Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Miss Italia? No Grazie! (ANNO II)

 


Ci risiamo.
Ciclico come il raffreddore invernale, anche quest'anno a Lungro si ripresenta uno spettacolo che fa della mercificazione del corpo della donna il suo punto forte: Miss Italia!

Il patriarcato contro cui si combatte da tempo riesce a fare capolino perfino nel cartellone degli eventi estivi di un piccolo paese come il nostro.
In nome di una fantomatica vocazione turistica va bene pure far sfilare le ragazze in costume sotto gli sguardi attenti della giuria indigena che con il suo occhio critico saprà giudicare forme, proporzioni e sorrisi ricorrendo forse all'utilizzo di qualche algoritmo tanto in voga ultimamente.

Resta un mistero come facciano i cittadini ad approvare questo genere di spettacolo e ad assistervi, gli stessi che tra qualche mese parteciperanno convintamente alla fiaccolata organizzata in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.
Perché tanta ipocrisia?