Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Appello degli amici de "Il riccio"



Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Carissimi,
abbiamo bisogno del vostro aiuto per sventare l'ennesima aggressione dettata da interessi affaristici contro il diritto alla salute e allo sviluppo delle popolazioni della Valle del Mercure, nonchè contro rare specie protette che ancora sopravvivono nel Parco Nazionale del Pollino, il più grande d'Italia, tra Calabria e Basilicata.
L'ENEL vorrebbe convertire, in pieno Parco del Pollino, una vecchia centrale elettrica, inattiva ormai da dieci anni, in una enorme centrale a biomasse (che non sono assolutamente reperibili in loco), con una procedura tanto "disinvolta" quanto incompleta, secondo l'opinione di noti esperti, e contro il volere dei cittadini e delle Istituzioni locali. Facciamoci sentire. Insieme, uniti, ce la faremo.
VI CHIEDIAMO DI SOTTOSCRIVERE IL FORM RAGGIUNGIBILE AL SEGUENTE LINK:
www.ilriccio.info/appello/index.php

Per saperne di più sulla vicenda:
www.ilriccio.info/lontra/lontra_index.html

Grazie di cuore.
Mariella Buono