Lungro, commissariata la fondazione Pio Ospizio De Benedictis. Vogliamo chiarezza!

  Non volevamo crederci ma alla fine è successo. Nel silenzio più totale, durante la riunione di giunta regionale del 22 aprile scorso, su iniziativa della consigliera regionale Pasqualina Straface, all'interno delle iniziative individuate dal "Piano regionale di supporto alle fragilità - Salute e Welfare", Francesco Campana è stato nominato commissario ad acta per la trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) per “Fondazione Pio Ospizio De Benedictis e M.T. Frega” di Lungro ( https://www.regione.calabria.it/regione-ok-giunta-agli.../ ). La notizia del commissariamento è improvvisa e lascia sgomenti, specie chi auspicava che prima o poi venisse fatta chiarezza sulla situazione finanziaria dell'ente e sulle sue future iniziative, ma la trasparenza evidentemente non è di questo mondo. Dalla data del nostro ultimo post ( https://stipaturi.blogspot.com/.../lungro-prosegue-la... ) sono trascorsi quasi tre anni, nessuno si è mai preso la b...

2 giugno: La marcia dell'acqua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Il comitato di zona del Reventino e del Savuto per l'acqua pubblica ha organizzato, per il prossimo giovedì2 giugno, festa della Repubblica, una marcia dell'acqua, per sensibilizzare i cittadini sulla necessità di votare al referendum che si terrà il 12 e il 13 giugno.
La marcia partirà da Carlopoli, Castagna, Serrastretta, Decollatura, Soveria Mannelli, Bianchi. Destinazione: l'affascinate contesto dell'Abbazia cistercense di Corazzo.
L'impegno del comitato in queste ultime settimane è stato intenso. Sono state organizzate diverse iniziative di informazione, per spiegare qual'é veramente la posta in gioco, per ribaltare l'idea che qualcuno possa appropriarsi di un bene di tutti come l'acqua, per poi venderlo a chi non può farne a meno per vivere, cioè a tutti.
Nel mondo, alcune multinazionali tentano di impadronirsi di ciò che per natura non può essere mercificato. In paesi poveri come la Bolivia, l'Uruguay, l'Argentina hanno già pesantemente sperimentato le conseguenze devastanti della privatizzazione dell'acqua sulle loro condizioni di vita, ed hanno combattuto perché l'acqua fosse ufficialmente definita come bene comune. Nella Costituzione di questi paesi oggi si può leggere questo.
Ma anche da noi in Italia, dove il processo di privatizzazione è già avanzato, come in alcune province del Lazio o ad Arezzo, i cittadini hanno visto moltiplicarsi i costi delle bollette, fino al punto di non sono riusciti più a pagarle, fino a vedersi esclusi dall'erogazione dell'acqua, col sigillo dei contatori da parte delle società private che gestiscono il servizio.
Dobbiamo impedire che ciò accada anche il Calabria, la regione più povera d’Europa e dove lo stato di bisogno di vasti strati della popolazione è in continua crescita.
Proprio perché è un bene insostituibile, di cui nessuno può fare a meno, l'acqua è un Bene Comune. L'acqua come diritto universale e inalienabile, è un bene troppo prezioso per obbedire solo alle ragioni del mercato e per essere gestita con un criterio esclusivamente economico e privatistico. L'acqua esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto.
Su questi temi, in Italia, da anni si è costituita una rete di associazioni, formata da persone di varia estrazione, che riesce a mettere insieme i giovani dei movimenti di lotta fino alle parrocchie. Una rete di movimenti, che per la prima volta nel nostro Paese, è riuscita ad indire un referendum popolare.
Il comitato persegue l'obiettivo di bissare il successo. Il primo, che rivela la sensibilità sul tema, è stato raggiunto e superato grazie ad un milione e quattrocentomila persone che hanno firmato per chiedere l'indizione del referendum abrogativo, quando ne sarebbero bastate 500.000. Ciò è avvenuto per la prima volta nella storia del nostro paese, come per la prima volta si svolgerà un referendum indetto, non da partiti, ma da una rete di associazioni. Dato questo che deve far riflettere. Il secondo obiettivo è quello di raggiungere e superare il quorum, previsto dall'articolo 75 della Costituzione della Repubblica, affinché il referendum sia valido, cioè che partecipino alla votazione la maggioranza degli aventi diritto al voto. Battaglia più ardua, ma per nulla impossibile. Oggi più di ieri l'impegno di ogni cittadino è decisivo, fondamentale. È tutto nelle mani dei cittadini. Dalla loro responsabilità civile dipenderà l'esito di questa battaglia di civiltà.
Questo il percorso della marcia diffuso dagli organizzatori: da Bianchi (CS) i partecipanti si daranno appuntamento alle 10,00 in piazza Matteotti (davanti al comune). Da Carlopoli (CZ) la partenza è prevista alle 10.00 da piazza municipio. Da Castagna alle 10.30 dal Centro polisportivo "Bruno Arcuri". Da Soveria Mannelli la partenza è alle 10.00 da piazza dei Mille. Da Decollatura alle 9,30 da piazza G. Perri. Da Serrastretta si parte alle 10.00 dal piazzale della stazione delle Ferrovie della Calabria "Serrastretta-Carlopoli".
Tutti i gruppi si incontreranno a Corazzo dove si terrà un incontro, al quale interverranno Gemma Piccoli - Presidente del comitato referendario di zona del Reventino; Giovanni Di Leo del Coordinamento calabrese acqua pubblica "Bruno Arcuri"; Silvio Messinetti, giornalista de "il Manifesto"; e Corrado Oddi del Comitato promotore del referendum e componente della segreteria nazionale della FP-Cgil. Alla fine, i partecipanti si fermeranno a Corazzo per un pasto comune, all'aperto, a contatto con la natura.

27 maggio 2011

Comitato referendario di zona del Reventino – 2 SI per l'acqua pubblica.