10 ottobre 2015

Lo stato nazione secondo Abdullah Ochalan

Per scrivere la recensione/approfondimento su Ferro & piume di Zerocalcare sul numero di Internazionale uscito il 2 ottobre, mi sono andato a tradurre le idee di Abdullah Ochalan (che trovate in un post di Fabristol per libertarianNation) con l'intenzione originaria di utilizzarle in toto all'interno dell'articolo. Alla fine così non è stato, e allora colgo l'occasione per proporre la traduzione qui su Stipaturi
Lo stato-nazione è uno stato centralizzato con attributi quasi-divini che ha completamente disarmato la società e monopolizzato l’uso della forza.
Gli stati-nazione sono diventati dei seri ostacoli per ogni sviluppo sociale.
Poiché lo stato-nazione trascende le sue basi materiali, i cittadini, assume un’esistenza oltre le sue istituzioni politiche. Ha bisogno di istituzioni aggiuntive alla sua propria per proteggere le sue basi ideologiche così come le strutture legale, economica e religiosa. La risultante burocrazia civile e militare, in continua espansione, è costosa e serve per la conservazione del trascendente stato stesso, che a sua volta eleva la burocrazia sopra le persone.
Lo stato-nazione nella sua forma originale mira alla monopolizzazione di tutti i processi sociali. La diversità e la pluralità devono essere combattute, un processo che ha condotto verso l'assimilazione e il genocidio. Non solo sfrutta il potenziale delle idee e del lavoro della società e colonizza le teste del popolo in mone del capitalismo; assimila anche tutti i generi di idee spirituali e intellettuali e culturali con l'obiettivo di preservare se stesso. Esso mira a creare un'unica cultura nazionale, un'unica identità nazionale, e un'unica comunità religiosa unificata. Così impone anche una cittadinanza omogenea. La nozione di cittadino è stata creata come risultato della ricerca di tale omogeneità. La cittadinanza nella modernità non definisce null'altro se non la transizione dalla schiavitù privata alla schiavitù statale.
Supponendo di voler confrontare lo stato-nazione con un dio vivente, allora il nazionalismo sarebbe la corrispondente religione. Essenzialmente, lo stato-nazione è un'entità strutturata militarmente. Gli stati-nazione sono alla fine il prodotto di qualunque genere di conflitti interni ed esterni. (...) L'esercizio fascista del potere è la natura dello stato-nazione. Il fascismo è la più pura forma di stato-nazione.

La vignetta d'apertura è tratta da Ferro & piume

30 luglio 2015

Bamboccioni d'Europa

Con il termine bamboccioni, arrivato agli onori delle cronache alcuni anni fa grazie a un ministro della repubblica italiana, si identificano, almeno in Italia, tutti quegli italiani che vivono con i genitori. Da alcuni dati diffusi lo scorso anno tra la popolazione europea tra i 25 e i 34 anni, un utente reddit (sempre un anno fa) ha realizzato la mappa seguente:

Sono molte le motivazioni che spingono a restare in casa così a lungo. Alcune, forse le principali, sono riassunte da BkkGrl:
  • il prezzo degli affitti;
  • il tasso di disoccupazione;
  • gli aiuti (o per meglio dire la loro assenza) da parte del governo.
A queste aggiungerei anche le problematiche legate alle tasse (le famiglie pagano soprattutto in Italia tasse inferiori rispetto ai singoli quando si staccano dal nucleo originale senza crearne uno autonomo) e, sicuramente per i paesi mediterranei, ma probabilmente per tutti i paesi con una colorazione dal giallo in su, anche il forte attaccamento alla famiglia (o per contro il forte attaccamento della famiglia ai figli...) e dovremmo avere il quadro generale della questione.
Quale delle due situazioni opposte, ovvero tra un'uscita precoce e una ritardata, sia la migliore (o se il meglio, come al solito, si trova nel mezzo) è qualcosa che sta alle sensibilità di ciascuno, ma è indubbio come la maggior parte dei punti su elencati sono legati essenzialmente alla percentuale di ingerenza dello stato nella vita di ciascun cittadino.
via Brilliant Maps

07 luglio 2015

Crisi politica ed economica nella penisola ellenica

Ho scritto e riscritto l'introduzione di questo post molte volte. Nessuna delle considerazioni che avevo scritto mi sembrava abbastanza intelligente. Diciamo che ciò una buona introduzione può essere quanto scritto da Roberto @gravitazero.
Il testo che segue qui sotto, invece, è un estratto dell'articolo "Partiti allo sbando e persone fluttuanti" di Giorgio Galli su linus 600, scritto e uscito ben prima della crisi del referendum.


La crisi dei partiti tradizionali ha dato luogo, nella penisola ellenica, al fenomeno nuovo del formarsi di una nuova coalizione di sinistra che una giovane leadership è riuscita a costruire, definendola radicale, coi frammenti dell'antico gauchismo rissoso. A seguito dell'impoverimento del Paese, imposto non dalla tendenza allo sperpero dei lavoratori e dei pensionati greci, ma dalle mode del capitalismo globale, come le Olimpiadi del 2002 e l'acquisto di armi per fronteggiare la Turchia sulla questione di Cipro, con conseguenti ricatti delle banche multinazionali soprattutto tedesche, la coalizione Syriza è arrivata in pochi anni al 35 per cento dei voti, ha sfiorato la maggioranza dei seggi grazie a una legge elettorale inventata per far vincere una coalizione opportunista tra socialdemocratici e liberali, entrambi succubi dei banchieri, legge che si è rivelata un boomerang a favore di Tsipras, che ha formato il governo alleandosi con un partito dell'anticapitalismo di destra (un fenomeno sul quale insisto e che solitamente viene definito populismo).
Questo governo, espresso da un Parlamento eletto secondo le regole della democrazia rappresentativa, forse non ha spezzato le reni alla troika, ma l'ha almeno indotta a mutare un nome divenuto famigerato in quello più neutro di "gruppo di Bruxelles"; nello stesso tempo è un governo che si comporta in un modo divenuto stravagante nelle democrazie rappresentative europee: pretende di mantenere le promesse fatte all'elettorato di lavoratori, pensionati e ceto medio che gli ha conferito il mandato. Non si tratta di follia sperperatrice, ma di portare a 750 euro un salario minimo ridotto dalla crisi a poco più di 500 e di ripristinare i contratti collettivi di lavoro, invece delle mani libere alle aziende (come da noi con Marchionne e il jobs act). Ma il gruppo di Bruxelles dichiara apertamente, stravolgendo le regole della democrazia, che governo e Parlamento greco non devono mantenere l'impegno con il loro elettorato, ma quello di pagare i debiti contratti dai predecessori battuti dalle urne, che li avevano contratti per seguire le suddette mode del capitalismo globale.
Per capire come funziona attualmente la democrazia elettorale, confrontiamo questa cifra (750 euro) con quanto accade nella più grande democrazia rappresentativa del mondo, gli Stati Uniti, dove ha annunciato la sua candidatura per i democratici per le elezioni presidenziali del 2016 la signora Clinton, che forse dovrà fronteggiare come candidato repubblicano Jeb Bush, figlio di George I, fratello di George II: una competizione dinastica tra i Clinton e i Bush che dura ormai da oltre un quarto di secolo. La stampa statunitense ci informa che il costo per i due candidati per questo tipo di competizione aveva raggiunto nel 2012 la cifra record di due miliardi di dollari. Per il 2016, i fratelli Koch, proprietari di una grande azienda che produce carbone, hanno promesso di mettere a disposizione di un candidato della destra conservatrice almeno 800 milioni di dollari, cioè quasi l'intero budget di un candidato del 2012. Un altro magnate, Sheldon Adelson, che dispone di una fortuna di trentasei miliardi di dollari, proprietario del più diffuso giornale in lingua ebraica e di un casinò a Las Vegas, come già nel 2012 mette decine di milioni a disposizione di candidati disposti a sostenere la linea politica di Netanyahu. La democrazia rappresentativa è ridotta al punto che la stessa superclass (l'espressione è del sociologo nordamericano David Rothkopf, che ne è stato consulente) che dispone di trenta miliardi e ne spende ottocento milioni per una campagna elettorale, coi suoi membri del gruppo di Bruxelles, nega 750 euro mensili a un lavoratore greco.

03 luglio 2015

La Grecia e la troika

un paio di grafici dai tweet di @ultimenotizie via @gravitazero
La #Grecia seguendo le regole della troika ha perso il 25% del pil tra il 2010 e il 2014, -20% il pil procapite nello stesso periodo. [1]


Con la troika dal 2010 al 2014 il reddito medio dei greci è sceso del 30%, mentre i cittadini sotto la soglia di povertà, nel 2013 a +34,6%. [2]

Non so se la troika sia il problema, come suggerirebbero i tweet, ma se realmente la Grecia ha seguito le regole imposte dall'esterno forse non è stata nemmeno la soluzione migliore (certo ci vorrebbe una controprova).

03 giugno 2015

Il tragico destino di Ross Ulbricht

notizie via @libertNation

Ross Ulbricht, meglio noto come Dread Pirate Roberts, è il fondatore dell'ormai oscurato Silk Road, un sito di smercio ritenuto illegale dove, tra le altre cose, era possibile acquistare con pochi clic droga per uso personale.
Le prime informazioni su Ulbricht uscirono nell'agosto del 2013, quando dopo un corteggiamento durato 8 mesi, il redattore di Forbes Andy Greenberg riuscì a intervistarlo in una conversazione on-line anonima. In quell'occasione Dread Pirate Roberts affermò
Abbiamo vinto la guerra dello stato alle droghe grazie ai bitcoin(1)
Molti, in effetti, hanno sottolineato in questi giorni come Silk Road sia in effetti andata contro gli interessi dei grandi trafficanti di droga avendo l'ardire di ridurre la filiera tra produttore e consumatore, aggirando l'intermediario. A tal proposito osserva Jeffrey Tucker:
Persone da tutto il mondo usavano browser privati per accedere a un sito web privato e scambiare miliardi in un modo completamente pacifico. I signori della droga devono essersi spaventati. Certo, la maggior parte dei prodotti erano droghe illegali, ma mettiamoci in testa che durante questi anni il prodotto dominante, la marijuana, è diventato legale in molti posti.(2)

24 aprile 2015

Il flashmob della scuola in Calabria

#flashmob contro #labuonascuola anche in #Calabria
Ieri il mondo della scuola è stato in mobilitazione per protestare contro il ddl denominato la buona scuola che dovrebbe riformare il mondo dell'istruzione in Italia. Le ragioni della protesta sono riassumibili in questi punti:
SI all'assunzione di tutti i docenti precari su tutte le cattedre vacanti
Si allo sblocco della mobilità
No al riordino degli organi collegiali
No all'assunzione diretta del personale
SI al rinnovo del contratto comparto scuola e sblocco degli scatti di anzianità
No agli sgravi fiscali per le scuole paritarie
SI ad un'equa distribuzione del 5 per mille
No ad ulteriori poteri discrezionali nelle mani del Dirigente Scolastico
SI alla democrazia partecipata nella scuola
SI a graduatorie trasparenti
SI a maggiori risorse alla scuola statale
No alla creazione di albi territoriali dei docenti
SI AL RITIRO DEL DDL RENZI
I docenti sono scesi in piazza con i lumini da cimitero, diffondendo, poi, una serie di fotografie, raccolte da Orizzonte scuola, da cui estraggo le foto relative ai flashmob di Lamezia e Cosenza rispettivamentie:


31 marzo 2015

Stato dell'agenda digitale in Italia

un grazie a @NicoBiagianti e @Miti_Vigliero per il link della commissione europea
Dopo l'abbandono di Alessandra Poggiani dell'agenda digitale italiana governativa direi che lo stato dell'arte in materia è piuttosto da encefalogramma piatto. La situazione, ad ogni modo, non era per nulla rosea come indicato nel rapporto della commissione europea sullo stato del digitale nella zona euro. Non a caso l'Italia è nel complesso 25.ma sui 28 paesi esaminati

D'altra parte, nel complesso ciò dove siamo realmente indietro è la connettività e l'uso di internet (che sono al di sotto della media dei paesi con basse prestazioni), perché sorprendentemente, soprattutto nell'ottica delle dimissioni di Poggiani, nella pubblica amministrazione siamo molto vicini alla media europea.

E' interessante osservare come nel grafico qui sopra l'altro indicatore dello stato da encefalogramma piatto sia il capitale umano, che molto probabilmente è il principale motivo dell'abbandono della Poggiani, che infatti ha affermato:
Niente polemiche, ma sono rimasta sola. Impossibile cambiare.

28 marzo 2015

Farmageddon

la #sanità secondo #Emergency di #GinoStrada non è una merce

immagine via @dottorgiustizia

Emergency è, secondo me, un esempio di come si possa fornire assistenza medica gratuita di buon livello senza necessità di attingere alle tasse. E' un esempio di modello sanitario che dovrebbe essere seguito non solo dai privati ma anche dalle strutture statali che cerca di rompere, per usare le parole di Gino Strada nell'introduzione, con la
(...) medicina invadente che finisce per produrre più danni che benefici, che parla di 'promozione della malattia', che fa marketing sulla pelle della gente.
Così, tra la medicina affaristica che ha trasformato il paziente in cliente e che non si interessa del povero perché non può pagarsi le cure, prova a infiltrarsi per certi versi l'organizzazione creata da Gino Strada, che, tra le altre attività di supporto medico, produce lo spettacolo Farmageddon, da cui un estratto è pubblicato sull'omonimo libretto edito da Scienza Express.
E il punto centrale dello spettacolo è quindi la sanità malata, che pensa più al lucro che alla salute, arrivando anche all'assurdità di suggerire le malattie alla gente in modo da far loro acquistare grandi quantità di medicine inutili. E' un circolo vizioso, il trasferimento della "cultura" del consumismo alla salute, che Emergency con la sua attività e con questo spettacolo di Patrizia Pasqui, un po' cabaret, un po' teatro-inchiesta, prova a spezzare, perché
(...) curare tutti o, meglio, chiunque ne abbia bisogno, con alti standard e gratuitamente è il contenuto del lavoro di Emergency.

11 marzo 2015

Privacy, libertà, dissidenza

#TEDtalk di #GlennGreenwald su #privacy e #libertà
La parte che mi piace di più del TEDtalk di Glenn Greenwald è questa citazione:
La misura di quanto è libera una società non considera come tratta i suoi cittadini buoni, obbedienti, remissivi, ma come tratta i suoi dissidenti e coloro che resistono all'ortodossia.
In realtà è una conferenza interessantissima dal primo all'ultimo minuto, che vale la pena vedere e ascoltare attentamente. Alla fine c'è anche una sessione di domanda e risposte con Bruno Giussani

Vi propongo, qui sotto, la traduzione della trascrizione:

23 febbraio 2015

La Sicilia in AV. E la Calabria?

#AltaVelocità #Sicilia #Calabria #ndrangheta #SalernoReggioCalabria
Sul treno. Di ritorno a Milano dalla Calabria. Sul tavolino il secondo numero dell'anno de Le frecce, il mensile di Trenitalia, abbandonato da qualcuno che è sceso prima.
A pagina 33 una news interessante: stanno per partire i cantieri per la linea alta velocità che collegherà Palermo, Catania e Messina. Nel box di accompagnamento sono poi segnalati gli accordi per altre tre nuove linee AV: Brescia-Verona, Verona-Vicenza e Terzo Valico.
Nel testo della news principale, intanto, Michele Mario Elia, AD di Ferrovie dello Stato Italiane e Commissario di Governo, plaude agli investimenti, esultando per la
rinata attenzione nei confronti del Mezzogiorno attraverso infrastrutture che Fs Italiane ha sempre sostenuto. La nuova linea siciliana, insieme alla Salerno-Reggio Calabria e al collegamento Napoli-Bari, costituisce un chiaro segnale in questa direzione.
Il quasi concluso completamento di una autostrada non può essere considerato né sufficiente, né un chiaro segnale di attenzione verso il sud d'Italia (su 4 cantieri di AV 1 è al sud gli altri 3 al nord...), considerando i decenni necessari per una infrastruttura che è stata voluta, anche per discutibili motivi, da politici di altra generazione, e rallentata, sempre per gli stessi discutibili motivi, da altri personaggi più o meno nell'ombra.

17 febbraio 2015

17 febbraio 1600

#GiordanoBruno
Quell'omiciattolo italiano [...] intraprese il tentativo, tra moltissime altre cose, di far stare in piedi l'opinione di Copernico, per cui la terra gira e i cieli stanno fermi; mentre in realtà era la sua testa che girava e il suo cervello che non stava fermo.
Ciliberto via it.wiki

10 febbraio 2015

Il caso marò

monologo di @umoremaligno via @Wu_Ming_Foundt
Poi leggi qualcosa su carta stampata che è stato scritto non in italiano e scopri che:
Punto primo: i due eroi stavano facendo servizio di difesa su una nave mercantile italiana privata.
Numero due: i due pirati, non erano pirati; erano pescatori, avevano 25 e 45 anni; non avevano armi; non stavano cercando di risvegliare il kraken (...)
Ora, un uomo con le armi che si presta per la difesa di un patrimonio privato dietro il pagamento di un compenso si definisce mercenario.