30 settembre 2010

Centrale a biomasse di Panettieri: nuovo No dai cittadini

Prima di iniziare, un paio di notizie riguardanti Milano: Sotto sequestro il quartiere costruito dalle cosche e Gomorra a Milano.

Qui su Stipaturi mi sono occupato sin da subito della Centrale a biomasse di Panettieri. Le proteste dei cittadini di quelle zone e della provincia di Cosenza proseguono e oggi ci portano a un comune confinante con quello di Panettieri, Bianchi.
Anche lì sono preoccupati per la situazione che si sta venendo a creare, e oggi pomeriggio, alle 18, presso la Sala Consiliare, si terrà un incontro, annunciato da un volantino. Dopo la locandina che campeggia qui sotto, il testo. Per chi vuole una versione da conservarsi o da leggersi con calma, l'ho reso disponibile su Google Docs.


Dal mese di maggio, è nato un Comitato con lo scopo di informare le popolazione circa le problematiche inerenti la realizzazione di una grande centrale termoelettrica a biomasse da 14 MegaWatt, che si vorrebbe realizzare a Panettieri, in un sito attiguo alla frazione Iannetta del Comune di Bianchi.
Nel corso dei due convegni che sono stati organizzati dal Comitato, sono emersi dati molto preoccupanti per la salute, oltre che per la legalità e l'economia del comprensorio.
Grazie alla disponibilità del dottor Ferdinando Laghi, responsabile regionale dell'ISDE-Italia Associazione medici per l'ambiente, si è potuto scientificamente constatare che l'impianto previsto a Panettieri produrrà emissioni di nano-polveri e di diossine.
Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità dell'O.N.U., le diossine sono sostanze classificate come cancerogeni certi per l'uomo; le polveri sottili, (cosiddette "pm10"), attaccano la parte alta dell'apparato respiratorio, mentre le micro e nano-polveri arrivano direttamente in fondo ai polmoni, da qui nel sangue e quindi agli organi, l'organismo non riesce ad eliminare queste particelle che provocano negli organi interessati infiammazione e nel tempo degenerazione tumorale.
I tumori non sono l'unica conseguenza possibile di questa forma di inquinamento, anzi vi è purtroppo un ventaglio di malattie respiratorie molto numeroso: malattie allergiche, asma bronchiale, bronchiti acute e croniche, enfisema polmonare, tumori polmonari e di tutto l'apparato respiratorio.
E' poi evidente il danno all'agricoltura che deriva dalla presenza di un impianto di tali dimensioni, a causa delle emissioni inquinanti che comprometteranno inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli e dell'allevamento.
Di recente è stata riconosciuta l'IGP – Indicazione Geografica Tipica "Patata della Sila", che vede coinvolti diversi paesi del comprensorio, e proprio perché questo tipo di impianti danneggiano le produzioni tipiche e di pregio, il Piano Provinciale di Coordinamento Territoriale della Provincia di Cosenza, esclude la realizzazione di centrali a biomasse, nelle aree interessate da queste attività agricole come quella dell'IGP "patata della Sila".
Ma, stranamente, sono stati esclusi dall'IGP "Patata della Sila", i Comuni di Bianchi e Panettieri.
Ulteriori danni economici sarebbero apportati alle attività ricettive presenti nell'intero territorio (alberghi, ristoranti, agriturismi).
Per quanto riguarda la legalità e più in generale il benessere sociale del territorio, si deve necessariamente affrontare la tematica delle 'ndrine del legno. Dalle notizie di cronaca si constata come le 'ndrine siano interessate alla gestione del legname e come siano spietate nel segnalare il proprio comando sul settore.
In Calabria, da come risulta chiaramente dal PSR 2007-2013, (Piano di Sviluppo Rurale), non vi sono le biomasse necessarie per poter sostenere impianti di medie e grandi dimensioni. Non mancano, inoltre, "incidenti-incendi" a danno di alcune centrali per colpa di organizzazioni probabilmente criminali, e per i quali sono aperte delle inchieste.
Si sono espressi contro la centrale: i comuni di Soveria Mannelli e Carlopoli (e si stanno muovendo in tal senso, ad opera di diversi consiglieri, anche Tiriolo e Colosimi). Ha espresso pubblicamente la propria
contrarietà l'Assessore regionale alla Cultura, Prof. Mario Caligiuri. E' stata presentata una interrogazione in seno al Consiglio Regionale, sui rischi connessi alla realizzazione della centrale, dall'On. Mimmo Talarico. La Soprintendenza ai Beni Paesaggistici per la Calabria, con un serio e motivato parere, ha espresso la propria contrarietà.

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