Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Rumble Tumble


Questa mattina c'è stata, nella piazza antistante l'aula magna dell'Università della Calabria, una grande assemblea di studenti, docenti e precari della nostra università. In attesa del resoconto della giornata, che dovrebbe essere pubblicato domani, vi proponiamo il documento redatto dai precari dell'Unical e letto questa mattina all'assemblea:

Noi siamo quelli che oggi riempiono i laboratori, che fanno le esercitazioni in aula, che lavorano di domenica per rispettare le scadenze, quelli che seguono i tesisti. Noi siamo quelli che speravano di diventare ricercatori domani, ma che con la legge 133 non lo saranno mai. Noi contestiamo questi tagli come soluzione ai problemi dell’università, e il modo in cui questi tagli sono stati decisi: ad agosto, con un provvedimento straordinario, in nove minuti. Noi riteniamo che questo sia un attacco alla ricerca perché l’85% della ricerca italiana si svolge nelle università pubbliche italiane, ed è ricerca indipendente e di qualità, ed è ricerca fatta prevalentemente da noi precari. Noi contestiamo che di fronte ad accuse di invecchiamento dell’università si impedisca l’accesso a tutti i giovani che vogliono imparare e che sanno fare ricerca. Noi contestiamo che alla “fuga dei cervelli” si risponda con il blocco del turnover, che equivale ad incentivare la stessa fuga dei cervelli. Noi contestiamo che di fronte al bisogno di cambiamento dell’università pubblica si emani una legge che rafforza e favorisce i poteri forti. Noi siamo uniti dall’incertezza del domani e dal netto rifiuto di questo provvedimento legislativo. Pertanto ci rivolgiamo a tutti i dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti, contrattisti, collaboratori di ricerca, ricercatori, e docenti affinché partecipino attivamente alla protesta in corso. Vi informiamo che la nostra protesta è appena iniziata. Vi invitiamo a prendere contatto con noi, e a partecipare ai prossimi incontri che verranno comunicati su: http://groups.google.com/group/ricercaprecaria
Il prossimo appuntamento è giovedì 30 ottobre ore 10, nello spazio antistante il parcheggio di Lingue.

Forse alla fine saremo come il rumore dei ciottoli di una strada sterrata mentre alcune auto vi stanno passando sopra, ma certo vi terremo informati, per quel poco che ci è consentito!