Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Onda su onda

Giornata importante, quella di oggi. Sciopero generale che ha fatto scendere nuovamente in piazza scuole e università: le città sono state invase dai cortei, sia al sud come al nord. In particolare a Milano il corteo aveva una valenza particolare, cadendo nel giorno dell'anniversario della strage di Piazza Fontana (passando per la piazza, già oggi si notano alcuni fiori deposti alla base della targa posta in memoria di Giuseppe Pinelli): partito da Cairoli (di fronte al castello) per quel che riguarda la testa (scuole e CGIL), successivamente gli universitari, partiti da Cordusio, si uniscono in coda al corteo. La giornata è fresca ma elettrica: c'è allegria tra i ragazzi delle scuole e preoccupazione ma anche maggiori organizzazione e ordine tra gli universitari. Il corteo di questi ultimi viene aperto da un camioncino bardato dai più disparati striscioni, mentre con il microfono si alternano studenti e ricercatori: a un certo punto un "Babbo Natale" inizia una simpatica "asta dei ricercatori": vari dottorandi, post doc e altre figure della ricerca più o meno precarie si alternano sul camioncino per raccontare il loro lavoro e subito dopo il "Babbo" da inizio all'asta con offerte "platoniche", un modo per scimmiottare quello che dovrebbe avvenire quando un giovane finisce il percorso del dottorato di ricerca: le università, gli istituti di ricerca, i privati sono più che disposti a valorizzare un titolo qualificante, all'interno delle loro esigenze.
Più spesso. invece, succede che si diventa muli della ricerca, sottopagati (quando va bene) perché i soldi finiscono non si sa mai bene dove: questo folto esercito si rivolge al governo perché non è certo con i tagli che si risolve il problema, ma andando anche università per università, caso per caso a ficcare il... naso negli affari accademici; chiedendo a rettori, presidi di facoltà e direttori di dipartimento una maggiore trasparenza non solo nella gestione del personale ma anche dei fondi disposizione.
Comunque, al di là dei discorsi ben noti, di cui spesso negli ultimi mesi abbiamo parlato (e che sono stati il filo rosso degli interventi conclusivi in Piazza Fontana), la manifestazione ha avuto un'ampia partecipazione, qualche piccolo successo (bloccati tre tram a Cordusio! - peccato non avere con me il cavetto per inserire la foto con questo post: spero di recuperare prima possibile), sguardi curiosi dai passanti, un po' di disagio per chi usa i mezzi di superficie.
Una bella giornata che, speriamo, possa avere un eco nelle segrete stanze: magari chi governa si ricorderà chi è che compone veramente lo stato.

P.S.: date un'occhiata a questa pagina del sito della camera, in particolare all'articolo 2 di cui vi inserisco il titolo: Trasformazione delle istituzioni scolastiche in fondazioni.
Buona lettura, o forse è meglio dire buona fortuna a tutti!