Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

La voce e il silenzio

questo blog ALZA la voce contro il bavaglio del DDL Alfano

Oggi ci sarà qualcuno che comunque darà fiato alla propria voce, mentre qualcun altro preferirà stare in silenzio. Ciò che accomuna tutti è la protesta contro il DDL Alfano sulla sicurezza e sulle intercettazioni (DDL 1611), un primo passo concreto per impedire la discussione civile sulla rete e il libero scambio di informazioni. L'idea di fondo è rafforzare il controllo sul mondo dell'informazione e sui cittadini che cercano di utilizzare il loro libero arbitrio.
Un modo come un altro per farci sentire sicuri...

Per approfondire:
dirittoallarete | 10 post sul diritto all'informazione | Luca Alagna