Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

PER UN 2026 DI LOTTA!

 

Il 2025 che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno pieno di contraddizioni, un anno caratterizzato da grandi mobilitazioni contro la guerra e il genocidio, dalle lotte per il diritto alla salute e dagli scioperi contro un governo che si è contraddistinto per politiche fortemente classiste, repressive e guerrafondaie.
 
Un anno difficile che comunque ci ha confermato quanto abbiamo sempre sostenuto: senza solidarietà organizzata e senza lotta cosciente non vi è progresso, né giustizia, né futuro.
 
Per tanto ci auguriamo che il 2026 sia un anno di pace (non quella del silenzio, ma quella che nasce dalla trasformazione delle condizioni materiali), di serenità (non come rassegnazione, ma come disciplina necessaria a resistere e lottare) e infine di determinazione, perché un mondo più giusto va conquistato e costruito insieme, qui e ora, fiduciosi che solo lottando uniti contro le ingiustizie si creano le premesse per un reale cambiamento.
 
Buon anno nuovo, buona lotta.
Collettivo Stipaturi.