Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

25 Novembre contro la violenza sulle donne: la necessità della lotta di classe all'interno della questione di genere

 


☝️ Le manifestazioni contro la violenza sulle donne, se non supportate dalla lotta di classe, rappresentano una passerella sterile di forze politiche, organizzazioni e alcune associazioni di tuttologia che si occupano ora di questo e dopo di quello, voltabandiera schierati ieri a sinistra e oggi a destra, a convenienza, per raggiungere e conservare quelle piccole rendite di posizione che permettono loro di galleggiare sempre, come olio sull'acqua, poiché è il peso specifico a fare la differenza.
 
🤓 Simili manifestazioni, se non tengono conto della generale situazione sociale (sempre) attuale in cui è legittimato lo sfruttamento del più forte sul più debole, difficilmente raggiungeranno l'obiettivo che si pongono, ossia quello di sensibilizzare l'opinione pubblica verso la problematica della violenza di genere. Non diciamo che siano manifestazioni dannose, anzi sosteniamo con convinzione la lotta contro la violenza di genere, ma sono certamente inutili se non si approfitta dell'occasione per fare delle analisi più approfondite del fenomeno.
 
🔴 È comodo imputare le colpe solo al singolo che compie il fatto e non anche all'intero sistema che continua a generare il disagio che poi porta al crimine.
Se ci sono sempre una parte forte che perpetra violenza e una debole che la subisce, allora esistono anche uno sfruttatore e uno sfruttato e, in questo caso, siamo tutti sfruttati dal sistema capitalista che ci fa abboccare offrendoci la via che apparentemente è la più facile: la guerra tra poveri che soppianta la lotta per i diritti.