Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

7 Novembre, Rivoluzione d'Ottobre - Oggi come Ieri: PANE PACE LAVORO

🚩Oggi è il 7 novembre, oggi ricorre l'anniversario dello scoppio della rivoluzione d'ottobre.
Le masse lavoratrici, ridotte allo stremo da guerra, fame e repressione, decisero di iniziare un lotta fondamentale per l'umanità intera: la lotta per l'uguaglianza tra i popoli, la pace e i diritti sociali.

☝Oggi come allora i popoli della terra chiedono #pane, #pace e #lavoro.
Mai come in quest'ultimo anno si è stretto così forte il cappio intorno al collo delle classi sociali meno abbienti attraverso l'aumento spropositato dei prezzi, delle diseguaglianze sociali, della precarietà lavorativa.
Mai come oggi la nostra generazione ha assistito a tanta prepotenza da parte dei governi allineati agli interessi delle grandi multinazionali.

😡Il governo #Meloni, com'è ormai chiaro, non fa altro che proseguire le politiche guerrafondaie e neoliberiste dei governi che l'hanno preceduta chiedendoci di pagare con l'austerità i costi di crisi che non abbiamo né creato né voluto, spingendo sempre di più l'Italia verso uno stato di "economia di guerra" che non farà certo gli interessi delle classi popolari e aumentando le tensioni sociali con strette securitarie nel tentativo di spezzare il fronte sociale di opposizione che va rafforzandosi.

⚠È imperativo mantenere unito il fronte unico di #lavoratori, #studenti, #disoccupati e proprio per questo la manifestazione del 5 Novembre a Napoli è stata il preludio per quella ancor più grande che si terrà il prossimo 3 dicembre a Roma, dopo lo sciopero generale del 2 dicembre indetto da tutti i sindacati di base e conflittuali.

CONTRO LA GUERRA E IL CAROVITA:
GIÙ LE ARMI, SU I SALARI.