05 giugno 2009

Milano capoluogo di Calabria

mappa 'ndrine milanesi

Da un anno a questa parte Calabria Ora ha iniziato una serie di inchieste sulle 'ndrine nel Nord Italia, e in particolare a Milano. Un po' tutti ora se ne stanno accorgendo, anche in rete: ad esempio oggi 02blog pubblica Expo 2015: a Milano ci sarà una guerra di 'ndrangheta?. Il post parte proprio dalle inchieste di Calabria Ora.
In particolare due sono gli articoli, dall'edizione del 3 giugno 2009: La 'ndrangheta federalista e Lombardia fronte avanzato della lotta alla criminalità, entrambi di Paolo Pollichieni.
Nel primo dei due articoli, dove viene riassunto il rapporto della commissione antimafia con cifre, nomi e situazioni per quel che riguarda in particolare la Calabria e la 'ndrangheta, si esprime una viva e profonda preoccupazione per quello che si sta preparando in occasione dell'Expo 2015: una vera e propria guerra di secessione tra le cosche calabresi originarie e quelle locali, in puro stile leghista. Ho già avuto modo di rilevare, sul mio blog personale (vedi La morte non è uguale per tutti, ma anche Gomorra a Milano) come le guerre di mafia al nord non finiscono mai sulle prime pagine dei giornali nazionali o nei titoli dei telegiornali, quest'ultimi impegnati a piegarsi al potere con messaggi d'ottimismo forzato.
Tornando all'inchiesta di Pollichieni, nel secondo articolo viene esplicitamente indicata in Milano la città più importante per la lotta alla criminalità organizzata, sia perché capitale degli affari in Italia, sia perché le cosche criminali, di fatto, se la sono spartita.
Passo la parola, per dare maggiore forza a tutto ciò, alle citazioni tratte dall'articolo:
Non ci sono più tanti satelliti che ruotano attorno a un unico sole, la 'ndrangheta di San Luca, ma una struttura federata, disposta a dialogare con la vecchia casa-madre, ma non più a dipendere da essa, sia quanto alla nomina dei responsabili della periferia dell'Impero, sia quanto all'adozione delle nuove strategie e alla condivisione dei profitti.
(Vincenzo Macrì)

E ancora:
Soprattutto al Nord, certe aziende non si preoccupano di chi si nasconda dietro le finanziarie lussemburghesi, olandesi o inglesi, possedute da holding domiciliate nei paradisi dove è garantito l'anonimato societario, e che, attraverso banche svizzere, immettono denaro fresco nelle loro casse. Aumenti di capitale che permettono alle cosche di diventare, con il tempo, soci di maggioranza di aziende "pulite" almeno ad un primo sguardo.
(Gian Gaetano Bellavia)

Non dimentichiamo poi che buona parte dell'immigrazione clandestina fornisce alla 'ndrangheta grandi quantità di manodopera impaurita e a basso costo: maggiore sarà l'immigrazione clandestina, maggiori saranno i guadagni delle associazioni criminali.

L'occupazione della Lombardia prosegue e se non si arriverà a un accordo economico e politico, fidatevi, i calabresi che si trovano qui a Milano e nella regione padana si sentiranno, purtroppo, un po' più vicini a casa!
Le 'ndrine trapiantate in Lombardia sono legate da un "cordone ombelicale" alla "casamadre". Senza il "placet" emanato in Calabria sulle grandi strategie, sui grandi interessi non si decide nulla: e questo, se vale in Calabria per i tentativi d’infiltrazione relativi al Ponte sullo Stretto, varrà anche in Lombardia per l'Expo 2015 di Milano
(Piero Grasso, da Calabria)

1 commento:

piegiu77 ha detto...

Ottimo lavoro Gianluigi!
In aggiunta ai tuoi riferimenti ricordo il saggio "Fratelli di Sangue" di Grattieri-Nicasio in cui vengono analizzate storia, struttura, codici e ramificazioni delle ndrine calabresi... in tutte le privince calabresi, in tutte le regioni italiane, in tutti gli stati europei, in tutti i continenti....