Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Made in Italy

Il 19 e il 20 marzo, a Milano, l'associazione Libera, che si batte contro le mafie, organizza una due giorni di incontri, manifestazioni e gruppi di lavoro contro le mafie. Potete consultare il programma on-line della manifestazione, che culminerà il 20 con la XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Nell'attesa eccovi un video di un pezzo hip hop, Il vero made in Italy è la mafia, infarcito da una serie di immagini di manifestazioni anti-mafia, di morti ammazzati, eroi e vittime, di mafiosi. Con il testo della canzone sono quasi completamente d'accordo, tranne che con il fatto che questo, la Cina, non lo può copiare. Purtroppo l'ha già copiato.
Ma ora vi lascio al video del pezzo di Andrea Lucisano: