24 gennaio 2017

La matematica, tra mondo arabo e cristiano

Il 18 aprile del 2011 va on-line la rivista di matematica Euclide, che si avale dei contributi degli studenti. Tra questi, anche grazie all'impegno degli insegnanti, sono presenti anche articoli provenienti dalla Calabria. In particolare, relativamente all'argomento in oggetto di questo post (una delle tante bozze che vorrei recuperare nel corso di questo 2017), sono usciti alcuni interesanti articoli come La matematica nella cultura: tra mondo arabo e cristiano (pdf) di Bruno Muoio all'epoca presso il Leonardo da Vinci di Reggio Calabria
Per matematica molti intendono soltanto la scienza che studia i numeri. Chi pensa ciò, trascura, tuttavia, la caratteristica più importante della disciplina: un mondo di bellezza, arte, musica e armonia. Da sempre la matematica è stata una lingua universale, comprensibile e comune a tutti, la lingua in cui "il Grande Libro della Natura" è stato scritto e di cui occorre conoscere la grammatica, per capire completamente come tutto ciò che ci circonda funziona. Dalla preistoria ai giorni nostri, la matematica ha pervaso la cultura umana, ha segretamente guidato la penna del poeta e il pennello dell’artista, lasciando la sua inconfondibile traccia nelle massime espressioni della cultura umana.
I numeri di Fibonacci, un ponte tra la scenza araba e l'occidente (pdf) dell'allora IV B del liceo Siciliano di Bisignano
Fu dunque fra un contratto e un recoconto contabile, che Leonardo [Fibonacci] compose il Liber Abaci, prima opera a raccogliere tutto lo scibile della matematica medioevale. Con questo testo l'autore si proponeva di mettere a disposizione dei popoli latini ogni sua conoscenza in materia di aritmetica e di algebra. In quest'opera vengono presentati la nuova numerazione indiana e il segno 0, le operazioni sui numeri interi e le frazioni, le prove del 7, del 9, dell'11, del 13 e il criterio di divisibilità per 9, i metodi per calcolare il massimo comune divisore e il minimo comune multiplo; seguono numerosi problemi come le regole dell'acquisto e della vendita, le leggi societarie, i cambi fra le più diverse monete dell'epoca. Gli ultimi capitoli si occupano della regola elchataym per risolvere i sistemi di equazioni di primo grado e trattano le questioni di aliebre et almucabale, espressione italo-arabo che si può tradurre come "posizione e riduzione".
Sempre dalla stessa classe anche il bel rescoconto Probabilità e statistica. Tra epoca antica ed epoca moderna. Un salto da Pascal a Kolmogorov (pdf)
Il calcolo della probabilità permette di assumere atteggiamenti coerenti e giustificabili nel caso di eventi futuri non ripetibili e di effettuare previsioni quantitative attendibili nel caso di eventi ripetibili uniformemente e per i quali è quindi possibile effettuare una serie sufficientemente lunga di osservazioni.
Ale radici del calcolo automatico (pdf), scheda del'attività didattica degli allora studenti della IV e V B dell'istituto di istruzione superiore Guarasci di Rogliano.
Con questo è tutto. Spero, però, di proseguire con la selezione di altro materiale estratto da Euclide, come era in effetti originariamente mia intenzione.
Sula matematica araba, ci sono una serie di articoli scriti da Flavio Ubaldini, a partire da La matematica islamica, che vi consiglio di leggere.

10 gennaio 2017

La terra dei recinti

E' stato un anno difficile e i miei molti blog ne hanno inevitabilmente risentito, su tutti proprio Stipaturi, con un solo post in tutto il 2016. Spero quest'anno che possa andare meglio, iniziando con questa recensione e quindi con il recupero di vecchie bozze mai pubblicate. Ad ogni modo posso assicurarvi che andrò oltre questo primo post del 2017, visto che ne ho già programmati altri!
Quando si pensa alla Calabria, alla sua situazione economica, politica e sociale, le domande senza risposta sembrano infinite, tanto che l'unica risposta sembra non rispondere. Con l'obiettivo di chiarire alcuni "perché" sulla Calabria, Massimilano Capalbo, imprenditore calabrese, scrive La terra dei recinti, che può essere visto sia come un pugno nello stomaco sia come una sveglia, una chiamata alla carica, un'ispirazione per molti, calabresi e non. Questo perché uno dei punti essenziali del libro è come, nel corso dei decenni, l'Italia ha subito una "calabresizzazione", anche se questo punto mi sembra quasi inevitabile, insito nel percorso della democrazia (mi aspetto qualcosa del genere in futuro anche al resto d'Europa, ad esempio).
La speranza, però, si trova nelle idee e nelle iniziative dei singoli cittadini, il più possibile lontano dalle istituzioni. In particolare quelle calabresi sono difficili da coinvolgere, soprattutto a causa della classe politica regionale, interessata a parole ad ogni nuova idea, ma con una prontezza che al confronto un bradipo è uno sprinter inarrivabile.
Nonostante questi problemi e una sorta di "allevamento culturale", quasi un esperimento per la raffinazione dei metodi di addormentamento democratico, i progetti interessanti che cercano di recuperare le conoscenze e il territorio calabrese vengono raccontati nella parte finale del libro, costruito sul campo da Capalbo.
Una lettura interessante e, oserei dire, fortemente libertaria, che spero possa diventare di stimolo e ispirazione.