Lungro, commissariata la fondazione Pio Ospizio De Benedictis. Vogliamo chiarezza!

  Non volevamo crederci ma alla fine è successo. Nel silenzio più totale, durante la riunione di giunta regionale del 22 aprile scorso, su iniziativa della consigliera regionale Pasqualina Straface, all'interno delle iniziative individuate dal "Piano regionale di supporto alle fragilità - Salute e Welfare", Francesco Campana è stato nominato commissario ad acta per la trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) per “Fondazione Pio Ospizio De Benedictis e M.T. Frega” di Lungro ( https://www.regione.calabria.it/regione-ok-giunta-agli.../ ). La notizia del commissariamento è improvvisa e lascia sgomenti, specie chi auspicava che prima o poi venisse fatta chiarezza sulla situazione finanziaria dell'ente e sulle sue future iniziative, ma la trasparenza evidentemente non è di questo mondo. Dalla data del nostro ultimo post ( https://stipaturi.blogspot.com/.../lungro-prosegue-la... ) sono trascorsi quasi tre anni, nessuno si è mai preso la b...

Il mio sguardo libero

Durante i viaggi pasquali, soprattutto quando ci si sposta in treno, capita di sostare a Roma, alla stazione Termini, la stazione dove passa la maggior parte del traffico ferroviario nazionale. E in questo periodo alla stazione Termini, dal lato sempre affollato delle biglietterie, è ospitata una mostra fotografica fatta, semplicemente, di persone. Per certi versi sono persone qualunque, per certi altri non lo sono. Sono persone qualunque, nel senso che vivono in mezzo a noi, e non hanno poi nulla di così speciale: non sono particolarmente belli, non hanno il sangue blu, non hanno particolari superpoteri. E hanno degli occhi, uno sguardo come tutti. Sta però in quello sguardo il loro essere speciali, nel sogno racchiuso in quegli occhi, un sogno che quegli occhi riescono a vedere: un'Italia libera dalla mafia. E il loro essere speciali sta proprio in questo, ma non solo. Sta anche nel fatto che ci provano, ad avere una Italia senza mafia. Come molti e molti altri. Loro sono la punta dell'iceberg. Osservateli bene (tra loro riconoscerete un po' di gente, come quel Giulio Cavalli che spesso cito su questo blog, o un'altra colonna della letteratura impegnata italiana, Roberto Saviano), perché loro, in fondo, non fanno altro che raccontare. E ogni tanto dovremmo farlo anche noi, perché, come ricorda Saviano, anche raccontare è un atto di ribellione alla mafia molto più forte di quel che si pensa.