Quando perde un fascio è sempre una buona notizia! Tuttavia...

 

Quando perde un fascio è sempre una buona notizia!
La sonora disfatta dell'ultra-nazionalista Orban, alle elezioni di ieri in Ungheria, è certamente un fatto positivo, tuttavia non riusciamo ad accodarci ai giubili dei sinistrati nazionali, locali e un po' provincialotti che tronfi della disfatta del miglior amico di Giorgia e Matteo (che sempre di più si conferma come il re Mida al contrario, il suo sostegno equivale al bacio della morte!), esultano al grido di "il tempo della destra è finito". 

Cerchiamo di essere chiari: a trionfare è stato un politico della destra conservatrice, Petér Magyar è infatti cresciuto politicamente e organicamente nel partito di Orban, il suo unico lato positivo, a detta dei giubilanti, sarebbe quello di essere a favore dell'Europa. Quello che ci viene spontaneo chiederci a questo punto è: quale Europa? Quella che appoggia incondizionatamente Israele? Quella del piano Rearm Europe? Quella delle manovre lacrime e sangue fatta a colpi di tagli orizzontali a istruzione, sanità e cultura? 

Ah no!

Forse quella che accetta senza batter ciglio le politiche USA, che approva la guerra contro l'Iran e il colpo di stato in Venezuela? O quella che accetta che il popolo cubano venga soffocato dal "bloqueo" illegittimo che strangola l'isola da oltre 60 anni? Questa è l'Europa per cui ci dovremmo rallegrare e a cui dovremmo dare appoggio?


I progressisti nostrani continuano a festeggiare per le vittorie di qualcun altro consolidando una becera - e molto sinistra - tradizione: il cosiddetto "voto utile" e il "menopeggismo" che sono due delle peggiori derive politiche del nostro paese atte ad oscurare qualsiasi tentativo di costruzione di un movimento politico popolare che abbia come scopo l'interesse collettivo e non l'interesse finanziario di pochi. Non abbiamo imparato nulla da quando esultammo per la caduta di Berlusconi da cui nacque il governo lacrime e sangue Napolitano-Monti, una vergogna nella storia della repubblica italiana. Nella nuova postura internazionale anche la destra più becera è accettata se a favore dei cangevoli valori occidentali-europei e di politiche guerrafondaie in un'ottica NATO.

È chiaro come in questi anni Orban avesse trasformato il suo paese in una democrazia illiberale con una legge elettorale mista maggioritaria, una giustizia sotto il controllo dell'esecutivo e sdoganando i più beceri rigurgiti ultra nazionalisti e neonazisti (non vi ricorda niente?). In Ungheria 16 anni di governo sono stati sufficienti per richiedere un cambiamento e Magyar ha risposto a pieno a queste esigenze in un'ottica di riposizionamento filo-europeista che fa tanto fremere le parti intime ai sinistrati-liberal-ecologisti, i quali non si rendono conto di come alcune questioni di fondo restino irrisolte (come ad esempio la forte dipendenza ungherese dagli asset energetici russi). Il nuovo primo ministro Magyar potrà anche aver detto che riformerà la giustizia, ma queste iniziative non possono essere immediate, potrebbe volerci del tempo o potrebbe mancare la volonta di farlo, alla stregua dei governi dei governi PD-pentastellati che non fecero un passo verso l'eliminazione dei decreti sicurezza di Salvini.

Alla prova dei fatti nel parlamento ungherese attuale siederanno 3 partiti: uno di destra conservatore, uno di estrema destra nazionalista e uno di ultra destra filo nazista. 

C'è poco da festeggiare.