Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

5 operai morti a Casteldaccia - Ancora morti sul lavoro, adesso basta!

 

 

È di poche ora fa la notizia dell'ennesima tragedia sul lavoro che, dopo la strage di operai della diga sul lago di Suviana del mese scorso e quella di Brandizzo di settembre 2023, colpisce - oggi - Casteldaccia (PA) dove cinque lavoratori sono morti dopo essere rimasti intrappolati nei cunicoli dell’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Azienda municipale acquedotti (Amap). Gli operai lavoravano per una ditta appaltatrice esterna.

Comincerà ora il solito balletto delle autorità, dei media e dei rappresentanti delle aziende che definiranno l'accaduto una fatalità, anzi, un incidente!

Riteniamo sia profondamente sbagliato dire che si è trattato dell'ennesimo incidente poiché con questo termine si è soliti indicare un qualcosa che succede quando i soggetti coinvolti non hanno valutato tutte le possibili situazioni che si sarebbero potute verificare o, peggio, che pur sapendo a cosa potevano andare incontro hanno comunque agito in modo imprudente.
È un'espressione che mal si adatta a descrivere quanto succede fin troppo spesso sui luoghi di lavoro e che tende a far ricadere le colpe in prima istanza sui lavoratori.
È la strategia mediatica perfetta per garantire il maggior livello di impunità agli imprenditori, agli appaltatori, agli enti pubblici, insomma, a tutti coloro che sfruttano il lavoro operaio con il solo fine del profitto, sollevandoli da ogni responsabilità.


Il sistema di subappalti (che il Governo Meloni ha potenziato) è una delle maggiori cause dello sfruttamento dei lavoratori che si vedono costretti a lavorare a ritmi inaccettabili, con poche tutele, basse retribuzioni e contratti precari. Un sistema di scatole cinesi che pesa sulle spalle della classe lavoratrice lasciando a padroni e padroncini la maggior parte dei guadagni.

È indubbio che le imprese, al fine di massimizzare i profitti, debbano tagliare da qualche parte e cosa c'è di meglio che agire sulla sicurezza dei lavoratori? Le morti sul lavoro sono causate dalla mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro che si attua, tra le altre cose, trascurando una fase essenziale: la formazione dei lavoratori! Questo passaggio, unitamente alle prescrizioni di sicurezza e alla fornitura di DPI adeguati, deve rappresentare una tappa obbligatoria e non deve essere una fase opzionale a discrezione dei padroni.

L'attuale sistema economico è marcio, sfrutta, opprime e uccide i lavoratori sacrificandoli per il profitto. Dobbiamo smettere di subire passivamente e dobbiamo reclamare a gran voce i nostri diritti recuperando consapevolezza del ruolo che abbiamo nella società (quella che un tempo era nota come coscienza di classe).

È ORA DI DIRE BASTA!