16 dicembre 2013

La catenaria e il ponte di Catanzaro

su #Catanzato #matematica #architettura thanks to @maddmaths
Il ponte di Catanzaro (u ponta) è sicuramente una delle opere più importanti presenti in Calabria. Progettato da Riccardo Morandi, venne completato nel 1962, e sono quindi poco più di 50 anni che è in piedi. Per i 50 anni del ponte, Nicola Chiriano, docente di matematica al liceo scientifico "Siciliani" di Catanzaro, insieme con Caterina Oliverio, che sempre al "Siciliani" si occupa di English for Specific Purposes, ha proposto, come prova di CLIL (un progetto ministeriale che porterà nelle scuole superiori una materia di indirizzo insegnata in inglese) un piccolo progetto per verificare quale sia la curva su cui si basa il ponte di Morandi. Le curve che vengono confrontate con l'arcata unica dell'opera catanzarese sono la parabola e la catenaria, quest'ultima in particolare confusa, all'inizio della nostra storia, con la prima. Tutto nasce dalla domanda che si pose Leonardo Da Vinci: quale curva forma una catena appesa agli estremi?
Il primo (1638) che prova a rispondere fu Galileo Galilei, secondo cui, in analogia con il moto di un proiettile, era "quasi" una parabola. Le supposizioni di Galileo si trovano tutte nei Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze, per bocca di Salviati, prima nella seconda giornata, quando è certo della forma parabolica della cura:
Ferminsi ad alto due chiodi in un parete, equidistanti all'orizonte e tra di loro lontani il doppio della larghezza del rettangolo su 'l quale vogliamo notare la semiparabola, e da questi due chiodi penda una catenella sottile, e tanto lunga che la sua sacca si stenda quanta è la lunghezza del prisma: questa catenella si piega in figura parabolica, sì che andando punteggiando sopra 'l muro la strada che vi fa essa catenella, aremo descritta un'intera parabola, la quale con un perpendicolo, che penda dal mezo di quei due chiodi, si dividerà in parti eguali

10 dicembre 2013

La Calabria spagnola

(la #storia della #Calabria al tempo dei #Borboni)
La Calabria spagnola
Come insegna Armi, acciaio e malattie, la storia è la combinazione di una serie differente di elementi: per valutare correttamente la storia di un popolo si possono prendere in considerazione alcuni elementi come la geografia del luogo in cui questo popolo si sviluppa e la presenza (o l'assenza) di materie prime nel territorio d'origine. E' da considerazioni come queste che si può arrivare a comprendere, per esempio, il successo degli europei nella conquista dei continenti americani, le cui vie d'acqua vennero aperte (o scoperte) da esploratori come Cristoforo Colombo o Amerigo Vespucci. Considerazioni non troppo dissimili si possono, però, applicare anche alla storia dell'Europa stessa e di alcune sue regioni, come per esempio la nostra Calabria.
Giuseppe Galasso, storico campano, innamorato della nostra regione, ha rivisto appunti e testi di vari congressi di storia per la realizzazione di un libro, La Calabria spagnola, edito dalla Rubettino, dedicato alla Calabria dei secoli XVI e XVII, un periodo particolarmente importante per il Mezzogiorno tutto e, di riflesso, anche per la nostra regione.
Non sarebbe certo opera utile, né per il libro né tanto meno per la Calabria stessa, provare a riassumere quanto scritto da Galasso: certo è che, avendo letto in precedenza il libro di Jared Diamond, saltano immediatamente all'occhio le vicinanze metodologiche tra i due testi. Galasso, infatti, nella sua trattazione, cerca di considerare quanti più elementi utili possibile: non ci sono solo considerazioni climatiche ed epidemiologiche, che possono aver influito sulla situazione economica, ma anche il riflesso delle decisioni economiche, politiche e militari del governo centrale napoletano.

27 novembre 2013

Simbologia anarchica: il gatto nero

Il Gatto nero è utilizzato soprattutto dagli anarco-sindacalisti, consiste in un gatto nero dentro a un cerchio, inventato nel 1905. È oggi utilizzato dall'Unione Sindacale Italiana. In una sua variante è stato utilizzato dal Comitato di Liberazione Animale di Bergamo. È il simbolo di Radio Onda d'Urto, radio antagonista che trasmette in tutto il Nord Italia da Brescia.
(da it.wiki)

20 ottobre 2013

13 ottobre 2013

Margherita

#MargaretTatcher #KenLoach #citazioni #politica
Ricordatevi che ha dato del terrorista a Mandela e prese un tè con il torturatore e assassino Pinochet.
Ken Loach a proposito di Margaret Thatcher
dal Corriere della sera via mediapop

01 ottobre 2013

Servizio non essenziale

#StatiUniti #Nasa #shutdown #scienza #democrazia
Gli Stati Uniti sono arrivati al così detto shutdown. Come scrive Graeme Wearden sul Guardian (o da noi un anonimo redattore su Repubblica), vengono tagliati i servizi non essenziali. E si riconoscono facilmente, alcuni di questi servizi. Se sul sito di un qualche organo governativo statunitense trovate lo screenshot che segue, il servizio è non essenziale. E io, l'immagine qui sotto, l'ho trovata andando sul sito della Nasa...
Non c'è poi tanto da stupirsi: in fondo la scienza, in democrazia (e non solo), non è così essenziale, visto che in situazioni di crisi immancabilmente viene tagliata in quasi tutte le latitudini del globo terrestre.
Nasa will furlough almost all of its employees, though it will continue to keep workers at Mission Control in Houston and elsewhere to support the International Space Station, where two Americans and four others are deployed. The National Weather Service will keep forecasting weather and issuing warnings, and the National Hurricane Center will continue to track storms.
(Erin McCann)

Approfondimenti: NASA is grounded di Phil Plait, US government shuts down di Lauren Morello

20 settembre 2013

La violenza sulle donne è una questione maschile

#donne #femminicidio #JacksonKatz #TedLesson
In questa TED Lesson (che ho incorporato con i sottotitoli italiani e ho scovato grazie a un post sul vegetarianesimo di Andrea Zanni), Jackson Katz spiega perché la violenza sulle donne e più in generale sugli altri sia una questione maschile e in ultima analisi un problema di mancanza di leadership. Per chi volesse, c'è comunque la trascrizione in italiano del discorso di Katz.

06 settembre 2013

La Calabria nello spazio

su @MGAerospace #Calabria #Spazio #Astronomia

Antonio Brosio e Giuseppe D'Agostino, dalla Calabria, hanno dato vita a un progetto pubblico, perché i dati sono messi a disposizione di tutti, e non statale, almeno per ora, per l'osservazione della Terra dallo spazio utilizzando delle sonde. Hanno fino ad ora realizato tre progessti, StratoSfera, Ozone e Horus e l'immagine di apertura è stata scattata dalla Horus II. I dati della Horus, invece, sono disponibili come grafici sul sito della loro associazione, la Magna Grecia Aerospace.
La foto, quindi, non è solo una delle tante stupende foto dallo spazio sullo stretto di Messina, è soprattutto una foto sulla bellezza, sulla passione e su quello che si può fare senza bisogno dell'aiuto dello stato. O, il che è ancora più importante, senza bisogno dell'aiuto della 'ndrangheta.

29 agosto 2013

Chiedere chiarezza

su e per #giuliocavalli e la sua lotta alle #mafie
Le parole di Bonaventura vanno verificate, questo dovrebbe essere normale e penso che sia normale chiederlo.
(Francesco Lanza)

Luigi Bonaventura è stato a capo della cosca Vrenna-Bonaventura e in una recente intervista ha affermato che esisteva un piano della 'ndrangheta per uccidere Giulio Cavalli. In esternazioni successive ha addirittura affermato che:
Dietro i piani di per mettere a tacere per sempre Giulio Cavalli c'è anche una parte di politica collusa e ambienti istituzionali, nel senso che le azioni erano fortemente volute anche da qualche politico, nello specifico lombardo.
Ora Giulio Cavalli ha iniziato a chiedere che si faccia chiarezza su tutta la situazione, che si verifichino le affermazioni di Bonaventura, perché sono gravi e pesanti al di là delle persone coinvolte. E con lui c'è anche Francesco Lanza, che ha dato inizio a una petizione on-line, una raccolta firme per chiedere alle istituzioni proprio queste verifiche.
Se volete, firmate. Non è obbligatorio, né segno di civiltà, ma un modo per provare a farsi sentire. Ogni tanto, almeno.

17 agosto 2013

WikiRitratti: Tina Modotti

#TinaModotti #fotografia #messico #italia #biografie
Tina Modotti è stata una fotografa, modella e rivoluzionaria italiana. Nata il 17 agosto del 1896 a Udine, lascia presto l'Italia, nel 1913, per andare dal padre a San Francisco, dove si sposerà nel 1918 con il pittore Roubaix Robo de l'Abrie Richey. I due si trasferirono a Los Angeles, dove nel 1920 Tina conobbe Edward Weston, fotografo, del quale divenne l'amante dopo un anno di frequentazione dello studio.
La sua attività rivoluzionaria è legata al periodo messicano:
Modotti e Weston entrarono rapidamente in contatto con i circoli bohèmien della capitale, ed usarono questi nuovi legami per creare ed espandere il loro mercato dei ritratti. Inoltre Modotti incontrò diversi esponenti radicali comunisti, tra cui i tre funzionari del Partito Comunista Messicano con cui ebbe delle relazioni sentimentali: Xavier Guerrero, Julio Antonio Mella e Vittorio Vidali.
Il 1927 è l'anno dell'iscrizione al PCM e l'inizio della fase più intensa del suo attivismo politico. In quel periodo le sue fotografie vennero pubblicate su numerosi giornali di sinistra, tra cui l'organo ufficiale del PCM, El Machete.
Si pensa che Modotti sia stata introdotta alla fotografia quando era ancora in Italia, dove suo zio Pietro gestiva uno studio fotografico. Anni dopo, negli USA, suo padre aprì uno studio simile a San Francisco, accrescendo il suo interesse per questa forma d'arte. Comunque fu la sua relazione con Weston che le permise di praticare e migliorare le sue capacità, fino a divenire un'artista di fama internazionale. Il fotografo messicano Manuel Alvares Bravo suddivise la carriera della Modotti in due periodi: quello romantico e quello rivoluzionario. Il primo include il periodo trascorso con Weston come assistente in camera oscura, poi come contabile e infine come assistente creativo. Insieme aprirono uno studio di ritrattistica a Città del Messico e ricevettero l'incarico di viaggiare per il Messico per fare fotografie da pubblicare nel libro Idols Behind Altars, di Anita Brenner. In questo periodo venne scelta come "fotografa ufficiale" del movimento muralista messicano, immortalando i lavori di José Clemente Orozco e di Diego Rivera. Molte delle foto dedicate ai fiori sono state scattate in quel periodo.
Nel dicembre del 1929 una sua mostra venne pubblicizzata come "La prima mostra fotografica rivoluzionaria in Messico": fu l'apice della sua carriera di fotografa. All'incirca un anno dopo fu costretta a lasciare la macchina fotografica dopo l'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografie nei dodici anni che le rimanevano da vivere.
A lei è dedicato il ritratto fittizio intitolato a Cesarea Tinaiero.

13 agosto 2013

07 agosto 2013

Il nuovo codice lametino

#ndrangheta #LameziaTerme #Calabria #camorrista
Agli atti dell'operazione Perseo, che il 26 luglio ha portato all'arresto di una serie di affiliati a vario titolo (per un totale di 65 persone) con la cosca dei Giampà è stato depositato un nuovo codice di affiliazione, che si aggiunge a quelli già ritrovati nel 1888 e nel 1990.
Nelle dodici pagine sono riportati tutti i riti. In particolare, un affiliato per essere ammesso deve avere l'ok della commissione, che deve esprimere tre votazioni. Per formare "la società" bisogna essere "buonvesparo", quest'ultimo «a nome del capo e contabile e tutti i saggi compagni, viene affiliato per formare società», che viene configurata «con cinque ramoscelli alla mia destra e cinque belli [incomprensibile] alla mia sinistra, e una "ciampa" di cavallo alla romana che forma e sforma società in ogni maniera omertà bella».
E' anche codificato chi è il camorrista:
«una sentinella di omertà, che oggi serve e domani va servito»

Dall'articolo di Giuseppe Natrella sulla Gazzetta del Sud del 6 agosto 2013

05 agosto 2013

L'amore della Toscana per Luigi Lilio

#LuigiLilio #astronomia #calendario #Calabria #Toscana #Cirò
Negli ultimi tre anni Luigi Lilio, l'astronomo e matematico calabrese, di Cirò, ha vissuto una stagione interessante: soprattutto grazie alla riscoperta in Toscana di molti dei suoi documenti, Lilio è diventato sempre più famoso come l'uomo del calendario. Non a caso l'anno scorso, tra i documenti del Fondo Galileiano, è stata ritrovata una lettera del cardinale Leopoldo de Medici nella quale papa Gregorio, colui cui è intitolato il calendario in uso oggi, avrebbe preferito che la denominazione fosse calendario liliano, in modo da attribuire il giusto merito a Luigi Lilio.
Un altro dei ritrovamenti più importanti per quel che riguarda le attività liliane è avvenuto proprio in Toscana: a Firenze, nel 1981, lo storico Thomas Settle, rintracciò il Compendium di Lilio, necessario per svolgere i calcoli alla base del nostro calendario.
La Toscana, dunque, negli studi liliani ha mostrato un grande interesse, pari almeno a quello che negli stessi ultimi anni hanno mostrato Cirò e successivamente la Calabria: ricordo che Salvatore Costa ha scritto una monografia dedicata all'astronomo cirese e che l'associazione di astrofili di Torretta (che conta tra gli altri l'amico Stefano Cidone), impegnata anch'essa nell'opera divulgativa, è dedicata proprio a Luigi Lilio. A questi c'è anche da aggiungere l'inaugurazione del museo liliano nella sua città natale.
Dietro, però, l'attività liliana della Toscana c'è invece Francesco Vizza del Cnr:
Determinante in questa direzione [quella della maggior divulgazione di Lilio sul territorio] è anche il fatto che diversi docenti di storia della matematica e dell'astronomia abbiano deciso di inserirlo nei loro corsi universitari.
Vale, a questo punto, la pena spiegare chi sia Lilio: lo faccio recuperando il Ritratto che dedicai a Lilio tempo fa e che, purtroppo, non è più on-line: questa mi sembra decisamente una buona occasione!
Luigi Lilio
La questione del calendario è stata piuttosto complessa e spinosa da risolvere nel corso dei secoli. Nell'ottica di misurare lo scorrere del tempo e delle stagioni, infatti, era necessario avere una sorta di strumento stabile che riproponesse i cicli stagionali, evento che è stato molto difficile da raggiungere visto che, non solo oggi dobbiamo aggiungere periodicamente un giorno a febbario per riallinearci all'anno terrestre effettivo, ma anche in passato ci sono stati non pochi problemi, l'ultimo dei quali subito dopo il concilio di Nicea, che stabilì quando festeggiare la Pasqua cristiana, ovvero nella prima domenica disponibile subito dopo l'equinozio di primavera, fissato per il 21 marzo.
Purtroppo il calendario su cui si basavano l'Europa e il mondo cristiano non era così fisso come si voleva credere: il 21 marzo, infatti, e non l'equinozio, viaggiava in avanti verso l'estate questo perché rispetto al calendario l'equinozio anticipava sempre più con lo scorrere degli anni.

31 luglio 2013

Jeffery Deaver e le domande sulla politica

#JefferyDeaver #politica #privacy #governo
Sulla Gazzetta del Sud del 30 luglio, il noto giallista Jeffery Deaver, in questo periodo a Taormina, risponde ad alcune domande di Francesco Musolino sul suo ultimo romanzo, La stanza della morte.
In particolare sono le prime domande ad essere interessanti:
- Mr. Deaver, questo è il suo primo thriller politico. Perché adesso?
Lo spunto iniziale è stata la diffusione della notizia dell'uccisione, da parte del governo americano, di Anwar al-Awlaki, un cittadino statunitense che è stato assassinato per volontà espressa del suo paese per ragioni di sicurezza, mediante l'uso di un drone sotto la direzione della Cia.
- Ma qual è il confine fra la garanzia della privacy e la necessità della sicurezza?
La stanza della morte ruota proprio intorno a questa domanda. Il mio compito non e' quello di trovare una risposta ma quello di sollevare il quesito e svolgendo la trama ho evidenziato in modo accurato quali rischi comporti un governo troppo o troppo poco "invadente" sulla nostra privacy.

Anwar al-Awlaki era considerato dal governo statunitense un reclutatore di terroristi.

30 luglio 2013

La condanna di Bradley Manning

#BradleyManning #Wikileaks #politica #stato #democrazia
136 anni di prigionia per essere andati contro lo stato, per averlo semplicemente sfidato senza aver fatto male a nessuno. Una delle pene più severe mai date ad un uomo negli ultimi 50 anni. Pene così non si sono viste neppure per stragisti, terroristi o dittatori come il pluriomicida Obama, a cui viene dato uno stipendio per uccidere civili in tutto il mondo. Aveva ragione Rothbard: pensate bene quali sono i crimini che lo stato punisce con più severità. Non quelli contro altri cittadini ma quelli contro lo stato stesso.
(Fabristol su tumblr)
Bradley Manning è un soldato statunitense arrestato nel 2010 in Iraq perché aveva passato a Wikileaks del materiale che, secondo lo stesso Bradley, doveva essere portato a conoscenza dei cittadini. Per gli Stati Uniti, evidentemente, una tale posizione è assolutamente incomprensibile.

23 luglio 2013

Il villaggio tessile di San Leucio

Si legge sul sito dell'Unesco:
The industrial complex of the Belvedere, designed to produce silk, is also of outstanding interest because of the idealistic principles that underlay its original conception and management.
Ieri, su DropSea, scrivevo un paio di cose su Crespi d'Adda, villaggio industriale di tipo tessile. Però grazie a Egida Bruno (che in collaborazione con Marie Belotti ha scritto lo spettacolo Noi non sapevamo, andato in scena al Teatro della Cooperativa e diventato anche un libricino edito dalla Rubbettino) ho scoperto che...
A San Leucio, pensate, c'erano 200 telai per la tessitura della seta e più di 80 per il cotone ritorto, noto per la sua resistenza. E' incredibile ma nella comunità di San Leucio arrivavano emigranti dal Piemonte, dalla Liguria, dalla Toscana! E c'era tutto un regolamento per l'integrazione di questi "extra-comunitari"! Potevano stare lì un anno e se non producevano, ma soprattutto non rispettavano le regole, niente cittadinanza e foglio di via! Ma l'industria della seta mica era solo a San Leucio! Le filande c'erano anche a Napoli, in Abruzzo, a Catanzaro, a Reggio Calabria... Nel 1861, a Reggio Calabria, si contavano circa 3000 operai nella lavorazione della seta e la maggior parte di questi erano donne.
E a proposito di attività industriali, sempre grazie a Egida Bruno, viene ricordato un concetto che troppo spesso si dimentica, quando si pensa che il sud non era fatto per l'industria:
nel Sud, prima dell'Unità, 50 anni prima della Fiat e 40 prima della Breda, sorgeva il più grande complesso metalmeccanico d'Italia, a Pietrarsa, vicino San Giorgio a Cremano, dove è nato Troisi. A Pietrarsa si producevano macchine utensili, caldaie, rotaie, cannoni, locomotive e materiali per navi. A Pietrarsa arrivò in visita addirittura lo zar di Russia, Nicola I, che poi la prese a modello per il complesso ferroviario di Kronstadt.
E in Calabria
esisteva un complesso siderurgico importantissimo, che dava lavoro a circa 2000 operai, il complesso di Mongiana, vicino Vibo Valentia. A Mongiana si fabbricavano armi, si fabbricava lo "schioppo di Mongiana", in dotazione all'esercito borbonico, si produceva ghisa, si lavoravano il ferro e la grafite, la limonite dei giacimenti calabresi, c'erano circa trenta miniere lì intorno. All'interno degli impianti c'era addirittura l'asilo per i bambini delle mamme lavoratrici e c'erano le scuole di formazione per i ragazzi più promettenti.
Gli stabilimenti di Mongiana furono chiusi poco dopo l'Unità, messi all'asta e venduti, per pochi spiccioli, a un ex garibaldino.
Il governo aveva deciso che questo tipo di impianti doveva sorgere vicino alle coste, vicino al mare. In effetti il complesso di Mongiana era all'interno, sulle montagne, vicino ai giacimenti... quindi si pensò bene di fondare una nuova acciaieria, la più grande d'Italia, a Terni, in Umbria, regione "notoriamente" circondata dal mare.
E questa è solo una piccola parte di quello che aveva il Sud d'Italia, e di quello che ha perso dopo l'Unità: per molti motivi, non solo per l'idea di avvantaggiare le infrastrutture del Nord (vedi la costruzione dell'impianto siderurgico a Terni dopo la dismissione di quello di Mongiana), ma anche per una sorta di dimenticanza o di sottovalutazione dell'eredità culturale borbonica. Molti dei progetti di bonifica, per esempio, non vennero portati avanti, perché non ritenuti validi, solo che non si propose nulla di alternativo, e così le zone che potevano avvantaggiarsi di quei progetti dal punto di vista agricolo, vennero di fatto dimenticate. A questo, poi, c'è da aggiungersi la nuova classe politica meridionale, quella che si insediò dopo l'Unità e che agì in modo tale, per dirla alla Gattopardo, che tutto cambi per non cambiare nulla: ovvero che a guadagnarci fossero sempre le stesse tasche.
Nell'immagine di apertura, la piantina di Ferdinandopoli, una città che Ferdinando IV avrebbe voluto costruire sulla falsa riga di San Leucio. A far abortire il progetto fu l'arrivo di Napoleone Bonaparte, che ovviamente esportò il modello elettivo francese a scapito di quello calabrese

20 luglio 2013

La ricerca spagnola sull'orlo della bancarotta

#ricerca #Spagna #CSIC #crisi
Ieri, su "Science", a firma di Elisabeth Pain, compare un articolo dedicato alla situazione disastrosa cui versa la ricerca in Spagna, in particolare il Consiglio Nazionale della Ricerca locale arrivato all'orlo della bancarotta. Gli stessi direttori del CSIC hanno diffuso una lettera per comunicare lo stato di crisi economico (via io non faccio niente).
Personalmente ritengo che questa situazione dipenda in parte dalla forte dipendenza del CSIC dai fondi statali, in parte dal fatto che qualunque governo in qualunque parte del mondo taglia prima di tutto i fondi in scuola e ricerca e quindi all'aumento delle tasse, senza una vera razionalizzazione delle spese inutili, che poi sono quelle che servono per mantenere dei privilegi economici.
Ad ogni modo, al di là delle posizioni personali non solo di chi scrive, ma anche di chi legge, mi è sembrato interessante proporvi una traduzione dell'articolo di Elisabeth Pain:

L'agenzia di ricerca della Spagna è in gravi problemi. Il Concisglio Nazionale della Ricerca Spagnolo (CSIC, l'equivalente del nostro CNR) ha subito dei pesanti deficit per diversi anni. Se il governo, che negli ultimi anni ha fatto drastici tagli ai finanziamenti alla ricerca, non paga il conto, il CSIC potrebbe arrivare alla bancarotta prima della fine dell'anno. In una conferenza stampa della scorsa settimana, il presidente del CSIC Emilio Lora-Tamayo ha avvisato su un imminente cataclisma e ha detto che senza una iniezione di denaro il CSIC non sarebbe in grado di andare avanti.
Il 28 giugno, il governo spagnolo ha accettato di dare al CSIC un supplemento di 25 milioni di euro, come parte di un pacchetto di 104 milioni per la ricerca, ma il CSIS afferma di avere bisogno di più di 75 milioni. Nel frattempo, Lora-Tamayo ha emesso una serie di misure per arginare l'emorragia finanziaria dell'agenzia, che secondo gli scienziati sta portando i progetti di ricerca ad arrestarsi. I ricercatori del CSIC sono arrabbiati, in particolare a causa della rivelazione che l'agenzia ha attinto tra i fondi accumulati dai gruppi di ricerca. Circa 140 ricercatori stanno valutando un'azione legale per riottenere indietro quei fondi. "La situazione è caotica", afferma il biologo vegetale José Pío Beltrán, che guida l'ufficio di coordinamento degli istituti del CSIC nella regione di Valencia. I ricercatori del CSIS e i sindacati avranno un incontro questa settimana per discutere della situazione.
Con circa 6000 ricercatori in aree che vanno dalla biologia alle scienze dei materiali alle discipline umanistiche, il CSIC è la più grande organizzazione di ricerca in Spagna; i suoi 125 istituti, di cui più di 50 collaborano con università e altri enti di ricerca, rappresentano il 20% della produzione di ricerca del paese. Il governo fornisce circa il 60% del bilancio del CSIC, mentre i singoli ricercatori raccolgono il resto.
I ricavi del CSIC hanno raggiunto il picco di 879 milioni nel 2008, quando l'agenzia aveva ancora un surplus di 26 milioni, ma da allora i flussi di finanziamento sono diminuiti più velocemente delle spese, conducendo ai deficit annuali che hanno esaurito le riserve. Con un deficit previsto di 101 milioni nel 2013, il CSIC andrebbe profondamente in rosso.

19 luglio 2013

Dare-avere

#crisi #economia #europa #italia #banche
Dopo l'istogramma del rapporto "stipendi dei politici/PIL" ecco un nuovo grafico che potremmo dire rappresenta il rapporto dare/avere dell'Italia con l'Europa: Che poi, in effetti, la storia non è così semplice come mostra il grafico. In questi giorni, infatti, si scopre che ci sono alcune decine di miliardi di euro che spettano all'Italia:
Ci sono circa 17 miliardi di euro di fondi europei assegnati all’Italia ai quali si aggiungono 13 miliardi di cofinanziamenti nazionali, per un totale appunto di 30 miliardi che possono, anzi debbono, essere spesi entro il 31 dicembre 2015, altrimenti Bruxelles i soldi se li tiene e li dà a qualche Paese più sveglio. Si tratta di ciò che resta dei 49,5 miliardi di euro dei fondi strutturali europei per il 2007-2013 destinati all’Italia. Entro quest’anno vanno tutti assegnati e poi c’è tempo fino alla fine del 2015 per spenderli.
(dal Corriere della Sera)

18 luglio 2013

Il peso della politica sull'economia

via @questdecisione #politica #pil #economia #democrazia
Uno degli aspetti più interessanti delle critiche degli ultimi anni all'attuale sistema economico è l'utilizzo di tutta una serie di indici che in realtà, più che tenere sotto controllo gli eccessi dell'imprenditoria e del capitalismo o quelli della politica, servono per tenere più in generale sotto controllo i cittadini giustificando politiche altrimenti ingiustificabili. Se però mettiamo per un attimo da parte una critica di questo genere, si possono utilizzare questi indici per esaminare il sistema stesso, o almeno quello politico. E' più o meno questo il senso che ho dato all'istogramma realizzato dall'Economist (via Paolo Pascucci) dove si rapporta lo stipendio dei parlamentari al PIL di ciascuna nazione. Avendo in mente che il PIL è più o meno un indice di quanto produce un paese, questo istogramma rappresenta, a tutti gli effetti, il peso della politica sull'economia.
Ciò che salta subito agli occhi è la posizione dell'Italia: il primo stato Europeo e Occidentale.
La seconda cosa è come anche un paese virtuoso come la Norvegia si trova con un rapporto politica/PIL superiore, pur se di poco, a 1.
Forse abbiamo finalmente trovato un numero che indicizza il peso della politica e della democrazia sulla vita dei cittadini, utilizzando tra l'altro ingredienti tipici della società attuale.

13 luglio 2013

Un messaggio da Scalea: nessuno è al sicuro

#ndrangheta #Scalea #Calabria
Il sindaco di Scalea Pasquale Basile, eletto a capo di una lista civica, e 5 assessori della sua giunta figurano tra le persone arrestate stamani dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza. Il sindaco di Scalea, comune della fascia tirrenica cosentina, secondo quanto si è appreso, è accusato di associazione mafiosa.
(ansa)
Se le accuse dovessero venire confermate, la notizia sarebbe secondo me ancora più grave, visto che l'infiltrazione è avvenuta in una lista civica, ovvero un soggetto politico slegato da qualsiasi partito.
Anche se non dovrei stupirmi più di tanto: era solo questione di tempo...

Vedi anche: Il fatto quotidiano, Repubblica

16 giugno 2013

Acquaformosa è morta

(#politica #calabria #acquaformosa #cosenza via @elyfil)
Giovanni Manoccio, il sindaco di Acquaformosa in provincia di Cosenza, ha pubblicato un ironico (ma neanche troppo) manifesto a morto per il suo comune (via Repubblica)

27 maggio 2013

Il comune di Rho contro la 'ndrangheta

Ogni tanto c'è qualcuno che non nega. Prova ne è il manifesto che ho appena visto ritornando adesso verso scuola.

09 maggio 2013

La madre di Peppino

#PeppinoImpastato #FeliciaImpastato #UmbertoSantino #antimafia #poesia
Questo non è mio figlio.
Queste non sono le sue mani
questo non è il suo volto.
Questi brandelli di carne
non li ho fatti io.

Mio figlio era la voce
che gridava nella piazza
era il rasoio affilato
delle sue parole
era la rabbia
era l'amore
che voleva nascere
che voleva crescere.

Questo era mio figlio
quand'era vivo,
quando lottava contro tutti:
mafiosi, fascisti,
uomini di panza
che non valgono neppure un soldo
padri senza figli
lupi senza pietà.

Parlo con lui vivo
non so parlare
con i morti.
L'aspetto giorno e notte,
ora si apre la porta
entra, mi abbraccia,
lo chiamo, è nella sua stanza
a studiare, ora esce,
ora torna, il viso
buio come la notte,
ma se ride è il sole
che spunta per la prima volta,
il sole bambino.

Questo non è mio figlio.
Questa bara piena
di brandelli di carne
non è di Peppino.

Qui dentro ci sono
tutti i figli
non nati
di un'altra Sicilia.

(poesia di Umberto Santino via liberamentesemplice, foto via mynameislaziness)

06 maggio 2013

Introduzione al pensiero libertario

#libertarismo #politica #tecnologia #scienza #AndrewZalotocky
A quanto pare in Gran Bretagna si sta combattendo una battaglia contro una sorta di legge bavaglio sui blog e sulla rete. A margine della discussione, commentando su Samizdata, Andrew Zalotocky ha praticamente proposto una piccola introduzione al pensiero libertario (via John Cook) che vado a tradurvi:
Se vuoi introdurre qualcuno al pensiero libertario, incoraggialo a provare questo esperimento. Spendi alcuni giorni leggendo null'altro che notizie tecnologiche. Quindi spendi alcuni giorni per leggere null'altro che notizie politiche. Durante i primi giorni egli vedrà un mondo eccitante di innovazione e creatività dove ogni cosa è sempre meglio. Nel secondo periodo vedrà un mondo miserabile di cinismo e tradimento dove tutto sta cadendo a pezzi. Allora chiedigli di spiegare la differenza.

04 maggio 2013

Mobilità Nuova

#MobilitàNuova #MobilitàCiclabile #politica #pedoni #biciclette
A Montecitorio il 29 aprile si è costituito l'intergruppo parlamentare per la Mobilità Nuova / Mobilità ciclabile. L'intergruppo - che si pone come punto di riferimento per ascoltare le istanze di ciclisti urbani, pedoni e pendolari - è composto da 57 deputati e senatori, motivati dalla volontà di promuovere idee e strumenti per modificare l'attuale condizione della mobilità urbana e dei trasporti in Italia. Tra i promotori dell'iniziativa c'è il neodeputato del Pd Paolo Gandolfi, urbanista eletto in Parlamento da assessore alla Mobilità, alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici di Reggio Emilia: la città più ciclabile d'Italia (che a ottobre scorso ha ospitato i primi Stati Generali della Bicicletta a della Mobilità Nuova, ndr) dove il limite di velocità per i mezzi a motore in ambito urbano è di 30 chilometri orari.
(da Repubblica)

01 maggio 2013

Lavoratori

Traduzione dell'articolo "Working Men" di William Lloyd Garrison pubblicato l'8 gennaio 1831 su "The Liberator" e rilasciato in pubblico dominio (via fair-use.org)
Un tentativo è stato fatto, e si sta ancora facendo (ci spiace dirlo, con notevole successo), per infiammare le menti della nostra classe lavoratrice contro i più opulenti, e di convincere gli uomini che essi sono disprezzati e oppressi da una ricca aristocrazia. Che esistano torti pubblici, è senza dubbio vero, ma non si limitano a una data classe della società. Ogni professione è interessata alla loro rimozione - il ricco come il povero. E' criminale, quindi, esasperare i nostri meccanici ad atti di violenza, o a schierarlo sotto una bandiera di partito, per cui non è vero, che, in ogni momento, sono stati oggetto di rimprovero. Il lavoro non è disonorevole. L'artigiano industrioso, in un governo come il nostro, sarà sempre tenuto in miglior stima del ricco ozioso.
I nostri limiti non ci permettono di dilungarci su questo argomento: vi potremo tornare in altra occasione. Noi siamo gli amici della riforma, ma che è una non riforma, che, nella cura di un male, rischia di infliggerne mille altri.

25 aprile 2013

La Calabria che resiste

La resistenza partigiana è stato uno dei momenti più importanti della Seconda Guerra Mondiale. In particolare dopo che l'Italia siglò l'accordo con gli Alleati contro la Germania, compagno di guerra durante le prime fasi del conflitto, il contributo dei partigiani per sostenere la popolazione e resistere contro i tedeschi diventati di colpo invasori fu fondamentale, mentre gli Alleati, partendo dalla Sicilia, iniziavano l'opera di liberazione della penisola. I partigiani, nella memoria popolare, vengono quindi mitizzati, anche giustamente, un po' come tutti quei meridionali che, a un certo punto, decisero di darsi al brigantaggio contro i piemontesi, che dopo le speranze legate alla sconfitta dei borbonici da parte di Garibalidi e alla conseguente unità d'Italia, si comportarono come dei veri e propri invasori, imponendo leggi incomprensibili che aumentavano le tasse e sottraevano, con la leva obbligatoria, la forza lavoro necessaria a pagare quelle tasse.
Proprio la storia del brigantaggio post-unitario, che con tutte le ombre del caso (in fondo molti di loro più che combattere contro i piemontesi si sottraevano alle loro imposizioni) portò una resistenza contro quello che veniva inteso solo come un nuovo padrone che si mostrava anche peggio di quello precedente, fu il terreno fertile su cui le organizzazioni criminali fondarono il loro successo. Diffondendo, infatti, la falsa voce di essere la naturale prosecuzione dei moti ribelli briganteschi, i clan mafiosi che mossero i primi passi un po' in tutto il meridione costruirono il loro controllo sulle popolazioni locali innanzitutto sul mito, quindi sul rispetto e poi sulla paura e sul sangue laddove i primi due non riuscivano ad essere sufficienti per ottenere il necessario controllo sociale.
In particolare in Calabria, regione particolarmente difficile anche e soprattutto per la sua geografia, le 'ndrine hanno costruito una base forse ancora più solida rispetto alle consorelle camorra e mafia proprio grazie a dei legami familiari molto stretti. E guai a chi, questi legami, li rompe. Come Massimiliano Carbone, che ha avuto il torto di innamorarsi di una donna sposata. E di avere un figlio da lei. Peccato che quella fosse la donna sbagliata:
Io sono convinta che Massimiliano sia morto di parto. E' stato ucciso, con molte probabilità, perché colpevole di essere padre amorevole di un bimbo nato dalla relazione extraconiugale con una donna di 10 anni più grande. Quella donna ha ricevuto mio figlio nel letto matrimoniale. E' stata la violazione massima.
Ucciso non solo per vendetta, per gelosia e perché non si conclamasse l'onta delle corna, ma anche e soprattutto per cinico utilitarismo. Massimiliano doveva tacere. Ma soprattutto non avrebbe dovuto proporre istanza di riconoscimento legale.
Calabria ribelle
Questo racconta la madre, Liliana Carbone, al giornalista Giuseppe Trimarchi, uno che la Calabria se l'è girata alla ricerca di altre storie di resistenza quotidiana alle 'ndrine, che ha cercato gente come Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi. E se Liliana, donna di Cosenza trapiantata a Locri, ogni giorno lotta per mantenere viva la memoria di Massimiliano, per il quale chiede giustizia, dopo aver indicato più e più volte il colpevole dell'omicidio del figlio, Gaetano è in un certo senso un imprenditore in trincea che si è ribellato al pizzo, ma che da questa scelta ha ricevuto solo problemi: l'allontanamento di amici e parenti, la scomparsa dei clienti in Calabria e in Italia e spesso anche in Europa, in quella occidentale, che in quella dell'Est o in Medio Oriente riesce a lavorare bene, invece. E' questo il riconoscimento materiale che è stato dato a Gaetano Saffioti per il suo fondamentale contributo all'avvio delle indagini che sono passate sotto il nome di Tallone d'Achille e che hanno portato all'attenzione di tutti i loschi affari delle famiglie Bellocco di Rosarno, Piromalli e Molè di Gioia Tauro, Romeo di Castellace, Nasone di Scilla, Gallico di Palmi, Mazzagatti-Ruffa di Oppido Mamertina.
Ma non ci sono solo loro in Calabria ribelle: troviamo anche la storia di Deborah Cartisano, figlia di Adolfo Lollò Cartisano, fotografo di Bovalino, che fece qualcosa di impensabile: d'accordo con le forze dell'ordine, fece arrestare i suoi aguzzini, gli appartenenti alla 'ndrina di San Luca che gli avevano chiesto il pizzo. Certo non c'è alcuna evidente connessione tra quell'episodio e l'uccisione di Cartisano, i cui rapitori e poi assassini provenivano da Africo, ma per Deborah questo filo rosso esiste: l'idea che proprio il padre sia stato scelto, tra i tanti, perché un ribelle. E un ribelle contro una famiglia, è un ribelle contro tutte le famiglie, contro un intero sistema.
E un altro ribelle è Gianluca, il figlio di Mario Congiusta, ucciso perché era entrato in possesso della lettera con la quale la cosca dei Costa chiedeva il pizzo alla fidanzata. E poi Stefania Grasso, che in Libera cerca di tenere alta la memoria del padre Cecé, meccanico di Locri, anche lui ucciso perché si è ribellato alla tirannide del pizzo, e c'è Michele Luccisano, vittima di strozzo, che neanche lui sa come si è trovato in mano a questi aguzzini spietati. E infine c'è don Pino Demasi, simbolo di quella Chiesa cattolica che combatte a fianco della gente, quella chiesa che troppo spesso è lontana con le sue istituzioni più alte, proprio come lo Stato.
Calabria ribelle non è, però, solo una testimonianza della resistenza della regione all'abbraccio letale delle 'ndrine, è anche una speranza che qualcosa, finalmente, sia in cambiamento grazie all'impegno dei ribelli raccontati da Trimarchi e di tutti quelli che non c'era spazio per raccontare, e grazie all'impegno di associazioni come Libera.
E' la Calabria che resiste, quella troppo spesso lasciata in silenzio. E' la Calabria che cerca di dare una speranza non solo a tutta la regione, ma a tutta l'Italia, anche a quella che la 'ndrangheta continua a ignorarla, per convenienza molto spesso economica.

24 aprile 2013

Non siamo liberi

Si è vista in pubblico per la prima volta dopo due anni e mezzo Liu Xia, moglie del premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo condannato a 11 anni di prigione per aver promosso il documento Charta08 per l'instaurazione in Cina di un sistema politico democratico. La donna è stata fotografata in auto mentre veniva portata in tribunale per il processo a carico del fratello Liu Hui. Ai giornalisti che le hanno chiesto se il marito sarà liberato, lei ha risposto "Nessuno di noi è libero, neanche io"
via Repubblica

23 aprile 2013

Fantasma

Il mondo è pieno di problemi. Da qualunque parte l'uomo guarda, incontra un qualche nuovo problema: nella sua vita a casa e nel suo lavoro, nell'economia e nella tecnologia, nelle arti e nelle scienze. E alcuni problemi sono molto testardi; essi si rifiutano di lasciarci in pace. Essi torturano i nostri pensieri, alle volte ci tormentano durante il giorno e ci rubano anche del sonno notturno. Se per un caso fortunato riusciamo arisolvere un problema, sperimentiamo un senso di sollievo e ci congratuliamo per l'arricchimento della nostra conoscenza. Ma è una storia differente, e molto fastidiosa, scoprire dopo sforzi tediosi che il problema è senza soluzione, o perché non esistono metodi indiscutibili per risolverlo, o perché guardato sobriamente è privo di significato, un problema fantasma su cui il nostro lavoro e i nostri pensieri sono stati sprecati. Ci sono un buon numero di problemi fantasma, nella mia opinione, anche più di quanto si è soliti supporre, anche nella scienza.
Max Planck via fair-use.org
Nell'imagine, MaxPlanck di George Gamow

19 aprile 2013

Stefano Rodotà e la costituzione

Ieri è girata questa intervista di Rodotà, in particolare su tumblr una particolare citazione in cui Rodotà parlava di Grillo. Penso, però, visto il momento, che forse può essere molto più utile questa risposta riguardante la Costituzione Italiana:
Quando il governo Berlusconi nel 2006 tentò una riforma costituzionale, 16 milioni di italiani dissero no. Vuol dire che c’è stata una identificazione con la Costituzione fortissima. È un dato di cui non possiamo non tener conto. La nostra Carta rilegge l’uguaglianza, e qui torna il ruolo fondamentale dell’art. 3, un capolavoro istituzionale che si apre con le parole: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale». Fu un’innovazione straordinaria, nata dall’incontro tra la raffinata cultura giuridica di Massimo Severo Giannini e la vera passione politica di Lelio Basso. Non dico che bisogna restare fermi. Ma dobbiamo custodire quei punti di partenza straordinariamente forti. Si può fare una buona manutenzione della Carta, che significa anche rendere effettivi una serie di canali partecipativi, ripensando i referendum e l’iniziativa legislativa popolare. La democrazia rappresentativa si salva solo con un innesto di democrazia partecipativa. Non le vedo in conflitto. I partiti non devono pensare che i movimenti inquinano. Nello stesso tempo i movimenti non possono pensare di non dover fare i conti con la democrazia rappresentativa. Invece sono già in corso cambiamenti surrettizi della Carta, come la revisione dell’art. 81 sul pareggio di bilancio e il tentativo di cancellare l’art. 41 sull’iniziativa economica privata, che secondo la Costituzione è libera ma non può svolgersi in contrasto con sicurezza, libertà, dignità umana. L’ipotesi di una Assemblea costituente mi spaventa, perché una cosa è una revisione, che non tocchi i principi fondamentali, un’altra è rimettere tutto in discussione. Specie in un momento in cui non c’è una cultura adeguata, ma solo una sottocultura liberista, in Italia la più sgangherata del mondo, che farebbe scempio di diritti e libertà. Anzi, lo sta già facendo.
Ricordo che Stefano Rodotà è nato a Cosenza. La sua famiglia è di origini arbëreshë, come conferma egli stesso in una conferenza sulla privacy e le nuove tecnologie (sembra non avere connessioni con San Benedetto Ullano, come indicato in una precedente versione del post).

18 aprile 2013

Voci di corridoio

I deputati 5Stelle Andrea Cecconi e Giulia Sarti discutono con alcuni giovani colleghi del Pd nel giardinetto della Camera. "Sul Colle, al quarto scrutinio, pronti ad aprire un dialogo con voi, ma dovete smetterla di farvi guidare dagli schemi dei vostri vecchi capi".

Capannello di franceschiniani a Montecitorio. La discussione è sui candidati Pd per il Quirinale.
- Ma Walter a chi pensa?
- Walter, chi?
- Walter Veltroni
- I gradimenti degli scrittori non sono ancora pervenuti

L'anonimo deputato Pdl non ha dubbi? "Il nome di Bersani per bruciarlo? Silvio non fa questi giochini da Prima Repubblica. E' davvero disposto a votarlo per il Colle. Certo, poi sul governo...". L'anomimo deputato Pd: "Berlusconi fa il nome di Bersani per bruciarlo. Non perchè i suoi non lo voterebbero, ma perché col voto segreto non lo voterebbero metà dei nostri..."

Giuseppe De Rita al Colle? Un navigato dc come Clemente Mastella non lo esclude e a margine di un raduno di nostalgici della Balena Bianca ricorda: "Nel 2006 lo feci votare al terzo scrutinio, prese piu di 40 voti. Mi chiamo' preoccupato Napolitano. Oggi gli ho detto: Peppi', se fai come Bergoglio, che allo scorso conclave arrivo' secondo, finisce che stavolta ce la fai..."

Citazioni tratte, per puro caso, dal sito di Repubblica: non so se prenderle per roba seria o per barzellette...

17 aprile 2013

Vecchi politici, a casa

Non bastano più nuove regole: ora la gente vuole facce nuove, una nuova classe dirigente. I vecchi politici non sono più candidabili, e quel che ci si attende è che la società civile generi una nuova classe di governo e dirigente. Ripeto: questo bisogno di cambiamento va risolto pacificamente, altrimenti il caos genererà altro caos (...) Io ho provato a combattere questo sistema, in passato, ma ho trovato ostacoli che sembravano insormontabili, e ho lasciato perdere.
Giuliano Amato, 16 marzo 1993, via gravitazero

16 aprile 2013

Usi ricreativi di una mela

Un tempo si diceva che una mela al giorno toglie il medico di torno. Probabilmente è anche per questo che il giochino di parole e il simbolo del prodotto sono stati scelti dai due imprenditori, suggerendo più o meno subconsciamente un falso senso di sicurezza.
Leggete, però, le conclusioni di uno studio di Lange RA, Cigarroa RG et al. (un team di ricercatori statunitensi che hanno cercato di capire, nel 1989, gli effetti della cocaina utilizzata nelle anestesie locali), tratte dall'abstract:
Concludiamo che la somministrazione intranasale della cocaina vicino alla dose utilizzata per le anestesie causa vasocostrizione delle arterie coronarie, con una diminuzione del flusso sanguigno coronario, nonostante un aumento nella domanda dell'ossigeno del miocardio, e che questi effetti sono mediati dalla stimolazione alfa-adrenergica. E' ragionevole assumere che questi effetti dovrebbero essere più pronunciati per le molto più alte dosi associate con l'uso ricreativo della cocaina.
Giusto per dire che non c'è solo un problema legato alla dipendenza, che crea il consumo, ma c'è anche un problema di salute. Che poi è solo una aggravante al favoreggiamento culturale alla mafia...
Lange R.A., Cigarroa R.G., Yancy C.W., Willard J.E., Popma J.J., Sills M.N., McBride W., Kim A.S. & Hillis L.D. Cocaine-induced coronary-artery vasoconstriction., The New England journal of medicine, PMID:

10 aprile 2013

Articolo 67

Questa lettera a Grillo ci ricorda che nella costituzione italiana esiste un articolo, il 67
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato
L'idea dell'articolo sembra semplicemente quella di evitare il problema già rilevato da molti, prima fra tutti Simone Weil nel Manifesto per la soppressione dei partiti politici:
Ma in realtà, al di là di eccezioni molto rare, un uomo che entra in un partito adotta docilmente la disposizione d'animo che esprimerà più tardi con le parole: "Come monarchico, come socialista, penso che...". E' una posizione così confortevole! Perché equivale a non pensare. Non c'è nulla di più confortevole del non pensare.
Quando poi riguardo l'astio e la violenza che sembra colpire il Movimento 5 Stelle (ma non è l'unico, fidatevi: da non elettore me ne rendo conto in maniera quasi immediata), mi sembra che quest'altra citazione, sempre dal libro della Weil, sia più che significativa:
Si ammette che lo spirito di partito acceca, rende sordi alla giustizia, spinge anche le persone oneste all'accanimento più crudele contro gli innocenti.
E questo perché i partiti
(...) sono macchinen per fabbricare passioni collettive (...). La passione collettiva è l'unica energia di cui dispongono i partiti per la propaganda diretta all'esterno e per la pressione esercitata sull'anima di ogni membro.
Che poi sono gli stessi elementi che stanno alla base di gruppi organizzati di vario genere come sette e tifoserie.

02 aprile 2013

Sanità

Io mi ostino a voler fare il mio lavoro, medico e chirurgo. Mi occupo giornalmente di sanità e medicina. Se qualcuno venisse a propormi di fare il ministro della Sanità, risponderei che il mio programma è molto semplice: faccio una sanità d’eccellenza, spendendo la metà di quello che si spende oggi, eliminando il conflitto di interesse introdotto nella mia professione dalla casta politica: il pagamento a prestazione. Il nostro sistema sanitario era uno dei migliori al mondo, la casta, con la complicità dei medici, lo ha rovinato. L’interesse del medico è che la gente stia male, per fare più prestazioni. Ma nove milioni di persone non hanno più accesso alla sanità. Io eliminerei tutto questo. Ecco perché nessuno mi ha mai chiesto di fare il ministro della Sanità. A me piacerebbe in futuro aprire anche in Italia il primo ospedale di Emergency, per far rivedere agli italiani, dopo 30 anni, che cos’è un ospedale, non una fottuta azienda. La sanità è uno scandalo pubblico.
Gino Strada (via gravitazero, sentire)

30 marzo 2013

L'albero differenziato

A Cosenza, grazie alla nuova amministrazione, sta arrivando la raccolta differenziata. Locali pubblici e case private stanno ricevendo le buste della differenziata e le istruzioni per separare carta, vetro, umido e tutto quello che è possibile differenziare. Visto che una iniziativa di questa portata merita deve entrare nelle abitudini dei cittadini, il comune ha anche realizzato, a Piazza XI settembre, un albero simbolico proprio allo scopo di diffondere i valori della differenziata.
L'albero, che vedete nella foto allegata, è accompagnato da una utile descrizione:
"L'albero differenziato" è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Cosenza con lo scopo di dare un senso di Comunità, di lavoro insieme, arte come laboratorio partecipato.
Sono state raccolte le bottiglie di plastica, le quali riusate e trasformate, sono diventate un ornamento luminoso e gioioso per un albero diverso.
Il messaggio è quello della disincentiazione dell'uso della plastica: meno se ne usa e meglio si protegge l'ambiente!
E' un nostro dovere lasciare un mondo sano e pulito ai nostri figli.
Ha realizzato l'albero, su progetto di Merusca Staropoli e Gianluca Salamone, l'associazione Officina Babilonia con il contributo delle ludoteche comunali Il Mondo di Oz, M.O.C.I. Ong., l'associazione multietnica la Kasbah, il Circolo Cultirale Popilia, il gruppo scout Cosenza 1, la cooperativa sociale Arca di Noè, l'associazione di volontariato La Spiga.

07 marzo 2013

Euclide intervista Rosa Marincola

Tempo addietro ho proposto un estratto da un lavoro didattico uscito su Euclide. Giornale di matematica per i giovani. L'attività è stata svolta dalle classi della docente Rosa Marincola dell'ITC Programmatori Mercurio - IIS "A. Guarasci" sez. ITC di Rogliano (Cs). Nel numero di febbraio di Euclide Rosa è stata intervistata insieme con altri docenti che hanno collaborato con la rivista grazie a questi progetti e oggi vi propongo l'intervista estratta dal pdf:
Cosa ti ha spinto a realizzare un lavoro sulla storia della matematica con una tua classe?
Lo studio della storia della matematica ha fatto parte della mia formazione universitaria e da insegnante ritengo fondamentale insegnarla per tentare di rispondere ai tanti "perché si studiano determinate cose e come si è arrivati a certi risultati" dei miei studenti. Da diversi anni sono impegnata nel Progetto Lauree Scientifiche per l'ambito matematico-informatico con l'UNICAL di Cosenza e sperimento anche nei laboratori didattici dei percorsi interdisciplinari che possano far comprendere l’importanza che da sempre riveste la matematica in tutti i campi del sapere e in particolare in ambito informatico.

Perché pensi che possa essere utile insegnare la matematica anche attraverso la sua storia?
Lo studio di una qualsiasi disciplina non può prescindere dalla sua epistemologia e dai processi evolutivi che hanno determinato il raggiungimento di risultati essenziali nel nostro patrimonio culturale. Sono convinta che lo studio della storia, favorisca la visione della matematica vista come scienza e non come una sequenza arida di regole e teoremi ostici a molti. Da sempre cerco di dare un volto e un nome almeno ai grandi del passato che hanno dedicato la loro vita, procedendo per tentativi ed errori per la sistemazione dei concetti in maniera organica e "consegnarci" ciò che oggi noi insegniamo e utilizziamo in modo talvolta inconsapevole.

Spesso si sente dire dagli stessi insegnanti che non c'è tempo per portare a termine il programma. A tale proposito, realizzare un lavoro di questa portata, oppure un altro genere di attività non curricolare, non porta via ulteriore tempo utile per svolgere la programmazione didattica curricolare di matematica?
Effettivamente i "tagli" nella scuola hanno ridotto le ore d'insegnamento e questo inficia la possibilità di realizzare percorsi didattici in tempi adeguati alle esigenze dei singoli studenti. L'aumento del numero di alunni per classi e la riduzione delle ore di sostegno per i bisogni educativi speciali, creano notevoli difficoltà di gestione ai docenti, ma, soprattutto penalizzano gli studenti. Tuttavia, a mio avviso, occorre ricavare degli spazi di discussione per motivare gli studenti a ricercare le cause che hanno determinato la scelta ad esempio di determinati sistemi assiomatici, oppure, secondo quali percorsi e per rispondere a quali esigenze, si è giunti agli attuali sistemi informatici, o, ancora, come risultati e metodi dei grandi matematici e filosofi del passato (Aristotele, Archimede, Boole e tanti altri) siano alla base della moderna Intelligenza Artificiale.

15 gennaio 2013

Controstoria delle Calabrie

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Arrabbiato da una parte con i calabresi per la loro inazione e dall'altra con gli studiosi per avere una visione distorta (o troppo ottimistica o troppo pessimistica) della Calabria, Ulderico Nisticò decide di scrivere un libro, che egli stesso avverte comunque essere non esaustivo e dettagliato, nel quale provare a narrare una storia quanto più obiettiva delle Calabrie, perché a un certo punto della sua storia la regione venne distinta in due sottoregioni, la Calabria ulteriore e quella citeriore.
Il libro si suddivide sostanzialmente in due parti, una storica, che diventa una lunga corsa di fatti e avvenimenti (forse unico difetto sono gli elenchi di luoghi, nomi, persone che si incontrano ogni tanto, soprattutto all'inizio) con alcuni commenti arguti e interessanti sia contro i francesi sia contro i piemontesi; e una seconda parte con tutto il resto, dalla geografia, alla politica, alla filosofia (sia quella alta sia quella popolana) per tracciare un quadro della Calabria quanto più completo, sempre con quel... controspirito che caratterizza l'intero libro e che caratterizzava lo stesso autore quando, nell'estate del 2009 se non erro, era diventato un presenzialista delle televisioni locali, dimostrandosi l'Odifreddi calabrese.
A differenza di Odifreddi, Nisticò non ha nella Chiesa cattolica il suo obiettivo, ma un più concreto tentativo di dare una sveglia alla sua regione, tentativo nel quale forse nemmeno egli stesso crede completamente, nonostante il piccolissimo ottimismo con cui conclude il libro. D'altra parte la Calabria di oggi sembra avere ereditato parte dello spirito della Magna Grecia: molte delle colonie degli antichi greci, infatti, si trovavano tra le coste calabre e quelle sicule, e infatti uno dei più illustri scienziati del tempo, Pitagora, è considerato un calabrese.
Pitagora, fondatore di una vera e propria setta basata sulla matematica (quella che conoscevano a quel tempo, ovviamente), noto per la famigerata tavola pitagorica, è solo uno dei tanti illustri calabresi su cui Nisticò si sofferma. Si possono ricordare il calabrese d'adozione Giovanni Castriota detto Scanderberg, la cui figura è molto nota nei paesi arberesch presenti nella nostra regione (la comunità albanese è stata una delle più presenti in Calabria nei flussi migratori che hanno portato moltissime persone a cercare fortuna qui da noi, al tempo in cui la Calabria e l'Italia erano le Americhe del mediterraneo, per usare un'espressione moderna); o ancora, dalla ricca epoca che va dal XV al XVII secolo, Giovanni Paolo Parisio, fondatore dell'Accademia Cosentina; Bernardino Telesio, forse il più noto filosofo calabrese, al suo tempo uno dei più illustri d'Europa, tanto da influenzare gente come Bacon, Hobbes e l'altro calabrese Tommaso Campanella; Francesco Sambiasi, religioso della Compagnia di Gesù, che andò alla scuola astronomica cinese fondata da padre Matteo Ricci; Luigi Lilio, astronomo i cui calcoli furono alla base della riforma del calendario gregoriano (così come Sambiasi riformò il calendario cinese); tra i pittori, anche se ricordati e non approfonditi, c'è il famoso Mattia Preti, oltra a Francesco Cozza di Stilo e tanti altri inclusi alcuni condottieri, come ad esempio Guglielmo e Florestano Pepe. Tra gli assenti, invece, si conta Giovanni Battista Amici, coevo di Bernardino Telesio, il cui lavoro sul sistema solare fu importante per il sistema di Copernico, suo maestro.
La Calabria, ad ogni modo, fu terra di guerre (e questo, purtroppo, non l'abbiamo dimenticato: leggi le faide familiari che hanno insanguinato buona parte della storia recente): si combattè tra le varie città stato al tempo della Magna Grecia, contro i romani, contro i pirati, contro i borboni e contro i francesi (a tal proposito si ricorda l'esercito popolare formato dal cardinale Fabrizio Ruffo nel 1799) e ovviamente anche contro i piemontesi. Vediamo, però, come francesi e piemontesi hanno influenzato la società calabrese.
Innanzitutto dal punto di vista politico: il sistema elettivo/di governo calabrese in particolare e italiano in generale è stato influenzato da quello esportato da Napoleone Bonaparte e creato durante la rivoluzione francese (il primo caso di esportazione della democrazia della storia moderna); poi i piemontesi, molto probabilmente per evitare la concorrenza di un meridione anche industrialmente avanzato che aveva ricevuto negli anni un più o meno costante flusso di immigrati (alcuni giunti con le guerre, ad ogni modo), oltre a imporre il proprio modello politico, sociale e militare, svuotò le campagne con l'obbligo di leva e probabilmente chiuse più di un occhio di fronte ai calabresi democratici che si andarono ad accaparrare la terra, senza però sapere come farla fruttare. Inizia, così, dopo l'Unità d'Italia una netta divisione tra i calabresi che emigrano fuori dalla regione, e che non sono solo gli studiosi, come era stato fino ad allora, ma anche semplici contadini che non trovano più modo di lavorare e hanno o la scelta di andare nei grandi centri urbani (che spesso avevano delle strade migliori di quelle del nord: ciò che forse difettavano erano i collegamenti interni, in una regione che dal punto di vista geografico ha sempre incentivato le divisioni di parrocchia) o di emigrare; e poi ci furono coloro che iniziarono ad opporsi, come da tradizione, al nuovo padrone inteso come conquistatore.
Nascono i briganti, che non ci mettono molto a diventare criminali veri e propri, dando così origine alle 'ndrine e al movimento criminale noto come 'ndrangheta.
Una regione che da un lato è chiusa dalla criminalità organizzata che ne impedisce lo sviluppo, visto che è più conveniente investire in altre zone d'Italia e d'Europa (e ovviamente rende difficili gli investimenti agli estranei, visto che la Calabria è casa sua), e dall'altro è chiusa da una classe politica sempre più senza alcuna autorevolezza, più interessata a mantenere il potere politico sulla regione che non ad affrontare i problemi del territorio.
Nisticò prova a trovare un briciolo di ottimismo da questo calderone, dentro cui i calabresi moderni bollono senza alcuna reazione (un po' come i greci alla caduta del loro splendore militare e culturale), e usa il dialetto.
Personalmente ripongo, invece, la mia fiducia in quei calabresi che stanno cercando di uscire fuori dal rumore, gente come Peppe Liberti, Lucia Marino, Enrico Natalizio, Salvatore Fazio, e altri che ho conosciuto (di persona o su web), persone preparate che rendono onore innanzitutto a se stessi e poi a coloro che gli stanno intorno.

09 gennaio 2013

Tacita intesa

Sembra logico parlare, più di una trattativa sul 41 bis, di una tacita e parziale intesa tra parti in conflitto
Giuseppe Pisanu

Immagine via gravitazero

07 gennaio 2013

Alle radici del calcolo automatico

"Euclide. Giornale di matematica per i giovani" è una rivista bimestrale dove vengono ristampati articoli usciti su storiche riviste di matematica, o contributi originali di professori, insegnanti e studenti delle scuole superiori. Nel sommario dell'ultimo numero del 2012 ci sono ben tre articoli provenienti da altrettante scuole calabresi. Poiché il 2012 è stato l'anno di Turing, oggi vi segnalo "Alle radici del calcolo automatico" (pdf), articolo scritto dagli studenti delle classi IV – V B del corso ITC Programmatori Mercurio - IIS "A. Guarasci" sez. ITC di Rogliano (Cs), coordinati dalla prof.ssa Rosa Marincola
Il primo ausilio artificiale al calcolo è il calculus, in latino 'pietruzza', 'ciottolo'. Le pietruzze erano collocate sulla sabbia o su supporti trasportabili come una tavoletta, su linee successive rappresentanti i diversi ordini. 'Digitale' deriva da dito. Le dita delle mani possono indicare i numeri in maniera anche molto sofisticata. Dal Summa de Arithmetica di Luca Pacioli(1), 1494:
La parola 'abaco' deriva dal greco abaks, a sua volta preso dal semitico abaq, 'sabbia' o 'polvere'.
  • abaco babilonese (2000 a.C.)
  • abaco greco (VI sec. a.C., menzionato da Demostene)
  • tavoli di Salamina (300 a.C.)
  • scacchiera cinese (200)
  • apices (gettoni di corno romani, 500)
  • Quipu inca (1000)
  • Swan pan (abaco cinese, 1200)
  • Soroban (abaco giapponese, 1500)
  • Schoty (abaco russo, 1600)
Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente la tradizione del sapere matematico greco fu conservata dagli arabi, a cui dobbiamo le cifre che usiamo oggi e il concetto di zero. Il matematico arabo Muhammad ibn Musa Al-Khwarizmi (Mohamed figlio di Moses nativo di Khowarizm, oggi Khiva, Uzbekistan) scrive attorno all'825 un libro di compendio sul calcolo mediante costruzione e riduzione, intitolato 'al-Kitàb al-mukhtasar hisab al-jabr wa'l-muqàbala'. L'opera di Al-Khwaritzmi descrive in modo formale e generale le regole per eseguire le operazioni sulle rappresentazioni decimali dei numeri interi, coniugando l'approccio babilonese (algebrico), di tipo pratico, e l'approccio euclideo (geometrico), di tipo formale.
I primi esempi di algoritmi . . . risalgono ai primordi della matematica. Sia la formula algebrica babilonese per la risoluzione dell'equazione di secondo grado, sia le costruzioni geometriche greche con riga e compasso, posseggono infatti quelle proprietà di calcolabilità e costruibilità presenti nel titolo del libro di Al Khwarizmi, e caratteristiche della nozione di algoritmo (Odifreddi 2003:239).
L'opera di Al-Khwaritzmi fu divulgata in occidente da Leonardo da Pisa, Filius Bonacci, figlio di Bonaccio, da cui 'Fibonacci', nel Liber Abaci (1202), in cui introduce in Europa le cifre arabe, l'abaco, la partita doppia, e naturalmente i numeri di Fibonacci. Il nome Al-Khwaritzmi fu latinizzato in algorismus da cui la parola 'algoritmo'. Dalla parola 'al-jabr' del titolo del libro arabo deriva il nostro termine algebra. Entrambi i termini li dobbiamo a Fibonacci.
Il resto sul pdf
(1) In effetti nel documento pubblicato su Euclide, l'immagine è tratta dal Theatrum Arthmetico – Geometricum di Jacob Leupold (via polymath)

05 gennaio 2013

Donatella Pirrottina: il dietologo dei vip

Non ho gli strumenti per valutare il metodo proposto dalla dottoressa palmese Donatella Pirrottina. Infatti è calabrese una delle dietologhe più famose tra i vip, che sembra si rivolgano molto spesso alla nostra corregionale. Premettendo che non trovo alcun motivo per sostituire la carne (men che meno la bresaola, che è una delle carni meno grasse che ci sono in giro) e che trovo seitan e muscolo di grano decisamente molto pesanti, per la gioia soprattutto delle nostre lettrici vado a proporvi l'articolo uscito alcuni giorni fa sulla Gazzetta del Sud e dedicato a questa nuova storia di successo made in Calabria:
Leggi anche: Il quotidiano di Calabria

03 gennaio 2013

La cultura arbereshe al servizio della scuola

Francesco Fusca, esponente della cultura arbereshe calabrese, è stato recentemente nominato dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Cosenza. Il comune di Civita coglie quindi la palla al balzo e organizza, sotto le feste, un incontro su Fusca, tra i partecipanti all'incontro. Questo il resoconto a firma di Pasquale Pisarro della Gazzetta del Sud:

02 gennaio 2013

'ndrine e politica

Quando ritorno a Cosenza mi piace sempre leggere il giornale, la Gazzetta del Sud in particolare, e succede di trovare abbastanza spesso notizie sulle 'ndrine più o meno fresche, come ad esempio il breve articolo I pentiti e le scelte elettorali delle cosche di Arcangelo Badolati:
I voti delle cosche. Distribuiti a candidati "vicini e volenterosi" pronti a risolvere i piccoli e grandi problemi che animano la vita delle consorterie attive nella Sibaritide. Dal riconoscimento dell'indennità riservata ai lavoratori agricoli fino all'elargizione della pensione o del sussidio per la disoccupazione, passando per l'assegnazione di piccoli appalti a dirre intestate a prestanome, il rilascio di licenze edilizie e commerciali o, magari, l'ottenimento a finanziamenti regionali o nazionali. In cambio del sostegno elettorale garantito e organizzato dalle 'ndrine gli esponenti politici (non tutti ovviamente) offrono i loro preziosi servigi a boss e picciotti.
(continua)
Ovviamente ci sono anche un po' di nomi, come Vincenzo Curato, Carmine Alfano, Giampiero Converso, Antonio e Giovanni Cimino.
Le indagini a quanto pare proseguono, ma si spera che anche il 2013 sia ricco di successi come il 2012: