Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Dibattito: "Sanità al collasso: che fare? Mobilitazioni e prospettive per il futuro" - Fronte Comunista & Collettivo Stipaturi

 

Martedì 12 Agosto a Lungro (CS), il Fronte Comunista Calabria e il Collettivo Stipaturi organizzeranno un incontro-dibattito sulla situazione della sanità calabrese dal titolo: "Sanità al collasso: che fare? Mobilitazioni e prospettive per il futuro".
Parteciperanno come relatori sindacalisti, membri delle organizzazioni e di comitati di lotta della Calabria.
Sarà un momento importante di confronto per mettere a nudo le ragioni del collasso del sistema sanitario calabrese e la relativa risposta dei territori.

Il dramma che ogni giorno vivono i calabresi sulla propria pelle è evidente, gli esempi di malasanità sono così numerosi da essere ormai percepiti come ordinaria amministrazione.
Accanto ai casi più eclatanti dovuti al degrado e l'abbandono dei pronto soccorso dei pochi ospedali calabresi rimasti attivi - come la piccola Carlotta lasciata morire a 12 anni per ragioni ancora tutte da chiarire o il 48enne Serafino Gongi morto tra San Giovanni in Fiore e Cosenza durante un trasferimento disperato in ambulanza - è la difficoltà a ottenere prestazioni sanitarie dignitose a rendere problematica la vita dei pazienti calabresi: è praticamente impossibile prenotare in tempi brevi una qualsiasi analisi strumentale senza doversi rivolgere alle strutture private.

Proprio ieri in un comunicato spiegavamo come la strategia di smantellamento della sanità calabrese sarà acuita dall'applicazione dell'autonomia differenziata da parte delle regioni più ricche che trattenendo risorse economiche verso i loro territori ci priveranno anche degli investimenti necessari al mantenimento dei livelli minimi di assistenza drenando, nel contempo, ingenti fondi per la sanità privata, che già ora fornisce (anche in quelle regioni più virtuose) un numero di prestazioni superiori di quella pubblica.

Non possiamo più permetterci di stare a guardare, ne va delle nostre vite!
Ci vediamo il 12 agosto a Lungro per discutere ed organizzare la lotta dei prossimi mesi.