Strage di bologna, 46 anni senza dimenticare esecutori e mandanti!

  Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia. Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti. Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato. Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali. In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci. Lo...

Rumble Tumble


Questa mattina c'è stata, nella piazza antistante l'aula magna dell'Università della Calabria, una grande assemblea di studenti, docenti e precari della nostra università. In attesa del resoconto della giornata, che dovrebbe essere pubblicato domani, vi proponiamo il documento redatto dai precari dell'Unical e letto questa mattina all'assemblea:

Noi siamo quelli che oggi riempiono i laboratori, che fanno le esercitazioni in aula, che lavorano di domenica per rispettare le scadenze, quelli che seguono i tesisti. Noi siamo quelli che speravano di diventare ricercatori domani, ma che con la legge 133 non lo saranno mai. Noi contestiamo questi tagli come soluzione ai problemi dell’università, e il modo in cui questi tagli sono stati decisi: ad agosto, con un provvedimento straordinario, in nove minuti. Noi riteniamo che questo sia un attacco alla ricerca perché l’85% della ricerca italiana si svolge nelle università pubbliche italiane, ed è ricerca indipendente e di qualità, ed è ricerca fatta prevalentemente da noi precari. Noi contestiamo che di fronte ad accuse di invecchiamento dell’università si impedisca l’accesso a tutti i giovani che vogliono imparare e che sanno fare ricerca. Noi contestiamo che alla “fuga dei cervelli” si risponda con il blocco del turnover, che equivale ad incentivare la stessa fuga dei cervelli. Noi contestiamo che di fronte al bisogno di cambiamento dell’università pubblica si emani una legge che rafforza e favorisce i poteri forti. Noi siamo uniti dall’incertezza del domani e dal netto rifiuto di questo provvedimento legislativo. Pertanto ci rivolgiamo a tutti i dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti, contrattisti, collaboratori di ricerca, ricercatori, e docenti affinché partecipino attivamente alla protesta in corso. Vi informiamo che la nostra protesta è appena iniziata. Vi invitiamo a prendere contatto con noi, e a partecipare ai prossimi incontri che verranno comunicati su: http://groups.google.com/group/ricercaprecaria
Il prossimo appuntamento è giovedì 30 ottobre ore 10, nello spazio antistante il parcheggio di Lingue.

Forse alla fine saremo come il rumore dei ciottoli di una strada sterrata mentre alcune auto vi stanno passando sopra, ma certo vi terremo informati, per quel poco che ci è consentito!