Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Il nuovo codice lametino

#ndrangheta #LameziaTerme #Calabria #camorrista
Agli atti dell'operazione Perseo, che il 26 luglio ha portato all'arresto di una serie di affiliati a vario titolo (per un totale di 65 persone) con la cosca dei Giampà è stato depositato un nuovo codice di affiliazione, che si aggiunge a quelli già ritrovati nel 1888 e nel 1990.
Nelle dodici pagine sono riportati tutti i riti. In particolare, un affiliato per essere ammesso deve avere l'ok della commissione, che deve esprimere tre votazioni. Per formare "la società" bisogna essere "buonvesparo", quest'ultimo «a nome del capo e contabile e tutti i saggi compagni, viene affiliato per formare società», che viene configurata «con cinque ramoscelli alla mia destra e cinque belli [incomprensibile] alla mia sinistra, e una "ciampa" di cavallo alla romana che forma e sforma società in ogni maniera omertà bella».
E' anche codificato chi è il camorrista:
«una sentinella di omertà, che oggi serve e domani va servito»

Dall'articolo di Giuseppe Natrella sulla Gazzetta del Sud del 6 agosto 2013