Repressione, violenza, interessi padronali: è questo il futuro che vogliamo per la nostra Calabria?

  Abbiamo assistito increduli (ma non sorpresi) al video che immortala la violenta aggressione, avvenuta a Cosenza, portata avanti dalle forze dell'ordine nei confronti di Gabriele Carchidi, direttore della testata giornalistica Iacchitè. Ci siamo detti "Increduli ma non sorpresi" perché ormai l'aumento dell'uso intimidatorio delle forze dell'ordine, nei confronti di chi si permette di intralciale gli interessi padronali o anche semplicemente di denunciare le ingiustizie sociali di cui tanti, troppi sono vittime ogni giorno, sta diventando una pericolosa routine. In questi anni - anche prima del governo Meloni - abbiamo visto studenti manganellati senza motivi, lavoratori in sciopero aggrediti da squadristi senza alcun intervento delle forze di polizia, decine e decine di denunce senza fondamento contro manifestanti in tutta Italia. In questo quadro di attacco frontale e totale nei confronti delle forze sociali organizzate anche il contesto cosentino non è da ...

“Mo bast'... insorgiamo!!!” - Napoli, manifestazione contro carovita, guerra e repressione.

 


🔴Ieri, 5 novembre, abbiamo partecipato convintamente alla manifestazione contro guerra, carovita e repressione svoltasi a Napoli. Il corteo, molto partecipato (circa 15.000 persone) è stato promosso da numerose organizzazioni politiche e sindacali (Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”, Cantiere 167 Scampia, Collettivo di Fabbrica – Lavoratori GKN, Collettivo Iskra, Fronte Comunista, Si Cobas, FGC e numerose altre) espressione diretta di quella parte di popolazione che ha subito le ripercussioni maggiori della crisi economica, crisi acuita, negli ultimi mesi, dai contraccolpi collegati al conflitto russo-ucraino.

🤜Fin dal nome scelto - “Mo bast'... insorgiamo!!!” - risulta chiaro l'intento degli organizzatori: costruire un blocco sociale conflittuale e di classe che diventi punto di riferimento per tutti coloro che hanno deciso di non muoversi all'interno delle logiche dell'attuale sistema di gestione del potere.
Lo scopo è quello di connettere lavoratori e realtà diverse intorno ad una prospettiva di contrasto alle politiche filo-imprenditoriali dei governi che si stanno succedendo in questi ultimi anni (è del tutto inutile mostrare la continuità dei governi Conte/Draghi/Meloni, non c'è deroga alcuna alla loro visione del mondo, la sovrapposizione delle loro Weltanschauung - come direbbero i 'saputi' - che determinano il loro agire politico, è palesemente assoluta).


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Non ci fermeremo qui, la mobilitazione continuerà nelle prossime settimane in tutta Italia e arriverà a Roma ai primi di dicembre con lo sciopero generale e una grande manifestazione con tutte le forze di classe e i sindacati conflittuali.


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Era chiaro fin da subito che la manifestazione del 5 novembre di Napoli non sarebbe potuta essere che l'anteprima a una stagione di lotta insieme alle forze sociali che si sono unite in questo percorso affinché possa nascere un fronte unico in grado di combattere e avere la meglio su questa società, basata sull'accumulo di ricchezze nelle mani di pochi e sullo sfrenato individualismo che mette tutti gli uni contro gli altri indebolendo così le lotte per i diritti.

Solo uniti si vince! 🚩
Riprendiamoci il futuro. ✊