Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Dibattito: "Sanità al collasso: che fare? Mobilitazioni e prospettive per il futuro" - Fronte Comunista & Collettivo Stipaturi

 

Martedì 12 Agosto a Lungro (CS), il Fronte Comunista Calabria e il Collettivo Stipaturi organizzeranno un incontro-dibattito sulla situazione della sanità calabrese dal titolo: "Sanità al collasso: che fare? Mobilitazioni e prospettive per il futuro".
Parteciperanno come relatori sindacalisti, membri delle organizzazioni e di comitati di lotta della Calabria.
Sarà un momento importante di confronto per mettere a nudo le ragioni del collasso del sistema sanitario calabrese e la relativa risposta dei territori.

Il dramma che ogni giorno vivono i calabresi sulla propria pelle è evidente, gli esempi di malasanità sono così numerosi da essere ormai percepiti come ordinaria amministrazione.
Accanto ai casi più eclatanti dovuti al degrado e l'abbandono dei pronto soccorso dei pochi ospedali calabresi rimasti attivi - come la piccola Carlotta lasciata morire a 12 anni per ragioni ancora tutte da chiarire o il 48enne Serafino Gongi morto tra San Giovanni in Fiore e Cosenza durante un trasferimento disperato in ambulanza - è la difficoltà a ottenere prestazioni sanitarie dignitose a rendere problematica la vita dei pazienti calabresi: è praticamente impossibile prenotare in tempi brevi una qualsiasi analisi strumentale senza doversi rivolgere alle strutture private.

Proprio ieri in un comunicato spiegavamo come la strategia di smantellamento della sanità calabrese sarà acuita dall'applicazione dell'autonomia differenziata da parte delle regioni più ricche che trattenendo risorse economiche verso i loro territori ci priveranno anche degli investimenti necessari al mantenimento dei livelli minimi di assistenza drenando, nel contempo, ingenti fondi per la sanità privata, che già ora fornisce (anche in quelle regioni più virtuose) un numero di prestazioni superiori di quella pubblica.

Non possiamo più permetterci di stare a guardare, ne va delle nostre vite!
Ci vediamo il 12 agosto a Lungro per discutere ed organizzare la lotta dei prossimi mesi.