anticrisi: le elezioni calabresi

La Calabria, prima della conquista dell'Italia da parte di Napoleone e dell'introduzione del sistema elettorale francese (sostanzialmente quello attuale è una variazione di quello partorito sotto la rivoluzione e poi diffuso da Bonaparte, e mai cancellato, e questo dovrebbe far pensare sulla capacità di tale sistema di mantenere il potere nelle mani dei soliti noti), aveva un suo sistema elettorale basato sul sorteggio e su elezioni annuali.
Di questo genere di elezioni sono venuto a sapere leggendo lo splendido libro Controstoria delle Calabrie di Ulderico Nisticò, che ha proposto nella sezione dedicata alla politica calabrese sia il testo originale in latino sia una traduzione in italiano di uno Statuto di Catanzaro pre-napoleonico.
La città era sostanzialmente suddivisa in due caste o classi sociali, i gentiluomini e onorati cittadini e il popolo: in pratica nobili e borghesi da una parte e contadini e operai dall'altra. Il totale degli eletti per la gestione del comune era 40, di cui 10 tra i gentiluomini e i restanti 30 tra il popolo, probabilmente per tener conto del maggior numero di questi ultimi rispetto ai primi. Le elezioni avvenivano in questo modo:
(...) i gentiluomini e onorati cittadini nominino dei loro gentiluomini e onorati cittadini e quelli del popolo nominino dei loro del popolo, nominando ciascheduno della parrocchia sua, sì che ciascheduno degli assistenti o intervenuti in detto consiglio generale scriva o faccia scrivere in una scheda il nome di quello che vuole eleggere o nominare: le quali schede si mettano in due urne o berrette, cioè separate quelli dei gentiluomini e onorati cittadini in una e quelle del popolo in un'altra e si estraggano ad opera di un fanciullo dieci schede ad una ad una dall'urna o berretta dove sono poste le schede dei gentiluomini e onorati cittadini e si scrivano ad opera del notaio ordinato della città pubblicandoli ad alta voce e così dall'urna dove sonno poste le schede dei nomi dei popolani si estraggano ad opera del detto fanciullo 30 schede ad una ad una e si scrivano come sopra e si pubblichino ad alta voce e quelli che saranno nominati e scritti in dette schede estratti come sopra siano li 40 eletti per quell'anno e così si osservi ogni anno futuro; (...)
Come già scritto, questi 40 rappresentati vanno rinnovati ogni anno:
(...) detti quaranta eletti ogni anno abbiano a mutare e eleggere diversi per modo che chi sarà di detti eletti per un anno non lo possa essere l'anno seguente.

30 giugno 2011

Il fumetto su Lollò Cartisano domani a Dipignano

La Round Robin è un piccolo ma agguerrito editore che sta realizzando e pubblicando una serie di romanzi a fumetti dedicati alle figure e purtroppo alle vittime della lotta a tutta la criminalità organizzata in Italia.
Una delle ultime uscite dell'editore è Lollò Cartisano. L'ultima foto alla 'ndrangheta (leggi la recensione di Serena Ferraiolo) di Luca Scornaienchi (con il quale ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere in occasione dell'uscita di una sua opera precedente) e Monica Catalano, in cui i due autori raccontano l'ultimo sequestro di persona della 'ndrangheta prima di dedicarsi al traffico di stupefacenti, quello di Adolfo Lollò Cartisano, fotografo, ucciso probabilmente per sbaglio nonostante il pagamento del riscatto. Per il ritrovamento del corpo, però, si è dovuto attendere il 2003, grazie a una lettera anonima recapitata alla famiglia. E' uno dei carcerieri di Adolfo a scriverla, pentito del gesto, con l'intenzione di indicare il luogo della sepoltura del corpo e consentire così alla famiglia di piangere finalmente per la scomparsa di Cartisano.
Il fumetto che racconta questa vicenda verrà presentato domani 1 luglio alle 17:30 in Piazza dei Martiri a Dipignano.

(via Lo Spazio Bianco)

31 maggio 2011

2 giugno: La marcia dell'acqua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Il comitato di zona del Reventino e del Savuto per l'acqua pubblica ha organizzato, per il prossimo giovedì2 giugno, festa della Repubblica, una marcia dell'acqua, per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di votare al referendum che si terrà il 12 e il 13 giugno.
La marcia partirà da Carlopoli, Castagna, Serrastretta, Decollatura, Soveria Mannelli, Bianchi. Destinazione: l'affascinate contesto dell'Abbazia cistercense di Corazzo.
L'impegno del comitato in queste ultime settimane è stato intenso. Sono state organizzate diverse iniziative di informazione, per spiegare qual'é veramente la posta in gioco, per ribaltare l'idea che qualcuno possa appropriarsi di un bene di tutti come l'acqua, per poi venderlo a chi non può farne a meno per vivere, cioè a tutti.
Nel mondo, alcune multinazionali tentano di impadronirsi di ciò che per natura non può essere mercificato. In paesi poveri come la Bolivia, l'Uruguay, l'Argentina hanno già pesantemente sperimentato le conseguenze devastanti della privatizzazione dell'acqua sulle loro condizioni di vita, ed hanno combattuto perché l'acqua fosse ufficialmente definita come bene comune. Nella Costituzione di questi paesi oggi si può leggere questo.
Ma anche da noi in Italia, dove il processo di privatizzazione è già avanzato, come in alcune province del Lazio o ad Arezzo, i cittadini hanno visto moltiplicarsi i costi delle bollette, fino al punto di non sono riusciti più a pagarle, fino a vedersi esclusi dall'erogazione dell'acqua, col sigillo dei contatori da parte delle società private che gestiscono il servizio.
Dobbiamo impedire che ciò accada anche il Calabria, la regione più povera d’Europa e dove lo stato di bisogno di vasti strati della popolazione è in continua crescita.
Proprio perché è un bene insostituibile, di cui nessuno può fare a meno, l'acqua è un Bene Comune. L'acqua come diritto universale e inalienabile, è un bene troppo prezioso per obbedire solo alle ragioni del mercato e per essere gestita con un criterio esclusivamente economico e privatistico. L'acqua esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto.
Su questi temi, in Italia, da anni si è costituita una rete di associazioni, formata da persone di varia estrazione, che riesce a mettere insieme i giovani dei movimenti di lotta fino alle parrocchie. Una rete di movimenti, che per la prima volta nel nostro Paese, è riuscita ad indire un referendum popolare.
Il comitato persegue l'obiettivo di bissare il successo. Il primo, che rivela la sensibilità sul tema, è stato raggiunto e superato grazie ad un milione e quattrocentomila persone che hanno firmato per chiedere l'indizione del referendum abrogativo, quando ne sarebbero bastate 500.000. Ciò è avvenuto per la prima volta nella storia del nostro paese, come per la prima volta si svolgerà un referendum indetto, non da partiti, ma da una rete di associazioni. Dato questo che deve far riflettere. Il secondo obiettivo è quello di raggiungere e superare il quorum, previsto dall'articolo 75 della Costituzione della Repubblica, affinché il referendum sia valido, cioè che partecipino alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto. Battaglia più ardua, ma per nulla impossibile. Oggi più di ieri l'impegno di ogni cittadino è decisivo, fondamentale. È tutto nelle mani dei cittadini. Dalla loro responsabilità civile dipenderà l'esito di questa battaglia di civiltà.
Questo il percorso della marcia diffuso dagli organizzatori: da Bianchi (CS) i partecipanti si daranno appuntamento alle 10,00 in piazza Matteotti (davanti al comune). Da Carlopoli (CZ) la partenza è prevista alle 10.00 da piazza municipio. Da Castagna alle 10.30 dal Centro polisportivo "Bruno Arcuri". Da Soveria Mannelli la partenza è alle 10.00 da piazza dei Mille. Da Decollatura alle 9,30 da piazza G. Perri. Da Serrastretta si parte alle 10.00 dal piazzale della stazione delle Ferrovie della Calabria "Serrastretta-Carlopoli".
Tutti i gruppi si incontreranno a Corazzo dove si terrà un incontro, al quale interverranno Gemma Piccoli - Presidente del comitato referendario di zona del Reventino; Giovanni Di Leo del Coordinamento calabrese acqua pubblica "Bruno Arcuri"; Silvio Messinetti, giornalista de "il Manifesto"; e Corrado Oddi del Comitato promotore del referendum e componente della segreteria nazionale della FP-Cgil. Alla fine, i partecipanti si fermeranno a Corazzo per un pasto comune, all'aperto, a contatto con la natura.

27 maggio 2011

Comitato referendario di zona del Reventino – 2 SI per l'acqua pubblica.

26 aprile 2011

Guernica, 74 anni dopo



A 74 anni dal bombardamento di Guernica siamo in procinto di assistere ad un nuovo bombardamento, questa volta, della nostra aviazione aerea!!!

La storia NON è maestra di vita!!!

01 aprile 2011

Parla al popolo!

Nobel per la Pace 2012? A Lampedusa!
E Berlusconi? Lampedusano!
E la ristrutturazione? Già circola il presunto progetto:

La parte terribile di tutta la vicenda? La racconta perfettamente Francesco Merlo su Repubblica in chiusura del suo articolo (via il tafano):
Se si mettono a confronto queste immagini che, comunque la si pensi, sono angoscianti e dolorose, con quelle della piccola folla festante attorno allo Sciamano, si capisce che non c'è solo lo stridore tra la violenza della realtà e la pappa fradicia della demagogia. Qui c'è anche il sottosviluppo di piazza, il sud di Baaria, - "santo Silvio pensaci tu" - la bocca aperta e lo schiamazzo delle feste patronali, il bisogno del voto, del miracolo, del divo: "Silvio!, Silvio!, Silvio!". C'è la tristezza infinita di un Meridione che è ancora e sempre lo scenario naturale degli imbonitori, dello zio d'America come quel Thomas DiBenedetto che ha appena comprato la Roma, del messia e del conquistador, il mito antico dell'uomo che viene da fuori, dell'uomo del cargo che può essere un capopartito, un cantante, un calciatore e non importa chi, purché venga appunto da fuori, perché è all'interno che questo Sud non trova pace. Ed è probabile che questa visita diventi un mito rituale, la chimera di una Lampedusa protagonista, porto franco, una specie di Las Vegas del Mediterraneo, il sogno come variante del sonno. Dev'essere per questo che i miei sciagurati paesani lo hanno applaudito invece di mandarlo... alla deriva nel suo cargo.
E infine, il movente del blitz? Impedire che la Lega lo batta anche al sud!
Un grazie a tanzmax per la condivisione del link lampedusano...
In chiusura il video di Blob sulla triste vicenda:

08 marzo 2011

Appunti

Del documentario che state per vedere ho saputo leggendo questo post su Sud De-Genere:


Ah! Il documentario è stato presentato al Parlamento Europeo:


Buona festa delle donne.

21 febbraio 2011

Foto dallo spazio: Cosenza

Paolo Nespoli, dall'alto della sua posizione, continua a mandarci spettacolari foto spaziali. Questa è la volta di Cosenza

Cosenza, Italy

26 gennaio 2011

Signore e signori, buonanotte

Lo spezzone è tratto dal film Signore e signori, buonanotte del 1976 diretto da Ettore Scola, Mario Monicelli, Nanni Loy, Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Ugo Pirro e Furio Scarpelli, riuniti nella Cooperativa 15 maggio.
Buona visione:

08 gennaio 2011

Qualunquemente


Quando Antonio Albanese è stato da Fazio per presentare il film, ha espresso più o meno questo concetto:
Da quando il padre ha lasciato la Calabria per venire al nord fino a oggi, nella nostra regione, è cambiato poco o nulla...
E ora il video sul film, che poi è anche una canzone: