16 giugno 2008

Tirocini di ricerca: come sta andando (1)



Come promesso nel nostro precedente intervento, eccovi le ultime informazioni sulla querelle dei tirocini di ricerca della Regione Calabria: il 12 Giugno un (vasto) gruppo di tirocinanti si è incontrato con il dottor Rossi e con il dottor Zumbo. I nostri ragazzi hanno, così, finalmente avuto delle prime risposte ai cronici ritardi della regione nei pagamenti (ritardi che hanno costretto molti, per non iniziare in ritardo i lavori per cui dovevano essere stanziati i fondi, ad autofinanziarsi!). Cito dall'e-mail che mi è stata inoltrata da Pietro, scritta da Rosy, uno dei poveri ma felici tirocinanti calabresi:

In uno dei moduli che abbiamo compilato a marzo, ci è stata fatta esplicita richiesta, dato che fra l'altro credo che una normativa europea lo prevede già dal 1° gennaio, di indicare il codice IBAN del nostro conto corrente; ma, ed ecco il mostro burocratico che risorge dalle viscere della Terra, il software che la Ragioneria regionale utilizza per trasferire le somme sui nostri (anoressici) conti bancari, utilizza le coordinate tradizionali (ABI, CAB, e numero di conto).

Ovvia la reazione dei nostri:

Quando si sente una cosa del genere, ed assieme ad essa tantissime altre (scarsità di organico - ma non potevate immaginarlo che sarebbe arrivato un carico di lavoro micidiale, e organizzarvi per tempo??? - personale obsoleto, non particolarmente amante delle nuove (nuove???) tecnologie, tipo i computer - ma non potete organizzare un bell'esodo incentivato, o i soliti sindacati che proteggono prevalentemente i nullafacenti ve lo impediscono??? - e altreamenità del genere) viene la voglia di sbattere la testa al muro; ma tant'è, chista è 'a zzita, come si dice da noi.
Non si può far altro che sperare che le tanto sbandierate voci di "mandare a casa i nullafacenti, gli incapaci e i lavativi" che il buon ministro Brunetta emana da qualche tempo, si avverino. E che noi tutti ci troviamo a dialogare, negli uffici pubblici di ogni livello, con gente capace, responsabile e motivata. (Lo so, vivo nel paese di Utopia, poi arrivano i "tavoli con i sindacati" e tutti noi continuiamo allegramente a vivere così).

Riguardo quest'ultima speranza vorrei chiedere a voi lettori: ricordate come finì la storia dei forestali calabresi, che dovevano essere ridotti considerevolmente di numero, e che poi protestarono bloccando la nostra amata Regione? E quale era il governo in quel periodo?
Ma proseguiamo con la lettura dell'e-mail e con il sunto dell'incontro:

Quanto alle cose concrete, abbiamo chiesto assicurazione per avere tempi certi sui pagamenti; le cose stanno, se ho ben capito, nei termini che il lavoro di "preparazione" delle pratiche (ovvero i mandati) che competevano al Dipartimento 11, sono praticamente tutti pronti, o quasi; di essi, già 180 sono arrivati in ragioneria ma circa 50 di questi sono tornati indietro per il broblema IBAN/ABI-CAB di cui sopra.
Oggi il Dipartimento 11, credo nella persona del Dott. Rossi (persona cortese, educata e, mi è parso, professionalmente valida per quel poco che ne ho potuto capire; quantomeno non esibiva la solita sfacciata arroganza di molti impiegati/dirigenti regionali!!! il che è già TANTISSIMO!!!), ha un incontro con i dirigenti della Ragioneria, per vedere di quantificare i tempi; ce lo comunicheranno a breve, credo già entro oggi mi auguro.

Quanto alla richiesta di cancellare le altre fideiussioni, pare che quella che abbiamo già stipulato basti (ma se ho capito male, smentitemi); il vincolo di reddito sembra un punto assai difficile da "smuovere"; in ogni caso, toccherà poi a noi autocertificare tale aspetto, quando sarà ora.

Le scuse pubbliche non ci sono state, non in modo "formale" direi; ma certo vi posso dire che il Dott. Rossi ha affermato che "spera di non dover più affrontare una giornata come questa"; era infatti, per molti aspetti, estremamente in difficoltà perchè sa bene che le cose stanno come noi diciamo. Credo anche che nessuno di loro si aspettasse una "delegazione" così compatta e numerosa; il che la dice lunga sullo stato delle cose in questa terra.

Il resto dell'e-mail è una motivazione e al tempo stesso un urlo per lottare affinché nella nostra terra, nella nostra bella Calabria i diritti delle persone non vengano dimenticati o addirittura venduti per chissà quali astrusi giochi politici. Appoggiamoli, perché la loro lotta è anche la nostra lotta, perché ogni informazione che possiamo diffondere è un passo in più verso una vita più democratica e una Calabria più libera e a misura dei calabresi.
Nel frattempo date un'occhiata alla rassegna stampa del sito dei Tirocinanti.
Buona lettura e buona lotta!

06 giugno 2008

Tirocini di ricerca, Regione Calabria



Nel 2007 la Regione Calabria bandisce un certo numero di tirocini di ricerca, per dare la possibilità ai giovani calabresi di sviluppare dei percorsi di ricerca e perché la vera carta vincente per lo sviluppo di questa regione è la ricerca, come da parole di Principe. Per intanto i nostri ricercatori, coloro che teoricamente dovrebbero usufruire di questi tirocini di ricerca perché ritenuti idonei, hanno inviato una lettera aperta a varie figure istituzionali calabresi e nazionali. La lettera del Comitato è indirizzata al presidente della Regione Calabria on. Agazio Loiero, al vice presidente giunta Regionale Calabria prof. Domenico Cersosimo, al presidente del consiglio regionale Calabria on. Giuseppe Bova, al dirigente generale del dipartimento 11 “Cultura, Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione Tecnologica, Alta formazione” Regione Calabria arch. Laura Mancuso, al dirigente del dipartimento 11 settore 3 servizio “Università e Alta Formazione” Regione Calabria dott. Emilio Mastroianni, al magnifico rettore dell’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro prof. Francesco Saverio Costanzo, al magnifico rettore dell’Università degli Studi della Calabria di Cosenza, prof. Giovanni Latorre, al magnifico rettore dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria prof. Massimo Giovannini, ai referenti scientifici dei Tirocini di Ricerca, e per conoscenza al commissario europeo per la politica regionale prof. Danuta Hubner, al Presidente della Repubblica Italiana On. Giorgio Napolitano, al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione on. Renato Brunetta, al presidente della III commissione consiliare “Attività sociali, sanitarie, culturali, formative” Regione Calabria dott. Pietro Giamborino, al presidente della II commissione consiliare “Bilancio, Programmazione economica e attività produttive” Regione Calabria dott. Pietro Rosario Amato, al direttore amministrativo dell’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro dott. Giuseppe Stancanelli, al direttore amministrativo dell’Università degli Studi della Calabria di Cosenza dott.ssa Maria Rita Cappelleri, al direttore amministrativo dell’Università Mediterranea Reggio Calabria dott. Antonio Romeo, ai docenti tutti delle Università Calabresi.
L'avviso dell'invio della lettera è giunto in questi giorni, quindi ancora non ci sono novità, ma appena ce ne saranno, vi terremo sicuramente informati!
Chi vi scrive per ora può dirvi che i finanziamenti per un master sulle ricerche di mercato che la Regione Calabria aveva stanziato per alcuni studenti della nostra regione sono arrivati 3 anni dopo la richiesta degli stessi studenti. Senza tediarvi oltre, eccovi la lettera del Comitato:

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Lettera aperta ai Rappresentanti delle Istituzioni calabresi, ai Rettori e ai Docenti degli Atenei calabresi sulla situazione dei giovani studiosi vincitori dei “Tirocini di Ricerca” banditi dalla Regione Calabria

Questa lettera vuole essere un accorato appello verso tutti gli organi competenti affinché si impegnino per risolvere, una volta per tutte, la situazione (vergognosa) che si è venuta a creare nell’ambito del Bando per l’assegnazione delle “Borse di Tirocinio di Ricerca” (Misura 3.7 Azione A del POR Calabria 2000-2006).
Tale Bando – che coinvolge circa 450 giovani ricercatori di eccellenza (Laureati e Dottori di Ricerca) ed i relativi Docenti Referenti scientifici delle tre Università calabresi – prevede l’erogazione (da parte della Regione Calabria) di Borse di studio con contributo a fondo perduto del Fondo Sociale Europeo, per lo svolgimento di attività di ricerca scientifica presso Atenei ed Istituti di Ricerca (in Italia e all’estero). Ciò doveva avvenire con modi e tempi certi. In realtà il Dipartimento 11 dell’Assessorato Università e Cultura della Regione Calabria ha gestito il Bando con modalità improvvisate e scarsamente efficienti e tempistica incerta ed approssimativa.
Ebbene, ad oggi, la situazione dei “tirocinanti” appare poco felice e profondamente incerta a causa di numerosi problemi e difficoltà descritte di seguito (decurtazione della borsa, assenza di pagamenti, ecc) che, tra l’altro, discreditano l’intero sistema universitario calabrese all’esterno.
Il protagonista in negativo di tutta questa vicenda è l’Assessorato regionale calabrese all’Università il quale avrebbe dovuto far partire il suddetto Bando (in attuazione del Programma Integrato di Voucher e Borse per l’Alta Formazione) almeno due-tre anni fa e invece lo ha gestito con incapacità e lentezza (le une e le altre “ricadute sulle spalle dei ricercatori”). Il risultato conseguito è stato la perdita di milioni di euro (rispediti al mittente) che l’Unione Europea aveva destinato alla Calabria per la crescita culturale e formativa dei suoi giovani: in origine ogni Borsa prevedeva mediamente una copertura di 24 mensilità che sono state poi ridotte a 10 e in altri casi a sole 6!).
I “più brillanti giovani laureati calabresi” (citazione del Bando) hanno sopportato molto, anche troppo, l’arroganza e l’indifferenza dell’Assessorato regionale che, proprio quando dovrebbe erogare l’anticipo della fatidica “Borsa di studio” (se ne parla ormai da circa tre mesi (!), continua a dimostrare incredibili lentezze ed incapacità organizzative. Risulta ormai palese a tutti la scarsa responsabilità e affidabilità con cui l’Assessorato sta gestendo complessivamente il Programma in questione, come dimostrano le false dichiarazioni del Comunicato stampa del 19/02/2008, a cura dell’Assessore Prof. D. Cersosimo, apparso sul sito della Regione Calabria.
Tanti, troppi problemi hanno snaturato i contenuti del “Programma” e reso insignificanti gli obiettivi politici e scientifici: la durata e la consistenza economica della Borsa di Studio sono state più che dimezzate (da 24 mesi a 10 e in molti casi addirittura a 6 mesi (!); l’incredibile slittamento dei tempi di inizio del Tirocinio di Ricerca con conseguenti problemi organizzativi da parte delle università e dei tirocinanti (da ottobre 2007 a marzo 2008); l’obbligatorietà, per ciascun tirocinante, di aprire una polizza di fideiussione, mai prevista dal Bando ne in qualsiasi altra comunicazione ufficiale (!), per percepire la Borsa a fondo perduto (con conseguente spreco di soldi e tempo); errori di redazione dei contratti compiuti dai funzionari regionali che li avevano compilati che hanno reso necessario redigerli nuovamente, mantenendo le medesime date (!), con ulteriore spreco di tempo per i tirocinanti; inaccettabili e colpevoli ritardi nelle erogazioni degli anticipi delle borse di studio necessarie per finanziare le attività di ricerca dei tirocinanti (spesso unico sostentamento economico (!); scarsa professionalità dei funzionari regionali nel gestire la comunicazione tra Referenti scientifici e Tirocinanti e tra questi ultimi e Regione Calabria; inutili
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help-desk di assistenza tecnica che non hanno mai fornito informazioni esaustive; assurdi limiti di reddito per percepire una “banale” Borsa di studio; convenzioni con istituti bancari, mai partite.
Ad oggi, i contratti che i tirocinanti hanno sottoscritto ai primi di marzo 2008 (ma ci sono decine e decine di tirocinanti ancora in attesa di firmare il contratto!) sono stati onorati esclusivamente dai tirocinanti stessi che, solo per passione e spirito di sacrificio nonché per responsabilità nei confronti della comunità scientifica di cui fanno parte, hanno iniziato le collaborazioni scientifiche previste, facendo fare bella figura alle Università Calabresi e, quindi, ai loro docenti e responsabili scientifici, sostenendo da soli e/o con l’aiuto delle loro famiglie costi e oneri significativi per spostarsi in Italia e all’Estero.
Gli stessi contratti non sono ancora stati onorati in maniera altrettanti rigorosa e puntuale dalla Regione Calabria. Infatti, nessuno dei tirocinanti, ancorché il relativo decreto n. 5341 del 08/05/2008 (che non contiene numerosi nominativi di tirocinanti già firmatari di contratto) sia stato pubblicato sul BURC n.20 del 16 maggio, ha ancora ricevuto le somme in anticipazione, e si trova pertanto in gravissime difficoltà (alcuni tirocinanti all’estero ed in alcune sedi italiane stanno organizzando il rientro a casa per l’impossibilità di sostenere le spese) dal momento che, di contro, i vincoli assai rigidi della tempistica e le correlate necessità di rendicontazione hanno imposto che le attività di ricerca avessero inizio, appunto, i primi di marzo 2008.
Tutto ciò ha provocato, e continua a provocare, profondi disagi e laceranti umiliazioni per i giovani ricercatori calabresi. Una situazione divenuta insostenibile e incivile che ha portato i tirocinanti ad assumere una presa di posizione ferma e decisa e a comunicare anche all’opinione pubblica lo stato deprimente in cui versa il mondo della ricerca in Italia e in Calabria.
Tutto ciò non è più tollerabile in un Paese che proclama di mettere al centro del proprio impegno e delle proprie politiche di sviluppo la cultura e la ricerca, e soprattutto la valorizzazione dei giovani. È questa l’immagine che ancora una volta, immancabilmente, la Calabria riesce a dare di se stessa? È possibile che questa terra non riesca a superare (o forse non lo vuole?) quello che sembra ormai un destino ineluttabile, cioè mostrare a se stessa e al mondo intero la solita arretratezza ineliminabile?
Il Libero Comitato dei Tirocinanti delle Università calabresi rivolge pertanto un accorato appello per una maggiore sensibilità e responsabilità a tutte le Istituzioni politiche, accademiche e territoriali, ed, in particolare, alle tre Università calabresi che hanno sottoscritto l’estate scorsa gli Accordi bilaterali con enti di ricerca e università italiane ed internazionali: in tal modo, difatti, i referenti scientifici dei tirocini hanno assunto un importante ruolo che li espone ad un grave danno di immagine non solo nei confronti dei Tirocinanti, che di fatto hanno formato e sostenuto scientificamente in questi anni, ma anche nei confronti dei loro colleghi docenti delle altre sedi italiane e straniere con cui hanno sottoscritto tali accordi.
Ben sapendo che le tre Università calabresi si sono prodigate in questi lunghi mesi, attraverso il lavoro prezioso del personale tecnico-amministrativo, per “accelerare” la tempistica e “migliorare” gli aspetti gestionali del Bando, il Comitato dei Tirocinanti auspica che i tre Rettori e le centinaia di docenti che hanno assunto il ruolo di “Tutor scientifico” assumano una posizione chiara e ufficiale nei confronti della Regione Calabria, dell’Assessorato regionale competente e del Dipartimento 11. Tale posizione è finalizzata a chiedere garanzie sui modi e sui tempi del regolare espletamento delle attività previste dai singoli Tirocini di Ricerca e, soprattutto, a chiedere maggiore attenzione nella gestione delle iniziative dedicate al sistema universitario, così da evitare, come è avvenuto già in passato, la perdita di preziose risorse economiche in un’epoca di crisi generale del “Sistema Italia”.
Se in Calabria un Assessorato strategico e fondamentale come quello che si occupa di Cultura, Istruzione e Università non ha organico sufficiente e competenze professionali adeguate ad adempiere ai compiti previsti dai Bandi che si pongono in essere, si suggerisce la creazione di Staff
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appositi ed efficienti o diversamente di non promuovere Bandi che diventano “false opportunità”, che illudono migliaia e migliaia di giovani e brillanti cervelli, umiliandoli in un modo davvero poco degno di un Paese che voglia dirsi democratico, civile e moderno.
In conclusione, i membri del comitato sono certamente accomunati dalla speranza che questa possa essere un’occasione volta ad “arricchire il bagaglio di conoscenze ed esperienze e a sviluppare le attitudini alla ricerca scientifica dei più brillanti giovani laureati calabresi, sostenendone la partecipazione a percorsi individuali di formazione presso università e centri di ricerca regionali, nazionali e internazionali di riconosciuto prestigio”. Per tale motivo, i “tirocinanti” calabresi, rimangono in attesa di riscontro da parte di tutti coloro che a vario livello sono responsabili di questa situazione e di chi ha a cuore non solo il futuro dei tanti giovani che avevano deciso, ancora una volta, di dare fiducia alla Regione Calabria (e che ne sono stati per l'ennesima volta traditi) ma anche il futuro della stessa ricerca e dell’"alta formazione" in Calabria.

Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, 05 giugno 2008

Firmato
Libero Comitato dei Tirocinanti delle Università Calabresi

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tirociniosiride@autistici.org

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