Lungro, considerazioni sulla vittoria del NO al referendum costituzionale

  A Lungro vince il NO con il 65%. Il nostro paese si è risvegliato dal torpore e con un moto di orgoglio ha respinto al mittente l'oscena riforma costituzionale voluta da questa destra infame, becera, repressiva e antidemocratica che non solo voleva sovvertire in senso autoritario la costituzione antifascista - il miglior frutto della guerra di Resistenza -, ma bramava e brama tuttora di poter allungare le sue luride grinfie sul nostro paese. No pasarán! A quanto pare, dunque, questa tornata elettorale è stata un pessimo battesimo per la nuova sezione di FdI; la strana coppia per il Sì Santoianni-Vicchio sembrerebbe non aver funzionato a dovere.  Lungro non è più rossa, a dispetto di chi qualche anno fa scioccamente affermò il contrario, ma può tornare ad esserlo... proviamoci! Quella di oggi è la vittoria di chi vede nella Costituzione un valore fondante della Repubblica e di chi crede profondamente nelle radici antifasciste del nostro paese ; non certo di un sempre più vari...

Cavalli, le 'ndrine, Milano

Viste i recenti fatti avvenuti tra la Calabria e Milano, recupero questo post che un po' per pigrizia un po' per altri motivi non avevo pubblicato a suo tempo, opportunamente modificato, in cui racconto dell'incontro con Giulio Cavalli svoltosi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte ormai più di un anno fa. L'occasione è la presentazione del libro Nomi, cognomi e infami, uscito per la Verdenero. A rileggere quelle poche righe che ho, sono tornato con la memoria a quell'incontro, che diventa quasi profetico visto che ora tutta l'Italia è stata messa di fronte alla realtà dei fatti, ovvero l'invasione della 'ndrangheta a Milano.
A introdurre l'incontro, in attesa dell'arrivo di Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, c'era Alberto Ibba, responsabile delle linee editoriali dell'editore ambientale, che di fatto con il libro di Cavalli pubblica il primo vero saggio sulla mafia in quanto tale tra le sue proposte editoriali.
La discussione è lunga, al di là del ritardo di Gomez, e si protrae per più di un'ora. I due si intrattengono piacevolmente tra i contenuti del libro e aneddoti sul lavoro teatrale di Cavalli, come la proposizione dei primi spettacoli teatrali sulla mafia, proposti in Sicilia, a Gela, fianco a fianco di Rosario Crocetta, all'epoca sindaco del comune siciliano:
(...) le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.
Così risponde Cavalli ad una intervista concessa a La Provincia di Varese. E ovviamente nell'incontro sono citati i Lo Piccolo, i Casalesi e altri ineffabili protagonisti, ma ci sono anche improbabili coinvolti, anche se la loro improbabilità è diretta conseguenza della loro apparentemente insospettabile provenienza politica. E' il caso di Angelo Ciocca, della Lega, che sembra collegato con il boss Giuseppe Neri: stupisce soprattutto, come rileva Gomez, il silenzio degli organi dirigenti del partito, un silenzio inquietante, secondo il giornalista, che potrebbe significare qualcosa del tipo siamo pronti a dialogare, indipendentemente dal coinvolgimento effettivo di Ciocca.
E ora una rappresentazione di A cento passi dal Duomo, presso la Festa Barrera del 2009:


(prima parte)

(seconda parte)

(terza parte)

(quarta parte)

Altri post su/con Giulio Cavalli: A cento passi dal Duomo | Vieni via con me