Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

La rabbia e altri racconti

Gennaro Schiano e Tiziana Di Monaco selezionano per le Edizioni Spartaco una serie di racconti di Vicente Blasco Ibanez ambientati nella Spagna rurale di inizio XX secolo.
Non è solo un interessante e utile recupero di una letteratura per certi versi a noi vicina come quella spagnola, ma costituisce, soprattutto nell'ottica di un lettore meridionale, un confronto con la parte dell'Italia maggiormente influenzata dalla Spagna.
Nel suo piccolo La rabbia, con i suoi racconti, è una sorta di Gattopardo spagnolo: sebbene non ci sia stato una vera e reale conquista dei territori spagnoli da parte di altri territori spagnoli (almeno all'epoca in cui sono ambientate le storie di Ibanez), è fuori di dubbio che viene rappresentano il cambiamento di una società che dal mondo tradizionalista e rurale sta cercando di entrare nel XX secolo. Emblematico, in questo senso, è proprio il racconto di apertura, centrato sul rapporto tra una madre che, forte dell'influenza morale sul suo paesotto di residenza, di fatto trattiene a se in maniera eccessiva la giovane figlia, alla fine schiava della materna visione bigotta della vita e vittima, quanto il figlio morto, dell'impedire che lo scandalo di una ragazza, madre senza matrimonio, colpisca la famiglia più in vista del circondario.
Le similitudini con molti dei paesi del sud Italia o con molte delle idee un po' ristrette che ancora resistono nella società italiana balzano immediatamente agli occhi del lettore della provincia meridionale che ha anche solo l'idea di volersi affacciare verso la città, che diventa il ricettacolo di mali e vizi, mentre solo il paese, con il suo isolamento, è difesa della virtù.
Il resto dei racconti, tra ironia e drammi, è un'esplorazione di una società al tempo stesso viva e moribonda e di un rapporto genitori-figli spesso più simile a quello regnanti-sudditi di quanto ci piaccia pensare. E d'altra parte è proprio il desiderio di replicare la struttura familiare ad aver dato origine a religione e stato, ma questo, in fondo, è un discorso anarco-libertario che poco si associa a un gruppo di racconti decisamente molto belli e consigliati, anche per stimolare uno sguardo differente sulla stessa società italiana.