17 dicembre 2012

Duomo d'onore


(via instagram)
Ogni volta che scrivo uno spettacolo butto una scaletta di corda nel burrone delle mie cose peggiori e ritorno in superficie solo qualche giorno più tardi portandomi dietro il mio odore di zolfo. Erano anni che non scrivevo di mafie al nord, da quel A 100 passi dal Duomo che mi ha circuito come una sciantosa infedele e pericolosa che una mattina mi ha fatto svegliare da solo nel letto. Sono passati anni e sembra un’era di rivoluzioni, evoluzioni e qualche involuzione che ci è scappata di mano: la politica, i libri, gli amici persi e poi ritrovati, le reti che abbiamo tirato su all'alba e hanno portato pescato bellissimo, vecchie scarpe e denti pronti a staccarti una mano. Non sarei più capace di tornare in scena con la profumata spensieratezza di quel debutto di qualche anno fa, non ho più nemmeno il pulsante per convincermi che questa storia di fili e paure sia una parentesi breve come un'avventura: torno in scena invecchiato nella botte di questi miei tempi e con un retrogusto barricato amaro di un'abitudine alla solitudine più che alla paura.
(Giulio Cavalli, Duomo d'onore)

Duomo d'onore, che ha concluso giusto ieri di andare in scena al Teatro della Cooperativa a Milano, in zona Niguarda, è in effetti una sorta di prosecuzione di A 100 passi dal Duomo, ed è, nello stile di Giulio Cavalli, che sale in scena con Guido Baldoni alla fisarmonica, strumento musicale universale che unisce l'Italia tutta, una raccolta di storie di vittime di 'ndrangheta, una di quelle cose (pessime) che la Calabria ha esportato nel mondo, che partono da Lea Garofalo (i cui resti sono stati ritrovati circa un mese fa), uccisa perché ha provato a uscirne, da quella grande e opprimente famiglia, quella 'ndrangheta da cui uscire è una sfida. Mortale.
Poi c'è chi protesta e si mette contro, senza nemmeno saperlo, perché spesso quando ci si oppone all'ingiustizia, il nemico dietro è spesso la mafia, la 'ndrangheta, la criminalità organizzata in generale. E così succede che a difendere i diritti dei lavoratori, a provare a scioperare per ottenere dei trattamenti migliori, magari a uscire fuori dal nero, si finisce pestati a morte come Nicola Padulano:
Nicola Padulano è un operaio siciliano e un gran lavoratore. Fa il sindacalista. Nel 2005 lavora per la cooperativa Ytaca. L'impresa gestisce il carico, lo scarico, il trasporto e lo stoccaggio delle merci. Il suo committente è la Sma, uno dei marchi più noti della grande distribuzione alimentare. La Ytaca è di proprietà del boss Marcello Paparo. Padulano raccoglie le proteste degli operai e organizza qualche sciopero. Il dirigente della Sma contatta Paparo: 'Eh, ma guardi che questo inizia a crearci dei problemi'.
Il boss manda un'ambasciata a Padulano facendogli sapere che se si dimette otterrà un corposo extra… Poco dopo due uomini aspettano Nicola sotto la sua abitazione. 'Padulano!' gridano. Lo massacrano di botte. Il fatto è riportato nel mattinale della Questura. Nessun giornalista lo ritiene rilevante: così a Milano un'aggressione in puro stile mafioso passa per l'ennesima volta sotto silenzio.
E poi ci sono tutte quelle vittime silenziose, quelle a cui ha dedicato un altro ampio pezzo della rappresentazione, tutte quelle persone che sono preda del gioco d'azzardo, una dipendenza ancora non riconosciuta in Italia e dalla scienza medica(1) (più o meno), o tutte quelle che lo diventano, vittime silenziose, per paura o minacce, che prima trovano il coraggio di denunciare e poi ritrattano, qualcuna negando addirittura l'evidenza delle intercettazioni.
E poi c'è il bonus finale, quello che ho ascoltato per la terza volta, ma che ogni volta mi piace riascoltare, perché Giulio Cavalli sa raccontare e sa emozionare: la storia di Bruno Caccia, del suo cane e della sua scorta, mandata in libera uscita proprio nella notte in cui lo hanno ammazzato. Il 26 giugno del 1983. A Torino. Quando ancora la mafia non esisteva nemmeno in Sicilia, dicevano i bene informati...

La cosa bella, veramente bella dello spettacolo, però, non è solo l'emozione di fronte alle storie, che danno una dimensione diversa al contare i morti, come si dice all'inizio dello spettacolo, ma quel tentativo di riderci un po' su, magari leggendo un po' di intercettazioni sgrammaticate, ma non certo per sottovalutare, ma quasi per dire:

Ecco! Non ci fate paura! Noi, uniti, insieme, combattiamo la nostra paura ridendo di voi!

05 dicembre 2012

Il concetto di giustizia

Scrive apophis:
A fine anno il negozio dove lavora mia moglie chiude. Zero sussidi, zero indennità, zero liquidazione.
Nel mentre, io sarò impegnato a pagare per aiutare quelli di ilva, carbosulcis, alcoa, fiat.
Giustizia sociale, la chiamano. Il "sociale" l'ho capito. Mi sfugge però il concetto di giustizia.
(via Fabristol su tumblr)

27 novembre 2012

La tassazione in Europa

Fabristol, su libertariaNation, ha proposto un grafico sulla tassazione in Europa (via Minuzie) che mi ha fatto ricordare che ogni anno eurostat propone un rapporto sulla pressione fiscale nell'Europa comunitaria. E' molto interessante, visionando quei documenti, come la prima sezione dei Main results si intitoli The EU is a high tax area:
The European Union is, taken as a whole, a high tax area.
Come si vede dalla tabella seguente (pdf), a tenere bassa la media sono paesi insospettabili come Blugaria, Irlanda, Romania, giusto per limitarmi ai primi tre che mi sono venuti sotto gli occhi:
Tabella che conferma, come già i dati diffusi lo scorso anno, il primato dell'Italia in particolare riguardo la tassazione sul lavoro, primato che sembra decisamente ridimensionato se andiamo a guardare il seguente istogramma:
Questa discrepanza è dovuta al fatto che nella tabella sono presenti le così dette tasse implicite, ovvero quelle aliquote che
(...) misurano il carico fiscale medio su diversi tipi di reddito o di attività economica, cioè sul lavoro, sul consumo e sul capitale. Le tasse implicite rappresentano le entrate fiscali aggregate come percentuale della base imponibile potenziale per ogni campo.
In particolare la percentuale legata alla tassazione sul lavoro
(...) è il rapporto tra imposte e contributi sociali versati sui redditi da lavoro e il costo del lavoro. Il numeratore include tutte le imposte dirette e indirette e dei contributi sociali riscossi sul reddito da lavoro dipendente, mentre gli importi a denominatore la retribuzione totale dei dipendenti che lavorano nel territorio economico aumentato delle tasse sui costi salariali e del libro paga. E' calcolato solo per il lavoro dipendente (quindi escludendo le tasse che cadono sui trasferimenti sociali, comprese le pensioni). La media può nascondere importanti variazioni della pressione fiscale oltre la distribuzione del reddito.
Onestamente questo manda un po' in conflitto la mia mente scientifica, per così dire, anche se quest'ultimo grafico non sembra modificare la sostanza del discorso: l'Italia è uno dei paesi con la maggiore tassazione sul lavoro in Europa.
eurostat (2012). Taxation trends in the European Union - Main results eurostat: Statistical Books, 1-40 : 10.2785/23635
eurostat (2012). Taxation trends in the European Union - Data for the EU Member States, Iceland and Norway eurostat: Statistical Books, 1-274 : 10.2785/23293

21 novembre 2012

Censura, libertà e persistenza della memoria

Nel bene e nel male Piergiorgio Odifreddi è riuscito e riesce sempre a far parlare di se e degli argomenti che propone. Nei suoi discorsi, soprattutto in quelli non matematici, ci sono sempre una serie di idiosincrasie che per certi versi ne sminuiscono il valore. Non per questo, però, la vicenda che ha portato a un ultimo post che di fatto chiude la sua collaborazione con Repubblica sul blog Il non senso della vita non debba essere comunque divulgata, anche da chi non ne condivide il pensiero. Come ricorda Vittorio Pasteris, per Voltaire era fondamentale questo motto:
Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo.
E' un semplice principio di libertà, quella di espressione, che è stata di fatto negata in un momento in cui tutti, chi più chi meno, si arrogano il diritto di dire la loro sui più recenti fatti di guerra in quel di Gaza. Tutto questo è, in maniera più o meno diretta, legato al fenomeno del partitismo che Simone Weil, in un famoso saggio, ha criticato con argomentazioni anche abbastanza interessanti (spero di riuscire ad approfondire, prima o poi, il suo discorso).
Per difendere questo principio, riporta Il Fatto Quotidiano, molti lettori hanno incollato nei commenti a un altro post il testo originale di Odifreddi (il permalink che non da alcun risultato), e così hanno fatto in giro per il web su blog e forum. Lo stesso Fatto pubblica quel testo incriminato insieme con il post di addio di Odifreddi (che in fondo non si sa mai: potrebbe anche sparire l'intero blog). Personalmente, che mi rifaccio al principio volteriano e non trovo alcun motivo per censurare Odifreddi al di là dei contenuti (di cui anzi si può e si deve discutere), ho pensato bene di proporvi lo screenshot di quel post, utilizzando la copia cache disponibile grazie a Google:
Ovviamente, sempre per il principio di precauzione, vi propongo anche l'ultimo post del logico piemontese:

18 novembre 2012

Alan Moore, V for Vendetta e il movimento di Occupy

Circa un anno fa Alan Moore, uno dei più noti e amati sceneggiatori di fumetti al mondo, è andato a incontrare il movimento londinese di Occupy, visto che a livello mondiale stavano adottando la maschera del suo noto personaggio, V, riprendendo per certi versi l'iconica immagine diffusa alcuni anni fa dal film dei fratelli Wachoski che portava sul grande schermo V for Vendetta.
Quell'incontro è stato raccontato da Channel 4 News in un video che, via Bleeding Cool, vado a proporvi:
La notizia è stata rilanciata sia da Tom Lamont per il Guardian, sia da Michael Cavna su Comic Riffs, blog ospitato sulla versione elettronica del Washington Post. In particolare, in quest'ultimo contributo, viene riproposto, riprendendo una intervista fatta a Moore sull'argomento, il confronto tra lo sceneggiatore di Northampton e Frank Miller, autore che, per molti a sorpresa, si è schierato contro i movimenti Occupy.
Oggi si festeggia il compleanno di Alan Moore, quindi mi sembra una buona idea proporvi alcuni dei passaggi più interessanti di quelle interviste.
Suppongo che quando stavo scrivendo V for Vendetta abbai segretamente pensato: non sarebbe grande se queste idee avessero realmente un impatto? Così quando inizi a vedere che un minimo di fantasia si intromette nel mondo regolare... E' cuiroso. Ci si sente come un personaggio che ho create 30 anni fa in qualche modo fuggito dal reame della finzione.
E poi le sensazioni al vedere tutte le maschere:
E quando hai un mare di maschere di V, suppongo che ciò renda i protestanti quasi un unico organismo: quel 99% di cui si sente tanto. Ciò è di per se formidabile. Posso capire perché i manifestanti lo hanno adottato.
C'è poi la questione sui diritti sul personaggio. Scrive Lamont:
E' stato ironicamente notato con piacere dai critici della protesta - uno anche tristemente noto da molti dei manifestanti - che l'acquisto di molte maschere di Vendetta è diventato un piccolo affare per la Time Warner, la compagnia che detiene i diritti della creazione di Moore. Sono stati fatti degli sforzi per evitare di alimentare di più le casse della compagnia: il gruppo Anonymous ha riferito di aver importato maschere direttamente da industrie in Cina per aggirare le tasche dell'azienda; lo scorso anno, i dimostranti durante l'evento Free Julian Assange a Madrid indossavano delle repliche in cartone, apparentemente auto-prodotte. Ma più di 100000 delle maschere tra le 4 e le 7 sterline vendute ogni anno, secondo i produttori, finiscono nelle tasche della Time Warner. Ciò disturba Moore?
Risponde Moore:
Trovo comico guardare la Time Warner che prova a camminare su questo precario filo di rasoio.
Grazie ai suoi contatti nell'industria del fumetto, Moore sa che questa amplificazione di vendite nel merchandising di V è stato inteso come un problema preoccupante.
E' un po' imbarazzante per un'azienda che sembra beneficiare di una protesta anti-corporativa. Non è qualcosa con cui vogliono essere associati. E d'altra parte essi non vogliono realmente rifiutare del denaro: va contro tutti i loro istinti.
E questa la sua conclusione sul problema:
Lo trovo più divertente che fastidioso.
Dall'intervista per Honest Publishing, credo che siano interessanti questi due passaggi, entrambi da riferirsi a Frank Miller. Il primo è un po' più generalizzato, mettendo una sorta di pietra politica sul mondo fumettistico, almeno quello anglosassone:
Dal momento che non ho nulla a che fare con l'industria del fumetto, non ho nulla a che fare con le persone in essa. Ho sentito riguardo gli ultimi sfoghi sul movimento Occupy. E' ciò che mi sarei aspettato da lui [Frank Miller]. Mi è sempre sembrato che la maggioranza del mondo dei fumetti, se lo si deve collocarepoliticamente, dovresti dirlo di centro-destra.
E' molto interessante, poi, questo secondo passaggio, dove Moore prova a dedurre il rapporto tra Miller e il movimoento Occupy:
[Il movimento Occupy] è un ululato del tutto giustificata di sdegno morale e sembra essere gestito in modo molto intelligente, non violento, che è probabilmente un'altra ragione per cui Frank Miller sembrerebbe meno che compiaciuto da esso. Sono sicuro che se fosse stato un gruppo di giovani vigilantes sociopatici con le maschere di Batman sui loro volti, sarebbe stato più che a loro favore.
Buon compleanno, Mr. Moore!

28 ottobre 2012

Preavviso?

Su twitter ho rilanciato da una condivisione di Peppe una applicazione on-line dove vengono visualizzati in maniera dinamica tutti i terremoti che stanno avvenendo in questi giorni in Calabria nella zona del Pollino. A quel tweet risponde in questo modo AstroTime: Questo preavviso, prodotto attraverso un modello che sembra tenere conto della posizione degli altri pianeti nel nostro Sistema Solare (forse una variazione delle teorie di Bendandi?), si refirsce a questo sisma (come mi ha anche confermato AstroTime su twitter): ma mi sembra eccessivo riferire la previsione anche al sisma della mezzanotte e mezza circa. Detto questo ho contato i terremoti rilevati dall'INGV nella zona a partire dalla mezzanotte del 28 ottobre 2012, contandone 17 e quindi il modello ha previsto solo 1 terremoto su 17, ovvero tra il 6% e il 7%, con un errore di circa un minuto sull'orario (se mettiamo un intervallo di tempo di una mezz'ora dovremmo considerare due terremoti, nello specifico quello delle 2 meno 10 circa).

P.S.: dalla discussione su twitter che sto avendo, sembra che i terremoti previsti siano molti di più. Ho invitato AstroTime a mettere ordine nei dati e sottomettere a peer review il suo modello e i dati stessi. L'avrò convinto? Anche perché non ho intenzione di minimizzare la sua idea, voglio solo capire se ha senso e solo con un articolo scientifico e una peer review seria si può valutare ciò.

28 settembre 2012

Wiki Loves Monuments a Luzzi

Wiki Loves Monuments è un concorso fotografico dal duplice scopo: da un lato raccogliere il maggior numero di foto di monumenti con licenza creative commons da rendere disponibili per le pagine delle varie wiki e dall'altro permettere alle istituzioni pubbliche mondiali di avvicinarsi a questo mondo. Infatti per partecipare al concorso, bisogna necessariamente fotografare uno dei monumenti che comuni e varie altre organizzazioni locali rilasciano. Per la Calabria sono solo due i monumenti che si possono fotografare, ma in particolare il comune di Luzzi ha deciso di organizzare una sorta di festa per il penultimo giorno della competizione per fotografare l'Abbazia della Sambucina, il monumento luzzese rilasciato per questa occasione. Quindi se domani pomeriggio vi trovate, per caso o per l'occasione, dalle parti di Luzzi, non dimenticate di portare la macchina fotografica!

Fonti: Wiki Loves Monuments | CalabriaOnLine | il Cirotano

14 settembre 2012

Il segreto della 'ndrangheta

Cosa Nostra, con il fenomeno del pentitismo, ha perso credibilità agli occhi della criminalità organizzata straniera, in particolar modo con quella sudamericana. Che, allora, ha iniziato a fare affari con la 'Ndrangheta. Reputando i boss calabresi più affidabili e – ai loro occhi - credibili
Giulio Cavalli da una intervista su Panorama

05 settembre 2012

Archeologia in Calabria: Zambrone e i micenei

Attenzione: il post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione
Un nuovo ritrovamento archeologico, dopo il leone bronzeo sulla costa ionica. Questa volta sono dei professionisti: un gruppo di archeologi guidati da Reinhard Jung dell'Università di Salisburgo e Marco Pacciarelli dell'Università di Napoli hanno riportato alla luce un vasto sito archeologico di epoca micenea nei pressi di Zambrone, in provincia di Vibo Valentia.
Il ritrovamento assume una grande importanza storica, perché per la prima volta sono state ritrovate delle tracce di presenza micenea in Calabria, presenza che prima era solo supposta. Tra le idee che potrebbero essere approfondite in futuro c'è la ricerca di un porto che avrebbe dovuto mettere in diretto contatto con le città stato della Grecia Antica, a dimostrazione che comunque la madre patria mantenne buoni rapporti con le colonie della Magna Grecia.
Maggiori dettagli nelle immagini allegate.
In viaggio nella storia sui passi dei micenei

Zambrone, scrigno di tesori

28 agosto 2012

Pitagora

Pitagora trascorse gli ultimi anni di vita a Metaponto. Dopo la sua morte, la casa in cui era vissuto fu trasformata in un tempio di Cerere, a cui si recavano con grande devozione i metapontini, molto riconoscenti a Pitagora di tutti i vantaggi che avevano ricevuto dai suoi insegnamenti(1).
Questo filosofo è stato uno dei personaggi più glorificati di tutta l'antichità; uno dei pochi saggi che non limitavano il proprio sguardo a cose di interesse privato e di poca importanza, ma mettevano, senza spirito di parte, la propria scienza al servizio del popolo, che egli istruiva, illuminava, avviandolo sulla strada delle virtù morali e della vera gloria.
Girano molte storie ridicole sulle sue opinioni e sulla sua dottrina, che tendono a darci un'idea di lui come di un visionario o di un impostore; ma noi dovremmo essere molto cauti nel dare per scontati gli aneddoti attribuiti al grande uomo in epoche diverse e lontane nel tempo, quando ci accorgiamo che cozzano contro le linee generali della sua filosofia.
Forse il filosofo, per accattivarsi la venerazione e la fiducia di gente credulona e superstiziosa, ritenne necessario diffondere strane e meravigliose leggende allo scopo di indurla a seguire attentamente i suoi insegnamenti e obbedire alle leggi.
Egli fu il legislatore e il riformatore della Magna Grecia. A lui ed ai suoi discepoli i piccoli stati che la componevano sono debitori di una fama che né l'estensione dei loro domini né le loro conquiste avrebbero mai potuto procurargli. La rovina dei magno-greci può essere attribuita al fatto di non aver seguito i suoi insegnamenti; o forse, in qualche misura, proprio ai grandi successi conseguiti grazie ad essi, che portarono quelle repubbliche a un livello di proprietà tanto eccezionale da inebriare le menti dei cittadini fino alla corruzione.
(...)
Pitagora, dopo le sue lunghe peregrinazioni alla ricerca della sapienza, stabilì il proprio domicilio in quel luogo [Crotone], che alcuni scrittori ritengono quello della sua nascita, o almeno di quella dei suoi genitori, mentre lui sarebbe nato nell'isola di Samo, e non nella città italiana che porta quel nome.
Quell'incomparabile sapiente trascorse gli ultimi anni della sua vita a educare i propri discepoli al rigoroso esercizio di virtù morali sublimi, e i crotoniani alla vera arte del governare, la sola che possa assicurare felicità, gloria e indipendenza.

(1) Alcuni autori scrivono che alla sua morte il tempio fu dedicato a Crotone

(da A cavallo in calabria fra antiche rovine di Henry Swinburne, estratto da Travels in the two Sicilies, traduzione di Giorgio Massacra - versione inglese del passaggio citato su Doc Madhattan)

21 agosto 2012

Un leone nello Ionio

Attenzione: il post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione
Nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia di quello che promette di essere uno dei ritrovamenti archeologici più importanti in Calabria dopo i Bronzi di Riace di 40 anni fa.
A ritrovare la testa di leone, e, sembra, anche una armatura, lasciata al momento in acqua, sono stati tre appassionati di immersioni: Leo Morabito, Bruno Bruzzantini, Bartolo Priolo.
Alla notizia del ritrovamento, così ha commentato la soprintendente Simonetta Bonomi:
In questi casi è di vitale importanza avvisare subito gli organi deputati, a loro volta tenuti a intervenire per salvaguardare il sito del rinvenimento, mettendo al sicuro i reperti "nobili", così da fare in modo che resti intatto per le successive indagini. Il modo inaspettato con cui è stata diffusa la notizia forse ha sciupato una scoperta importante, ma ancora non possiamo dirlo con certezza. Mi recherò di persona quanto prima a visionare il reperto.
I tre sub sono stati intervistati da Aristide Bava per quelli della Gazzetta del Sud: Il quotidiano di Calabria e Sicilia ha anche colto l'occasione per scrivere un trafiletto sui 40 anni dei Bronzi, al momento ignorati dal consiglio regionale, a dimostrazione della scarsa attitudine al marketing della nostra regione:
Aggiornamento del 23/08/2012:
Nella giornata del 22 agosto un gruppo di esperti sommozzatori si sono gettati nelle acque di Capo Bruzzano, dove erastata ritrovata la testa di leone, scoprendo che la forma scintillante intravista da Leo Morabito durante la sua immersione non era altro che un radiatore
(...) forse residuo di qualche carretta del mare giunta in una zona con il suo carico di anime disperate.
scrivono nella sintesi della Gazzetta del Sud, che così conclude:
La soprintendente archeologica Simonetta Bonomi, sin dal primo istante, ha frapposto cautela al dirompente entusiasmo: il leone potrebbe essere d'epoca romana... oppure no. Il responso alle analisi.
A tal proposito l'assessore regionale Mario Caligiuri afferma che:
In base ai primi accertamenti, la testa di leone (...) sembrerebbe pienamente somigliante ai leoni di Nemi, esposti a Palazzo Massimo a Roma e potrebbe risalire al secondo secolo dopo Cristo. Comunque attendiamo verifiche ancora più puntuali.
In attesa delle quali, sempre secondo Caligiuri, il ritrovamento
(...) conferma che i fondali della Calabria sono ancora ricchi di beni.
L'assessore, poi, afferma che il ritrovamento, quaranta anni fa, dei Bronzi di Riace è da considerarsi la più grande scoperta mondiale di archeologia subacquea. In attesa di verificare l'affermazione del nostro, la soprintendente Simonetta Bonomi ha cercato di sottolineare come allertare immediatamente le autorità competenti avrebbe evitato questo spreco di risorse, riferendosi alla immersione di recupero che ha portato a galla solo un radiatore.
In effetti le operazioni di recupero sono sembrate un po' affrettate, sotto l'onda dell'entusiasmo di un ritrovamento che si voleva a tutti i costi fosse più importante di quello dei Bronzi: attendere qualche giorno in modo tale che un gruppo di ricercatori competenti venisse a fare dei rilievi con la strumentazione necessaria era sicuramente la scelta più logica.

17 agosto 2012

Il concorso per dirigenti scolastici in Calabria

Attenzione: post modificato dopo la prima pubblicazione

Oggi sulla Gazzetta del Sud e' stata pubblicata una lettera interessante inviata al ministro Profumo riguardo il recente concorso per dirigenti scolastici in Calabria.
Buona lettura:

01 agosto 2012

Strage di Bologna: tra mozziconi e deviazioni segrete

Domani sarà il 2 agosto. Nel 1980 ci fu la famosa strage di Bologna, uno dei più gravi atti terroristici mai compiuti in Italia per il quale c'è della gente in carcere che sta pagando, terroristi dell'estrema destra come Giuseppe Valerio Fioravanti.
Nonostante queste certezze giudiziarie, però, l'intera vicenda è ancora avvolta nel mistero, e anche le dichiarazioni di Fioravanti durante il documentario Un solo errore proiettato a Bologna il 30 luglio 2012 sembrano confermare questa idea:
A noi è andata di lusso. L'ho sempre detto e ringrazio i bolognesi perché hanno esagerato talmente tanto che alla fine veniamo chiamati a rendere conto solo di una cosa che non abbiamo fatto e non di quelle che abbiamo commesso veramente, quindi veniamo perdonati per le cose che abbiamo fatto davvero perché nessuno in fondo ci pensa e discutiamo invece all'infinito di un'altra cosa. E' un paradosso.
E' abbastanza indicativa, poi, questa affermazione di Licio Gelli, nello stesso documentario, riguardante la P2:
noi abbiamo facilitato lo Stato italiano per tanto tempo
Che mi sembra sia perfetta affiancata a quest'altra di Fioravanti:
I servizi segreti deviati sono una bestemmia. I servizi segreti devono fare cose deviate, per fare le cose dritte ci stanno la polizia e i carabinieri.
Al di là del fatto che polizia e carabinieri in questi anni non hanno fatto poi così tante cose dritte (se vediamo il loro operato dal punto di vista della gente comune), in queste due ultime citazioni sta probabilmente tutta l'essenza dello stato, in particolare di quello italiano, fatto di un controllo sotterraneo parallelo a quello evidente condotto da forze dell'ordine, politica e fisco.

Tutte le citazioni sono tratte dall'articolo di Giorgia Bentivogli uscita circa una settimana fa sulla Gazzetta del Sud (vedi immagine sotto o quella a dimensione reale)

30 luglio 2012

Calabria olimpica: Rosalba Forciniti


(foto via leggo.it)
The good girls go to heaven, the bad girls go to London, Rosalba Forciniti, di Cosenza, dopo aver vinto il bronzo nello judo alle Olimpiadi di Londra 2012.

27 luglio 2012

Esami truccati all'Unical

Questa storia degli esami truccati all'Unical è iniziata un po' di tempo fa e sta marciando abbastanza spedita. L'intera storia è partita da Lettere e Filosofia, dove un professore si è accorto che qualcuno aveva falsificato la sua firma sul registro degli esami. Da qui si è scoperto che anche altri esami di Ingegneria, Farmacia e Scienze Matematiche Fisiche e Naturali sono stati falsificati. E per una volta sembra che i professori non c'entrino un bel niente in tutta la storia:

(zoom)

26 luglio 2012

Facce precarie


(versione a maggiore definizione)
Tristi e (spesso) senza stipendio si autodefiniscono "lavoratori a nero autorizzati dallo stato". Più semplicemente "Lpu".
Continua a leggere l'articolo fotografato:
Si potrebbe commentare: è normale che i privati hanno utilizzato una serie di contratti indecenti se alcuni di questi vengono utilizzati anche dallo stato!

P.S.: l'articolo è apparso sul numero di ieri di Gazzetta del Sud.

25 luglio 2012

La centrale a carbone di Saline Joniche

Durante il periodo estivo soprattutto, quando si torna in Calabria per ritemprarsi un po', capita di leggere i quotidiani calabresi. E sul giornale di questa mattina leggo una notizia di questo genere, rimanendo positivamente stupito sull'azione, anche abbastanza tempestiva, della giunta regionale.

17 luglio 2012

Il difensore della costituzione

La mossa del Presidente Napolitano, che ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo per le intercettazioni indirette casualmente effettuate nei suoi confronti, desta perplessità perché si muove nella stessa logica che tende ad interpretare le prerogative degli organi costituzionali nell'ottica dello Statuto albertino, piuttosto che della Costituzione Repubblicana.
(da Napolitano, Berlusconi o Vittorio Emanuele III? di Domenico Gallo)
Considerando, come Rousseau, che
La Democrazia esiste laddove non c'è nessuno così ricco da comprare un' altro e nessuno così povero da vendersi.
direi che, anche alla luce dei fatti recenti, si può generalizzare dicendo che la democrazia esiste laddove non c'è alcuno stato, repubblicano o monarchico che sia, dove una qualunque carica può interpretare le leggi condivise a suo favore in base alla convenienza del momento.

17 aprile 2012

Il mio sguardo libero

Durante i viaggi pasquali, soprattutto quando ci si sposta in treno, capita di sostare a Roma, alla stazione Termini, la stazione dove passa la maggior parte del traffico ferroviario nazionale. E in questo periodo alla stazione Termini, dal lato sempre affollato delle biglietterie, è ospitata una mostra fotografica fatta, semplicemente, di persone. Per certi versi sono persone qualunque, per certi altri non lo sono. Sono persone qualunque, nel senso che vivono in mezzo a noi, e non hanno poi nulla di così speciale: non sono particolarmente belli, non hanno il sangue blu, non hanno particolari superpoteri. E hanno degli occhi, uno sguardo come tutti. Sta però in quello sguardo il loro essere speciali, nel sogno racchiuso in quegli occhi, un sogno che quegli occhi riescono a vedere: un'Italia libera dalla mafia. E il loro essere speciali sta proprio in questo, ma non solo. Sta anche nel fatto che ci provano, ad avere una Italia senza mafia. Come molti e molti altri. Loro sono la punta dell'iceberg. Osservateli bene (tra loro riconoscerete un po' di gente, come quel Giulio Cavalli che spesso cito su questo blog, o un'altra colonna della letteratura impegnata italiana, Roberto Saviano), perché loro, in fondo, non fanno altro che raccontare. E ogni tanto dovremmo farlo anche noi, perché, come ricorda Saviano, anche raccontare è un atto di ribellione alla mafia molto più forte di quel che si pensa.

14 aprile 2012

La Settimana della Cultura 2012 a Lamezia Terme

C'è qualcosa di ironico nell'aria in questo momento in cui la Lega, che urlava contro Roma ladrona con intenti separatisti, sta ora scoprendo di avere avuto dei ladroni in casa, e nel frattempo un blog calabrese, scritto (ogni tanto) da un calabrese a Milano parla di problemi come la mafia raccontati a Milano, mentre un blog lombardo tenuto da un lombardo parla di quello che l'associazione Pramantha farà in quel di Lamezia durante la XIV Settimana della Cultura, che si apre proprio oggi. E quello che Marco Fulvio Barozzi, meglio noto come Popinga, ha da dire lo trovate qui sotto, come immagine. Ed è un bel leggere:
Ulteriori informazioni sulla Settimana della Cultura in Calabria le trovate su Utopie Calabresi.

12 aprile 2012

L'innocenza di Giulio: presentazione del libro

Prima di passare dalla Feltrinelli, Giulio Cavalli ha parlato del suo libro e di Giulio Andreotti a Radio Popolare. Questa è la chiacchierata fatta:
E passiamo all'incontro alla libreria Feltrinelli, a Milano, in Piazza Piemonte. Sul palchetto in fondo alla sala, al tavolino con l'acqua e un pacchetto di libri, stanno seduti Giulio e Nando Dalla Chiesa, non solo una persona impegnata nella lotta alla mafia, ma qualcuno che il periodo Andreotti, quello che è stato chiamato andreottismo, lo ha vissuto, lo ha in un certo senso anche pagato, se Andreotti si è permesso di scrivere
Spero che si penta di averlo scritto
riferendosi al suo libro sul divo Giulio.
E Dalla Chiesa, forse, emoziona più dello stesso Cavalli, per passione e intensità degli interventi, in alcuni momenti, tanto che all'improvviso sembra che l'intera libreria cada in un silenzio assoluto, totale, proprio mentre racconta delle inopportune amicizie di un presidente del consiglio che decenni dopo sarebbe stato cervelloticamente dichiarato innocente per ciò che non era caduto in prescrizione e mafioso per ciò che era finito in prescrizione!
E a tal proposito è bellissima la frase di Giulio, una sorta di spot del suo libro, ma soprattutto uno spot per tutti quelli che vogliono informarsi e informare:
Non possiamo mandare in prescrizione la memoria di ciò che è stato Gilio Andreotti
Non possiamo proprio.
Soprattutto perché sulla apparente innocenza di Andreotti l'Italia ha costruito la sua, di innocenza, come ha più volte sottolineato Dalla Chiesa ieri. L'Italia, infatti, aveva bisogno che Andreotti non risultasse mafioso, perché, almeno l'Italia che lo sosteneva, non poteva concepire di essersi affidata a un politico colluso con la mafia, non poteva accettare di vivere in uno stato mafioso. E tutto questo era necessario a maggior ragione per il fatto che Giulio Andreotti, questa repubblica, l'ha anche creata, quindi la stortura, per certi versi, sta addirittura all'origine, in una sorta di prosecuzione con i tempi precedenti, con la stessa unità d'Italia, quando la politica, agli albori della nazione, ha alimentato la corruzione per controllare meglio il sud d'Italia (leggetevi Il Gattopardo, se non vi fidate).
Ma il dramma di quest'Italia non si chiude qui, anzi prosegue, con una classe politica post-andreottiana cresciuta con il complesso di inferiorità nei confronti di Andreotti, perché diciamolo chiaramente: i suoi eredi sono anche peggio, perché non solo sono corrotti, ma non sono nemmeno intelligenti ed educati quanto il loro distorto punto di riferimento.
E poi c'è una questione, affrontata anche da una domanda del pubblico, quella della verità giudiziaria, qualcosa da utilizzare a piacere, per certi versi, un modo per dimostrare le proprie posizioni al di là dei fatti. Come ricorda Dalla Chiesa, in effetti, la verità giudiziaria semplicemente ratifica il rispetto o meno delle leggi, proposte dai politici e approvate dalla loro assemblea, il parlamento. I fatti reali, invece, che vengono anche raccontati nel processo, possono avere una rilevanza, sulla persona e il ruolo che essa ricopre, ben maggiore di quello che stabilisce la legge, come l'essersi intrattenuto con un latitante o l'aver taciuto una verità anche giudiziaria. Questi fatti, noti, possono avere una importanza giudiziaria relativa alle leggi in vigore, ma hanno una importanza sulla persona che è indipendente dal loro valore penale: suggeriscono l'esistenza di rapporti stretti, di una connivenza creata per vantaggio personale, nascondendola dietro quei quattro bocconi che ora lo stato ora la mafia elargivano ed elargiscono alla gente.
Io non so se si sono incontrati, ma se si sono incontrati si sono baciati
E' questo l'emblema del rapporto tra una generazione di politici e di italiani e il loro capo, Andreotti, e la criminalità organizzata, una raccolta di non so, di non è certo, e di consuetudini che si vogliono provare al di là dei fatti, quelli sì provati.

Forse il fondo del barile lo abbiamo toccato. Forse è il caso di risalire di nuovo. Certo un po' di speranza ancora c'è se Giulio Cavalli è in grado di scrivere:
Spero di essere all'altezza dei miei lettori.

07 aprile 2012

Acquaformosa, comune "deleghistizzato"

Quando mi trovo giù per le vacanze, succede di leggere il giornale, e questa mattina su La Gazzetta del Sud, nella doppia paginata dedicata alla crisi della Lega e alle dimissioni di Bossi dalla segreteria del partito (che poi, a tutti gli effetti, il ragazzo gira ancora per il partito a lanciar proclami) c'è un trafiletto dedicato al comunue di Acquaformosa in provincia di Cosenza:
Interessante, ad ogni modo, quello che ha affermato il sindaco Giovanni Manoccio nella conclusione dell'articolo:
Ora, visto che difficilmente i leghisti potranno continuare a risiedere nei propri territori, se vorranno potranno chiedere asilo politico nel nostro comune deleghistizzato. Noi provvederemo a sistemarli in appartamenti vicino agli immigrati ed a contatto con i cittadini del tanto vituperato meridione.
La definizione di deleghistizzato è diretta conseguenza delle politiche adottate dalla giunta di Manoccio, simboleggiata da questo slogan
Nel nostro comune non togliamo le panchine agli immigrati, anzi le dotiamo di cuscini.

04 aprile 2012

Il prof. Angelo Tartaglia esamina la TAV

Il Prof. Angelo Tartaglia, professore ordinario di fisica, relatività e tensori al Politecnico di Torino, spiega, nel video seguente, le motivazioni tecniche per dire no alla TAV.
Riguardo i flussi di traffico vi propongo questo grafico, tratto dall'articolo di Terenzio Longobardi No TAV o No Tir?
Dal video, infine, estraggo un paio di citazioni interessanti:
Le quantità materiali non possono crescere più di tanto, per leggi fisiche.
Ma attenzione che chi la propone non è che sia proprio attaccato all'idea di fare l'intera linea. E' attaccato all'idea di aprire un grande cantiere. Non è la stessa cosa.
(via gravitazero, dottorcarlo)

16 marzo 2012

Seminario di sensibilizzazione della Promethes sui problemi alcologici e alcol correlati

Riceviamo e pubblichiamo, scusandoci per il colpevole ritardo.
Un CAT a Carlopoli come punto di riferimento per il territorio del Reventino.

La Promethes, associazione di promozione sociale, nell'ambito del mese del benessere psicosociale ha proposto un seminario di sensibilizzazione sui problemi alcologici e alcol correlati tenuto dal dottore Franco Montesano - Presidente dell'Associazione Provinciale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (A.P.C.A.T.). Ad affiancarlo il presidente dell'associazione, la dottoressa Angelina Pettinato e il vicepresidente la dottoressa Graziella Mazza. Il presidente ha introdotto i lavori presentando il mese del benessere e le attività svolte, puntando l’attenzione sul concetto di sviluppo di servizi psicosociali nei territori interni. La dottoressa Mazza ha presentato i club degli alcolisti in trattamento (CAT) sottolineando l'importanza dell’approccio familiare , della cura emotiva, del sostegno mutuo e reciproco, nella concertazione dell'intervento riabilitativo tra specialisti e famiglie. I club, infatti, coinvolgono in prima persona la famiglia dell'alcolista. Tutti vi partecipano perché tutti i familiari vivono il dramma dell'alcolismo e, a vario titolo ne subiscono le inevitabili conseguenze. Nei C.A.T. la famiglia viene responsabilizzata e attivamente coinvolta nel percorso di sobrietà. Il dottore Franco Montesano ha discusso sul tema correlato all'uso delle bevande alcoliche. Senza demonizzare, senza alzare bandiere e intraprendere crociate contro chi produce e vende alcol, è necessario comunque porre l'attenzione su come l'abuso di questa sostanza drogastica possa distruggere gli equilibri biologici, emotivi, sociali non solo individuali ma anche familiari, con disagi e danni anche per la comunità di appartenenza.
Dalle statistiche emerge un aumento di abuso tra i giovanissimi e tra le donne. È necessario, dunque, avviare momenti di sensibilizzazione per assumere comportamenti responsabili legati al bere. Per rispondere concretamente ai bisogni del territorio montano, di riferimento, sono state avanzate le seguenti proposte attuabili nel breve termine: aprire un CAT (club di alcolisti in trattamento) per intervenire sul problema in termini di cura propriamente detta; e aprire una Scuola Alcologica rivolta alle famiglie, agli insegnanti, ai cittadini che vogliano saperne di più e per costruire insieme delle buone prassi. Vi è stata anche la disponibilità del Sindaco di Carlopoli a stipulare un protocollo d'intesa, coinvolgendo gli altri sindaci del Reventino per attuare un'azione di prevenzione e recupero nell'area dei comuni interessati.
È chiaro che i soggetti con problemi alcol correlati prima di accedere ai CAT verranno presi in carico dai servizi di riferimento e dai propri medici, ma vi sono casi, non rari, in cui gli alcolisti devono intraprendere parallelamente un percorso di mantenimento della sobrietà tramite la frequenza del club.
Il seminario si è tenuto venerdì 24 [febbraio] nella sala meeting dell'associazione. Erano presenti numerosi professionisti, docenti delle scuole secondarie di primo grado, rappresentanti dell'Avis di Carlopoli e di Cicala, il Comandante della Stazione di Carabinieri di Carlopoli. Non ultimi, il sindaco di Carlopoli Mario Talarico e l’assessore alle politiche sociali Raffaella Arcuri. La loro presenza è un buon segno di reale interesse e sensibilità verso i problemi e i disagi provocati dall'uso di alcol e droghe. Solo concertando, infatti, è possibile costruire servizi utili alla collettività. Da parte sua, la Promethes si è impegnata a offrire la sede e le professionalità utili a costituire un CAT a Carlopoli che funga da punto di riferimento per tutto il territorio limitrofo. Un piccolo passo per crescere insieme, per dare maggiore forza alla convinzione che un dolore condiviso nel luogo emotivo giusto può meglio essere tollerato e superato.