Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Giuseppe Pinelli


Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969 moriva a Milano, in fatti misteriosi, Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico. Cadde da una finestra della questura del capoluogo lombardo, dove si trovava in stato di fermo interrogato riguardo i fatti del 12 dicembre dello stesso anno, fatti criminosi noti come Strage di Piazza Fontana, strage che a tutt'oggi non è stata rivendicata né è stato trovato un colpevole.
Ritornando a Pinelli, i dubbi sulla sua morte, al momento classificata come accidentale, sono molti e dovuti alle incongruenze nelle dichiarazioni ufficiali e nelle smentite. Oltre a rimandarvi alla voce presente su Wikipedia (corredata di foto su Anarcopedia), rimando i lettori alla lettura di Morte accidentale di un anarchico, rappresentazione teatrale di Dario Fo, scritta come risposta alle dichiarazioni ufficiali di cui sopra.
Certo Pinelli era considerato innocente, come risulta dalla lapide ufficiale posta in piazza Fontana (Innocente morto tragicamente nei locali della questura di Milano), questo però non cancella ciò che gli è successo, quello che gli è stato sottratto.
Tra 1 anno ricorrerà il trentennale della morte di Giuseppe Pinelli, un quarantenne che aveva partecipato alla resistenza antifascista e che coltivava il sogno di una società migliore o quanto meno diversa e che, probabilmente, è rimasto vittima di quella stessa società che forse così democratica non era.