02 dicembre 2011

Cavalli, le 'ndrine, Milano

Viste i recenti fatti avvenuti tra la Calabria e Milano, recupero questo post che un po' per pigrizia un po' per altri motivi non avevo pubblicato a suo tempo, opportunamente modificato, in cui racconto dell'incontro con Giulio Cavalli svoltosi alla Feltrinelli di Piazza Piemonte ormai più di un anno fa. L'occasione è la presentazione del libro Nomi, cognomi e infami, uscito per la Verdenero. A rileggere quelle poche righe che ho, sono tornato con la memoria a quell'incontro, che diventa quasi profetico visto che ora tutta l'Italia è stata messa di fronte alla realtà dei fatti, ovvero l'invasione della 'ndrangheta a Milano.
A introdurre l'incontro, in attesa dell'arrivo di Peter Gomez de Il Fatto Quotidiano, c'era Alberto Ibba, responsabile delle linee editoriali dell'editore ambientale, che di fatto con il libro di Cavalli pubblica il primo vero saggio sulla mafia in quanto tale tra le sue proposte editoriali.
La discussione è lunga, al di là del ritardo di Gomez, e si protrae per più di un'ora. I due si intrattengono piacevolmente tra i contenuti del libro e aneddoti sul lavoro teatrale di Cavalli, come la proposizione dei primi spettacoli teatrali sulla mafia, proposti in Sicilia, a Gela, fianco a fianco di Rosario Crocetta, all'epoca sindaco del comune siciliano:
(...) le prime minacce sono arrivate quando è cominciata la mia amicizia con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, posto dalla lunga mano, che tiene sotto controllo tutto il lodigiano.
Così risponde Cavalli ad una intervista concessa a La Provincia di Varese. E ovviamente nell'incontro sono citati i Lo Piccolo, i Casalesi e altri ineffabili protagonisti, ma ci sono anche improbabili coinvolti, anche se la loro improbabilità è diretta conseguenza della loro apparentemente insospettabile provenienza politica. E' il caso di Angelo Ciocca, della Lega, che sembra collegato con il boss Giuseppe Neri: stupisce soprattutto, come rileva Gomez, il silenzio degli organi dirigenti del partito, un silenzio inquietante, secondo il giornalista, che potrebbe significare qualcosa del tipo siamo pronti a dialogare, indipendentemente dal coinvolgimento effettivo di Ciocca.
E ora una rappresentazione di A cento passi dal Duomo, presso la Festa Barrera del 2009:


(prima parte)

(seconda parte)

(terza parte)

(quarta parte)

Altri post su/con Giulio Cavalli: A cento passi dal Duomo | Vieni via con me

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