10 dicembre 2013

La Calabria spagnola

(la #storia della #Calabria al tempo dei #Borboni)
La Calabria spagnola
Come insegna Armi, acciaio e malattie, la storia è la combinazione di una serie differente di elementi: per valutare correttamente la storia di un popolo si possono prendere in considerazione alcuni elementi come la geografia del luogo in cui questo popolo si sviluppa e la presenza (o l'assenza) di materie prime nel territorio d'origine. E' da considerazioni come queste che si può arrivare a comprendere, per esempio, il successo degli europei nella conquista dei continenti americani, le cui vie d'acqua vennero aperte (o scoperte) da esploratori come Cristoforo Colombo o Amerigo Vespucci. Considerazioni non troppo dissimili si possono, però, applicare anche alla storia dell'Europa stessa e di alcune sue regioni, come per esempio la nostra Calabria.
Giuseppe Galasso, storico campano, innamorato della nostra regione, ha rivisto appunti e testi di vari congressi di storia per la realizzazione di un libro, La Calabria spagnola, edito dalla Rubettino, dedicato alla Calabria dei secoli XVI e XVII, un periodo particolarmente importante per il Mezzogiorno tutto e, di riflesso, anche per la nostra regione.
Non sarebbe certo opera utile, né per il libro né tanto meno per la Calabria stessa, provare a riassumere quanto scritto da Galasso: certo è che, avendo letto in precedenza il libro di Jared Diamond, saltano immediatamente all'occhio le vicinanze metodologiche tra i due testi. Galasso, infatti, nella sua trattazione, cerca di considerare quanti più elementi utili possibile: non ci sono solo considerazioni climatiche ed epidemiologiche, che possono aver influito sulla situazione economica, ma anche il riflesso delle decisioni economiche, politiche e militari del governo centrale napoletano.
Una prima e comunque corretta semplificazione è la separazione tra il XVI e il XVII secolo come due momenti distinti come sviluppo economico: in particolare il primo fu un periodo di ripresa, dopo le ristrettezze causate dalla piccola era glaciale, con una crescita economica che investì tutto il Mezzogiorno e quindi anche la Calabria. Forse il punto fondamentale dove trovare i problemi del Sud d'Italia e della Calabria stanno proprio in questo periodo di crescita: mentre sopra Roma e lo Stato Pontificio l'Italia era sostanzialmente divisa in staterelli vari, il Mezzogiorno era unito nel regno più grosso della penisola, e quindi era caratterizzato da un centralismo che, durante il periodo di crescita economica, venne rinforzato anche attraverso una serie di riforme, spesso piuttosto schizofreniche, che se ufficialmente servivano per alleggerire il peso della struttura feudale nella società, nei fatti ottennero come risultato il suo esatto opposto, anche se non venne ostacolata la crescita delle classi sociali intermedie, che andarono a costituire una sorta di "borghesia" meridionale che aspirava all'acquisto di un titolo nobiliare per ottenere i vantaggi del nome uniti a quelli del soldo.
Ad ogni modo questa crescita economica non fu sufficiente per rispondere alla crisi del secolo successivo, crisi che venne ben affrontata da altre zone del Mezzogiorno, ma con varie difficoltà dalla Calabria: il problema sembrerebbe essere in alcuni punti, sintetizzati dai titoli di alcuni dei capitoli del libro di Galasso:
  • crescita senza sviluppo
  • mancata maturazione di vere metropoli regionali o provinciali
  • l'insicurezza per tetta e per mare e l'isolamento logistico
Tutti elementi che spinsero, spesso, i calabresi ad andare via dalla regione: verso la Sicilia, così vicina, o facendosi catturare dai pirati saraceni: per molti questa soluzione era preferibile a continuare a restare in una regione che, come risposta ai problemi economici e ai disagi sociali (che si erano evidenziati attraverso la nascita del brigantaggio e l'adesione alle rivolte di Masaniello) aveva stretto i cordoni feudali e fiscali, come da indicazioni del governo centrale.
Questi sono, ovviamente, solo alcuni spunti estratti da un testo che certamente risponde alle esigenze che nel Sud Italia stanno nascendo per comprendere meglio la storia locale: è emblematica, in questo senso, la vicenda della bandiera borbonica appesa in una scuola, sembra, di Torre del Greco, ad opera di una studentessa che si sta interessando della storia del Mezzogiorno. Il libro di Galasso è, dunque anche all'interno di questo contesto, un ottimo modo per approfondire quella storia del Mezzogiorno ricca di luci, certamente, ma anche di ombre.

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