Repressione, violenza, interessi padronali: è questo il futuro che vogliamo per la nostra Calabria?

  Abbiamo assistito increduli (ma non sorpresi) al video che immortala la violenta aggressione, avvenuta a Cosenza, portata avanti dalle forze dell'ordine nei confronti di Gabriele Carchidi, direttore della testata giornalistica Iacchitè. Ci siamo detti "Increduli ma non sorpresi" perché ormai l'aumento dell'uso intimidatorio delle forze dell'ordine, nei confronti di chi si permette di intralciale gli interessi padronali o anche semplicemente di denunciare le ingiustizie sociali di cui tanti, troppi sono vittime ogni giorno, sta diventando una pericolosa routine. In questi anni - anche prima del governo Meloni - abbiamo visto studenti manganellati senza motivi, lavoratori in sciopero aggrediti da squadristi senza alcun intervento delle forze di polizia, decine e decine di denunce senza fondamento contro manifestanti in tutta Italia. In questo quadro di attacco frontale e totale nei confronti delle forze sociali organizzate anche il contesto cosentino non è da ...

Chiedere chiarezza

su e per #giuliocavalli e la sua lotta alle #mafie
Le parole di Bonaventura vanno verificate, questo dovrebbe essere normale e penso che sia normale chiederlo.
(Francesco Lanza)

Luigi Bonaventura è stato a capo della cosca Vrenna-Bonaventura e in una recente intervista ha affermato che esisteva un piano della 'ndrangheta per uccidere Giulio Cavalli. In esternazioni successive ha addirittura affermato che:
Dietro i piani di per mettere a tacere per sempre Giulio Cavalli c'è anche una parte di politica collusa e ambienti istituzionali, nel senso che le azioni erano fortemente volute anche da qualche politico, nello specifico lombardo.
Ora Giulio Cavalli ha iniziato a chiedere che si faccia chiarezza su tutta la situazione, che si verifichino le affermazioni di Bonaventura, perché sono gravi e pesanti al di là delle persone coinvolte. E con lui c'è anche Francesco Lanza, che ha dato inizio a una petizione on-line, una raccolta firme per chiedere alle istituzioni proprio queste verifiche.
Se volete, firmate. Non è obbligatorio, né segno di civiltà, ma un modo per provare a farsi sentire. Ogni tanto, almeno.