29 agosto 2013

Chiedere chiarezza

su e per #giuliocavalli e la sua lotta alle #mafie
Le parole di Bonaventura vanno verificate, questo dovrebbe essere normale e penso che sia normale chiederlo.
(Francesco Lanza)

Luigi Bonaventura è stato a capo della cosca Vrenna-Bonaventura e in una recente intervista ha affermato che esisteva un piano della 'ndrangheta per uccidere Giulio Cavalli. In esternazioni successive ha addirittura affermato che:
Dietro i piani di per mettere a tacere per sempre Giulio Cavalli c'è anche una parte di politica collusa e ambienti istituzionali, nel senso che le azioni erano fortemente volute anche da qualche politico, nello specifico lombardo.
Ora Giulio Cavalli ha iniziato a chiedere che si faccia chiarezza su tutta la situazione, che si verifichino le affermazioni di Bonaventura, perché sono gravi e pesanti al di là delle persone coinvolte. E con lui c'è anche Francesco Lanza, che ha dato inizio a una petizione on-line, una raccolta firme per chiedere alle istituzioni proprio queste verifiche.
Se volete, firmate. Non è obbligatorio, né segno di civiltà, ma un modo per provare a farsi sentire. Ogni tanto, almeno.

17 agosto 2013

WikiRitratti: Tina Modotti

#TinaModotti #fotografia #messico #italia #biografie
Tina Modotti è stata una fotografa, modella e rivoluzionaria italiana. Nata il 17 agosto del 1896 a Udine, lascia presto l'Italia, nel 1913, per andare dal padre a San Francisco, dove si sposerà nel 1918 con il pittore Roubaix Robo de l'Abrie Richey. I due si trasferirono a Los Angeles, dove nel 1920 Tina conobbe Edward Weston, fotografo, del quale divenne l'amante dopo un anno di frequentazione dello studio.
La sua attività rivoluzionaria è legata al periodo messicano:
Modotti e Weston entrarono rapidamente in contatto con i circoli bohèmien della capitale, ed usarono questi nuovi legami per creare ed espandere il loro mercato dei ritratti. Inoltre Modotti incontrò diversi esponenti radicali comunisti, tra cui i tre funzionari del Partito Comunista Messicano con cui ebbe delle relazioni sentimentali: Xavier Guerrero, Julio Antonio Mella e Vittorio Vidali.
Il 1927 è l'anno dell'iscrizione al PCM e l'inizio della fase più intensa del suo attivismo politico. In quel periodo le sue fotografie vennero pubblicate su numerosi giornali di sinistra, tra cui l'organo ufficiale del PCM, El Machete.
Si pensa che Modotti sia stata introdotta alla fotografia quando era ancora in Italia, dove suo zio Pietro gestiva uno studio fotografico. Anni dopo, negli USA, suo padre aprì uno studio simile a San Francisco, accrescendo il suo interesse per questa forma d'arte. Comunque fu la sua relazione con Weston che le permise di praticare e migliorare le sue capacità, fino a divenire un'artista di fama internazionale. Il fotografo messicano Manuel Alvares Bravo suddivise la carriera della Modotti in due periodi: quello romantico e quello rivoluzionario. Il primo include il periodo trascorso con Weston come assistente in camera oscura, poi come contabile e infine come assistente creativo. Insieme aprirono uno studio di ritrattistica a Città del Messico e ricevettero l'incarico di viaggiare per il Messico per fare fotografie da pubblicare nel libro Idols Behind Altars, di Anita Brenner. In questo periodo venne scelta come "fotografa ufficiale" del movimento muralista messicano, immortalando i lavori di José Clemente Orozco e di Diego Rivera. Molte delle foto dedicate ai fiori sono state scattate in quel periodo.
Nel dicembre del 1929 una sua mostra venne pubblicizzata come "La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico": fu l'apice della sua carriera di fotografa. All'incirca un anno dopo fu costretta a lasciare la macchina fotografica dopo l'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografie nei dodici anni che le rimanevano da vivere.
A lei è dedicato il ritratto fittizio intitolato a Cesarea Tinaiero.

13 agosto 2013

07 agosto 2013

Il nuovo codice lametino

#ndrangheta #LameziaTerme #Calabria #camorrista
Agli atti dell'operazione Perseo, che il 26 luglio ha portato all'arresto di una serie di affiliati a vario titolo (per un totale di 65 persone) con la cosca dei Giampà è stato depositato un nuovo codice di affiliazione, che si aggiunge a quelli già ritrovati nel 1888 e nel 1990.
Nelle dodici pagine sono riportati tutti i riti. In particolare, un affiliato per essere ammesso deve avere l'ok della commissione, che deve esprimere tre votazioni. Per formare "la società" bisogna essere "buonvesparo", quest'ultimo «a nome del capo e contabile e tutti i saggi compagni, viene affiliato per formare società», che viene configurata «con cinque ramoscelli alla mia destra e cinque belli [incomprensibile] alla mia sinistra, e una "ciampa" di cavallo alla romana che forma e sforma società in ogni maniera omertà bella».
E' anche codificato chi è il camorrista:
«una sentinella di omertà, che oggi serve e domani va servito»

Dall'articolo di Giuseppe Natrella sulla Gazzetta del Sud del 6 agosto 2013

05 agosto 2013

L'amore della Toscana per Luigi Lilio

#LuigiLilio #astronomia #calendario #Calabria #Toscana #Cirò
Negli ultimi tre anni Luigi Lilio, l'astronomo e matematico calabrese, di Cirò, ha vissuto una stagione interessante: soprattutto grazie alla riscoperta in Toscana di molti dei suoi documenti, Lilio è diventato sempre più famoso come l'uomo del calendario. Non a caso l'anno scorso, tra i documenti del Fondo Galileiano, è stata ritrovata una lettera del cardinale Leopoldo de Medici nella quale papa Gregorio, colui cui è intitolato il calendario in uso oggi, avrebbe preferito che la denominazione fosse calendario liliano, in modo da attribuire il giusto merito a Luigi Lilio.
Un altro dei ritrovamenti più importanti per quel che riguarda le attività liliane è avvenuto proprio in Toscana: a Firenze, nel 1981, lo storico Thomas Settle, rintracciò il Compendium di Lilio, necessario per svolgere i calcoli alla base del nostro calendario.
La Toscana, dunque, negli studi liliani ha mostrato un grande interesse, pari almeno a quello che negli stessi ultimi anni hanno mostrato Cirò e successivamente la Calabria: ricordo che Salvatore Costa ha scritto una monografia dedicata all'astronomo cirese e che l'associazione di astrofili di Torretta (che conta tra gli altri l'amico Stefano Cidone), impegnata anch'essa nell'opera divulgativa, è dedicata proprio a Luigi Lilio. A questi c'è anche da aggiungere l'inaugurazione del museo liliano nella sua città natale.
Dietro, però, l'attività liliana della Toscana c'è invece Francesco Vizza del Cnr:
Determinante in questa direzione [quella della maggior divulgazione di Lilio sul territorio] è anche il fatto che diversi docenti di storia della matematica e dell'astronomia abbiano deciso di inserirlo nei loro corsi universitari.
Vale, a questo punto, la pena spiegare chi sia Lilio: lo faccio recuperando il Ritratto che dedicai a Lilio tempo fa e che, purtroppo, non è più on-line: questa mi sembra decisamente una buona occasione!
Luigi Lilio
La questione del calendario è stata piuttosto complessa e spinosa da risolvere nel corso dei secoli. Nell'ottica di misurare lo scorrere del tempo e delle stagioni, infatti, era necessario avere una sorta di strumento stabile che riproponesse i cicli stagionali, evento che è stato molto difficile da raggiungere visto che, non solo oggi dobbiamo aggiungere periodicamente un giorno a febbario per riallinearci all'anno terrestre effettivo, ma anche in passato ci sono stati non pochi problemi, l'ultimo dei quali subito dopo il concilio di Nicea, che stabilì quando festeggiare la Pasqua cristiana, ovvero nella prima domenica disponibile subito dopo l'equinozio di primavera, fissato per il 21 marzo.
Purtroppo il calendario su cui si basavano l'Europa e il mondo cristiano non era così fisso come si voleva credere: il 21 marzo, infatti, e non l'equinozio, viaggiava in avanti verso l'estate questo perché rispetto al calendario l'equinozio anticipava sempre più con lo scorrere degli anni.