Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Obbligo di vivere

Vi propongo la lettura dell' intervento di Stefano Rodota' su Repubblica di oggi (domenica, 15 febbraio 2009).
Come ogni intervento serio che (raramente) appare su Repubblica anche questo e' stato tolto dopo poche ore dalla pagina online.... e cosi' ripropongo io il link perche' ne rimanga traccia:
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/testamento-bio/rodota-legge-truffa/rodota-legge-truffa.html
Il giurista fa un analisi del testo che si vuole approvare sul "testamento biologico" chiarendone le conseguenze giuridiche.... senza giri di parole parla di "legge truffa", mettendo in evidenza come "nega la libertà di decisione della persona, riporta il suo corpo sotto il potere del medico, fa divenire lo Stato l'arbitro delle modalità del vivere e del morire" tanto da "cancellare ogni rilevanza della volontà delle persone".... buona lettura.