Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Sofia minimalista

Le considerazioni che, da occidentale e da italiano, mi sento di poter fare di fronte alle foto di Minimalistic Sofia di Nikolay Nikolov, è la somiglianza di molti palazzoni con la peggiore architettura moderna di molte città del sud Italia o della periferia delle grandi metropoli, nonostante gli spunti di design avanzato, geometrico quasi, come suggerisce Mark Byrnes, presenti per la città. E' quasi un vivere sospesi tra il passato e un'idea di futuro possibile, migliore. Un po' come tutte le città del sud. Anche quelle d'Italia.