Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Non c'è più tempo! L'8 Maggio scendi in piazza

La casa della salute di #Lungro diventerà centro covid e questo dovrebbe bastare a renderci felici? Cosa succederà quando l'emergenza sanitaria sarà terminata? Noi abbiamo fame e non ci accontentiamo delle briciole delle brioche che la maestà di turno ha deciso di lasciare. 

Saremo sazi solo quando le classi popolari calabresi si libereranno dallo sfruttamento, dall'aziendalismo che ha smantellato i servizi pubblici e la #sanità e dal clientelismo che avvelena tutto l'ambiente della politica!

👉 Vogliamo l'abolizione completa dei contratti precari, investimenti pubblici per la piena occupazione e una sanità totalmente pubblica. L' #8Maggio scendi in PIAZZA! 📣