Strage di Amendolara: o le nostre vite, o i loro profitti!

  Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio . Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti: • Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan; • Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan; • Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan; • Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan; sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali. La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro , insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili. Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agrico...

Il mito dell'austerità tedesca

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Non voglio perder tempo con la polemica, che alcuni giornali hanno iniziato a tirare fuori, delle critiche di Paul Krugman al nuovo ministro dell'economia italiano, che ricordo in una vecchia puntata di Ballarò espresse apprezzamenti all'azione del governo Monti. Mi interessa, invece, mostrare un grafico che Krugman ha recentemente pubblicato, dove mostra che la Germania, uno dei fautori della politica di austerità europea, è uno dei pochi paesi d'Europa a non averla applicata quasi per nulla.