Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Ci ha lasciati, oggi, Gino Strada

Ci ha lasciati, oggi, Gino Strada, un uomo che aveva fatto della cura degli ultimi la sua filosofia di vita. Era tra i pochi che con il suo impegno cercava di tenere insieme i fili della nostra dilaniata società, che combatteva, spesso in direzione ostinata e contraria, le disuguaglianze e la privatizzazione della sanità.

I suoi ospedali, aperti nelle zone di conflitto, hanno curato più di 10 milioni di civili feriti. Non ha mai fatto venire meno la sua posizione riguardo la gueera, affermando: "Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra."

In un momento di così grave crisi, non solo sociale ma anche sanitaria lo ricordiamo utilizzando le sue stesse parole che con ancor più forza devono rimbombare nelle orecchie di noi calabresi: 

"11 milioni di persone non si curano più come dovrebbero perchè non riescono a farcela economicamente e il sistema sanitario è lì che si preoccupa del bilancio... è successo che si sono spalancate le porte al profitto e a me fa veramente schifo trarre profitto dal fatto che qualcuno soffra perchè credo che la medicina debba essere pubblica, si alta qualità e gratuita per tutti. se facessi il ministro della sanità farei una cosa molto semplice: primo, non firmerei più nessuna convenzione pubblico/privato, secondo le convenzioni a scadenza non le rinnoverei, terzo le convenzioni in essere andrebbero viste una per una e quelle che non portano vantaggi alla popolazione andrebbero chiuse anche se hanno ancora 5 anni davanti. La medicina privata è come l'istruzione privata: è una brutta cosa."