08 gennaio 2011

Qualunquemente


Quando Antonio Albanese è stato da Fazio per presentare il film, ha espresso più o meno questo concetto:
Da quando il padre ha lasciato la Calabria per venire al nord fino a oggi, nella nostra regione, è cambiato poco o nulla...
E ora il video sul film, che poi è anche una canzone:

3 commenti:

piegiu77 ha detto...

La canzona "modificata" e'"onda calabra" del parto delle nuvole pesanti: http://www.youtube.com/watch?v=SxMyMEv1pEk

fabristol ha detto...

Purtroppo non sono mai stato in Calabria quindi non posso dare un giudizio su quello che succede lì. Però da tutto quello che si sente, dalla mancanza delle infrastrutture alla criminalità, dalle classifiche sulla vivibilità delle città (Vibo Valentia è sempre ultima) ecc. sembra che il tempo si sia fermato in Calabria. E' veramente così? E quali sono le ragioni di tutto questo?

Io vengo da una regione che fu molto povera e "indietro" rispetto al resto dello stivale sia per cause geografiche che storiche. Ma negli ultimi 20 anni le cose sono cambiate in meglio e ora tutti gli indici parlano di una Sardegna a livello delle regioni del centro più che del Sud.

Pensi che per la Calabria si tratti soprattutto di una ragione geografica? Montagne, mancanza di strade efficienti? O una questione culturale come in molte parti dell'interno Sardegna?
Grazie! sono molto curioso riguardo alla Calabria.

Fabristol

Gianluigi Filippelli ha detto...

Se vivessi in Calabria sempre, la risposta sarebbe probabilmente immediata: questione culturale.
Dall'esterno ho la sensazione che sia molto più di questo, anche perché, leggendo ad esempio Bertarelli (quello del touring club). Giunto in Calabria se non ricordo male a unità d'Italia avvenuta, commentava affermando che:
1) Cosenza, la città "settentrionale" della regione, non aveva nulla da invidiare alle città del nord, se non addirittura era anche meglio per certi versi (esclusi gli episodi, rari a suo dire, di violenza...);
2) in generale alla regione l'unità d'Italia e lo statalismo piemontese avevano nuociuto molto, contribuendo a bloccare sia le produzioni industriali, sia quelle agricole, prima concorrenziali con quelle della Campania sotto i Borboni.
In un certo senso le stesse cose le si ritrova in Lombroso, che l'unità d'Italia l'ha proprio fatta, dove c'è un'aperta critica ai possidenti terrieri che lasciavano incolti vari acri dei loro appezzamenti, piuttosto che darli in gestione ai contadini, che così si vedevano costretti ad affollare le città (con conseguente peggioramento delle condizioni igieniche e aumento di quella che oggi definiremmo micro-criminalità) o magari partire o far partire i figli verso il nord (la propensione della regione di mandare i figli a scuola il più in là possibile nasce, probabilmente, proprio da queste difficoltà).

Qualcuno, a questo punto, potrebbe dire: guarda un po', la storia si ripete.
Ma sappiamo benissimo perché: lo stato sono loro...
In questo senso in Calabria ci siamo piegati al potere più che in altre regioni, e forse anche questa è cultura...