Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

44 anni fa l'assasinio di Peppino Impastato da parte di "cosa nostra"

 


Un boato notturno, un fragore improvviso, un lampo, un tuono… eppure quella era una notte serena, niente avrebbe fatto presagire la tempesta.
Dilaniato, squartato, sconquassato giaceva il suo corpo, irriconoscibile, sui binari divelti dal tritolo. Moriva così, ucciso da “cosa nostra”, un compagno, un uomo che lottava contro le ingiustizie, contro i soprusi, sempre al fianco dei più deboli. Così moriva Peppino Impastato, assassinato per aver combattuto il cancro di quella terra (della nostra terra).

“Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!”

Queste, purtroppo, le sue più profetiche parole, al tempo stesso, però, lucide e piene di convinzione e di consapevolezza per cui lottare contro un sistema che opprime, lottare con chi ci priva del futuro, lottare affinché possa esistere una società più giusta ed equa, debba essere il fulcro della vita di ogni essere umano.

Quale è il compito di tutti noi oggi? Non dimenticare mai il sacrificio di Peppino e di tutti coloro assassinati dalle organizzazioni mafiose, tramandare alle nuove generazioni le sue idee di libertà uguaglianza e lotta, impegnarci a costruire tutti insieme una società in cui vi siano le basi per respingere con forza e non far attecchire in alcun modo le organizzazione mafiose e il loro modo di “amministrare” la nostra terra.

Peppino è vivo e lotta insieme a noi! 🚩
Le nostre idee non moriranno mai! ✊