Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Pertini, l'uomo

In un cablogramma scritto dalla diplomazia statunitense alla vigilia delle elezioni di Sandro Pertini a presidente della repubblica italiana si trova scritto quanto segue:
La vita e i valori di Pertini sono stati fortemente influenzati dalla sua resistenza e prigionia. L'esperienza [contro il fascismo] ha infiammato il suo già presente impegno per la libertà individuale e il suo rapporto con le vittime, gli anti-conformisti, i dissidenti. Ne consegue che è un uomo di grande tolleranza.
Il cablogramma completo è disponibile sul sito di Wikileaks e un post su un blog sembra l'unico modo per renderlo disponibile sui social senza incorrere nella censura, visto quanto accaduto su twitter a Stefania Maurizi che ha segnalato il link.
Chiudo il post del 25 aprile con una delle strisce di Andrea Pazienza con Pertini come protagonista, diffuse dalla Coconino sul suo account twitter: