29 novembre 2010

Ignorante?

Franco Senatore, nella puntata di ieri di Report, sembra non sapere nulla riguardo i dati tecnici sul solare o sull'eolico. Nella stessa puntata un geometra, Leopoldo Greco, mi pare, a parte gli aspetti piuttosto equivoci del personaggio, afferma di non poter passare tutto il giorno con il righello in mano, anche se questo, di fatto, dovrebbe essere il suo lavoro...
Riguardo l'eolico, alcuni aspetti interessanti, come il non rispetto delle distanze dalle abitazioni in quel di Girifalco, o la costruzione a ridosso delle spiagge a Isola Capo Rizzuto, dove la maggior parte dei terreni del locale parco eolico appartengono alla famiglia Arena, nota 'ndrina calabrese.
La sensazione, riguardo la Calabria, è che gli Arena siano ancora fortemente in opera sul territorio. Per quel che riguarda l'Italia, la sensazione è che ogni occasione è buona per mettere le mani sui solfi dei cittadini.
Lo stato sono loro!

08 novembre 2010

Bisignano: come affogare un comune per debiti con l'acqua

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera proveniente dal Comitato Calabrese per l'Acqua Pubblica (per chi vuole, è disponibile tutto il documento, in formato word, su Google Docs):

Il socio privato della società So.Ri.Cal. S.p.A. è la multinazionale francese Veolià, inopinatamente allontanata dalla gestione degli acquedotti parigini, nella sua terra di Francia.
E così la Calabria resta la terra di accoglienza degli "esuli" francesi e, si sa, per gli esuli la vita è sempre dura, ma i calabresi sono gente di cuore. Gli "esuli" francesi gestiscono i nostri acquedotti, ovviamente la parte buona, realizzando profitti ed utili ma soltanto perché sono "esuli". La Regione Calabria, socio di maggioranza assoluta nella società mista So.Ri.Cal. S.p.A., contribuisce con anticipazioni milionarie ad alleviare la condizione di "esuli". Ovviamente, uno può immaginare, la So.Ri.Cal. S.p.A. ricambierà l'accoglienza e l'ospitalità verso i calabresi, se non altro perché vive una condizione, quella dell'esilio dalla terra madre, che per i Calabresi, purtroppo, ha rappresentato e rappresenta la quotidianità.
Invece non è così, ma non per cattiva volontà, soltanto perché lo status di "esuli" comporta una continua ricerca di sicurezza anche in proiezione futura.
L'esempio di quanto accaduto nel Comune di Bisignano è, in tal senso, illuminante.
Questo Comune in provincia di Cosenza era divenuto debitore della società So.Ri.Cal. S.p.A., per la fornitura dell'acqua potabile della somma di euro 443.242,17 per il periodo 2005 – 2008. Somma che non riusciva a pagare per evidenti difficoltà di natura finanziaria, nonostante i cittadini abbiano provveduto al pagamento dei propri consumi idrici.
Si sa che i calabresi sono fra i cittadini più poveri dell'intera comunità europea ed i Comuni, soprattutto nell'enorme crisi che ci accompagna, hanno risorse molto esigue.
Lo status di "esuli", evidentemente, induce però la So.Ri.Cal. S.p.A. a richiedere al Comune non solo il pagamento di quella somma ma anche euro 50.682,69 per interessi moratori.
Ovviamente il Comune di Bisignano non ha i soldi per pagare e così, in data 16.03.2009, chiede alla So.Ri.Cal. S.p.A. di poter estinguere il debito con un piano di rientro di 20 rate mensili a decorrere dal maggio 2009; chiede pure alla società di rinunciare alla pretesa degli interessi moratori e rivalutazione monetaria.
Gli "esuli" francesi in Calabria si dicono disponibili a concedere una dilazione nel pagamento a condizione, però, di sottoscrivere una nuova "Convenzione di Utenza".
In data 27.04.2009 viene approvata e sottoscritta la nuova Convenzione che stabilisce il piano di rientro del debito pregresso di euro 443.242,17 da estinguersi in 20 rate mensili da euro 22.162,10 ciascuna; la decorrenza della prima rata è però spostata al maggio 2008.
Il Comune di Bisignano riesce a far fronte ai pagamenti, con ogni sforzo riferito ad una grave situazione di cassa, fino al 31.12.2008 non riuscendo, però, a garantire il pagamento degli importi alla società So.Ri.Cal. S.p.A. per tutto l'anno 2009. E adesso cosa succederà? Cosa faranno gli "esuli" francesi in Calabria?
Anzitutto, tanto per cominciare, la So.Ri.Cal. S.p.A. mette in mora il Comune di Bisignano richiedendo, tra l'altro, il pagamento dell'intero importo dovuto a tutto il 3° trimestre 2009, pari ad euro 504.955,69, in unica soluzione ed entro 15 giorni a datare dalla richiesta.
Il Comune di Bisignano, che ovviamente non ha quei soldi, fa probabilmente leva sullo status di "esuli" della società, pensando che il destino che accomuna i bisognosi in fondo è lo stesso.
Per questo, chiede alla società So.Ri.Cal. S.p.A. l'adozione di un nuovo piano di rientro dell'intero debito di euro 504.955,69, proponendosi di estinguerlo in 15 rate mensili di euro 33.663,74 a decorrere da marzo 2010. La risposta degli "esuli" francesi non tarda a venire e, forse a causa del proprio status, è sempre accompagnata dalla richiesta di una ulteriore "Convenzione di Utenza".
La nuova Convenzione prevede l'estinzione del debito, che nel frattempo ha raggiunto la cifra di euro 514.551,67, con una dilazione di 60 rate mensili di euro 8.575,86 cadauna con decorrenza da maggio del 2010 fino ad aprile del 2015.

05 novembre 2010

Cose nostre

Rilancio dal Blogghetto di Flavio Ubaldini (via Michele Dotti):


Venerdì 5 novembre 2010 (dalle 20 alle 24), esattamente a due mesi di distanza dal brutale assassinio del "sindaco pescatore" andrà online "a rete unificata" una straordinaria maratona per la legalità.
"Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo", questo il titolo della diretta, alla quale io avrò il grande onore di portare un mio personale contributo..
Per l'occasione sarà attivo questo sito (cosenostre.tv) che raccoglierà adesioni, testimonianze di solidarietà, segnalazioni e denunce di illegalità. La diretta sarà trasmessa anche su tutte le micro web tv aderenti e rilanciata dai grandi network editoriali italiani ed esteri.

01 novembre 2010

Il discorso di Pericle agli ateniesi

Citato nella puntata del 21 ottobre 2010 di Annozero da Travaglio, eccolo per i nostri lettori:

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in é una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così

(trovato sul blog di Fabio Marzocca)