24 dicembre 2011

Monopoli, il gioco anticapitalista

Leggo su Netorama, che il monopoli era stato effettivamente creato per insegnare i mali del capitalismo:
La prima versione riconoscibile di ciò che oggi è noto come Monopoli fu brevettata da Lizzie Magie nel 1904. Il Landlord's Game(1), come lo ha chiamato, era costituito da una scheda con il familiare percorso di quartieri via via più costosi intervallati da ferrovie e servizi vari. Su tre degli angoli c'erano le caselle Go to Jail, Publick Park (la versione ancestrale del Free Parking), e la prigione, Jail.
Il quarto angolo, però, non era etichettato come Go, ma invece proponeva un disegno del globo circondato dalle orgogliose parole Labor Upon Mother Earth Produces Wages. Traduzione: possiedi un centinaio di dollari. Tuttavia ci si rende conto: qui qualcuno ha un'agenda.
La storia racconta che Magie intendeva il suo gioco come uno strumento didattico sulle ingiustizie del capitalismo. Era una sostenitrice delle teorie dell'economista politico Henry George, che pensava che i proprietari fossero parassiti e auspicava una single tax su di loro per sostituire tutte le altre.
L'estratto viene da un post di Cecil Adams di diversi mesi fa, però può essere interessante se uniamo la lettura del post (e del pezzetto tradotto) con una questa piccola guida sulle differenze tra capitalismo e libero mercato. La distinzione potrebbe sembrare apparentemente sottile, ma in realtà, a mio giudizio, è profonda e netta e l'articolo di Fabristol che vi invito a leggere è fondamentale. Ad esempio, nel suo piccolo, mi ha aiutato a trovare la differenza tra il famoso mercato equo e solidale e il capitalismo usuale. Anche in questo caso c'è una differenza, e la più importante non è quella che viene utilizzata per scopi di marketing, ma la netta distinzione tra ciò che è gov e ciò che è non-gov.
Un esempio di tale distinzione è sicuramente il Forest Stewardship Council, un consorzio non-governativo, o ancora meglio non-statale, che propone una gestione delle foreste senza necessità dei governi statali e per questo molto avversata dagli stessi, come è possibile leggere in questo abstract di un articolo sulla governance di Stephen Bell e Andrew Hindmoor(2)
La relazione tra soggetti statali e non statali è stata oggetto di un ampio dibattito all'interno della letteratura di governance. Durante questo periodo sono emersi due influenti ma molto diversi aspetti della governance: un aspetto centrato sulla società civile che parla di governance senza governo e una prospettiva stato-centrica che sostiene che la governance si verifica in gran parte attraverso i governi. Ci sono ovviamente posizioni alternative e più sfumate. Queste due comunque servono per inquadrare il dibattito intorno alla governance per generare una comprensione di base riguardo la relazione tra soggetti statali e non statali che oscura il modo in cui la presenza di attori non statali può migliorare la capacità politica degli attori statali e viceversa. Il Forest Stewardship Council (FSC) è stato lodato come un esempio di governance senza governo e ha anzi, in più occasioni, dovuto superare l'indifferenza o addirittura l'ostilità dei governi. Ma l'aspetto società-centrico non rende giustizia alla gamma di rapporti molto diversi e talvolta reciprocamente vantaggiosi tra FSC e soggetti statali.
I grassetti sono miei. La traduzione dell'abstract, rispetto alla sua prima pubblicazione su SciBack, è stata qui leggermente rivista.

Ovviamente, visto che nei prossimi giorni il monopoli potrebbe essere una delle alternative alla classica tombola, non mi resta che augurare a tutti delle buone feste natalizie.

(1) Il gioco dei signorotti, potremmo tradurre
(2) BELL, S., & HINDMOOR, A. (2011). GOVERNANCE WITHOUT GOVERNMENT? THE CASE OF THE FOREST STEWARDSHIP COUNCIL Public Administration DOI: 10.1111/j.1467-9299.2011.01954.x

23 dicembre 2011

Rimborsi di viaggio

Oggi torniamo ad occuparci di crisi, con un protagonista della nostra attuale politica all'epoca in cui partecipava attivamente al Parlamento Europeo. Il servizio, tradotto e pubblicato di recente e segnalato su GPlus da Claudio Pasqua, è stato realizzato dalla televisione tedesca.
Si potrebbe dire che, forse, aumentare i poteri dell'Europa per risolvere la crisi potrebbe non essere la soluzione migliore per superare la crisi stessa...

22 dicembre 2011

Scopri Cosenza

A Milano c'è un gruppo di guide turistiche che organizzano, periodicamente, visite per la città per scoprire la storia dei palazzi, dei monumenti e delle chiese del capoluogo lombardo. Potete immaginare la mia sorpresa quando scopro che una iniziativa simile è partita anche a Cosenza: Scopri Cosenza è infatti una iniziativa in cui un gruppo di guide, dotate addirittura di pulmino, propongono percorsi storici e artistici per la città calabrese dei sette colli. L'iniziativa dedicata all'inizio per il solo periodo estivo, sembra che abbia avuto un buon successo ed è stata anche prolungata durante il periodo autunnale (il manifesto alla stazione di Paola recitava fino al 2 ottobre, se non ricordo male).
Senza alcun intento polemico nei confronti della comunque meritoria iniziativa, ecco che, però, il circuito mentale si chiude intorno alla canzone di Peppe Voltarelli, Turismo in quantitià:
L'intento polemico va invece per il solito modo assurdo di collegare Cosenza con il possibile flusso di turisti che dal resto dell'Italia potrebbero essere interessati ai percorsi turistici che la città vorrebbe offrire non solo ai propri stessi cittadini e abitanti della provincia.

02 dicembre 2011

Cavalli, le 'ndrine, Milano

Viste i recenti fatti avvenuti tra la Calabria e Milano, recupero questo post che un po' per pigrizia un po' per altri motivi non avevo pubblicato a suo tempo, opportunamente modificato, in cui racconto dell'incontro con Giulio Cavalli svoltosi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte ormai più di un anno fa. L'occasione è la presentazione del libro Nomi, cognomi e infami, uscito per la Verdenero. A rileggere quelle poche righe che ho, sono tornato con la memoria a quell'incontro, che diventa quasi profetico visto che ora tutta l'Italia è stata messa di fronte alla realtà dei fatti, ovvero l'invasione della 'ndrangheta a Milano.
A introdurre l'incontro, in attesa dell'arrivo di Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, c'era Alberto Ibba, responsabile delle linee editoriali dell'editore ambientale, che di fatto con il libro di Cavalli pubblica il primo vero saggio sulla mafia in quanto tale tra le sue proposte editoriali.
La discussione è lunga, al di là del ritardo di Gomez, e si protrae per più di un'ora. I due si intrattengono piacevolmente tra i contenuti del libro e aneddoti sul lavoro teatrale di Cavalli, come la proposizione dei primi spettacoli teatrali sulla mafia, proposti in Sicilia, a Gela, fianco a fianco di Rosario Crocetta, all'epoca sindaco del comune siciliano:
(...) le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.
Così risponde Cavalli ad una intervista concessa a La Provincia di Varese. E ovviamente nell'incontro sono citati i Lo Piccolo, i Casalesi e altri ineffabili protagonisti, ma ci sono anche improbabili coinvolti, anche se la loro improbabilità è diretta conseguenza della loro apparentemente insospettabile provenienza politica. E' il caso di Angelo Ciocca, della Lega, che sembra collegato con il boss Giuseppe Neri: stupisce soprattutto, come rileva Gomez, il silenzio degli organi dirigenti del partito, un silenzio inquietante, secondo il giornalista, che potrebbe significare qualcosa del tipo siamo pronti a dialogare, indipendentemente dal coinvolgimento effettivo di Ciocca.

01 dicembre 2011

Il magistrato che combatteva le 'ndrine

Ieri Giulio Cavalli pubblica un estratto di una intercettazione telefonica dove stanno amabilmente discorrendo il gip di Palmi Giancarlo Giusti e il capo-'ndrina Giulio Lampada. Oggetto della telefonata la possibilità di far venire a Milano Vincenzo Giglio, il magistrato arrestato ieri.
La notizia, passata su giornali e internet, viene così raccontata da telecosenza:
Giglio, però, è un personaggio che, fino all'arresto, era in un certo senso al di sopra di ogni sospetto, con un impegno non solo nell'antimafia, come verrà testimoniato nell'intervista che vedrete qui sotto, ma anche in altri campi come ad esempio la violenza contro le donne.
Se le accuse risulteranno vere, l'operazione che si sta sviluppando in questi giorni potrebbe risultare alla fine una delle più importanti in assoluto per la lotta in Calabria e in Italia alla criminalità organizzata, quella che si è sviluppata lungo l'asse, la spina dorsale che attraversa tutta la penisola fino alla Lombardia, fino a Milano.

Per approfondire leggi anche narcomafie.